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Legge dello Stato 14/03/2001

Legge dello Stato 14/03/2001 n. 51 -Disposizioni per la prevenzione dell' inquinamento derivante dal trasporto marittimo di idrocarburi e per il controllo del traffico marittimo. Gazzetta Ufficiale 14/03/2001 n. 61

Legge dello Stato 14/03/2001 n. 51
Disposizioni per la prevenzione
dell’ inquinamento derivante dal trasporto marittimo di idrocarburi e
per il controllo del traffico marittimo.
Gazzetta Ufficiale
14/03/2001 n. 61

Art. 1.

(Finalità)

1. La presente legge, in
conformità alla politica comunitaria sulla sicurezza dei mari, e
compatibilmente con le tecnologie disponibili, al fine di prevenire
gli incidenti in mare o di limitare le conseguenze dei sinistri
marittimi nei quali siano coinvolte navi cisterna, promuove
l’uso di navi cisterna a basso impatto ambientale e dotate dei
più elevati standard di sicurezza e lo sviluppo dell’attività di
controllo e assistenza al traffico marittimo mercantile che interessa
i porti italiani e le acque antistanti le coste nazionali.

Art.
2.

(Contributo per la demolizione del naviglio)

1. Al fine di
favorire ed accelerare l’eliminazione delle unità a singolo
scafo non conformi ai più avanzati standard in materia di sicurezza
della navigazione, applicabili alle navi a doppio scafo, e di tutelare
l’ambiente marino, alle imprese armatoriali aventi i requisiti
di cui all’articolo 143 del codice della navigazione può essere
concesso un contributo, entro la misura massima del limite di impegno
quindicennale di lire 10.000 milioni annue a decorrere dall’anno
2001, per la demolizione di navi cisterna abilitate al trasporto di
petrolio greggio o di prodotti petroliferi e chimici, aventi portata
lorda superiore a 1.000 tonnellate, la cui entrata in esercizio alla
data del 31 dicembre 1999 risalga ad oltre venti anni.

2. Il
contributo di cui al comma 1 è concesso alle imprese armatoriali che
vendono per la demolizione o fanno demolire per proprio conto unità di
proprietà delle imprese stesse non oltre la data del 30 settembre 2000
ed iscritte, non oltre la medesima data, nei registri di cui
all’articolo 146 del codice della navigazione, i cui lavori di
demolizione abbiano inizio nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2000
e il 31 dicembre 2002, ed è pari a lire 250.000 per ogni tonnellata di
portata lorda, entro il limite massimo di 30.000 tonnellate per
singola unità.
3. Il contributo è concesso a condizione che
l’importo netto del beneficio venga, entro diciotto mesi
dall’ultimazione dei lavori di demolizione, reinvestito dalle
imprese beneficiarie ai fini della propria attività aziendale. Tale
periodo si computa dalla data di entrata in vigore della presente
legge nel caso di iniziative di demolizione avviate anteriormente a
quest’ultima data. L’inosservanza di tale condizione
comporta la decadenza dal contributo e la sua restituzione con i
relativi interessi, penali ed ogni altro onere accessorio scaturente
dall’anticipata estinzione del mutuo autorizzato in applicazione
della presente legge.

Art. 3.

(Modalità di concessione del
contributo)

1. Le imprese che intendono beneficiare del contributo di
cui all’articolo 2 devono presentare istanza al Ministero dei
trasporti e della navigazione, entro tre mesi dalla data di inizio dei
lavori di demolizione, a pena di inammissibilità, indicando gli
elementi di individuazione della nave ed allegando la pertinente
documentazione, in particolare quella comprovante il titolo di
proprietà, l’eventuale contratto di vendita per la demolizione o
la demolizione in proprio, nonchè la certificazione
dell’autorità marittima o consolare, se esistente, del porto in
cui la nave è approdata per la demolizione, attestante che
l’impresa ha titolo per procedere alla demolizione stessa.

2.
Il contributo è corrisposto secondo le modalità di cui alla legge 31
dicembre 1991, n. 431, e successive modificazioni.
3. Per ottenere la
liquidazione definitiva del contributo le imprese interessate devono
presentare, a pena di decadenza, al Ministero dei trasporti e della
navigazione apposita istanza, entro il termine di sei mesi dalla data
di inizio dei lavori di demolizione, corredata dal certificato
dell’autorità marittima o consolare attestante la data di inizio
e di ultimazione dei lavori stessi. Tale periodo si computa dalla data
di entrata in vigore della presente legge nel caso di iniziative di
demolizione avviate anteriormente a quest’ultima data.

Art.
4.

(Limiti di operatività e decadenza
dai benefici)

1. Le imprese
armatoriali che beneficiano del contributo per la demolizione di navi
cisterna abilitate al trasporto di petrolio greggio o di prodotti
petroliferi e chimici non potranno utilizzare in attività di
cabotaggio nazionale, successivamente alla data di erogazione del
beneficio, navi cisterna a singolo scafo di età superiore a venti
anni, ad esclusione delle navi italiane già di proprietà o delle navi
italiane già gestite dalle stesse imprese.

2. L’eventuale
utilizzo, diretto o indiretto, del naviglio di cui al comma 1 in
attività di cabotaggio nazionale comporta la decadenza dal beneficio,
con l’obbligo di restituzione del contributo nei termini e alle
condizioni di cui agli articoli 2 e 3 della presente legge.
3. A
decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge non
possono essere iscritte nei registri tenuti dalle autorità nazionali
navi cisterna abilitate al trasporto di petrolio greggio o di prodotti
petroliferi e chimici a singolo scafo la cui età risalga ad oltre
venti anni.

Art. 5.

(Controllo degli spazi marittimi
di interesse
nazionale)

1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Ministro dei trasporti e della navigazione, di
concerto con il Ministro dell’ambiente, fissa, con propri
decreti, le disposizioni attuative del sistema di controllo del
traffico marittimo Vessel Traffic Services (VTS) e ne assicura la
gestione operativa attraverso le strutture centrali e periferiche del
Ministero.

2. L’articolo 83 del codice della navigazione è
sostituito dal seguente:

«Art. 83. – (Divieto di transito e di
sosta). – Il Ministro dei trasporti e della navigazione può
limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare
territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della
navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente, per
motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone
alle quali il divieto si estende».
3. Il comandante della nave che,
nell’ambito delle acque marittime interne e territoriali, non
osservi gli schemi di separazione delle rotte, è soggetto alla
sanzione prevista dall’articolo 1231 del codice della
navigazione. In tale caso l’armatore della nave è soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 2 milioni a
lire 12 milioni, maggiorata, nel caso di nave da carico o di nave
passeggeri, dell’importo di lire 5 milioni per ogni tonnellata
di stazza lorda della nave. Tale sanzione è irrogata dal capo del
circondario marittimo competente per territorio.

4. Al di là del
limite esterno del mare territoriale italiano, l’inosservanza
degli schemi di separazione delle rotte comporta:

a) a carico del
comandante di nave battente bandiera italiana, l’applicazione
della sanzione prevista dall’articolo 1231 del codice della
navigazione;

b) a carico del comandante di nave battente bandiera
estera, la segnalazione all’autorità dello Stato di
bandiera.

Art. 6.

(Sistema di comunicazione
per la sicurezza in
mare)

1. È autorizzata la spesa di lire 13.000 milioni annue, da
parte del Ministero dei trasporti e della navigazione, a decorrere dal
2001, per la realizzazione del sistema globale di comunicazione per
l’emergenza e la sicurezza in mare (GMDSS – Global
Maritime Distress and Safety System), in attuazione delle regole 4, 5,
7, 8 e 9 del capitolo IV, come sostituito dagli emendamenti del 1988,
pubblicati nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 62 del
14 marzo 1992, dell’allegato alla Convenzione internazionale del
1974 per la salvaguardia della vita umana in mare, aperta alla firma a
Londra il 1º novembre 1974, ratificata e resa esecutiva ai sensi della
legge 23 maggio 1980, n. 313.

2. All’onere derivante
dall’attuazione del comma 1, pari a lire 13.000 milioni annue a
decorrere dal 2001, si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003,
nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte
corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno
2001, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al Ministero degli affari esteri.
3. Il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.

Art. 7.

(Copertura finanziaria)

1. All’onere
derivante dall’attuazione della presente legge, ad eccezione
dell’articolo 6, pari a lire 10.000 milioni annue a decorrere
dal 2001, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma
1, lettera c), della legge 31 luglio 1997, n. 261.

2. Il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.

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