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Legge dello Stato 27/10/1988

Legge dello Stato 27/10/1988 n. 487 - Ratifica ed esecuzione del protocollo alla convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico oltre confine a lunga distanza relativo alla riduzione di emissione di zolfo o dei suoi flussi oltre confine di almeno il 30 per cento, adottato a Helsinki l'8 luglio 1985. Suppl. Ordinario G.U. 16/11/1988 n. 269

Legge dello Stato 27/10/1988 n. 487
Ratifica ed esecuzione del
protocollo alla convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico
oltre confine a lunga distanza relativo alla riduzione di emissione di
zolfo o dei suoi flussi oltre confine di almeno il 30 per cento,
adottato a Helsinki l’8 luglio 1985.
Suppl. Ordinario G.U. 16/11/1988
n. 269

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente
legge:

Art. 1

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a
ratificare il protocollo alla convenzione del 1979 sull’inquinamento
atmosferico oltre confine a lunga distanza, relativo alla riduzione di
emissione di zolfo o dei suoi flussi oltre confine di almeno il 30 per
cento, fatto a Helsinki l’8 luglio 1985.

Art. 2

1. Piena ed intera
esecuzione è data al protocollo di cui all’articolo 1 a decorrere
dalla sua entrata in vigore in conformità all’articolo 11 del
protocollo stesso.

Art. 3

1. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente, di
concerto con il Ministro della sanità, saranno emanate le direttive
generali ed i criteri da adottarsi per il perseguimento degli
obiettivi individuati dal protocollo di cui all’articolo 1.

Art. 4

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

TRADUZIONE NON
UFFICIALE

Protocollo alla Convenzione del 1979 sull’inquinamento
atmosferico attraverso
le frontiere a lunga distanza relativo alla
riduzione di almeno il 30%
delle emissioni di zolfo o dei loro flussi
attraverso le frontiere

Le Parti,

decise a dare effetto alla
Convenzione sull’inquinamento atmosferico attraverso le frontiere a
lunga distanza;

temendo che le attuali emissioni di inquinanti
atmosferici provochino estesi danni nelle regioni esposte d’Europa e
d’America del Nord, a risorse naturali d’importanza vitale per
l’ambiente e l’economia, quali le foreste, il suolo e le acque, nonché
ai materiali (ivi compresi i monumenti storici), e possano avere, in
alcune circostanze, effetti dannosi per la salute dell’uomo;

consapevoli che le principali fonti d’inquinamento atmosferico che
contribuiscono all’acidificazione dell’ambiente sono: la combustione
di combustibili fossili per la produzione di energia, ed i principali
processi tecnologici in vari settori industriali, nonché i trasporti
che causano l’emissione di diossido di zolfo, di ossidi di azoto e di
altri inquinanti;

considerando che un’elevata priorità dovrebbe
essere concessa alla riduzione delle emissioni di zolfo in modo da
ottenere effetti positivi per l’ambiente, per la situazione economica
nel suo insieme e per la salute dell’uomo;

ricordando la decisione
adottata dalla Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa
(CEE), nella sua trentanovesima sessione, intesa a sottolineare
l’urgenza di raddoppiare gli sforzi per riuscire a coordinare le
strategie e le politiche nazionali nell’ambito della CEE, per ridurre
effettivamente le emissioni di zolfo a livello nazionale;

ricordando
che l’Organo esecutivo della Convenzione ha riconosciuto nella sua
prima sessione la necessità di diminuire effettivamente le emissioni
annue totali dei composti solforosi o dei loro flussi attraverso le
frontiere entro il 1993-1995, avvalendosi dei livelli del 1980 come
base di calcolo;

ricordando che la Conferenza multilaterale sulle
cause e la prevenzione dei danni causati alle foreste e all’acqua
dall’inquinamento atmosferico in Europa (Monaco, 24-27 giugno 1984),
aveva chiesto all’Organo esecutivo della Convenzione di adottare, con
assoluta priorità, una proposta in vista di un accordo speciale volto
a ridurre le emissioni nazionali annue di zolfo o i loro flussi
attraverso le frontiere, al più tardi entro il 1993;

notando che un
certo numero di Parti contraenti alla Convenzione hanno deciso di
attuare riduzioni di almeno il 30% delle loro emissioni nazionali
annue di zolfo o dei loro flussi attraverso le frontiere il più presto
possibile ed al più tardi entro il 1993, avvalendosi dei livelli del
1980, come base per il calcolo delle riduzioni;

riconoscendo,
d’altronde, che alcune Parti contraenti alla Convenzione, ancorché non
abbiano firmato il presente Protocollo al momento della sua apertura
alla firma, contribuiranno tuttavia in maniera rilevante alla
riduzione dell’inquinamento atmosferico attraverso le frontiere, o
proseguiranno i loro sforzi volti al controllo delle emissioni di
zolfo, come indicato nel documento allegato al rapporto dell’Organo
esecutivo relativo alla sua terza sessione;

hanno convenuto quanto
segue:

Articolo 1

(Definizione)

Ai fini del presente Protocollo,

1. Per “Convenzione” si intende la Convenzione sull’inquinamento
atmosferico attraverso le frontiere a lunga distanza, adottata a
Ginevra il 13 novembre 1979;

2. Per “EMEP” s’intende il Programma
concertato di sorveglianza continua e di valutazione del trasporto a
lunga distanza degli inquinanti atmosferici in Europa;

3. Per
“Organo esecutivo”, si intende l’Organo esecutivo della Convenzione,
costituito ai sensi del paragrafo 1 dell’art. 10 della Convenzione;

4. Per “Zona geografica delle attività dell’EMEP”, si intende la
zona definita al paragrafo 4 dell’articolo primo del Protocollo alla
Convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico attraverso le
frontiere a lunga distanza, relativo al finanziamento a lunga scadenza
del Programma concertato di sorveglianza continua e di valutazione del
trasporto a lunga distanza degli inquinanti atmosferici in Europa
(EMEP), adottato a Ginevra il 28 settembre 1984;

5. Per “Parti”,
tranne indicazioni contrarie nel testo, si intendono le Parti al
presente Protocollo.

Articolo 2

(Disposizioni di base)

Le Parti
ridurranno di almeno il 30% le loro emissioni nazionali annue di zolfo
o i loro flussi attraverso le frontiere, il più presto possibile ed al
più tardi entro il 1993, adottando i livelli del 1980, come base per
il calcolo delle riduzioni.

Articolo 3

(Riduzioni supplementari)

Le Parti riconoscono la necessità, per ciascuna di loro, di
esaminare a livello nazionale il bisogno di riduzioni supplementari,
superiori a quelle menzionate all’art. 2, delle emissioni di zolfo o
dei loro flussi attraverso le frontiere, qualora ciò sia richiesto
dalla situazione ambientale.

Articolo 4

(Rapporti relativi alle
emissioni annue)

Ogni Parte informerà annualmente l’Organo esecutivo
del livello delle proprie emissioni annue di zolfo, e su quale base
esso sia stato calcolato.

Articolo 5

(Rilevazione dei flussi
attraverso le frontiere)

L’EMEP fornirà all’Organo esecutivo, in
tempo utile, prima delle sue riunioni annue, le rilevazioni effettuate
mediante modelli appropriati, dei quantitativi di zolfo, dei flussi
attraverso le frontiere e delle ricadute dei composti solforosi
relative all’anno precedente, nella zona geografica delle attività
dell’EMEP. Nelle regioni al di fuori della zona delle attività
dell’EMEP, vengono utilizzati modelli adeguati alle particolari
circostanze.

Articolo 6

(Programmi, politiche e strategie
nazionali)

Le Parti definiranno senza indugio, nell’ambito della
Convenzione, i programmi, le politiche e le strategie nazionali che
consentano di ridurre, di almeno il 30%, le emissioni di zolfo o i
loro flussi attraverso le frontiere, il più presto possibile, ed al
più tardi entro il 1993, e faranno rapporto in merito all’Organo
esecutivo e per quanto riguarda i progressi compiuti a tal fine.

Articolo 7

(Emendamenti al Protocollo)

1. Ogni Parte potrà
proporre emendamenti al presente Protocollo.

2. Le proposte di
emendamenti saranno sottoposte per iscritto al Segretario esecutivo
della Commissione economica per l’Europa che le comunicherà a tutte le
Parti.

L’Organo esecutivo esaminerà le proposte di emendamenti nel
corso della sua riunione annuale successiva, dal momento in cui tali
proposte siano state comunicate alle Parti dal Segretario esecutivo
della Commissione economica per l’Europa purché siano passati almeno
novanta giorni.

3. Gli emendamenti al presente Protocollo saranno
adottati con il consenso dei rappresentanti delle Parti; un
emendamento entrerà in vigore per le Parti che lo avranno accettato il
novantesimo giorno a partire dalla data in cui i due terzi delle Parti
avranno depositato i propri strumenti di accettazione di detto
emendamento. Un emendamento entrerà in vigore per ogni altra Parte il
novantesimo giorno a partire dalla data in cui detta Parte abbia
depositato il proprio strumento di accettazione di detto emendamento.

Articolo 8

(Composizione delle controversie)

Qualora si
verifichi una controversia tra due o più Parti in merito
all’interpretazione o all’applicazione del presente Protocollo, dette
Parti cercheranno una soluzione mediante il negoziato o qualunque
altro metodo di composizione delle controversie che sia accettabile
per le Parti contendenti.

Articolo 9

(Firma)

1. Il presente
Protocollo sarà aperto alla firma a Helsinki (Finlandia), dall’8
luglio 1985 al 12 luglio 1985 compreso, da parte degli Stati membri
della Commissione economica per l’Europa, e degli Stati che godono di
uno Statuto consultivo presso la Commissione economica per l’Europa in
virtù del paragrafo 8 della Risoluzione 36 (IV) del 28 marzo 1947 del
Consiglio economico e sociale e delle Organizzazioni d’integrazione
economica regionale costituite da Stati sovrani membri della
Commissione economica per l’Europa, aventi competenza per negoziare,
concludere ed applicare accordi internazionali nelle materie trattate
dal presente Protocollo, con riserva che gli Stati ed Organizzazioni
interessate siano Parti alla Convenzione.

2. Trattandosi di
questioni di loro competenza, tali organizzazioni di integrazione
economica regionale potranno, a proprio nome, esercitare i diritti ad
assolver…

[Continua nel file zip allegato]

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