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LEGGE 9 gennaio 2006, n.13

LEGGE 9 gennaio 2006, n.13 - Disposizioni per la sicurezza della navigazione, per favorire l'uso di navi a doppio scafo e per l'ammodernamento della flotta. (GU n. 16 del 20-1-2006)

LEGGE 9 gennaio 2006, n.13

Disposizioni per la sicurezza della navigazione, per favorire l’uso
di navi a doppio scafo e per l’ammodernamento della flotta.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
Finalita’
1. La presente legge, in conformita’ alla politica comunitaria
sulla sicurezza dei mari e agli obiettivi di politica ambientale di
cui alla legge 7 marzo 2001, n. 51, e successive modificazioni, al
fine di limitare le conseguenze dei sinistri marittimi in cui sono
coinvolte navi cisterna, promuove l’uso di navi cisterna ad alto
livello di protezione, dotate dei piu’ elevati standard di sicurezza,
reca disposizioni per promuovere l’ammodernamento della flotta, con
particolare riferimento alle unita’ navali destinate al servizio di
trasporto pubblico locale, e sostiene la promozione della ricerca in
campo navale, quali elementi determinanti per la sicurezza della
navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai
sensi dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura della disposizione di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Nota all’art. 1:
– La legge 7 marzo 2001, n. 51 (Disposizioni per la
prevenzione dell’inquinamento derivante dal trasporto
marittimo di idrocarburi e per il controllo del traffico
marittimo) e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 marzo
2001, n. 61.

Art. 2.
Divieti di iscrizione e di navigazione
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge
non possono essere iscritte nei registri tenuti dalle autorita’
nazionali navi cisterna a scafo singolo, aventi portata lorda
superiore a 600 tonnellate, abilitate al trasporto di petrolio
greggio o di prodotti petroliferi e chimici la cui eta’ risalga a
oltre quindici anni.
2. L’accesso ai porti, ai terminali off-shore e alle zone di
ancoraggio nazionali delle navi cisterna a scafo singolo, di
qualsiasi nazionalita’, che trasportano prodotti petroliferi, e’
vietato secondo quanto previsto dal regolamento (CE) n. 417/2002 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 febbraio 2002, e
successive modificazioni.
3. Sono esentate dal divieto di cui al comma 2 le navi cisterna di
portata lorda compresa tra 600 tonnellate e 5.000 tonnellate
utilizzate esclusivamente all’interno dei porti per operazioni di
bunkeraggio.

Nota all’art. 2:
– Il regolamento CE n. 417/2002 del Parlamento europeo
e del Consiglio del 18 febbraio 2002, e successive
modificazioni, relativo all’introduzione accelerata delle
norme in materia di doppio scafo o di tecnologia
equivalente per le petroliere motoscafo e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. L 64 del 7 marzo 2002.

Art. 3.
Fondo per favorire la demolizione del naviglio obsoleto
1. E’ istituito, a decorrere dall’anno 2005, presso il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, il Fondo volto a favorire la
demolizione del naviglio obsoleto, la cui dotazione, per ciascuno
degli anni del triennio 2005- 2007, e’ pari a 12 milioni di euro.
2. La dotazione del Fondo puo’ essere integrata mediante
finanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria.
3. Il Fondo ha la funzione di favorire e di accelerare
l’eliminazione delle navi cisterna a scafo singolo non conformi ai
piu’ avanzati standard in materia di sicurezza della navigazione,
provvedendo all’erogazione di contributi per la demolizione di navi
cisterna, abilitate al trasporto di petrolio greggio o di prodotti
petroliferi e chimici, aventi portata lorda superiore a 600
tonnellate, la cui entrata in esercizio, alla data del 31 dicembre
2004, risale ad oltre quindici anni.
4. Il contributo di cui al presente articolo e’ concesso alle
imprese armatoriali aventi i requisiti di cui all’articolo 143 del
codice della navigazione, che vendono per la demolizione, o fanno
demolire per proprio conto, unita’ che alla data del 21 ottobre 2003
risultano di proprieta’ delle imprese stesse o di imprese dello
stesso gruppo o che sono in loro piena disponibilita’ con contratto
di leasing o altro contratto con obbligo di acquisto, ovvero che
risultano iscritte, non oltre la medesima data, nei registri tenuti
dalle autorita’ nazionali o munite, nello stesso periodo di
riferimento, del passavanti provvisorio, di cui all’articolo 149 del
codice della navigazione, e i cui lavori di demolizione hanno avuto
inizio nel periodo successivo a quello di cui all’articolo 2, comma
2, della citata legge n. 51 del 2001, fino al 31 dicembre 2007.
5. Il contributo di cui al presente articolo e’ concesso e
liquidato, in via provvisoria, dopo l’inizio dei lavori di
demolizione, per un importo non superiore al 75 per cento del prezzo
ritenuto accettabile, per i lavori medesimi, dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti. Il contributo e’ in ogni modo
corrisposto in conformita’ alla decisione 2002/868/CE della
Commissione, del 17 luglio 2002.
6. Per ottenere la liquidazione definitiva del contributo, le
imprese interessate devono presentare, a pena di decadenza, al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti apposita istanza entro
il termine di sessanta giorni dalla data di ultimazione dei lavori di
demolizione, corredata dal certificato della locale autorita’
marittima nazionale, se la demolizione e’ avvenuta in Italia, ovvero
di quella estera o consolare, negli altri casi, attestante la data di
inizio e di ultimazione dei lavori stessi. Tale periodo si computa
dalla data di entrata in vigore della presente legge nel caso di
iniziative di demolizione avviate anteriormente a tale data.
7. In caso di mancata ultimazione dei lavori entro centottanta
giorni dalla data di concessione in via provvisoria del contributo,
ai sensi del comma 5, l’impresa interessata e’ tenuta a restituire
gli importi liquidati, maggiorati del tasso di interesse legale.
8. Per le imprese armatoriali che hanno ottenuto il contributo si
applicano, in relazione alle navi di eta’ superiore ai quindici anni,
le disposizioni di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, della citata
legge n. 51 del 2001.
9. Fermo restando il limite massimo di spesa di cui al comma 1, il
contributo di cui al presente articolo e’ pari a:
a) 130 euro per ogni tonnellata di portata lorda per le navi di
portata lorda superiore a 10.000 tonnellate, entro il limite massimo
di 30.000 tonnellate per singola unita’; il contributo per le navi di
portata lorda superiore a 10.000 tonnellate non puo’ essere inferiore
al contributo erogabile alle navi di 10.000 tonnellate di portata
lorda;
b) 260 euro per ogni tonnellata di portata lorda per le navi
cisterna comprese tra 600 e 10.000 tonnellate di portata lorda.
10. L’ammontare del contributo come determinato ai sensi del comma
9 non puo’ in ogni caso essere superiore all’importo del mancato
introito presunto derivante, per l’impresa armatoriale interessata,
dall’anticipata demolizione dell’unita’ rispetto alla data di ritiro
dal servizio prevista dalla normativa internazionale e comunitaria.
11. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il
Ministro dell’economia e delle finanze, determina, con proprio
decreto, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, i criteri di attribuzione dei benefici di cui al
presente articolo, sulla base della data di inizio dei lavori di
demolizione, nei limiti delle disponibilita’ di cui al comma 1.
12. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, pari
a 12 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007,
si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007, nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale»
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze
per l’anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al medesimo Ministero.
13. A decorrere dall’anno 2008, al finanziamento del Fondo di cui
al comma 1 si provvede ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera
f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
14. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Note all’art. 3:
– L’art. 143 del codice della …

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