Lettera circolare 19/05/1997 | Edilone.it

Lettera circolare 19/05/1997

Lettera circolare 19/05/1997 - Decreto Legislativo 25.11.1996, n. 624 - Chiarimenti in materia di prevenzione incendi nelle attività estrattive condotte mediante perforazione.

Lettera circolare 19/05/1997
Decreto Legislativo 25.11.1996, n. 624 –
Chiarimenti in materia di prevenzione incendi nelle attività
estrattive condotte mediante perforazione.

Con il decreto
legislativo 25 novembre 1966, n° 624. (S.O.G.U. n° 293 del 14 dicembre
1996) sono state introdotte disposizioni aggiornate, sia procedurali
che tecniche, in materia di prevenzione incendi nelle attività
estrattive condotte mediante perforazione, rappresentate, ai sensi
dell’art. 64 del decreto stesso, dalle attività di prospezione,
ricerca, coltivazione, lavorazione e stoccaggio delle sostanze
minerali ed energie del sottosuolo la cui estrazione avvenga mediante
la perforazione di pozzi.
Le nuove disposizioni in materia antincendio
sono contenute principalmente negli articoli 84 e 85 per le attività
che si svolgono in terraferma e negli articoli 90, 92 e 93 per quelle
che hanno luogo in mare.
In merito alla loro applicazione, stante il
diretto coinvolgimento dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco,
si forniscono i seguenti chiarimenti.

A – ATTIVITA’ IN TERRAFERMA
Con
gli articoli 84 e 85 è stata delineata una compiuta procedura per il
deposito dei progetti degli impianti e per l’esame e la verifica delle
relative misure di prevenzione e protezione antincendio, la quale
viene ad integrare e modificare le precedenti disposizioni in materia
previste dal DPR n. 128 del 1959.
L’art. 84 prevede il deposito del
progetto degli impianti presso la competente Sezione periferica del
Ministero dell’Industria, Commercio ed Artigianato – Direzione
Generale delle Miniere – U.N.M.I.G. – (per la Sicilia l’organo
competente è il Corpo delle Miniere della Regione siciliana Settore
Idrocarburi), corredato della necessaria documentazione inerente le
misure di prevenzione e protezione antincendio, sulla quale deve
essere acquisito il parere del Comando Provinciale dei Vigili del
Fuoco competente per territorio. Tale parere, ricadente tra i servizi
a pagamento di cui alla legge n° 966 del 1965, deve essere rilasciato
entro 90 giorni dal ricevimento.
L’art. 85 prevede invece le modalità
di effettuazione della verifica e del collaudo degli impianti da parte
‘di una apposita commissione di cui è chiamato a far parte il
Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco o un suo delegato e le cui
risultanze devono essere formalizzate in apposito verbale.
Poiché
l’art. 85, comma 2, stabilisce che l’esito favorevole della verifica
di cui sopra, vale ai fini del rilascio del Certificato di prevenzione
incendi, ove previsto dalla vigente normativa, si ribadisce al
riguardo che le attività estrattive in terraferma non sono soggette al
rilascio del Certificato di prevenzione incendi in quanto non
ricomprese nell’elenco allegato al DM 16.2.1982 e né, peraltro,
riconducibili alle attività di cui alle tabelle A e B del DPR n. 689
del 1959, in quanto già disciplinate all’epoca da specifica normativa
costituita dal D.P.R. n° 128 del 1959.
Si chiarisce inoltre che anche
eventuali impianti e/o depositi a servizio degli insediamenti stessi,
pur se singolarmente contemplati dall’elenco allegato al D.M. 16
febbraio 1982, non sono soggetti a rilascio di certificato di
prevenzione incendi, ove facenti parte integrante del ciclo produttivo
ovvero se funzionalmente connessi con l’attività di
estrazione-coltivazione mineraria così come definita dall’art. 64 del
decreto legislativo n°624 del 1996.
Nel ciclo funzionale rientrano
pertanto sia le linee di trasporto del greggio e/o del gas dall’area
dei pozzi agli eventuali centri di raccolta e primo trattamento, che i
serbatoi di deposito presso questi ultimi.

B – ATTIVITA’ IN MARE
(IMPIANTI OFF-SHORE)
Con l’art. 90 del decreto legislativo n°
624/1996, è stata semplificata ed aggiornata la procedura di esame e
relativa verifica delle misure di prevenzione e protezione antincendio
sulle piattaforme fisse o strutture fisse assimilabili off-shore, di
cui all’art. 75, comma 1, del D.P.R. n° 886 del 1979, precedentemente
disciplinate dall’art. 41 e dai commi da 3 a 6 del citato articolo 75,
ora abrogati dall’art. 103 del decreto legislativo n° 624/96.
Per
quanto attiene gli adempimenti dei Comandi Provinciali dei Vigili del
Fuoco, le procedure relative sono identiche a quelle previste per gli
impianti in terraferma, con la precisazione che gli impianti off-shore
sono soggetti al rilascio del Certificato di prevenzione incendi in
quanto ricompresi nel punto 96 dell’allegato al D.M. 16 febbraio
1982.

C – CHIARIMENTI SULL’ART. 93 DEL D.L.VO N°624 DEL 1996
Con tale
articolo si è inteso fare chiarezza in merito alle procedure di
deposito progetto e verifica misure antincendio per gli impianti a
mare, di superficie e sottomarini.
Al riguardo si precisa quanto
segue:
a) per le unità galleggianti e strutture analoghe di cui
all’art. 75, comma 2, del D.P.R. n° 886 del 1979, ivi comprese le
unità galleggianti per lo stoccaggio ed il trattamento del minerale,
non è previsto alcun obbligo di deposito progetto e per esse si
applicano le procedure di cui all’art. 40 del D.P.R. n° 886 del
1979;
b) per gli impianti e le condotte sottomarine, l’esame e la
verifica delle misure antincendio evidentemente limitato ai loro
possibili effetti sulle strutture ed impianti di superficie, sarà
condotta con le procedure di cui all’art. 90;
c) per le centrali di
trattamento a terra direttamente collegate mediante tubazioni alle
piattaforme ed alle strutture fisse rigidamente collegate al fondo
marino, si applicano le procedure di cui agli artt. 84 e 85 del D.L.vo
n° 624 del 1996.

Lettera circolare 19/05/1997

Edilone.it