Legge dello Stato 17/04/1925 | Edilone.it

Legge dello Stato 17/04/1925

Legge dello Stato 17/04/1925 n. 473 - Conversione in legge, con modificazioni del decreto legge luogotenenziale 1 settembre 1918, n. 1446 concernente facoltà, agli utenti delle strade vicinali, di costituirsi in consorzio per la manutenzione e la sistemazione o la ricostruzione di esse.

Legge dello Stato 17/04/1925 n. 473
Conversione in legge, con
modificazioni del decreto legge luogotenenziale 1 settembre 1918, n.
1446 concernente facoltà, agli utenti delle strade vicinali, di
costituirsi in consorzio per la manutenzione e la sistemazione o la
ricostruzione di esse.

Art. 1
1. Gli utenti delle strade vicinali,
anche se non soggette a pubblico transito, possono costituirsi in
consorzio per la manutenzione e la sistemazione o ricostruzione di
esse.
2. I consorzi permanenti costituiti anteriormente al presente
decreto a termini dell’art. 54 della legge 20-3-1865, n. 2248; sulle
opere pubbliche per la conservazione delle strade, possono anche
deliberarne la sistemazione o la ricostruzione colle norme fissate per
i nuovi consorzi negli articoli seguenti.
Art. 2
1. La domanda per la
costituzione del consorzio è presentata al sindaco del comune da un
numero di utenti che rappresenti o che assuma a proprio carico, almeno
il terzo della spesa occorrente per le opere proposte, sulla base di
una perizia sommaria di massima. 2. Alla domanda deve unirsi, oltre
tale perizia, il progetto di statuto consorziale e lo schema
dell’elenco degli utenti, con il piano di ripartizione della spesa fra
essi.
3. La giunta municipale, sentiti gli utenti, formula tutte le
proposte per la costituzione del consorzio, le quali vengono
depositate, per la durata di 15 giorni, presso l’ufficio comunale.
L’avviso di deposito è pubblicato nell’albo pretorio, ed è notificato
agli utenti dal messo comunale.
4. Il consiglio comunale, decorsi
almeno altri quindici giorni, decide sui reclami che nei detti termini
fossero stati prodotti; e, tenute presenti le proposte della giunta,
approva la costituzione del consorzio, l’elenco degli utenti ed il
piano di ripartizione della spesa.
5. Copia della deliberazione
consiliare è pubblicata all’albo pretorio durante quindici giorni; e
dall’esito dei reclami è dato avviso agli interessati.
Art. 3
1. Il
comune è tenuto a concorrere nella spesa di manutenzione, sistemazione
e ricostruzione delle strade vicinali soggette al pubblico transito,
in misura variabile da un quinto sino alla metà della spesa secondo la
diversa importanza delle strade.
2. Per le vicinali non soggette ad
uso pubblico il concorso del comune è facoltativo; e può essere
concesso soltanto per opere di sistemazione o ricostruzione, in misura
non eccedente il quinto della spesa.
3. Il comune è rappresentato nei
consorzi con voto proporzionale alla misura del concorso.
Art. 4
1.
Per far fronte alle spese riguardanti la viabilità vicinale il comune
può costituire un fondo speciale, stabilendo, ove occorra, una
sovrimposta addizionale sui terreni e sui fabbricati, in misura non
eccedente i centesimi quindici per ogni lira d’imposta erariale. 2. In
quanto con l’applicazione di tali centesimi venga ad eccedersi il
limite legale di cui all’art. 309 della legge comunale e provinciale,
saranno osservate le norme di cui al successivo art. 310 della stessa
legge.
3. Le deliberazioni prese dal consiglio comunale a norma di
questo articolo e del precedente, sono in ogni caso soggette
all’approvazione della giunta provinciale amministrativa.
Art. 5
1.
Nei casi per i quali sarebbe obbligatorio il concorso del comune,
questo può promuovere d’ufficio la costituzione del consorzio, ed
assumere altresì direttamente la esecuzione delle opere.
Art. 6
1. Per
la validità delle deliberazioni, che approvano i progetti esecutivi
delle opere di sistemazione e ricostruzione delle strade, è necessario
il voto favorevole di un numero di utenti, il quale rappresenti od
assuma un complessivo contributo non inferiore ai sei decimi della
spesa totale, computato il concorso del comune obbligatorio o
facoltativo.
Art. 7
1. I contributi degli utenti si esigono nei modi e
coi privilegi stabiliti per la riscossione delle imposte dirette,
mediante ruoli compilati in base al piano di ripartizione approvato
dal consiglio comunale, tenuto conto delle modificazioni disposte
dalla giunta provinciale amministrativa. Detti ruoli sono pubblicati
per la durata di quindici giorni e resi esecutivi dal prefetto; è
l’esattore comunale è tenuto alla riscossione con lo stesso aggio che
gli spetta per le imposte.
2. Il contributo costituisce onere reale
del fondo; ma niuno degli utenti può essere costretto a pagare
annualmente, per le opere previste nel presente decreto, un contributo
superiore al doppio dell’imposta principale gravante sul suo
fondo.
Art. 8
1. E’ in facoltà degli enti, che provvedono alla
esecuzione delle opere previste nel presente decreto, acconsentire che
i contributi degli utenti, i quali ne facciano richiesta, siano in
tutto o in parte corrisposti mediante prestazione di giornate di
lavoro o di opere determinate. La tariffa per la conversione del
tributo nelle prestazioni è deliberato dal consiglio comunale, e, dopo
pubblicata per il tempo di 15 giorni nell’albo pretorio, approvata dal
prefetto, sentito l’ufficio del genio civile.
Art. 9
1. Ogni uso,
anche temporaneo, da cui deriva un consumo notevole delle strade
vicinali soggette a pubblico transito costituisce obbligo a concorrere
alla loro manutenzione, in ragione della maggiore spesa che lo
speciale uso rende necessaria.
2. La misura del concorso viene
stabilita con il procedimento dell’art. 2; ed in caso di opposizione,
mediante perizia a norma degli artt. 32 e seguenti della legge
25-6-1865, n. 2359, sulle espropriazioni, da promuoversi entro 30
giorni dalla pubblicazione o dalla notificazione di provvedimenti del
consiglio comunale.
3. I concorsi non impugnati entro il termine utile
e quelli stabiliti con la perizia di cui sopra, vengono riscossi nei
modi e con i privilegi stabiliti nel primo comma dell’art. 8.
Art.
10
1. Sulle opere necessarie alle strade che interessino il territorio
di più comuni, quando non sia possibile o conveniente di procedere
alla esecuzione separata in ciascun territorio comunale, statuisce il
comune ove scorre il maggior tratto di strada, sentito il parere degli
altri interessati.
2. Per le strade che interessino comuni
appartenenti a province diverse, l’approvazione di cui all’art. 4
capoverso è deferita, in caso di dissenso, al Ministero dei lavori
pubblici.
Art. 11
1. Per le opere da farsi sulle strade vicinali
soggette ad uso pubblico possono essere concessi sussidi governativi,
non superiori al 15 per cento della spesa in base all’art. 321 della
legge sulle opere pubbliche. Sarà tenuto conto dell’importanza delle
opere, con preferenza per quelle da eseguire nelle località ove sia
meno sviluppata la viabilità ordinaria.
Art. 12
1. Le casse di
risparmio, i monti di pietà, le banche popolari e gli altri istituti
di credito sono autorizzati in virtù del presente decreto, ove già non
lo fossero dai rispettivi statuti, ad accordare mutui per le opere qui
previste, accettando in garanzia le delegazioni sui contributi degli
utenti, i concorsi e sussidi del comune e dello Stato.
2. Tale facoltà
può essere esercitata dalle casse di risparmio ordinarie o dai monti
di pietà entro i limiti stabiliti dai singoli statuti per gli impieghi
sia in mutui o conti correnti ipotecari, sia in mutui a corpi
morali.
Art. 13
1. L’approvazione definitiva delle opere qui previste
produce ove occorra, gli effetti della dichiarazione di pubblica
utilità.
Art. 14
1. Ogni uso od occupazione di suolo che modifichi,
anche temporaneamente, le condizioni del transito sulle strade
vicinali, dovrà essere autorizzata dal consorzio, e per le strade
soggette ad uso pubblico, anche dal consiglio comunale, o dal sindaco,
secondo che si tratti di occupazione stabile, oppure temporanea, avuto
specialmente riguardo alla migliore utilizzazione dei fondi e delle
industrie, a cui la strada serve.
Art. 15
1. Le funzioni di vigilanza
e polizia sulle strade vicinali sono esercitate dal sindaco a cui
spetta ordinare che siano rimossi gli impedimenti all’uso delle strade
e all’esecuzione delle opere definitivamente approvate e che siano
ridotte nel pristino stato le cose abusivamente alterate.
2. Per le
strade soggette ad uso pubblico, il sindaco dispone l’esecuzione dei
lavori occorrenti a spese degli interessati, quando vi sia urgenza, o
non si adempia entro il termine prefisso agli ordini ricevuti. La nota
di spesa è resa esecutiva dal prefetto, sentiti gli interessati, ed è
riscossa nelle forme e con i privilegi fiscali. Sono altresì
applicabili per queste strade gli artt. 374 a 377 della legge sulle
opere pubbliche.
3. Per le strade non soggette ad uso pubblico il
sindaco può solo provvedere quanto ne sia richiesto, e può autorizzare
il consorzio ad eseguire i lavori di ripristino anche in pendenza di
ricorsi.
Art. 16
1. Le deliberazioni dei consorzi debbono essere
pubblicate e trasmesse al prefetto e rispettivamente al sottoprefetto,
ai sensi e per gli effetti degli artt. 211 a 216, primo comma, della
legge comunale e provinciale.
2. Quando i consorzi per le strade
vicinali soggette all’uso pubblico, o i loro uffici, non adempiano gli
obblighi ad essi derivanti dalla legge, dai regolamenti o dagli
statuti, il prefetto incarica il comune di provvedere, in sostituzione
ed a spese degli inadempienti.
3. Salvo quanto è stabilito nel primo
comma dell’articolo seguente, contro i provvedimenti del prefetto è
aperto ad ogni interessato il ricorso a termini degli artt. 215 e 328
della legge comunale e provinciale.
Art. 17
1. Contro i provvedimenti
dei consigli comunali non soggetti all’approvazione della giunta
provinciale amministrativa, e contro quelli dei consorzi di strade
vicinali d’uso pubblico, contro i provvedimenti presi dal sindaco a
norma degli artt. 14 e 15 e contro l’ordine del prefetto che rende
esecutoria la nota delle spese disposte di ufficio, è aperto il
ricorso alla giunta provinciale amministrativa in sede
giurisdizionale; fermo restando, contro le decisio…

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