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Legge 24 Marzo 1987

Legge 24 Marzo 1987 n°119 - Disposizioni urgenti in materia di scarichi dei frantoi oleari (2)

Legge 24 Marzo 1987 n°119

Disposizioni urgenti in materia di scarichi
dei frantoi oleari (2)

G.U. 28 marzo 1987, n. 73 (1)

Il Presidente
della Repubblica, visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare
disposizioni in materia di scarichi dei frantoi oleari, tenuto conto
delle esigenze produttive connesse con l’attuale campagna olearia,
nonché delle difficoltà derivanti dalla mancanza di incentivi diretti
ad agevolare l’adeguamento degli impianti alle prescrizioni della
legge 10 maggio 1976, n. 319; vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 23 gennaio 1987;
sulla proposta
del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro
dell’agricoltura e delle foreste, di concerto con i Ministri
dell’ambiente, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di
grazia e giustizia e del bilancio e della programmazione economica;
emana il seguente decreto:
1.
[1. I titolari di impianti di molitura
delle olive, che abbiano natura di insediamenti produttivi ed i cui
scarichi, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non
siano conformi ai limiti da osservare a norma degli articoli 11 e 13
della legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni sono
tenuti a presentare al Sindaco, entro il 30 aprile 1996 (4), domanda
di autorizzazione allo smaltimento dei reflui sul suolo. La domanda
deve contenere l’indicazione dell’ubicazione dell’impianto, della sua
potenzialità giornaliera e dei relativi volumi di acque reflue, del
ciclo continuo o discontinuo di lavorazione, dell’attuale recapito dei
reflui, nonché delle aree disponibili per eseguire lo smaltimento sul
suolo. Copia della domanda medesima, nello stesso termine, deve essere
inviata alla Regione (5).
2. Il Sindaco, nel rispetto delle norme
igieniche vigenti, autorizza lo smaltimento sul suolo delle acque
reflue, dettando nel provvedimento di autorizzazione le prescrizioni
da osservarsi, tenendo conto delle norme tecniche generali contenute
nell’allegato 5 alla deliberazione adottata in data 4 febbraio 1977
dal Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 48 del
21 febbraio 1977, in modo da adeguare le prescrizioni alle
caratteristiche degli scarichi e dei terreni destinati a riceverli
(6).
3. Salvo quanto previsto dall’articolo 2, comma 1,
l’autorizzazione può essere rilasciata in deroga ai limiti di
accettabilità di cui alle tabelle allegate alla legge 10 maggio 1976,
n. 319. 4. (7) 5. L’autorizzazione comunale deve essere rilasciata in
forma espressa entro centoventi giorni dalla presentazione della
domanda. Sino a quando il Sindaco non abbia provveduto, è consentito
lo smaltimento dei reflui sul suolo nell’area indicata nella domanda,
sempre che lo smaltimento non costituisca pericolo per la salute
pubblica (8)] (9).
2.
[1. Gli scarichi degli impianti di molitura
delle olive aventi natura di insediamenti produttivi, che comunque
recapitano nelle acque superficiali e sotterranee interne e marine,
restano soggetti alla disciplina di cui alla legge 10 maggio 1976, n.
319. 2. Gli scarichi degli impianti di molitura delle olive, che
abbiano recapito sul suolo e siano stati autorizzati in base al
presente decreto, devono in ogni caso essere adeguati ai limiti della
tabella A allegata alla legge 10 maggio 1976, n. 319, entro il 30
giugno 1996 (10).
2-bis.
In deroga a quanto previsto dal comma 1 e
comunque sino alla data stabilita nel comma 2, gli impianti di
molitura di olive i cui reflui derivano dalla esclusiva lavorazione
meccanica delle olive e dall’utilizzo di acqua per la diluizione delle
paste e per la lavatura degli impianti, possono scaricare le acque
reflue sul suolo previa autorizzazione del Sindaco, da rilasciarsi
entro e non oltre trenta giorni dalla richiesta e sempre che lo
scarico non costituisca pericolo per la salute pubblica, purché, a
cura del titolare del frantoio, vengano applicate ai reflui procedure
e metodi per l’abbattimento dei carichi inquinanti in misura non
inferiore al 50 per cento e, comunque, previa decantazione in vasche
utilizzate esclusivamente a tale scopo (11)] (12).
3.
[1. I titolari
degli scarichi di cui all’articolo 1 che non osservano gli obblighi e
le prescrizioni dettati dal comma 5 dell’articolo 1 sono puniti con
l’arresto da due mesi a due anni o con l’ammenda da lire
cinquecentomila a lire dieci milioni. 2. Alla stessa pena soggiace chi
continua a smaltire i reflui sul suolo dopo la scadenza del termine
previsto dal comma 5 dell’articolo 1, senza che sia intervenuta
l’autorizzazione espressa] (13).
4.
[1. Non sono punibili per i fatti
previsti come reato dalla legge 10 maggio 1976, n. 319, commessi in
data anteriore a quella di entrata in vigore del presente decreto, i
soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, che abbiano adempiuto agli
obblighi previsti dai commi 1, 2 e 5 del medesimo articolo 1 e del
comma 2- bis dell’articolo 2 ed abbiano osservato il divieto di
aumento temporaneo dell’inquinamento ed i provvedimenti adottati
dall’autorità sanitaria competente ai sensi dell’articolo 25, secondo
comma, della legge 10 maggio 1976, n. 319 (14) ] (15).
5.
[1. Per la
realizzazione di un programma di ricerca scientifica ed applicata,
coordinato dal Ministero dell’ambiente, finalizzato principalmente
all’individuazione di sistemi di depurazione delle acque reflue dei
frantoi tecnicamente ed economicamente compatibili con le condizioni
della produzione e all’approfondimento della natura e della
composizione delle acque medesime, anche per consentire una eventuale
modifica delle condizioni di smaltimento rispetto alle norme della
legge 10 maggio 1976, n. 319, è concesso al Ministro per il
coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e
tecnologica un finanziamento di lire 10 miliardi per l’anno 1987.
2.
Le Regioni sono tenute a predisporre entro un anno dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto
piani regionali, od a modificare quelli esistenti, per il trattamento
e l’adeguamento degli scarichi delle acque reflue dei frantoi alle
norme della legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni
ed integrazioni, prevedendo ambiti territoriali ottimali da servire
con impianti di trattamento ed individuando i soggetti pubblici e
privati a cui affidare la realizzazione e gestione degli impianti. I
piani regionali sono redatti sulla base di indirizzi emanati dal
Ministro dell’ambiente entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. Per la
costruzione di impianti che rientrano nei piani regionali di cui al
comma 2, gli enti locali o loro consorzi sono autorizzati ad assumere
mutui ventennali con la Cassa depositi e prestiti a carico dello Stato
entro il limite massimo di lire 270 miliardi.
4. Per la costruzione o
l’adeguamento alle norme della legge 10 maggio 1976, n. 319, e
successive modificazioni ed integrazioni, di impianti di trattamento
delle acque di scarico dei frantoi, compatibili con il piano regionale
di cui al comma 2, da parte di soggetti privati, operanti anche in
forme associate, possono essere concessi contributi secondo le
disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9
novembre 1976, n. 902 su conforme parere della Regione competente.
L’onere derivante dall’applicazione del presente comma è determinato
in lire 20 miliardi per l’anno 1987.
5. Per le finalità di cui al
comma 1 è autorizzata la spesa di lire 10 miliardi nell’anno
finanziario 1987 a valere sulle disponibilità del fondo speciale
rotativo per l’innovazione tecnologica istituito con l’articolo 14
della legge 17 febbraio 1982, n. 46.
6. Per le finalità di cui al
comma 3 è autorizzata la spesa di lire 30 miliardi a partire dall’anno
finanziario 1988, cui si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1987-1989,
al capitolo 9001 dello stato di previsione della spesa del Ministero
del tesoro per il 1987, parzialmente utilizzando l’accantonamento:
“Fondo per gli investimenti destinati alla tutela ambientale”.
7. Per
le finalità di cui al comma 4, è autorizzata la spesa di lire 20
miliardi per l’anno finanziario 1987 a carico del fondo di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1976, n. 902, che
viene a tal fine integrato di pari importo. A tale onere si provvede,
quanto a lire 10 miliardi, mediante riduzione di pari importo della
dotazione per il medesimo anno finanziario del fondo di cui
all’articolo 1 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, da versare
all’entrata del bilancio dello Stato per la relativa riassegnazione al
competente capitolo di spesa; quanto a lire 10 miliardi, mediante
utilizzo di pari importo delle risorse di cui all’articolo 9, ultimo
comma, della legge 13 maggio 1985, n. 198.
8. Il Ministro del tesoro
è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio (16)] (17).
6.
[1. Restano validi gli atti ed
i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodotti ed i
rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge 25 novembre
1986, n. 780. 2. Chi ha presentato la domanda ai sensi dell’articolo
1, comma 1, del decreto legge 25 novembre 1986, n. 780 (18), è tenuto
ad integrarla secondo le indicazioni richieste dall’articolo 1, comma
1, del presente decreto, entro il termine ivi previsto] (19).
7.
[1.
Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.] (20).

(1 ) Conversione del decreto Legge 26 Gennaio 1987 n°10, pubblicato
nella G.U. 26 gennaio 1987, n. 20,
(2) Pubblicato nella G.U. 26
gennaio 1987, n. 20, e …

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