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Legge dello Stato 30/04/1999

Legge dello Stato 30/04/1999 n. 136 - Norme di sostegno e di rilancio dell'edilizia residenziale pubblica e per interventi in materia di opere di carattere ambientale. Suppl. Ordinario G.U. 18/05/1999 n. 97

Legge dello Stato 30/04/1999 n. 136
Norme di sostegno e di rilancio
dell’edilizia residenziale pubblica e per interventi in materia di
opere di carattere ambientale.
Suppl. Ordinario G.U. 18/05/1999 n.
97

CAPO I – NORME DI SOSTEGNO E RILANCIO DELL’EDILIZIA PUBBLICA

Art. 1. (Disposizioni di modifica della legge 17 febbraio 1992, n.
179, e successive modificazioni)
1. Alla legge 17 febbraio 1992, n.
179, e successive modificazioni, sono apportate le modifiche di cui al
presente articolo.
2. Dopo il comma 7 dell’articolo 3, é inserito il
seguente:
“7- bis . Gli interventi di edilizia residenziale pubblica
devono pervenire all’inizio dei lavori entro tredici mesi dalla data
di pubblicazione del provvedimento regionale di individuazione dei
soggetti attuatori nel Bollettino ufficiale della regione; qualora sia
stipulato un accordo di programma, i predetti interventi devono
pervenire all’inizio dei lavori entro tredici mesi dalla data di
pubblicazione dell’accordo medesimo”.
3. Al comma 8 dell’articolo 3,
le parole: “entro dieci mesi dalla data di pubblicazione del
provvedimento regionale di individuazione dei soggetti attuatori sul
Bollettino ufficiale ” sono sostituite dalle seguenti: “entro i
termini di cui al comma 7- bis “.
4. Al comma 8- bis dell’articolo 3,
dopo le parole: “il Ministero dei lavori pubblici promuove e adotta,
entro i successivi sessanta giorni, un accordo di programma ai sensi
dell’articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142” sono inserite le
seguenti: “, nel quale é stabilito anche il termine per l’inizio dei
lavori”.
5. Il comma 3 dell’articolo 8 é sostituito dal seguente:

3 . Il corrispettivo di godimento da porsi a carico del socio
assegnatario di alloggio di cooperativa edilizia ovvero il canone di
locazione sono determinati, ai sensi dell’articolo 26 della legge 27
luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni, in base al piano
finanziario relativo ai costi dell’intervento costruttivo da
realizzare sull’area concessa dal comune o stabiliti nella
convenzione. Fino al trasferimento delle relative competenze alle
regioni, il corrispettivo di godimento e il canone di locazione sono
comunque determinati nel rispetto dei criteri stabiliti dal CER ai
fini della definizione del valore dei contributi di cui all’articolo 6
della presente legge”.
6. Il comma 10 dell’articolo 8 é sostituito
dal seguente:
” 10 . Gli obblighi previsti dal presente articolo sono
recepiti in apposita convenzione o atto d’obbligo, il cui schema é
approvato dalla regione entro il 30 giugno 1999; decorso inutilmente
tale termine, la convenzione o l’atto d’obbligo sono adottati dal
comune nel cui territorio é localizzato l’intervento. Fino alla
scadenza del predetto termine i comuni possono adottare convenzioni o
atti d’obbligo in base allo schema approvato dal CIPE. La convenzione
o l’atto d’obbligo sono trascritti alla conservatoria dei registri
immobiliari a cura del comune ed a spese dei beneficiari. Ai comuni é
fatto obbligo di segnalare alla regione eventuali inadempienze,
ricorrendo le quali la regione, previa diffida ad adempiere, provvede
a revocare il contributo”.
7. Il comma 1 dell’articolo 11 é
sostituito dal seguente:
” 1. Le disponibilità per l’edilizia
sovvenzionata possono essere utilizzate anche per i seguenti
interventi:
a) interventi di edilizia residenziale pubblica
nell’ambito di programmi di riqualificazione urbana;
b ) interventi
di recupero, di cui alle lettere b ), c ), d ) ed e ) del primo comma
dell’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, di immobili con
destinazione residenziale non inferiore al 70 per cento della
superficie utile complessiva di progetto o di immobili non
residenziali funzionali alla residenza. Le disponibilità destinate ai
predetti interventi di recupero sono altresí utilizzate, ove occorra,
per l’acquisizione degli immobili da recuperare e per l’adeguamento
delle relative urbanizzazioni”.
8. Il numero 2) della lettera c ) del
comma 2 dell’articolo 18 é sostituito dal seguente:
“2) qualora
l’autorizzazione di cui al numero 1) riguardi solo una quota del
patrimonio immobiliare della cooperativa, il prezzo massimo di
cessione é determinato, per la parte di valore del bilancio finanziata
con risorse della medesima cooperativa, mediante l’applicazione dei
criteri di cui all’articolo 19, comma 2, della presente leg ge e, per
la parte restante, in misura pari al valore stesso, fermo restando il
prezzo minimo delle singole unità immobiliari da determinare secondo
quanto previsto al numero 1); le fonti di finanziamento
dell’intervento devono risultare dal programma finanziario approvato
dal consiglio di amministrazione della cooperativa;”.
9. La lettera g
) del comma 2 dell’articolo 18 é sostituita dalla seguente:
” g ) per
le cooperative a proprietà indivisa con patrimonio superiore a 150
alloggi, sia presentato alla regione, per le abitazioni che abbiano
usufruito di agevolazioni sia statali che regionali, il piano di
cessione in proprietà deliberato dal consiglio di amministrazione ed
approvato nei successivi novanta giorni dall’assemblea ordinaria
regolarmente costituita. L’alienazione, considerate anche le
abitazioni assegnate in proprietà in attuazione di precedenti piani di
cessione, non deve riguardare complessivamente piú di un terzo delle
abitazioni, assistite da agevolazioni pubbliche, assegnate in uso e
godimento, risultanti dal bilancio relativo all’esercizio precedente a
quello di presentazione del piano. Le cessioni effettuate devono
riguardare alloggi per i quali al momento dell’assegnazione in
proprietà siano trascorsi almeno cinque anni dall’entrata in
ammortamento del mutuo. Le plusvalenze realizzate con l’attuazione del
piano di cessione dovranno essere impiegate dalle cooperative per
incrementare il proprio patrimonio di alloggi in godimento”.
10. Il
comma 2 dell’articolo 22 é sostituito dal seguente:
” 2 . I programmi
di edilizia agevolata sono localizzati nell’ambito dei piani di zona
di cui alla legge 18 aprile 1962, n.167, e successive modificazioni,
in aree delimitate ai sensi dell’articolo 51 della legge 22 ottobre
1971, n. 865, e successive modificazioni, ovvero in aree esterne ai
predetti piani e perimetrazioni, purché destinate dallo strumento
urbanistico vigente all’edificazione a carattere residenziale. In tale
ultimo caso gli interventi sono convenzionati con i comuni, secondo
criteri definiti dalle regioni, ai sensi degli articoli 7 e 8 della
legge 28 gennaio 1977, n. 10, e successive modificazioni”.
Art. 2.
(Disposizioni di modifica della legge 5 agosto 1978, n. 457, e
successive modificazioni)
1. Alla legge 5 agosto 1978, n. 457, e
successive modificazioni, sono apportate le modifiche di cui al
presente articolo.
2. Dopo il primo comma dell’articolo 1, é inserito
il seguente:
“I finanziamenti per l’edilizia residenziale agevolata e
sovvenzionata possono essere destinati ad interventi di edilizia
residenziale pubblica o ad opere ad essi funzionali, da realizzare su
aree o immobili demaniali concessi a comuni o ad altri enti ai sensi
della normativa vigente. Tali aree o immobili devono comunque essere
ricompresi in piani di recupero ovvero in programmi integrati di
intervento, di riqualificazione urbana o di recupero urbano”.
3. Alla
lettera r- bis) del primo comma dell’articolo 3, dopo le parole:
“Istituti autonomi case popolari,” sono inserite le seguenti:
“comunque denominati o trasformati,” e dopo le parole: “ovvero ai
nuclei familiari” sono inserite le seguenti: “assegnatari di
abitazioni assistiti da contributo pubblico”.
4. Il secondo comma
dell’articolo 18 é sostituito dal seguente:
“L’assegnazione e
l’acquisto di cui al primo comma ed il relativo frazionamento dei
mutui ovvero l’atto di liquidazione finale nel caso di alloggi
costruiti da privati devono essere effettuati, rispettivamente, entro
due anni ed entro sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori. Il
contributo sugli interessi di preammortamento continuerà ad essere
corrisposto qualora l’immobile, anche prima della scadenza dei
suddetti termini, sia locato ai sensi degli articoli 8 e 9 della legge
17 febbraio 1992, n. 179, e successive modificazioni. Il soggetto
destinatario del contributo potrà chiedere di effettuare
l’assegnazione o la vendita nei due anni successivi alla scadenza dei
predetti termini, provvedendosi in tal caso alla proporzionale
riduzione del numero di annualità di contributo previste dal
provvedimento di concessione”.
5. Il secondo comma dell’articolo 25 é
sostituito dal seguente:
“La quota di riserva deve indicare l’ordine
di priorità. Qualora detta riserva venga esaurita, le abitazioni
disponibili sono assegnate ai soci della cooperativa in ordine di data
di iscrizione alla stessa”.
Art. 3. (Disposizioni di modifica della
legge 18 dicembre 1986, n. 891, e successive
modificazioni)
(omissis)
Art. 4. (Disposizioni di modifica della legge
24 dicembre 1993, n. 560, e successive modificazioni)
(omissis)
Art.
5. (Disposizioni di modifica del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398,
convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, e
successive modificazioni)
1. Al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, e
successive modificazioni, sono apportate le modifiche di cui al
presente articolo.
2. Al comma 2 dell’articolo 8, le parole: “nei
successivi centottanta giorni” sono sostituite dalle seguenti: “entro
la data del 31 dicembre 1994″.
3. Il comma 1 dell’articolo 11 é
sostituito dal seguente:
” 1 . I fondi di cui alla legge 14 febbraio
1963, n. 60, e successive modificazioni, nella misura fissata dai
programmi regionali, sono destinati alla realizzazione di interventi
al servizio prevalente del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica, nell’ambito dei programmi di cui al comma 2″.
Art. 6.
(D…

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