Legge dello Stato 21/10/1994 | Edilone.it

Legge dello Stato 21/10/1994

Legge dello Stato 21/10/1994 n. 584 - Conversione in legge, con modificazioni ed integrazioni, del D.L. 8-8-1994, n. 507 concernente misure urgenti in materia di dighe.

Legge dello Stato 21/10/1994 n. 584
Conversione in legge, con
modificazioni ed integrazioni, del D.L. 8-8-1994, n. 507 concernente
misure urgenti in materia di dighe.

Art. 1.
1. La realizzazione di
opere di sbarramento, dighe di ritenuta o traverse, che superano i 15
metri di altezza o che determinano un volume d’invaso superiore a
1.000.000 di metri cubi, di seguito denominate dighe, è soggetta, ai
fini della tutela della pubblica incolumità , in particolare delle
popolazioni e dei territori a valle delle opere stesse,
all’approvazione tecnica del progetto da parte del Servizio nazionale
dighe. L’approvazione viene rilasciata nel caso di conformità del
progetto alla normativa vigente in materia di progettazione,
costruzione ed esercizio di dighe.
L’approvazione interviene entro 180
giorni dalla presentazione della domanda e dall’acquisizione di tutta
la documentazione prescritta. Il provvedimento può essere emanato
nella forma dell’approvazione condizionata all’osservanza di
determinate prescrizioni; in tal caso è fissato un termine per
l’attuazione delle prescrizioni secondo la natura e la complessità
delle medesime. In ogni caso, sono fatti salvi i controlli successivi
riguardanti l’osservanza delle prescrizioni medesime. Sono escluse
tutte le opere di sbarramento che determinano invasi adibiti
esclusivamente a deposito o decantazione o lavaggio di residui
industriali, che restano di competenza del Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato. Ai fini della sottoposizione alla
valutazione di impatto ambientale, restano fermi i limiti di cui
all’art. 2 della legge 9-1-1991, n. 9.
2.-3. – omissis –
4. Ai fini
dell’applicazione dei commi 1, 2 e 3, l’altezza della diga è data
dalla differenza tra la quota del piano di coronamento e quella del
punto più depresso dei paramenti; il volume d’invaso è pari alla
capacità del serbatoio compreso tra la quota più elevata delle soglie
sfioranti degli scarichi, o della sommità delle eventuali paratoie, e
la quota del punto più depresso del paramento di monte.
5. E’ soggetta
all’approvazione tecnica del progetto anche ogni opera di
modificazione che incida sulle caratteristiche considerate ai fini
dell’approvazione del progetto originario.
6. L’approvazione tecnica
del progetto ai fini della pubblica incolumità da parte del Servizio
nazionale dighe non sostituisce obblighi, oneri e vincoli, gravanti
sul soggetto e sulle opere interessate, con riferimento alla
valutazione di impatto ambientale, all’assetto idrografico, agli
interessi urbanistici, paesaggistici, artistici, storico-archeologici,
sanitari, demaniali, della difesa nazionale, dell’ordine pubblico e
della pubblica sicurezza che restano di competenza delle autorità
previste dalle norme vigenti.
7. Compete al Presidente del Consiglio
dei Ministri promuovere la conferenza di servizi di cui all’art. 14
della legge 7-8-1990, n. 241.
7-bis. L’approvazione tecnica dei
progetti da parte del Servizio nazionale dighe tiene integralmente
luogo degli adempimenti tecnici ed amministrativi di cui alle leggi
25-11-1962, n. 1684, 2-2-1974, n. 64, e 5-11-1971, n. 1086).
Art.
2.
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, è emanato, nella forma di cui all’art. 17, primo comma, della
legge 23-8-1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici e con il
Ministro dell’ambiente, il regolamento per la disciplina del
procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla
costruzione e l’esercizio delle dighe, contenente, in particolare,
disposizioni relative ai seguenti punti:
a) forme e termini per la
presentazione delle domande e della inerente documentazione;
b)
riparto di competenze fra uffici centrali e uffici periferici del
Servizio nazionale dighe;
c) casi e modi dell’acquisizione del parere
della competente sezione del Consiglio superiore dei lavori
pubblici;
d) termini, forme e criteri dell’istruttoria;
e) forma e
contenuto dei provvedimenti dell’amministrazione, anche con
riferimento alla possibilità di atti interlocutori e di approvazioni
parziali, ovvero condizionate all’osservanza di prescrizioni;
f)
potere di emanare atti generali contenenti norme tecniche, anche con
riferimento alle modalità di esercizio degli invasi e di manutenzione
delle opere con particolare riguardo alla necessità di assicurare, pur
non essendo le acque invasate soggette alla normativa in materia,
adeguata considerazione delle esigenze di tutela delle acque
dall’inquinamento nel caso di manovre degli organi di scarico intese
agli interventi manutentori ed alle verifiche di funzionalità
indispensabili per la sicurezza delle opere e per la tutela della
pubblica incolumità , nonché la compatibilità ambientale;
g) potere di
prescrivere interventi di manutenzione e di adeguamento ed altri
interventi finalizzati a migliorare le condizioni di sicurezza delle
opere, nonchè i relativi tempi di esecuzione;
h) presentazione di una
periodica perizia tecnica sullo stato di conservazione e di
manutenzione delle opere;
i) poteri ispettivi del Servizio nazionale
dighe, relativamente all’esecuzione delle opere ed alla conservazione
e manutenzione delle dighe e relativi impianti;
l) caratteristiche
geometriche e tipologia di utilizzazione degli impianti ai fini della
identificazione e del controllo dei progetti di massima ed esecutivi
da parte del Servizio nazionale dighe;
m) definizione in termini
rigorosi di una valutazione di impatto ambientale, prevedendo il
coinvolgimento della regione e degli enti locali interessati;
m-bis)
qualificazione professionale richiesta ai tecnici progettisti ed ai
direttori dei lavori.
2. Fino alla data di entrata in vigore del
regolamento di cui al primo comma continuano ad avere applicazione il
regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica
1-11-1959, n. 1363, e le disposizioni tecniche ed amministrative
emanate sulla base di questo, salve le innovazioni apportate
dalla
legislazione successiva. Nei casi di minore importanza il
Servizio nazionale dighe pu· consentire l’applicazione parziale delle
norme suddette.
2-bis. Entro sei mesi dall’emanazione del regolamento
di cui al primo comma, le regioni adottano un regolamento per la
disciplina del procedimento di approvazione dei progetti e del
controllo sulla costruzione e sull’esercizio delle dighe di loro
competenza, con opportuno riferimento alle prescrizioni del predetto
regolamento.
Art. 3.
1. Per le opere di cui all’art. 1, commi 1 e 5,
già realizzate o in corso di realizzazione alla data di entrata in
vigore del presente decreto, in assenza delle approvazioni previste
dalla normativa vigente al momento della costruzione, ovvero in
difformità ai progetti approvati, deve essere richiesta, entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
l’approvazione in sanatoria.
2. Tenuto a chiedere l’approvazione in
sanatoria è il soggetto che a qualunque titolo esercisce attualmente
la diga e il relativo invaso, ovvero ne ha intrapreso la
realizzazione.
3. La domanda di approvazione in sanatoria è presentata
o inviata, in triplice copia, agli uffici periferici competenti per
territorio del Servizio nazionale dighe, ovvero, ove questi ultimi non
siano stati ancora insediati, agli uffici periferici del Ministero dei
lavori pubblici, ovvero, per le opere ricadenti nel proprio
territorio, all’assessorato ai lavori pubblici della regione Sardegna,
che ne curano l’istruttoria. La domanda è corredata da una relazione
tecnica, a firma, per quanto di competenza, di un ingegnere e di un
geologo iscritti ai relativi albi professionali, che riporti: i dati
tecnici caratteristici della diga, delle opere accessorie e del
serbatoio; il volume d’invaso e le modalità di valutazione dello
stesso; le fonti di energia per la manovra degli organi di
intercettazione degli scarichi; le modalità di vigilanza e controllo,
ivi comprese le vie di accesso; una sommaria descrizione dei terreni
interessati dalle opere.
4. La domanda di approvazione in sanatoria
deve essere integrata entro il 30 aprile 1995 dalla seguente
documentazione, in triplice copia, a firma, per quanto di rispettiva
competenza, di un ingegnere e di un geologo iscritti ai relativi albi
professionali:
a) planimetria dell’opera principale e di quelle
sussidiarie in scala non inferiore a 1:500; sezione-tipo dello
sbarramento; prospetti; adeguata documentazione fotografica ed altri
disegni utili a fornire il quadro completo delle opere;
b) relazione
geologica, contenente una descrizione dell’area e della sezione di
sbarramento, nonchè elementi sulla tenuta del serbatoio e sulla
stabilità delle sponde e delle spalle, considerate anche le
caratteristiche idrogeologiche e sismiche della zona; in particolare
dovranno essere effettuate verifiche per quanto riguarda l’influenza
dell’invaso sulle acque superficiali e sotterranee nell’ambito del
bacino idrogeologico di competenza;
c) relazione geotecnica relativa
alla caratterizzazione del terreno, comprendente i risultati delle
indagini sui terreni di fondazione e la loro caratterizzazione
geotecnica, nonchè i risultati delle indagini sui terreni dell’invaso
e la loro
caratterizzazione geotecnica finalizzata alla definizione
delle condizioni di sicurezza delle sponde e delle spalle;
c-bis)
relazione geotecnica, comprendente la verifica delle scelte
progettuali mediante il controllo del comportamento dell’opera nel suo
insieme ed in rapporto ai terreni di fondazione. Per le dighe di
materiali sciolti, la relazione dovrà comprendere le prove eseguite
sui materiali e le verifiche di sicurezza delle opere di sbarramento e
di quelle connesse. La stabilità della diga e del complesso
diga-terreni di fondazione dovrà essere verificata almeno nelle
seguenti condizioni: a serbatoio pieno con il livello al massimo…

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