Legge dello Stato 16/04/1973 | Edilone.it

Legge dello Stato 16/04/1973

Legge dello Stato 16/04/1973 n. 171 - Interventi per la salvaguardia di Venezia.

Legge dello Stato 16/04/1973 n. 171
Interventi per la salvaguardia di
Venezia.

TITOLO I
Art. 1.
La salvaguardia di Venezia e della sua
laguna è dichiarata problema di preminente interesse nazionale.
La
Repubblica garantisce la salvaguardia dell’ambiente paesistico,
storico, archeologico ed artistico della città di Venezia e della sua
laguna, ne tutela l’equilibrio idraulico, ne preserva l’ambiente
dall’inquinamento atmosferico e delle acque e ne assicura la vitalità
socioeconomica nel quadro dello sviluppo generale e dell’assetto
territoriale della Regione.
Al perseguimento delle predette finalità
concorrono, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, lo Stato,
la Regione e gli Enti locali.
Art. 2.
La Regione, ai fini di cui al
precedente articolo, approva con propria legge, entro 15 mesi dalla
deliberazione del Governo di cui al terzo comma del presente articolo,
un piano comprensoriale, relativo al territorio di Venezia ed al suo
entroterra, che dovrà essere redatto tenendo conto degli indirizzi
fissati nella predetta deliberazione.
La Regione con propria legge
delimita l’ambito territoriale del comprensorio e stabilisce la
partecipazione dei comuni interessati alla formazione ed alla adozione
del piano comprensoriale.
Il Governo, entro tre mesi dall’entrata in
vigore della presente legge, fissa gli indirizzi di cui al primo comma
attinenti a:
a) indicazioni concernenti lo sviluppo e l’assetto
territoriale di Venezia e del suo entroterra;
b) individuazione ed
impostazione generale delle misure per la protezione e la
valorizzazione dell’ambito naturale e storico-artistico di Venezia e
di Chioggia, con particolare riguardo all’equilibrio idrogeologico ed
all’unità fisica ed ecologica della laguna.
Per la preparazione degli
indirizzi di cui al precedente comma, è costituito un comitato cosi
composto: Ministro per i lavori pubblici, che lo presiede, Ministro
per il bilancio e la programmazione economica, Ministro per la
pubblica istruzione, Ministro per la marina mercantile, Ministro per
la sanità, Ministro per l’agricoltura e le foreste, Presidente della
Giunta regionale del Veneto, Presidente della amministrazione
provinciale di Venezia, sindaco di Venezia, sindaco di Chioggia e due
rappresentanti degli altri comuni di cui all’ultimo comma del presente
articolo eletti dai sindaci con voto limitato.
Ciascuno dei suddetti
componenti può essere sostituito da un proprio rappresentante all’uopo
delegato.
I finanziamenti disposti dalla presente legge debbono essere
utilizzati nell’interesse dei comuni di Venezia, Chioggia, Codevigo,
Campagna Lupia, Mira, Quarto D’Altino, Iesolo, Musile di Piave.
Art.
3.
Il piano comprensoriale stabilisce le direttive da osservare nel
territorio del comprensorio per la formazione e l’adeguamento degli
strumenti urbanistici.
Tali direttive riguardano:
a) lo sviluppo,
l’impianto e la trasformazione degli insediamenti abitativi,
produttivi e terziari;
b) le zone da riservare a speciali destinazioni
e quelle da assoggettare a speciali vincoli o limitazioni, con
particolare riferimento alle località di interesse paesistico,
storico, archeologico, artistico, monumentale ed ambientale;
c) le
limitazioni specificamente preordinate alla tutela dell’ambiente
naturale, alla preservazione della unità ecologica e fisica della
laguna, alla preservazione delle barene ed all’esclusione di ulteriori
opere di imbonimento, alla prevenzione dell’inquinamento atmosferico
ed idrico e, in particolare, al divieto di insediamenti industriali
inquinanti, ed ai prelievi e smaltimenti delle acque sopra e sotto
suolo;
d) l’apertura delle valli da pesca ai fini della libera
espansione della marea;
e) il sistema delle infrastrutture e delle
principali attrezzature pubbliche o di uso pubblico, comprese le opere
portuali.
È consentito sino al 31 dicembre 1999 il prelievo delle
acque di falda ad esclusivo uso irriguo nel litorale delle frazioni di
Cavallino Treporti, di Punta Sabbioni e di Sant’Erasmo.
Art. 4.
Il
piano comprensoriale esplica i suoi effetti fino all’approvazione del
piano territoriale della regione Veneto, dal quale sarà recepito con
le eventuali varianti che si rendessero necessarie ai fini della sua
connessione con le previsioni del piano territoriale relative alle
altre aree della Regione.
I comuni il cui territorio sia compreso nel
perimetro del piano comprensoriale sono tenuti, entro un anno
dall’approvazione dello stesso, ad adottare le varianti necessarie per
uniformarvi i rispettivi strumenti urbanistici.
Analogo obbligo
sussiste per il Consorzio obbligatorio per l’ampliamento del porto e
della zona industriale di Venezia-Marghera, per quanto riguarda il
piano regolatore generale di cui all’articolo 2 della legge 2 marzo
1963, n. 397.
Il piano comprensoriale, una volta adottato, viene
trasmesso dalla Regione a tutti i comuni interessati e ad esso si
applicano le misure di salvaguardia, obbligatorie nei riguardi di
qualsiasi opera, pubblica o privata, dal momento della adozione sino
all’approvazione del piano medesimo.
Ove decorra inutilmente il
termine di cui al secondo comma del presente articolo, la Regione può
provvedere in via sostitutiva.
TITOLO II
Art. 5.
È istituita la
Commissione per la salvaguardia di Venezia composta da:
il Presidente
della Regione che la presiede;
il presidente del Magistrato alle
acque;
un rappresentante dell’UNESCO;
il soprintendente ai monumenti
di Venezia;
il soprintendente alle gallerie e alle opere d’arte di
Venezia;
l’ingegnere capo del genio civile per le opere marittime di
Venezia;
il medico provinciale di Venezia;
un rappresentante del
Ministero dei lavori pubblici;
un rappresentante del Ministero della
marina mercantile;
un rappresentante del Ministero dell’agricoltura e
delle foreste;
un rappresentante del Consiglio nazionale delle
ricerche designato dal Ministro per il coordinamento delle iniziative
per la ricerca scientifica e tecnologica;
tre rappresentanti della
regione Veneto eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a
due;
un rappresentante della provincia di Venezia, eletto dal
Consiglio provinciale;
tre rappresentanti del comune di Venezia,
eletti dal consiglio comunale con voto limitato a due;
due
rappresentanti degli altri comuni di cui all’ultimo comma
dell’articolo 2 eletti dai sindaci con voto limitato.
I componenti
della commissione possono essere sostituiti da loro delegati, nel caso
in cui rappresentino uffici, o da loro supplenti, negli altri casi,
designati con le stesse modalità dei componenti.
Le adunanze della
commissione sono valide con la presenza di almeno tre quinti dei
componenti, le determinazioni sono assunte con il voto favorevole
della maggioranza dei presenti.
In caso di parità è determinante il
voto del presidente.
Qualora il parere della commissione sia preso con
il voto contrario del presidente del Magistrato alle acque, per motivi
attinenti all’equilibrio idraulico-lagunare, o del medico provinciale,
per motivi attinenti all’inquinamento atmosferico o delle acque, o del
soprintendente ai monumenti, per motivi attinenti alla salvaguardia
dell’ambiente paesistico, storico, archeologico ed artistico, le
determinazioni della comissione sono sospese ed il Presidente della
Regione, entro venti giorni dal voto della commissione, rimette gli
atti al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, del
Consiglio superiore di sanità e del Consiglio superiore alle antichità
e belle arti, secondo la rispettiva competenza.
Il relativo parere
dovrà essere espresso entro trenta giorni, salvo proroga motivata per
un massimo di altri trenta giorni. Le determinazioni conseguenti
saranno assunte con provvedimento motivato dal Ministro competente, da
emanarsi entro trenta giorni.
Entro venti giorni dall’entrata in
vigore della presente legge le designazioni dei rappresentanti delle
pubbliche amministrazioni sono comunicate al Presidente della Regione
che, nei successivi dieci giorni, provvede alla costituzione della
commissione.
La commissione di cui al presente articolo esplica le sue
funzioni per il territorio di ciascun comune fino all’entrata in
vigore dello strumento urbanistico generale redatto o modificato
secondo le direttive del piano comprensoriale.
La commissione si
avvale per la sua attività del personale e degli uffici da essa
richiesti alla regione Veneto.
Art. 6.
1. La Commissione per la
salvaguardia di Venezia esprime parere vincolante su tutti gli
interventi di trasformazione e di modifica del territorio per la
realizzazione di opere sia private sia pubbliche, da eseguirsi nella
vigente con terminazione lagunare, nel territorio dei centri storici
di Chioggia e di Sottomarina e nelle isole di Pellestrina, Lido e
Sant’Erasmo. Sono esclusi dalla competenza della Commissione gli
interventi edilizi di cui all’articolo 31, primo comma, lettere b) e
della legge 5 agosto 1978, n. 457, che non comportino modifiche
esterne dell’immobile, e le opere interne alle costruzioni che non
comportino modifiche della sagoma e dei prospetti e non rechino
pregiudizio alla statica dell’immobile, nonché le opere di arredo
urbano e le concessioni di plateatico, ferme restando le competenze
della Commissione sui relativi piani, programmi e progetti
complessivi. Il parere della Commissione sostituisce ogni altro
parere, visto, autorizzazione, nulla osta, intesa o assenso, comunque
denominati, che siano obbligatori ai sensi delle vigenti disposizioni
normative statali e regionali, ivi compresi il parere delle
commissioni edilizie dei comuni di volta in volta interessati ed il
parere della commissione provinciale per. i beni ambientali.
2. Solo
per le finalità di cui al comma 1, le richieste di concessione
edilizia sono trasmesse dal sindaco alla Commissione per la
salvaguardia di Venezia corredate dalle istruttorie degli uffici
comunali, entro trenta giorni dal ricevimento.
3. La Commissi…

[Continua nel file zip allegato]

Legge dello Stato 16/04/1973

Edilone.it