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Lettera circolare 26/05/1997

Lettera circolare 26/05/1997 n. 600524 - Ministero industria commercio e artigianato - Chiarimenti relativi al decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624.

Lettera circolare 26/05/1997 n. 600524
Ministero industria commercio e
artigianato – Chiarimenti relativi al decreto legislativo 25 novembre
1996, n. 624.

Ai Distretti Minerari e Sezioni U.N.M.I.G.
Loro
Sedi

A seguito dell’emanazione del decreto legislativo in oggetto,
sono stati posti a questa Direzione numerosi quesiti, per cui e’
opportuno fornire alcuni chiarimenti, che costituiscono un primo
approccio ai problemi applicativi derivanti dalle innovazioni
apportate dal decreto in questione al previgente sistema di tutela
della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle industrie
estrattive.
La revisione delle norme di polizia mineraria e la loro
completa integrazione nel contesto generale delle norme per la tutela
della sicurezza e della salute dei lavoratori saranno possibili, ai
sensi della legge 22 febbraio 1994, n. 146 (legge comunitaria 1993),
attraverso decreti correttivi e l’elaborazione di un testo unico.

1.
Campo di applicazione ed attivita’ soggette

Il campo di applicazione
del decreto legislativo in oggetto, di seguito denominato
semplicemente “decreto”, e’ rappresentato dalle attivita’ estrattive,
sostanzialmente come gia’ definite all’art. 1 del D.P.R. n. 128/59,
compresi i lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle
sostanze minerali di prima e di seconda categoria di cui all’art. 2
del R.D. 1443/27. Da tale campo risultano escluse le escavazioni di
sabbie e ghiaie nell’alveo dei corsi d’acqua e nelle spiagge del mare
e dei laghi, sempre che i giacimenti di tali sabbie e ghiaie non
formino oggetto di permesso di ricerca o concessione ai sensi del R.D.
n. 1443/27. Per tali attivita’ valgono dunque le norme del decreto
legislativo n. 626/94.

Alle attivita’ estrattive e’ confermata
l’applicabilita’ delle norme del DPR n. 128/59 e del DPR n. 886/79.
Alle stesse si applicano anche le norme del decreto legislativo n.
626/94 per quanto non diversamente disposto nel decreto n. 626/96, con
l’eccezione del Titolo II – LUOGHI DI LAVORO (art. 30, comma 2 dello
stesso decreto legislativo n. 626/94).
Le norme del Titolo II del
decreto si applicano alle attivita’ in sotterraneo o a cielo aperto;
esse si applicano altresi’ alle attivita’ di perforazione qualora
eseguite in fase di ricerca per minerali solidi per la cui
coltivazione non si prevede di utilizzare perforazioni del
soprassuolo.
Le norme del Titolo III si applicano invece alle
attivita’ condotte mediante perforazione, rappresentata, ai sensi
dell’art. 64, da prospezione, ricerca, coltivazione, lavorazione e
stoccaggio di sostanze minerali ed energie del sottosuolo la cui
coltivazione avvenga mediante la perforazione di pozzi.
In proposito
si osserva che il termine “trivellazione” di cui al titolo del decreto
e’ sinonimo del termine “perforazione”.

In analogia a quanto espresso
dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale con circolare n.
172 del 20.12.1996 (G.U. n. 5, dell’8.1.1997), nel caso di attivita’
estrattive svolte personalmente e direttamente dal titolare in
qualita’ di lavoratore autonomo, non trovano applicazione le norme del
decreto finalizzate alla tutela della sicurezza e della salute dei
lavoratori subordinati.
Il decreto non ha modificato nella sostanza la
definizione di attivita’ estrattive e pertanto esso non fornisce
alcuna ulteriore specificazione riguardo a impianti connessi,
pertinenziali o di lavorazione dei prodotti di cava.

2.
Vigilanza

L’art. 3 del decreto effettua una ricognizione, in base
alle norme vigenti, delle autorita’ preposte alla vigilanza nei vari
settori (miniere, cave, geotermia, idrocarburi, acque minerali e
termali).

Il DPR n. 128/59 ed il DPR n. 886/79 identificavano
normalmente l’autorita’ di vigilanza con la figura dell’Ingegnere
Capo. Tale identificazione e’ stata mantenuta, per omogeneita’, anche
nelle modifiche ad essi apportate dal decreto; in tutte le altre
disposizioni si e’ fatto invece esplicitamente riferimento
all’autorita’ di vigilanza quale struttura individuata
dall’Amministrazione pubblica competente (Stato, Regione, Provincia
autonoma) per l’esercizio della vigilanza sull’applicazione delle
norme di sicurezza e di salute. Il necessario raccordo terminologico
fra “autorita’ di vigilanza” e “Ingegnere Capo” potra’ essere
effettuato in fase di redazione di un testo unico.

3. Utilizzo di
strutture del Servizio Sanitario Nazionale

Premesso che l’art. 4 del
DPR n. 128/59, come modificato dalla legge n. 221/90, dispone che
l’autorita’ di vigilanza provvede alle incombenze di ordine
igienico-sanitario avvalendosi del Servizio Sanitario Nazionale,
l’art. 3, comma 2 del decreto specifica che in tal caso gli oneri
finanziari sono a carico del datore di lavoro.
Tale norma trova la sua
motivazione nelle carenze di professionalita’ e di strumenti di misura
adeguati nel settore igienico-sanitario nell’ambito delle strutture
delle autorita’ di vigilanza. La sua applicazione appare pertanto
correlata alla necessita’ di specifiche valutazioni.
La stessa norma
non trova invece applicazione nel caso in cui l’autorita’ di vigilanza
non presenti tali carenze.

4. Misure generali di tutela

Le misure
generali per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
previste dall’art. 3 del decreto legislativo n. 626/94 vengono
integrate da quelle, relative ad aspetti rilevanti per la sicurezza
nelle attivita’ estrattive, previste all’art. 5 del decreto. Queste
ultime rappresentano indirizzi di ordine generale che trovano nel
resto dell’articolato una concretizzazione in specifici obblighi, con
relative sanzioni.

5. Datore di lavoro e titolare

Il decreto assegna
obblighi sia a carico del titolare che del datore di lavoro.
Il
titolare, definito all’art. 2, comma 1, lettera b) del decreto e’ la
persona giuridica che detiene il titolo minerario o l’autorizzazione
di cava, rilasciato dalla Pubblica Amministrazione, nei confronti
della quale e’ chiamato a rispettare una serie di impegni di tipo
amministrativo stabiliti dalle pertinenti norme. Pertanto, egli
detiene, ai sensi del decreto, notevoli responsabilita’ anche nel
settore della sicurezza e della salute dei lavoratori.
Il datore di
lavoro, definito all’art. 2 del decreto legislativo n. 626/94, e’
invece il responsabile del rapporto di lavoro con i lavoratori da lui
dipendenti e, in ogni caso, dell’attivita’ lavorativa da essi
svolta.
In merito alle responsabilita’ delle due figure di cui sopra,
sono state segnalate a questa Direzione talune discordanze nel
contesto del decreto. L’art. 6 assegna infatti obblighi al datore di
lavoro nei riguardi del DSS, che, d’altro canto, l’art. 9 (per il DSS
coordinato) attribuisce al titolare.
Analogamente, la nomina dei
sorveglianti viene assegnata dall’art. 20, comma 5 al titolare e
dall’art. 7 al datore di lavoro.
Per risolvere tali apparenti
discordanze e per comprendere pienamente le innovazioni introdotte dal
decreto, occorre considerare separatamente il caso di titolare che
esegua direttamente i lavori estrattivi con proprio personale e quello
di titolare che si avvalga, in tutto o in parte, di imprese
appaltatrici o comunque esterne, o di lavoratori autonomi.
Nel primo
caso il soggetto che detiene il titolo minerario (o l’autorizzazione
di cava) svolge direttamente l’attivita’ estrattiva, come avviene
nella maggioranza delle miniere e delle cave. Non esiste, allora,
distinzione fra “titolare” e “datore di lavoro” e, sull’unico
soggetto, si sommano le responsabilita’ di entrambe le figure.
Il
titolare, dunque, in qualita’ di datore di lavoro dei propri operai,
deve predisporre ed aggiornare il DSS, trasmetterlo all’autorita’ di
vigilanza, nominare il sorvegliante, etc.
Nel caso invece in cui il
titolare non effettui alcuna lavorazione con propri lavoratori, ma
affidi completamente le operazioni a ditte esterne, egli sara’ tenuto
ai soli adempimenti che il decreto assegna alla figura del titolare
stesso, quali il coordinamento tra le imprese appaltatrici, la
predisposizione l’aggiornamento del DSS coordinato, la sua
trasmissione all’autorita’ di vigilanza, la nomina del direttore
responsabile e del sorvegliante, ecc.
Infine, nel caso che il titolare
si avvalga dell’opera di altre imprese per condurre solo parte delle
attivita’ estrattive, egli ha sia gli obblighi specifici attribuiti
dal decreto alla figura del titolare, sia quelli propri del datore di
lavoro nei riguardi dei propri dipendenti operanti sul luogo di
lavoro.
Gli obblighi relativi alla sicurezza e salute dei dipendenti
delle imprese appaltatrici operanti sullo stesso luogo di lavoro sono
invece attribuiti ai loro rispettivi datori di lavoro.
I compiti di
tutti i datori di lavoro nei confronti dei propri dipendenti, si
sommano sempre ai compiti che il decreto legislativo 626/94 assegna al
datore di lavoro.

Alla luce di quanto sopra espresso, i compiti che
in ogni caso il decreto attribuisce al titolare sono:
– la
predisposizione del DSS di cui all’art. 6, comma 2, o del DSS
coordinato di cui all’art. 9, comma 2; in tale contesto, il titolare
ha anche la responsabilita’ dell’individuazione del luogo di lavoro e
del computo del numero degli addetti;
– gli aggiornamenti del DSS
(art. 6, comma 3), l’attestazione annuale relativa alla sicurezza
(art. 6, comma 2) la trasmissione del DSS all’autorita’ di vigilanza
(art. 6, comma 4; art. 18, comma 1), obblighi da osservare anche per
il caso di DSS coordinato.
– la nomina del direttore responsabile
(art. 20, comma 1);
– l’attestazione del possesso dei requisiti del
direttore responsabile (art. 20, comma 8);
– la designazione dei
sorveglianti sul luogo di lavoro (art. 20, comma 5; art. 2; comma 1,
lettera c; art. 7, comma 1, lettera a)
– l’attestazione del possesso
dei requisiti dei sorveglianti (art. 20, comma 8);
– la denuncia delle
variazioni di direttore responsabile e sorveglianti (art. 20, commi 12
e 17);
– la presentazione del…

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