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Legge dello Stato 27/03/1992

Legge dello Stato 27/03/1992 n. 257 - Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. Suppl. Ordinario G.U. 13/04/1992 n. 87

Legge dello Stato 27/03/1992 n. 257
Norme relative alla cessazione
dell’impiego dell’amianto.
Suppl. Ordinario G.U. 13/04/1992 n.
87

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art.1. FINALITA’
1. La presente
legge concerne l’estrazione, l’importazione, la lavorazione,
l’utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo
smaltimento, nel territorio nazionale, nonché l’esportazione
dell’amianto e dei prodotti che lo contengono e detta norme per la
dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione
dell’estrazione, dell’importazione, dell’esportazione e
dell’utilizzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono, per
la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle
aree interessate dall’inquinamento da amianto, per la ricerca
finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla
riconversione produttiva e per il controllo sull’inquinamento da
amianto.
2. A decorrere da 365 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge sono vietate l’estrazione, l’importazione,
l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di
prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, ivi compresi
quelli di cui alle lettere c) e g) della tabella allegata alla
presente legge, salvo i diversi termini previsti per la cessazione
della produzione e della commercializzazione dei prodotti di cui alla
medesima tabella.

Art.2. DEFINIZIONI
1. Ai fini della presente legge
si intendono per:
a) amianto: i silicati fibrosi di cui all’art.23 del
decreto legislativo 15-8-1991, n.277;
b) utilizzazione dell’amianto:
la lavorazione e la produzione di prodotti di amianto o di prodotti
contenenti amianto libero o legato in matrice friabile o in matrice
cementizia o resinoide, o di prodotti che comunque possano immettere
nell’ambiente fibre di amianto;
c) rifiuti di amianto: i materiali di
scarto delle attività estrattive di amianto, i detriti e le scorie
delle lavorazioni che utilizzano amianto, anche provenienti dalle
operazioni di decoibentazione nonché qualsiasi sostanza o qualsiasi
oggetto contenente amianto che abbia perso la sua destinazione d’uso e
che possa disperdere fibre di amianto nell’ambiente in concentrazioni
superiori a quelle ammesse dall’art.3.

Art.3. VALORI LIMITE
1. La
concentrazione di fibre di amianto respirabili nei luoghi di lavoro
ove si utilizza o si trasforma o si smaltisce amianto, nei luoghi ove
si effettuano bonifiche, negli ambienti delle unità produttive ove si
utilizza amianto e delle imprese o degli enti autorizzati alle
attività di trasformazione o di smaltimento dell’amianto o di bonifica
delle aree interessate, non può superare i valori limite fissati
dall’art.31 del decreto legislativo 15-8-1991, n.277, come modificato
dalla presente legge.
2. I limiti, le procedure e i metodi di analisi
per la misurazione dei valori dell’inquinamento da amianto, compresi
gli effluenti liquidi e gassosi contenenti amianto, si intendono
definiti secondo la direttiva 87/217/CEE del Consiglio del 19-3- 1987.
Il termine per l’emanazione del decreto legislativo per l’attuazione
della predetta direttiva, di cui agli artt. 1 e 67 della legge
29-12-1990, n.428, è differito al 30 giugno 1992.
3. Eventuali
aggiornamenti o modifiche dei limiti di cui ai commi primo e secondo
del presente articolo sono disposti, anche su proposta della
commissione di cui all’art.4, con decreto del Ministro della
sanità.

Capo II
ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE E NORME
DI ATTUAZIONE

Art.4. ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE
DEI PROBLEMI AMBIENTALI E DEI RISCHI SANITARI CONNESSI ALL’IMPIEGO
DELL’AMIANTO
1. Con decreto del Ministro della sanità è istituita,
presso il Ministero della sanità, entro 30 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, la commissione per la
valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi
all’impiego dell’amianto, di seguito denominata commissione.
2. La
commissione di cui al comma 1 è presieduta dal Ministro della sanità o
da un Sottosegretario di Stato da questi delegato.

Art.5. COMPITI
DELLA COMMISSIONE
1. La commissione di cui all’art.4 provvede:
a) ad
acquisire i dati dei censimenti di cui all’art.10;
b) a predisporre,
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, avvalendosi dell’Istituto superiore di sanità e
dell’ISPESL, un piano di indirizzo e di coordinamento per la
formazione professionale del personale del Servizio sanitario
nazionale addetto al controllo dell’attività di bonifica;
c) a
predisporre disciplinari tecnici sulle modalità per il trasporto e il
deposito di rifiuti di amianto nonché sul trattamento, l’imballaggio e
la ricopertura dei rifiuti medesimi nelle discariche autorizzate ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10-9-1982, n.915, e
successive modificazioni e integrazioni;
d) ad individuare i requisiti
per la omologazione dei materiali sostitutivi dell’amianto e dei
prodotti che contengono tali materiali, in relazione alle necessità
d’uso ed ai rischi sanitari ed ambientali, avvalendosi anche dei
lavoratori delle università o del CNR o di enti operanti nel settore
del controllo della qualità e della sicurezza dei prodotti;
e) a
definire i requisiti tecnici relativi ai marchi e alla denominazione
di qualità dei prodotti costituiti da materiali sostitutivi
dell’amianto;
f) a predisporre, entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, normative e metodologie
tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per
rendere innocuo l’amianto.
2. Per l’espletamento delle attività di cui
al primo comma, la commissione può avvalersi della collaborazione di
istituti ed enti di ricerca.
3. La commissione predispone rapporti
annuali sullo stato di attuazione dei compiti ad essa attribuiti dalla
presente legge che trasmette al Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato, al Ministro della sanità, al Ministro
dell’ambiente, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e al
Ministro dell’università e della ricerca scientifica e
tecnologica.

Art.6. NORME DI ATTUAZIONE
1. Il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, può integrare con
proprio decreto, su proposta della commissione di cui all’art.4, la
lista delle sostanze di cui all’art.23 del decreto legislativo
15-8-1991, n.277.
2. Entro 365 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, stabilisce con proprio decreto, sulla base di quanto
indicato dalla commissione di cui all’art.4 ai sensi dell’art.5, comma
1, lettera d), i requisiti per la omologazione dei materiali
sostitutivi dell’amianto e dei prodotti che contengono tali materiali
e individua prodotti per i quali sia prevista la sostituzione dei
componenti di amianto.
3. Il Ministro della sanità, adotta con proprio
decreto, da emanare entro 365 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, le normative e le metodologie tecniche di cui
all’art.5, comma 1, lettera f).
4. Il Ministro dell’ambiente adotta
con proprio decreto, da emanare entro 365 giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, i disciplinari tecnici di cui
all’art.5, comma 1, lettera c).
5. Il Presidente del Consiglio dei
ministri emana con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, gli atti di indirizzo e di
coordinamento delle attività delle regioni e delle province autonome
di Trento e di Bolzano di cui all’art.10 della presente legge, ai
sensi dell’art.2, comma 3, lettera d), della legge 23-8-1988,
n.400.
6. Il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, presenta annualmente al Parlamento, anche sulla base
dei rapporti annuali di cui all’art.5, comma 3, una relazione sullo
stato di attuazione della presente legge.
7. Le disposizioni
concernenti l’omologazione dei materiali sostitutivi dell’amianto e
dei prodotti che contengono tali materiali non si applicano agli
elementi costruttivi e ai componenti privi di fibre di amianto che
alla data di entrata in vigore della presente legge risultino
omologabili sulla base della normativa di settore ovvero di innocuità
accertata dall’Istituto superiore di sanità.

Art.7 CONFERENZA
NAZIONALE
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, avvalendosi
della commissione di cui all’ articolo 4 e d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano di cui all’articolo 12 della legge 23
agosto 1988, n.400, promuove, entro 2 anni dalla data di entrata in
vigore della presente legge una conferenza nazionale sulla sicurezza
ambientale e sanitaria delle tecnologie industriali , nonché dei
materiali e dei prodotti alla presente legge, con partecipazione di
esperti e di rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei
lavoratori maggiormente reppresentative a livello nazionale, delle
imprese, delle associazioni di tipo ambientale di cui all’articolo 13
della legge 8/7/1986, n.349, delle associazioni dei consumatori e
degli utenti, riconosciute per legge, delle università e dei centri ed
istituti di ricerca.

Capo III
TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA
SALUTE

Art.8. CLASSIFICAZIONE, IMBALLAGGIO, ETICHETTATURA
1. La
classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura dell’amianto e dei
prodotti che contengono amianto sono disciplinati dalla legge
29-5-1974, n.256 (inerente la regolamentazione dell’imballaggio e
dell’etichettatura delle sostanze pericolose), e successive
modificazioni e integrazioni, e dal decreto del Presidente della
Repubblica 24-5-1988, n.215.

Art.9. CONTROLLO SULLE DISPERSIONI
CAUSATE DAI PROCESSI DI LAVORAZIONE E SULLE OPERAZIONI DI SMALTIMENTO
E BONIFICA
1. Le imprese che utilizzano amianto, direttamente o
indirettamente, nei processi produttivi, o che svolgono attività di
smalti…

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