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Legge dello Stato 30/12/1960

Legge dello Stato 30/12/1960 n. 1676 - Norme per la costruzione di abitazioni per i lavoratori agricoli. Gazzetta Ufficiale 16/01/1961 n. 13

Legge dello Stato 30/12/1960 n. 1676
Norme per la costruzione di
abitazioni per i lavoratori agricoli.
Gazzetta Ufficiale 16/01/1961
n. 13

Art.1
Si omette in quanto abrogato dal D.P.R. 30-12-1972,
n.1036.

Art.2
Il comitato di attuazione provvede:
1) a proporre al
Ministro dei lavori pubblici la ripartizione tra le varie province dei
fondi disponibili, in conformità ai criteri stabiliti dal successivo
art.6;
2) alla vigilanza sull’azione dei comitati provinciali;
3) a
compilare annualmente il rendiconto delle gestioni sulla base dei dati
forniti dalla banca nazionale lavoro nonché una relazione
sull’andamento della gestione, che sono trasmessi al Ministero dei
lavori pubblici.
Il comitato propone altresì al Ministro dei lavori
pubblici entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, lo schema di regolazione per la esecuzione.

Art.3
Si omette in
quanto dettante norme di scarso interesse tecnico.

Art.4
La
realizzazione delle opere è affidata in ogni provincia dal Ministro
dei lavori pubblici su proposta del comitato di attuazione, al genio
civile ovvero agli istituti case popolari o all’U.N.R.R.A. –
Casas.
L’amministrazione delle opere stesse è affidata con le stesse
forme di cui al comma precedente, agli I.A.C.P., all’U.N.R.R.A. –
Casas, agli enti di riforma e consorzi di bonifica, se
sufficientemente attrezzati, ed alle amministrazioni provinciali ed
enti regione, qualora concorrano all’integrazione dei fondi, di cui
all’ultima parte del successivo art.6.
L’ente cui è demandata
l’amministrazione è tenuto ad istituire una gestione speciale con il
bilancio separato e dovrà inoltrare annualmente rendiconto alla banca
nazionale lavoro, trasmettendolo entro il 31 agosto al comitato
provinciale di cui all’art.7.

Art.5
“Per la esecuzione dei programmi
di costruzione di cui alla presente legge, il Ministro per il tesoro è
autorizzato a contrarre in ciascuno dei sottoelencati esercizi, con il
consorzio di credito per le opere pubbliche, mutui da ammortizzarsi in
un periodo non superiore a 20 anni, fino alla concorrenza di un ricavo
netto indicato come segue:
– dall’anno finanziario 1965 al 1979 lire
20 miliardi annui
– per l’anno finanziario 1980 lire 30 miliardi
annui.
Nei limiti dell’importo complessivo di lire 400 miliardi per
l’intero ventennio, gli importi non mutuati nei singoli esercizi
potranno essere portati ad aumento dell’importo dei mutui di
pertinenza degli esercizi successivi” (così modificato dall’art.1
della L.12-3-1968, n.260).
Entro i limiti della predetta spesa i
programmi di costruzione possono comportare anche il risanamento, il
riattamento e l’ampliamento di vecchie abitazioni già in possesso, a
titolo di proprietà, di lavoratori agricoli dipendenti.
I mutui di cui
al presente articolo saranno contratti nelle forme, alle condizioni e
con le modalità che verranno stabilite con apposite convenzioni da
stipularsi tra il Ministro del tesoro ed il consorzio di credito
operazioni pubbliche autorizzato alla concessione degli stessi mutui,
e da approvarsi con decreti del Ministro medesimo.

Art.6
La
ripartizione annuale dei fondi tra le province è effettuata tenendo
conto delle caratteristiche economiche delle province stesse, del
numero di giornate di lavoro svolte nella agricoltura, del rapporto
tra numero dei lavoratori e giornate di lavoro, degli indici di
affollamento e delle condizioni igienico-sanitarie delle abitazioni
nonché del prevedibile andamento dell’occupazione dei lavoratori
dipendenti dall’agricoltura.
Le somme destinate alle singole province
possono essere integrate da fondi messi a disposizione dalle
amministrazioni provinciali e dagli enti regionali eventualmente
esistenti, secondo le modalità che saranno indicate dal regolamento di
esecuzione della presente legge.

Art.7
Si omette in quanto abrogato
dal D.P.R. 30-12-1972, n.1036.

Art.8
Le case prevedute dalla presente
legge possono comprendere tra i servizi accessori anche i locali
necessari per l’eventuale ricovero degli animali e il deposito degli
attrezzi agricoli.
Il regolamento determinerà i criteri di massima a
cui i comitati provinciali devono attenersi nel fissare i limiti
massimi di ampiezza e di costo delle costruzioni.

Art.9
I lavoratori
singoli o associati in forma cooperativa possono inoltrare domande
all’ente di gestione provinciale di costruzione diretta e di
riattamento e ampliamento delle proprie abitazioni, mediante appalto
dell’opera o esecuzione in proprio.
L’ente, previa approvazione del
comitato provinciale assegna ai richiedenti il valore corrispondente
dell’immobile o delle migliorie da effettuare alle vecchie abitazioni
e vigila sulla esecuzione dell’opera. In caso di esecuzione in proprio
da parte dei lavoratori, l’ente è tenuto alla necessaria assistenza
tecnica.
Si applicano anche nel caso preveduto dal presente articolo
per la esecuzione delle opere, i criteri generali relativi alle
dimensioni delle costruzioni.

Art.10
Per la esecuzione dei servizi
pubblici necessari per rendere idonee alla funzione le aeree destinate
alle costruzioni previste dalla presente legge, il Ministero dei
lavori pubblici è autorizzato ad avvalersi, di concerto con il
Ministero del lavoro e la previdenza sociale, delle disposizioni
contenute nell’art.59 della legge 29-4-1949, n.264 e nell’art.73 della
legge 25-7-1952, n.949.

Art.11
Le abitazioni vengono assegnate in
proprietà, a riscatto o in locazione, secondo la preferenza degli
aventi titolo all’assegnazione.

Art.12
Alle costruzioni eseguite ai
sensi della presente legge si applicano le disposizioni degli artt. 23
e 24 della legge 28-2-1949 n.43.
L’approvazione dei progetti di
costruzione equivale a dichiarazione di pubnblica utilità ed i
relativi lavori sono considerati urgenti e indifferibili.
Ai fini
della presente legge, la misura prevista dalla legge 25-6-1865,
n.2339, per le indennità di espropriazione dei suoli necessaria alle
costruzioni è applicata con la decurtazione del 25%.

Art.13
Il
servizio dei mutui di cui al precedente art.5 sarà assunto dal
Ministro del tesoro a partire dall’esercizio finanziario nel quale i
mutui stessi saranno contratti. Le rate di ammortamento saranno
iscritte negli stati di previsione della spesa del Ministero del
tesoro e specificatamente vincolate a favore del consorzio di credito
di operazioni pubbliche.
Saranno versati all’entrata del bilancio
statale:
– gli interessi maturati sulle somme depositate presso la
banca nazionale lavoro, al netto delle somme che, con decreto del
Ministro dei lavori pubblici di concerto col tesoro, saranno devolute
alle spese di funzionamento dei comitati costituiti con la presente
legge;
– le somme ricavate dalla vendita degli alloggi.
Le somme
ricavate dalla locazione delle abitazioni, detratto il 25%, per le
spese della gestione speciale degli enti di cui al precedente art.4
ivi comprese le spese di manutenzione e riparazione degli
immobili.

Art.14
Le operazioni di mutuo e tutti gli atti ad esse
inerenti e conseguenti sono esenti da ogni imposta e tassa, compresa
la quota abbonamento all’art.8 del Regio decreto legge 2-9-1919,
n.1627, convertito in legge 14-4-1921, n.488.

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