Legge dello Stato 14/02/1992 | Edilone.it

Legge dello Stato 14/02/1992

Legge dello Stato 14/02/1992 n. 185 - Nuova disciplina del Fondo di solidarietà nazionale. Suppl. Ordinario G.U. 02/03/1992 n. 51

Legge dello Stato 14/02/1992 n. 185
Nuova disciplina del Fondo di
solidarietà nazionale.
Suppl. Ordinario G.U. 02/03/1992 n.
51

Nuova disciplina del Fondo di solidarietà nazionale.

Preambolo

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente legge:

Art. 1. Dotazione del Fondo di solidarietà nazionale.

1. La
dotazione del conto corrente infruttifero denominato “Fondo di
solidarietà nazionale”, di cui all’art. 1 della legge 15 ottobre 1981,
n. 590 e successive modificazioni, aperto presso la tesoreria centrale
ed intestato al Ministero dell’agricoltura e delle foreste, è
incrementata di lire 170 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e
1994. 2. Al maggior onere di lire 170 miliardi per ciascuno degli anni
1992, 1993 e 1994 si provvede mediante utilizzo dell’accantonamento
“Rifinanziamento della legge n. 590 del 1981 recante norme per il
Fondo di solidarietà nazionale”, iscritto ai fini del bilancio
triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l’anno 1992. 3. Per gli anni successivi al
triennio 1992-1994 si provvede ai sensi dell’art. 11, comma 3, lettera
d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituito dalla legge 23
agosto 1988, n. 362. 4. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 2. Procedure di trasferimento alle regioni di disponibilità del
Fondo di solidarietà nazionale.

1. Per far fronte ai danni derivanti
da calamità naturali o da avversità atmosferiche di carattere
eccezionale alle infrastrutture, alle strutture aziendali o alla
produzione agricola delle zone interessate, con esclusione di quella
zootecnica, le regioni competenti, attuata la procedura di
delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni
conseguenti, deliberano, entro il termine perentorio di sessanta
giorni dalla cessazione dell’evento dannoso, la proposta di
declaratoria della eccezionalità dell’evento stesso, nonchè, tenendo
conto della natura dell’evento e dei danni, l’individuazione delle
provvidenze da concedere fra quelle previste dall’art. 3 e la relativa
richiesta di spesa. 2. Il Ministro dell’agricoltura e delle foreste
previo accertamento degli effetti degli eventi calamitosi dichiara
entro trenta giorni dalla richiesta delle regioni interessate
l’esistenza di eccezionale calamità o avversità atmosferica ai sensi
dell’art. 70, quarto comma, lettera a), del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, individuando i territori
danneggiati e le provvidenze sulla base della richiesta di cui al
comma 1 del presente articolo. 3. Il Ministro dell’agricoltura e delle
foreste, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome, di cui all’art. 12 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, tenuto conto dei fabbisogni di spesa,
dispone trimestralmente, con proprio decreto, il piano di riparto,
distinto per oggetto di spesa, delle somme da prelevarsi dal Fondo e
da trasferire alle regioni. Al trasferimento sui conti correnti
regionali delle somme assegnate si provvede mediante giro conto. Il
decreto di cui all’art. 3, terzo comma, della legge 15 ottobre 1981,
n. 590, deve essere emanato, con le modalità ivi previste, entro il 28
febbraio di ogni anno. 4. Le regioni sono tenute a rispettare la
destinazione e la ripartizione tra i diversi tipi di intervento,
stabilite col decreto di cui al comma 3, delle somme ad esse
trasferite. Alle modifiche di destinazione che si rendessero
necessarie nel corso della procedura di erogazione si provvede,
d’intesa con la regione interessata, con decreto del Ministro
dell’agricoltura e delle foreste.

Art. 3. Interventi per favorire la
ripresa dell’attività produttiva.

1. Hanno titolo agli interventi di
cui al presente articolo e agli articoli 4 e 5, le aziende agricole,
singole ed associate, ricadenti nelle zone delimitate, che abbiano
subìto danni non inferiori al 35 per cento della produzione lorda
vendibile, esclusa quella zootecnica. Sono esclusi altresì dal computo
del 35 per cento e dalle agevolazioni predette i danni alle produzioni
ammissibili all’assicurazione agevolata, relativamente agli eventi
determinati dal decreto di cui all’art. 9, comma 2. Nel calcolo della
percentuale dei danni sono comprese le perdite derivanti da precedenti
eventi calamitosi, subìti dalla stessa azienda, a carico della
medesima coltura, nel corso dell’annata agraria. 2. Le aziende
agricole di cui al comma 1, hanno titolo ai seguenti interventi: a)
misure di pronto intervento previste dall’art. 1 della legge 15
ottobre 1981, n. 590 e successive modificazioni; b) contributi in
conto capitale ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a
titolo principale fino a 3 milioni di lire, elevabili a 10 milioni per
le aziende che abbiano subìto danni a impianti di colture
specializzate protette, per la ricostituzione dei capitali di
conduzione, da erogarsi con le modalità di cui all’art. 2 del
decreto-legge 30 agosto 1968, n. 917, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 ottobre 1968, n. 1088; c) prestiti, a tasso agevolato
ed ammortamento quinquennale, per la ricostituzione dei capitali di
conduzione, compreso il lavoro del coltivatore, che non trovino
reintegrazione o compenso per effetto della perdita della produzione,
riferita a qualsiasi ordinamento colturale, mediante abbuono di quota
parte del capitale mutuato, nei limiti e con le modalità dell’art. 2
del decreto-legge 30 agosto 1968, n. 917, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1968, n. 1088. Alla
determinazione dei parametri provvede il Ministro dell’agricoltura e
delle foreste, con proprio decreto, sentite le regioni e le
organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a
livello nazionale; d) prestiti quinquennali di esercizio, da erogare
con le modalità previste dall’art. 2 della legge 14 febbraio 1964, n.
38, al tasso agevolato previsto dall’articolo unico, numero 5),
lettere a) e b), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
29 novembre 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 3
dicembre 1985. I prestiti possono essere finalizzati anche al
consolidamento delle rate delle operazioni di credito agrario,
prorogate ai sensi dell’art. 4 della presente legge; e) concessione di
mutui decennali, a tasso agevolato, con preammortamento triennale a
tasso agevolato, per il ripristino, la ricostruzione e la
riconversione delle strutture fondiarie aziendali danneggiate, ivi
compresi impianti arborei, vivai, serre e opere di viabilità
aziendale. I mutui anzidetti vengono considerati operazioni di credito
agrario di miglioramento. In alternativa, possono essere concessi
contributi in conto capitale, secondo le modalità e le misure previste
dall’art. 1, quarto comma, della legge 21 luglio 1960, n. 739 e
successive modificazioni; f) prestiti quinquennali di esercizio a
tasso agevolato, a favore delle cooperative di commercializzazione e
trasformazione dei prodotti agricoli e associazioni riconosciute dei
produttori agricoli che abbiano subìto danni finanziari a causa delle
minori entrate conseguenti alle riduzioni dei conferimenti dei soci,
titolari di aziende danneggiate dagli eventi di cui all’art. 2, comma
2, riduzioni pari almeno al 35 per cento della media dei conferimenti
e della produzione commercializzata negli ultimi due anni. L’entità
del prestito dovrà essere contenuta nei limiti percentuali delle
predette minori entrate. L’intervento è concesso a condizioni che le
cooperative soddisfino i requisiti di cui all’art. 7, comma 3, della
legge 8 novembre 1986, n. 752; g) concessione a favore delle
associazioni riconosciute dei produttori ortofrutticoli e delle
cooperative frutticole, singole o consorziate, del contributo di cui
all’art. 9 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, nonchè per la
produzione agrumicola, concessione di contributi per l’ammasso degli
agrumi non commercializzabili a seguito di avversità atmosferiche,
secondo parametri e con le modalità stabiliti con decreto del Ministro
dell’agricoltura e delle foreste. 3. Le regioni, compatibilmente con
le finalità primarie della presente legge, possono adottare misure
volte: a) al ripristino delle strade interpoderali, delle opere di
approvvigionamento idrico nonchè delle reti idrauliche e degli
impianti irrigui, ancorchè non ricadenti in comprensori di bonifica,
con onere di spesa a totale carico del Fondo; b) al ripristino delle
opere pubbliche di bonifica e di bonifica montana, ivi compresi i
lavori diretti alla migliore efficienza delle opere da ripristinare,
con onere di spesa a totale carico del Fondo. 4. Le domande di
intervento debbono essere presentate alle autorità regionali
competenti entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla
data di pubblicazione del decreto di declaratoria e di individuazione
delle zone interessate, di cui all’art. 2, comma 2. 5. Nel caso che le
aziende di cui al comma 1 abbiano subìto danni non inferiori al 70 per
cento, i contributi in conto capitale sono aumentati del 10 per cento
e il tasso degli interessi passivi a carico del beneficiario sui
prestiti e mutui agevolati viene ridotto di un punto. Le stesse misure
si applicano nel caso in cui la stessa azienda sia colpita dagli
eventi di cui all’art. 2 per due o più anni consecutivi, a partire
dagli interventi riguardanti il secondo anno.

Art. 4. Disposizioni
particolari relative alle operazioni di credito agrario.

1. Nelle
zone delimitate ai sensi dell’art. 2, sono prorogate, fino
all’erogazione del prestito di esercizio di cui all’art. 3, comma 2,
lettera d), per una sola volta e per non più di 24 mesi, con i
privilegi previsti dagli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 del regio
decreto-legge 29 luglio 1927, n. 1509,…

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