Legge dello Stato 08/08/1995 | Edilone.it

Legge dello Stato 08/08/1995

Legge dello Stato 08/08/1995 n. 341 - Conversione in legge del D.L. 23-6-1995, n. 244 concernente misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi pubblici e realizzazione nuovi interventi nelle aree depresse, nonchè disposizioni in materia di lavoro e occupazione.

Legge dello Stato 08/08/1995 n. 341
Conversione in legge del D.L.
23-6-1995, n. 244 concernente misure dirette ad accelerare il
completamento degli interventi pubblici e realizzazione nuovi
interventi nelle aree depresse, nonchè disposizioni in materia di
lavoro e occupazione.

Art. 1. FINALITA’
1. “Fino alla definizione
organica dell’intervento ordinario, di cui agli obiettivi 1, 2 e 5b
dei fondi strutturali, il presente decreto dispone interventi
immediati ed urgenti nei settori specificati nel presente capo e nei
capi II e III”.
Art. 1. AGEVOLAZIONI IN FORMA AUTOMATICA
1. “Ai fini
dell’immediato avvio dell’intervento ordinario nelle aree depresse”,
le somme individuate dal Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE) per consentire l’erogazione di
incentivi industriali in forza automatica nelle aree depresse del
territorio nazionale ai sensi dell’art. 9, terzo comma, della legge
22-3-1995, n. 85, affluiscono all’apposita sezione del fondo di cui
all’art. 14 della legge 17-2-1982, n. 46, prevista dall’art. 4, sesto
comma, della legge 7-4-1995, n. 104, per essere versate
trimestralmente all’entrata del bilancio dello Stato in relazione agli
interventi di cui al secondo comma.
2. Ai sensi dell’art. 9, terzo
comma, della legge 22-3-1995, n. 85, il CIPE, su proposta del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, nel rispetto dei
principi e degli indirizzi stabiliti dall’Unione europea per gli
incentivi nelle aree depresse, nei limiti delle risorse di cui al
primo comma, individua l’ammontare massimo dell’agevolazione, la
tipologia degli investimenti ammissibili alle agevolazioni in forma
automatica, detta le modalità e le procedure di attuazione, approvando
altresì un apposito modello di documento dal quale dovrà risultare in
particolare l’investimento da effettuare e l’importo del beneficio. Il
documento, da compilarsi conformemente al suddetto modello, sarà
utilizzato dal beneficiario delle agevolazioni, che si avvale del
conto fiscale di cui alla legge 30-12-1991, n. 413, e successive
modificazioni, solo dopo la liquidazione finale delle agevolazioni
stesse, effettuata sulla base di una verifica di regolarità meramente
formale, per il pagamento di imposte che affluiscono sullo stesso
conto fiscale, ivi incluse quelle dovute in qualità di sostituto
d’imposta, costituendo conseguentemente titolo di corrispondente
regolazione contabile per i concessionari della riscossione, ai quali
viene concessa una tolleranza di pari importo. Con decreto del
Ministro delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’art. 17,
terzo comma, della legge 23-8-1988, n. 400, sono approvate le norme
attuative sulla regolazione contabile per i concessionari della
riscossione.
3. Il documento di cui al secondo comma è presentato al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato ai fini
della prenotazione delle risorse. L’importo dell’agevolazione in forma
automatica è pari “al 60 per cento” dell’intensità massima delle
agevolazioni consentite dalla Unione europea. L’accesso alle
agevolazioni in forma automatica esclude ogni possibilità di
richiedere ed ottenere, a qualsiasi titolo, per i medesimi
investimenti, altre agevolazioni. La limitazione “del 60 per cento”
non vale per le agevolazioni aggiuntive eventualmente stabilite da
disposizioni normative finalizzate a favorire specialmente
l’occupazione, sempre nel rispetto dell’intensità massima consentita
dall’Unione europea.
4. Ai fini della fruizione dell’agevolazione,
entro diciotto mesi dalla presentazione del documento come prevista
dal terzo comma, l’investimento deve risultare effettuato ed
interamente pagato l’importo delle relative spese.
5. Fermo quanto
previsto dalle disposizioni penali, al soggetto beneficiario delle
agevolazioni in forma automatica, che abbia rilasciato false
dichiarazioni, il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato applica una sanzione amministrativa pecuniaria in
misura da due a quattro volte l’importo dell’agevolazione
liquidata.
6. Nel periodo intercorrente tra la presentazione del
documento e la liquidazione della agevolazione il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato è tenuto ad acquisire
la documentazione antimafia ai sensi del decreto legislativo 8-8-1994,
n. 490, e successive modificazioni.
Art. 2. FONDO DI GARANZIA
1. Il
fondo di garanzia di cui all’art. 9, terzo comma, del decreto legge
23-2-1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge
22-3-1995, n. 85, ha lo scopo di migliorare la struttura finanziaria
delle piccole e medie imprese operanti nelle aree dell’obiettivo 1 del
territorio nazionale, anche attraverso il raggiungimento di più
elevati livelli di capitalizzazione. A questo scopo, il fondo concede
contributi in conto interessi per operazioni di consolidamento dei
debiti a breve termine esistenti verso banche al 30 settembre 1994 e
presta garanzie sulle medesime operazioni, nonché su prestiti
partecipativi e acquisizioni di partecipazioni.
2. Il CIPE, su
proposta del Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri del
bilancio e della programmazione economica e dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, stabilisce criteri, modalità e procedure
di funzionamento del fondo, nel rispetto delle decisioni dell’Unione
europea.
3. La gestione finanziaria, amministrativa e tecnica del
fondo è affidata a una banca, o a una società a prevalente
partecipazione bancaria, “individuata” dal Ministro del tesoro. La
selezione del soggetto cui affidare la gestione del fondo “avverrà con
gara indetta dal Ministro del tesoro nel rispetto della normativa
comunitaria, tenendo conto” della sua operatività, o di quella delle
banche partecipanti al suo capitale, nella concessione del credito
alle piccole e medie imprese operanti nelle aree obiettivo 1 del
territorio nazionale, nonché dell’attitudine a operare nel settore
della garanzia sui crediti.
Art 3 -omissis –
Art. 4. INTERVENTI PER
OPERE INFRASTRUTTURALI
1. Al fine di consentire la realizzazione di
interventi per grandi opere infrastrutturali nelle aree depresse del
territorio nazionale, il Ministro del tesoro è autorizzato a contrarre
mutui, anche con la Cassa depositi e prestiti, con ammortamento a
totale carico dello Stato, nei limiti delle risorse di cui al secondo
comma e subordinatamente all’adozione, ai sensi dell’art. 45 della
legge 23-12-1994, n. 724, di provvedimenti diretti a consentire
l’effettivo conseguimento delle risorse stesse.
2. Per le finalità di
cui al primo comma è autorizzata la spesa di lire 145 miliardi per il
1996, 200 miliardi per il 1977, 340 miliardi per il 1998, 515 miliardi
per il 1999, 675 miliardi per l’anno 2000 e di lire 709 miliardi annui
a decorrere dall’anno 2001, al cui onere si provvede mediante
corrispondente utilizzo delle proiezioni per i medesimi anni dello
stanziamento iscritto al capitolo 5941 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l’anno 1995, intendendosi corrispondentemente
ridotte le relative dotazioni iscritte ai sensi dell’art. 2, terzo
comma, della legge 23-12-1994, n. 725.
3. Le somme derivanti dai mutui
contratti ai sensi del primo comma sono versate all’entrata del
bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro
del tesoro, al fondo di cui all’art. 19 del decreto legislativo
3-4-1993, n. 96 , e successive modificazioni e integrazioni. Le
predette somme sono destinate al finanziamento di opere approvate dal
CIPE, su proposta del Ministro del bilancio e della programmazione
economica, “d’intesa con il Ministro dei lavori pubblici” e d’intesa
con le amministrazioni interessate, con priorità per interventi di
completamento funzionale, per investimenti cofinanziati dall’Unione
europea, “per investimenti cofinanziati dai privati” e per
investimenti immediatamente eseguibili, ed affluiscono, sulla base
delle delibere di approvazione del CIPE, con decreto del Ministro del
tesoro, ad appositi capitoli da istituire negli stati di previsione
delle amministrazioni interessate.
Art. 5. INTERVENTI COFINANZIATI DAI
FONDI STRUTTURALI DELLA UNIONE EUROPEA
1. Per accelerare l’attuazione
degli interventi ammissibili al cofinanziamento dei fondi strutturali
dell’Unione europea, l’amministrazione pubblica competente ad emettere
i provvedimenti di concessione dei finanziamenti indice una conferenza
di servizi per l’acquisizione di pareri, autorizzazioni e intese tra
diverse amministrazioni necessari per l’attuazione degli interventi
stessi, ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 della legge 7-8-1990,
n. 241, e successive modificazioni ed integrazioni. La stessa
amministrazione pubblica riferisce al Ministero del bilancio e della
programmazione economica sui provvedimenti assunti in conseguenza
dell’esito della conferenza di servizi.
2. Qualora, per cause
dipendenti da comportamenti dei soggetti beneficiari dei
finanziamenti, non siano rispettati i tempi stabiliti dalla Unione
europea così che l’investimento non possa più beneficiare della quota
di finanziamento sui fondi strutturali dell’Unione europea stessa,
l’amministrazione pubblica competente provvede alla revoca del
finanziamento nazionale dandone comunicazione al CIPE, che provvede a
riassegnare le relative somme ad interventi di pronta realizzabilità e
cofinanziabili dalla Unione europea nelle aree depresse. Il Ministro
del tesoro è autorizzato ad apportare con propri decreti, ove
necessario, le occorrenti variazioni di bilancio.
3. Le somme
derivanti dai mutui di cui all’art. 1, ottavo comma, della legge
19-12-1992, n. 488, e finalizzate alla realizzazione di progetti
strategici di rilevanza nazionale possono essere destinate nella
misura stabilita dal CIPE anche per consentire la copertura della
quota di finanziamento nazionale per la realizzazione dei program…

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