LEGGE 3 Agosto 2007, n. 123 - Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. (GU n. 185 del 10-8-2007 | Edilone.it

LEGGE 3 Agosto 2007, n. 123 – Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. (GU n. 185 del 10-8-2007

LEGGE 3 Agosto 2007, n. 123 - Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. (GU n. 185 del 10-8-2007 )

LEGGE 3 Agosto 2007 , n. 123

Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e
delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in
materia.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

La seguente legge:

Art. l.
(Delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in
materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro)

1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti
legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti
in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro,
in conformita’ all’articolo 117 della Costituzione e agli statuti
delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento
e di Bolzano, e alle relative norme di attuazione, e garantendo
l’uniformita’ della tutela dei lavoratori sul territorio nazionale
attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle
differenze di genere e alla condizione delle lavoratrici e dei
lavoratori immigrati.
2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati, realizzando il
necessario coordinamento con le disposizioni vigenti, nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi generali:
a) riordino e coordinamento delle disposizioni vigenti, nel rispetto
delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali in
materia, in ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 117 della
Costituzione;
b) applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul
lavoro a tutti i settori di attivita’ e a tutte le tipologie di
rischio, anche tenendo conto delle peculiarita’ o della particolare
pericolosita’ degli stessi e della specificita’ di settori ed ambiti
lavorativi, quali quelli presenti nella pubblica amministrazione,
come gia’ indicati nell’articolo 1, comma 2, e nell’articolo 2, comma
1, lettera b), secondo periodo, del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive (modificazioni, nel rispetto delle
competenze in materia di sicurezza antincendio come definite dal
decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e del regolamento (CE) n.
1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre
2006, nonche’ assicurando il coordinamento, ove necessario, con la
normativa in materia ambientale;
c) applicazione della normativa in materia di tutela della salute e
sicurezza sul lavoro a tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi e
subordinati, nonche’ ai soggetti ad essi equiparati prevedendo:
1) misure di particolare tutela per determinate categorie di
lavoratori e lavoratrici e per specifiche tipologie di lavoro o
settori di attivita’;
2) adeguate e specifiche misure di tutela per i lavoratori autonomi,
in relazione ai rischi propri delle attivita’ svolte e secondo i
principi della raccomandazione 2003/134/CE del Consiglio, del 18
febbraio 2003;
d) semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di
salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, nel pieno
rispetto dei livelli di tutela, con particolare riguardo alle
piccole, medie e micro imprese; previsione di forme di unificazione
documentale;
e) riordino della normativa in materia di macchine, impianti,
attrezzature di lavoro, opere provvisionali e dispositivi di
protezione individuale, al fine di operare il necessario
coordinamento tra le direttive di prodotto e quelle di utilizzo
concernenti la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro e di
razionalizzare il sistema pubblico di controllo;
f) riformulazione e razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio,
amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti e per
le infrazioni alle disposizioni contenute nei decreti legislativi
emanati in attuazione della presente legge, tenendo conto della
responsabilita’ e delle funzioni svolte da ciascun soggetto
obbligato, con riguardo in particolare alla responsabilita’ del
preposto, nonche’ della natura sostanziale o formale della
violazione, attraverso:
1) la modulazione delle sanzioni in funzione del rischio e
l’utilizzazione di strumenti che favoriscano la regolarizzazione e
l’eliminazione del pericolo da parte dei soggetti destinatari dei
provvedimenti amministrativi, confermando e valorizzando il sistema
del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758;
2) la determinazione delle sanzioni penali dell’arresto e
dell’ammenda, previste solo nei casi in cui le infrazioni ledano
interessi generali dell’ordinamento, individuati in base ai criteri
ispiratori degli articoli 34 e 35 della legge 24 novembre 1981, n.
689, e successive modificazioni, da comminare in via esclusiva ovvero
alternativa, con previsione della pena dell’ammenda fino a euro
ventimila per le infrazioni formali, della pena dell’arresto fino a
tre anni per le infrazioni di particolare gravita’, della pena
dell’arresto fino a tre anni ovvero dell’ammenda fino a euro
centomila negli altri casi;
3) la previsione defila sanzione ami-ninistrativa consistente nel
pagamento di una somma di denaro fino ad euro centomila per le
infrazioni non punite con sanzione penale;
4) la graduazione delle misure interdittive in dipendenza della
particolare gravita’ delle disposizioni violate;
5) il riconoscimento ad organizzazioni sindacali ed associazioni dei
familiari delle vittime della possibilita’ di esercitare, ai sensi e
per gli effetti di cui agli articoli 91 e 92 del codice di procedura
penale, i diritti e le facolta’ attribuiti alla persona offesa, con
riferimento ai reati commessi con violazione delle norme per la
prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del
lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale;
6) la previsione della destinazione degli introiti delle sanzioni
pecuniarie per interventi mirati alla prevenzione, a campagne di
informazione e alle attivita’ dei dipartimenti di prevenzione delle
aziende sanitarie locali;
g) revisione dei requisiti, delle tutele, delle attribuzioni e delle
funzioni dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale, compreso
il medico competente, anche attraverso idonei percorsi formativi, con
particolare riferimento al rafforzamento del ruolo del rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza territoriale; introduzione della
figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito
produttivo;
h) rivisitazione e potenziamento delle funzioni degli organismi
paritetici, anche quali strumento di aiuto alle imprese
nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a
garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
i) realizzazione di un coordinamento su tutto il territorio nazionale
delle attivita’ e delle politiche in materia di salute e sicurezza
sul lavoro, finalizzato all’emanazione di indirizzi generali uniformi
e alla promozione dello scambio di informazioni anche sulle
disposizioni italiane e comunitarie in corso di approvazione, nonche’
ridefinizione dei compiti e della composizione, da prevedere su base
tripartita e di norma paritetica e nel rispetto delle competenze
delle regioni e delle province autonome di cui all’articolo 117 della
Costituzione, della commissione consultiva permanente per la
prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro e dei comitati
regionali di coordinamento;
l) valorizzazione, anche mediante rinvio legislativo, di accordi
aziendali, territoriali e nazionali, nonche’, su base volontaria, dei
codici di condotta ed etici e delle buone prassi che orientino i
comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della
responsabilita’ sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti
interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti
legislativamente;
m) previsione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei
lavoratori autonomi, fondato sulla specifica esperienza, ovvero sulle
competenze e conoscenze in materia di tutela della salute e sicurezza
sul lavoro, acquisite attraverso percorsi formativi mirati;
n) definizione di un assetto istituzionale fondato
sull’organizzazione e circolazione delle informazioni, delle linee
guida e delle buone pratiche utili a favorire la promozione e la
tutela della salute e sicurezza sul lavoro, anche attraverso il
sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di
lavoro, che valorizzi le competenze esistenti ed elimini ogni
sovrapposizione o duplicazione di interventi;
o) previsione della partecipazione delle parti sociali al sistema
informativo, costituito da Ministeri, regioni e province autonome,
Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul
lavoro (INAIL), Istituto di previdenza per il settore marittimo
(IPSEMA) e Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro (ISPESL), con il contributo del Consiglio nazionale
dell’economia e del lavoro (CNEL), e del concorso allo sviluppo del
medesimo da parte degli organismi paritetici e delle associazioni e
degli istituti di settore a carattere scientifico, ivi compresi
quelli che si occupano della salute delle donne;
p) promozione della cultura e delle azioni di prevenzione, da
finanziare, a decorrere dall’anno 2008…

[Continua nel file zip allegato]

LEGGE 3 Agosto 2007, n. 123 – Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. (GU n. 185 del 10-8-2007

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