REGIONE PUGLIA, Legge regionale 12/02/2002, n. 3 | Edilone.it

REGIONE PUGLIA, Legge regionale 12/02/2002, n. 3

Legge regionale 12/02/2002 n. 3 - Regione Puglia - Norme di indirizzo per il contenimento e la riduzione dell'inquinamento acustico. Gazzetta Regionale 20/02/2002 n. 25

Legge regionale 12/02/2002 n. 3
Regione Puglia – Norme di indirizzo
per il contenimento e la riduzione dell’inquinamento acustico.

Gazzetta Regionale 20/02/2002 n. 25

IL CONSIGLIO REGIONALE HA
APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
PROMULGA
la seguente
legge:
IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
la seguente legge:

Art.
1
(Finalità)

1. La presente legge detta norme di indirizzo per la
tutela dell’ambiente esterno e abitativo, per la salvaguardia della
salute pubblica da alterazioni conseguenti all’inquinamento acustico
proveniente da sorgenti sonore, fisse o mobili, e per la
riqualificazione ambientale.
2. Tali finalità vengono operativamente
perseguite attraverso la zonizzazione acustica del territorio comunale
con la classificazione del territorio medesimo mediante suddivisione
in zone omogenee dal punto di vista della destinazione d’uso, nonché
la individuazione delle zone soggette a inquinamento acustico e
successiva elaborazione del piano di risanamento.
3. Sono esclusi dal
campo di applicazione della presente legge gli ambienti di lavoro, le
attività aeroportuali e quelle destinate alla difesa nazionale.
4. La
classificazione del territorio comunale concerne la ripartizione dello
stesso in sei zone, classificate secondo quanto disposto dal decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 1991, come di
seguito riportato:
a) classe I, aree particolarmente protette: aree
nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro
utilizzazione, comprendenti le aree ospedaliere, le aree scolastiche,
le aree destinate al riposo e allo svago, le aree residenziali rurali,
le aree di particolare interesse urbanistico, le aree di parco;
b)
classe II, aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: aree
urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con
bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività
commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali;
c)
classe III, aree di tipo misto: aree urbane interessate da traffico
veicolare locale o di attraversamento, con media densità di
popolazione, con presenza di attività commerciali e uffici, con
presenza di attività artigianali e assenza di attività industriali,
aree rurali interessate da attività che impiegano macchine
operatrici;
d) classe IV, aree di intensa attività umana: aree urbane
interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di
popolazione, con elevata presenza di attività commerciali, artigianali
e uffici; aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di
linee ferroviarie, aree portuali, aree con limitata presenza di
piccole industrie;
e) classe V, aree prevalentemente industriali: aree
miste interessate prevalentemente da attività industriali, con
presenza anche di insediamenti abitativi e attività di servizi;
f)
classe VI, aree esclusivamente industriali: aree esclusivamente
interessate da attività industriali e prive di insediamenti
abitativi.

Art. 2
(La zonizzazione acustica del territorio)

1. La
zonizzazione acustica del territorio comunale, vincolandone l’uso e le
modalità di sviluppo, ha rilevanza urbanistica e va realizzata dai
Comuni coordinando gli strumenti urbanistici già adottati con le linee
guida di cui alla presente normativa.
2. La metodologia operativa per
la classificazione e zonizzazione acustica è definita nell’Allegato
Tecnico alla presente legge.

Art. 3
(Valori limite di
rumorosità)

1. Per assicurare la tutela dell’ambiente
dall’inquinamento acustico, si fa riferimento a valori limite del
livello equivalente di pressione sonora ponderato in scala “A”,
LeqA[dB], parametro definito dall’allegato A del decreto del Ministro
dell’ambiente 16 marzo 1998.
2. Per ciascuna delle sei classi del
territorio, riportate nell’articolo 1 della presente legge, non
dovranno superarsi i valori limite del livello equivalente di
pressione sonora ponderato in scala “A”, riferiti al periodo diurno,
dalle ore 6.00 alle ore 22.00, e notturno, dalle ore 22.00 alle ore
6.00, che vengono di seguito
riportati:

________________________
Classi di destinazione d’uso
LeqA[dB] LeqA[dB]
del territorio Periodo Periodo
diurno
notturno
________________________
I. aree particolarmente protette 50
40
II. aree prevalentemente residenziali 55 45
III. aree di tipo misto
60 50
IV. aree di intensa attività umana 65 55
V. aree prevalentemente
industriali 70 60
VI. aree esclusivamente industriali 70
70
________________________

3. Per le zone non esclusivamente
industriali, oltre i limiti massimi per il rumore ambientale, sono
stabilite anche le seguenti differenze, da non superare, tra il
livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A)
[Leq(A)] del rumore ambientale e quello del rumore residuo (criterio
differenziale):
a) 5 dB(A) per il livello continuo equivalente di
pressione ponderato (A) [Leq(A)] durante II periodo diurno;
b) 3 dB(A)
per il livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A)
[Leq(A)] durante il periodo notturno.
La misura deve essere effettuata
all’interno degli ambienti abitativi.

Art. 4
(Competenze della
Regione)

1. Nell’esercizio delle funzioni e compiti riservati alla
Regione di cui all’articolo 12 della legge regionale 30 novembre 2000,
n. 17, la stessa provvede, altresì, a:
a) tenere e aggiornare,
all’interno del sistema informativo ambientale, avvalendosi
dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), la banca
dati rumore, comprensiva della tipologia e dell’entità delle sorgenti
sonore presenti sul territorio;
b) approvare, sulla base dei piani di
risanamento comunali e nel rispetto dei criteri di priorità di cui al
successivo articolo 5, il piano di intervento per il risanamento
dall’inquinamento acustico di cui al successivo articolo 11;
c)
stabilire, per specifiche parti del territorio regionale nelle quali è
necessario assicurare una speciale protezione dell’ambiente dal
rumore, eventuali limiti massimi di livello continuo equivalente di
pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] inferiori a quelli previsti
dal d.p.c.m. 1° marzo 1991;
d) approvare i piani di prevenzione,
conservazione, riqualificazione ambientali per le parti del territorio
regionale nelle quali si ritenga necessario limitare o prevenire un
aumento dell’inquinamento acustico derivante da sviluppo urbano,
industriale, di infrastruttura o nelle quali sia necessario assicurare
una particolare protezione dell’ambiente;
e) fissare i limiti massimi
del livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A)
[Leq(A)] per le attività temporanee e ricreative svolte all’aperto,
soggette ad autorizzazione sindacale in deroga al d.p.c.m. 1° marzo
1991;
f) tenere e aggiornare, su base semestrale, l’Albo dei tecnici
competenti alle misurazioni fonometriche di cui all’articolo 2 della
legge 28 ottobre 1995, n. 447.

Art. 5
(Piano regionale di
risanamento)

1. La Giunta regionale, nell’ambito del piano triennale
per l’ambiente di cui all’articolo 4 della l.r. 17/2000, adotta,
sentito il Consiglio regionale, il piano regionale degli interventi
per il risanamento acustico utilizzando i fondi messi a disposizione
dallo Stato o dall’Unione Europea, oltre che eventuali propri fondi,
stanziati nelle leggi di bilancio.
2. Nella redazione del piano sono
stralciati gli interventi programmati dai Comuni, finanziati con i
proventi delle sanzioni amministrative.

Art. 6
(Interventi di
risanamento acustico:
criteri di priorità)

1. La Regione, ai fini
dell’adozione del piano regionale degli interventi per il risanamento
acustico, adotta i seguenti criteri di priorità con i conseguenti
punteggi:

A. Interventi previsti nelle aree:
a) ospedaliere – punti
8;
b) scolastiche – punti 6;
c) particolarmente protette o
prevalentemente residenziali – punti 5;
d) di tipo misto – punti 4;
e)
di intensa attività umana – punti 3;
f) prevalentemente industriali –
punti 2;
g) esclusivamente industriali – punti 1.

B. Interventi
conseguenti a superamento del limite massimo di Leq in dB(A) per ogni
area:
a) superi di 2 dB(A) – punti 1;
b) superi di 4 dB(A) – punti
2;
c) superi di 6 dB(A) – punti 3;
d) superi di 8 dB(A) – punti 4;
e)
superi di 10 dB(A) – punti 5.

C. Interventi interessanti un numero di
abitanti e/o utenti:
a) da 0 a 100 unità – punti 1;
b) da 101 a 1.000
unità – punti 2;
c) da 1. 001 a 10. 000 unità – punti 3;
d) da 10.001
a 50.000 unità – punti 4;
e) oltre 50.000 – punti 5.

Art.
7
(Competenze della Provincia)

1. Nell’esercizio delle funzioni e
compiti assegnati alle Province di cui all’articolo 13 della l.r.
17/2000, le stesse provvedono, altresì, a:
a) approvare la
zonizzazione acustica e i piani di risanamento dei Comuni, entro tre
mesi dalla presentazione degli stessi;
b) adottare, in caso di
contrasto tra i Comuni interessati, la zonizzazione acustica
relativamente ad aree contigue tra i Comuni stessi;
c) realizzare e
gestire, su tutto il territorio provinciale, avvalendosi dell’ARPA,
sistemi di monitoraggio dell’inquinamento acustico.

Art.8
(Competenze
del Comune)

1. Nell’esercizio delle funzioni e compiti attribuiti ai
Comuni di cui all’articolo 14 della l.r. 17/2000, gli stessi
provvedono, altresì, a:
a) procedere alla zonizzazione acustica del
territorio, provvedendo alla sua trasmissione alla Provincia per
l’approvazione;
b) adottare e trasmettere alla Provincia, per
l’approvazione, i piani di risanamento di cui al successivo articolo
9;
c) esercitare le funzioni di vigilanza e controllo su sorgenti
sonore mobili e temporanee;
d) approvare, avvalendosi dell’ARPA, i
piani di risanamento delle imprese di cui al successivo articolo
10;
e) eseguire campagne di misura del rumore procedendo all’analisi
dei dati raccolti e alla valutazione del disturbo, con lo scopo di
individuare la tipologia e l’entità dei rumori presenti sul
territorio;
f) adottare ordinanze per il ricorso temporaneo a speciali
forme di…

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