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Lettera circolare 29/08/1995

Lettera circolare 29/08/1995 - Ministero dell'interno - Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Adempimenti di prevenzione e protezione antincendi. Chiarimenti. Gazzetta Ufficiale 06/10/1995 n. 234

Lettera circolare 29/08/1995
Ministero dell’interno – Decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Adempimenti di prevenzione e
protezione antincendi. Chiarimenti.
Gazzetta Ufficiale 06/10/1995 n.
234

Sono pervenute a questa Direzione numerose richieste di
chiarimenti riguardanti questioni interpretative o applicative del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, concernente il
miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di
lavoro, per quanto attiene gli adempimenti relativi alla prevenzione e
protezione- incendi.
Preliminarmente occorre rammentare che il decreto
legislativo non comporta modifiche alla precedente normativa sulla
sicurezza antincendio, in quanto e’ soprattutto mirato ad una diversa
impostazione del modo di affrontare le problematiche della sicurezza
sul lavoro.
Le innovazioni tendono infatti ad istituire nell’azienda
un sistema di gestione permanente ed organico diretto alla
individuazione, valutazione, riduzione e controllo costante dei
fattori di rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori, mediante:

la programmazione delle attivita’ di prevenzione in coerenza a
principi e misure predeterminai;
la informazione, formazione e
consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti;

l’organizzazione di un servizio di prevenzione e protezione, i cui
compiti possono essere svolti in alcuni casi direttamente dal datore
di lavoro e del quale devono far parte i lavoratori incaricati di
attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendi e gestione
delle emergenze.
La legislazione precedente, in materia di sicurezza
antincendio, rimane pertanto in vigore quale riferimento obbligatorio
per l’attuazione delle specifiche misure di sicurezza.
Nel richiamare
l’attenzione circa l’emanazione da parte del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale di apposita circolare di indirizzo
sull’applicazione del decreto legislativo n. 626/1994 (circolare n.
102/95 del 7 agosto
1995, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 194
del 21 agosto 1995), si forniscono di seguito chiarimenti sui
principali adempimenti previsti dal decreto legislativo in materia di
sicurezza antincendio, nelle more dell’emanazione dei decreti
applicativi di cui all’art. 13 del decreto medesimo.
A) Valutazione
del rischio di incendio.
La prevenzione incendi viene definita dal
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577,
materia di rilevanza interdisciplinare che studia ed attua misure,
provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi a ridurre la
probabilita’ dell’insorgenza di un incendio e a limitarne le
conseguenze.
La valutazione del rischio di incendio costituisce
strumento fondamentale per il conseguimento delle finalita’ di cui
sopra e l’esito di detta valutazione, unitamente al piano
organizzativo-gestionale di cui al successivo punto B), costituisce
parte specifica del documento di cui all’art. 4, comma 2, del decreto
legislativo.
A1) Criteri per procedere alla valutazione del rischio
di incendio.
Premesso che restano nella sfera delle autonome
determinazioni del datore di lavoro l’individuazione e l’adozione dei
criteri di impostazione ed attuazione della valutazione dei rischi –
della quale e’ chiamato a rispondere in prima persona – si ritiene di
fornire le seguenti indicazioni sui criteri per procedere alla
valutazione dei rischi di incendio.
a) Identificazione dei pericoli.

Nell’ambiente di lavoro preso in esame, vanno identificati tutti quei
fattori che presentano il potenziale di causare un danno in caso di
incendio, quali:
materiali combustibili ed infiammabili;
sorgenti di
ignizione;
lavorazioni pericolose;
carenze costruttive ed
impiantistiche;
carenze organizzative-gestionali.
b) Identificazione
delle persone esposte.
Dopo aver identificato i fattori che
presentano il potenziale di causare un danno in caso di incendio,
occorre considerare il rischio a cui sono esposte le persone presenti
nel luogo di lavoro, con particolare attenzione a coloro che sono
esposti a rischi particolari, in quanto trattasi di lavoratori per i
quali, rispetto alla media dei lavoratori, i rischi relativi ad un
medesimo pericolo sono comparativamente maggiori per cause soggettive
dipendenti dai lavoratori stessi, quali ad esempio:
neo-assunti;

portatori di handicap;
lavoratori delle ditte esterne
occasionalmente presenti.
c) Eliminazione o riduzione dei rischi.

Dopo aver identificato tutte le persone esposte a rischio, occorre
stabilire per ciascun fattore di rischio, se esso può essere:

eliminato;
ridotto o sostituito con alternative più sicure;
oppure
se occorre adottare ulteriori misure di sicurezza antincendio.
In
tale fase, al fine di stabilire il livello di riduzione di ciascuno
dei rischi presenti, nonche’ confermare le misure gia’ in atto o in
via di adozione, occorre tenere presente:
le norme cogenti (leggi,
regolamenti, decreti);
circolari ed indicazioni della pubblica
amministrazione, ed in mancanza dei suddetti riferimenti:
norme di
buona tecnica;
istruzioni dei progettisti ed installatori;

indicazioni del servizio di prevenzione e protezione;
indicazioni
dei lavoratori;
indicazioni di fonti pubbliche internazionali;

indicazioni di consulenti.
d) Stima del livello di rischio.
Avendo
identificato i fattori di rischio e le persone esposte, eliminata o
ridotta la probabilita’ di accadimento di incendi e le conseguenze, in
conformita’ alla vigente normativa o in sua assenza nella misura del
possibile, si puo’ stimare il livello di rischio di incendio del luogo
di lavoro (rischio residuo), e quindi predisporre un programma
organizzativo-gestionale per il controllo ed il miglioramento della
sicurezza posta in essere.
A2) Finalità della valutazione del rischio
di incendio.
Il procedimento della valutazione dei rischi di
incendio, costituisce efficace strumento per:
ridurre la probabilita’
che possa insorgere un incendio;
limitarne le conseguenze;

consentire l’evacuazione dal luogo di lavoro in condizioni di
sicurezza;
garantire l’intervento dei soccorritori, mediante
l’attuazione, il controllo e il miglioramento delle seguenti
principali misure:
a) predisporre vie di esodo sicure, chiaramente
segnalate e libere da ogni ostacolo;
b) assicurare la stabilita’
dell’edificio in caso di incendio, almeno per il tempo necessario per
evacuare le persone presenti e consentire l’intervento dei
soccorritori;
c) prevedere un’adeguata compartimentazione degli
ambienti di lavoro in relazione ai fattori di rischio;
d) limitare la
presenza o l’uso di sostanze altamente infiammabili;
e) realizzare a
regola d’arte gli impianti tecnici, curandone la periodica
manutenzione;
f) installare apparecchiature di lavoro
tecnologicamente sicure;
g) installare ed assicurare la funzionalita’
di adeguati sistemi di rivelazione ed allarme in caso di incendio;
h)
installare ed assicurare il funzionamento di apparecchiature ed
impianti di spegnimento;
i) affiggere negli ambienti di lavoro le
istruzioni e la segnaletica di sicurezza ai fini antincendi;
l)
predisporre un piano sulle procedure da adottare in caso di incendio,
verificandone periodicamente la sua attuazione;
m) assicurare una
corretta tenuta degli ambienti di lavoro, attraverso un costante
controllo degli stessi al fine di prevenire l’insorgenza di incendi;

n) assicurare una adeguata informazione e formazione del personale
sui rischi di incendi, sulle misure predisposte per prevenirli e sulle
procedure da attuare in caso di insorgenza di incendi.
B)
Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio.
A seguito
della valutazione del rischio di incendio, occorre procedere:
alla
designazione degli addetti alla prevenzione incendi, alla lotta
antincendi e alla gestione delle emergenze nell’ambito del servizio di
prevenzione e protezione;
al programma per l’attuazione ed il
controllo delle misure di sicurezza poste in atto, con particolare
riguardo a:
1) misure per prevenire il verificarsi di un incendio e
la sua propagazione (divieti, precauzioni di esercizio, controlli);

2) controllo e manutenzione dei presidi antincendi;
3) procedure da
attuare in caso di incendio;
4) informazione e formazione del
personale.
B1) Misure di prevenzione.
Molti incendi possono essere
prevenuti richiamando l’attenzione del personale sui pericoli di
incendio piu’ comuni ed impartendo al riguardo precise disposizioni,
con particolare riferimento a:
deposito e manipolazione di materiali
infiammabili;
accumulo di rifiuti e scarti combustibili;
utilizzo di
fiamme libere o di apparecchi generatori di calore;
utilizzo di
impianti ed apparecchiature elettriche;
divieto di fumare;
lavori di
ristrutturazione e manutenzione;
aree non frequentate.
Inoltre
devono essere attuati regolari controlli per garantire:
la sicura
tenuta degli ambienti;
la fruibilita’ delle vie di esodo;
la
funzionalita’ delle porte resistenti al fuoco;
la visibilita’ della
segnaletica di sicurezza;
la sicurezza degli impianti elettrici.
B2)
Controllo e manutenzione dei presidi antincendio.
Le attrezzature
mobili (estintori), gli impianti di spegnimento manuali (naspi,
idranti) ed automatici, gli impianti di segnalazione ed allarme
incendio, l’impianto di illuminazione di emergenza, gli impianti di
evacuazione fumi, devono essere oggetto di regolari controlli e di
interventi di manutenzione, in conformita’ a quanto previsto dalla
normativa cogente e ove mancante dalla normativa tecnica e dalle
istruzioni dei costruttori ed installatori.
B3) Procedure da attuare
in caso di incendio.
A seguito della valutazione del rischio di
incendio, deve essere predisposto e tenuto aggiornato un piano di
emergenza per il luogo di lavoro, che deve contenere tra l’altro ne
dettagli:
a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in
caso di incendio;
b) le procedure per l’evacuazione dal luogo …

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