Legge 24 dicembre 1993, n. 560 | Edilone.it

Legge 24 dicembre 1993, n. 560

Legge 24 dicembre 1993, n. 560 - Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Legge 24 dicembre 1993, n. 560

Norme in materia di alienazione degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Art. 1.
1. Sono alloggi
di edilizia residenziale pubblica, soggetti alle norme della presente
legge, quelli acquisiti, realizzati o recuperati, ivi compresi quelli
di cui alla legge 6-3-1976, n. 52, a totale carico o con concorso o
con contributo dello Stato, della regione o di enti pubblici
territoriali, nonché con i fondi derivanti da contributi dei
lavoratori ai sensi della legge 14-2-1963, n. 60, e successive
modificazioni, dallo Stato, da enti pubblici territoriali, nonché
dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) e dai loro
consorzi comunque denominati e disciplinati con legge regionale.
2. Le
disposizioni della presente legge, ad eccezione dei commi quinto,
tredicesimo e quattordicesimo, si applicano altresì:
a) agli alloggi
di proprietà dell’amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni costruiti od acquistati ai sensi dell’art.1, n. 3),
delle norme approvate con DPR 17-1-1959, n. 2, come sostituito
dall’art.1 della legge 15-2-1967, n. 42, della legge 7-6-1975, n. 227,
e della legge 10-2-1982, n. 39, e successive modificazioni, nonché
agli alloggi che, ai sensi della legge 29-1-1992, n. 58, sono stati
trasferiti dall’Azienda di Stato per i servizi telefonici
all’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni;
b) agli
alloggi non di servizio di proprietà della società Ferrovie dello
Stato S.p.A. costruiti od acquistati fino alla data della
trasformazione dell’Ente Ferrovie dello Stato in società per azioni.
Le modalità di alienazione dei predetti alloggi sono disciplinate, nel
rispetto delle disposizioni della presente legge, nell’atto di
concessione di cui alla delibera del Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE) del 12-8-1992, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 202 del 28-8-1992;
c) agli alloggi acquisiti
dagli enti di sviluppo ai sensi della legge 21-10-1950, n. 841, e
successive modificazioni ed integrazioni, che siano tuttora nella
disponibilità degli enti medesimi;
d) … omissis …
2-bis. Le
disposizioni della presente legge non si applicano alle unità
immobiliari degli enti pubblici territoriali che non abbiano finalità
di edilizia residenziale pubblica. Agli immobili urbani pubblici e a
quelli sottoposti a tutela ai sensi dell’art.4 della legge 1-6-1939,
n. 1089, adibiti a uso diverso da quello di edilizia residenziale si
applicano le disposizioni degli artt. 38 e 40 della legge 27-7-1978,
n. 392, e successive modificazioni.
3. Sono esclusi dalle norme della
presente legge gli alloggi di servizio oggetto di concessione
amministrativa in connessione con particolari funzioni attribuite a
pubblici dipendenti, gli alloggi realizzati con mutuo agevolato di cui
all’art.18 della legge 5-8-1978, n. 457, e successive modificazioni,
nonché quelli soggetti ai vincoli di cui alla legge 1-6-1939, n. 1089
e successive modificazioni.
4. Le regioni, entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, formulano, su
proposta degli enti proprietari, sentiti i comuni ove non proprietari,
piani di vendita al fine di rendere alienabili determinati immobili
nella misura massima del 75 per cento del patrimonio abitativo
vendibile nel territorio di ciascuna provincia. Trascorso tale
termine, gli enti proprietari, nel rispetto dei predetti limiti,
procedono alle alienazioni in favore dei soggetti aventi titolo a
norma della presente legge.
4 -bis. Gli alloggi compresi nei piani di
vendita di cui al quarto comma che si rendono liberi sono segnalati
immediatamente dall’ente gestore al comune, che provvede
all’assegnazione ai soggetti aventi diritto.
5. L’alienazione di
alloggi di edilizia residenziale pubblica è consentita esclusivamente
per la realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo di tale
settore.
6. Hanno titolo all’acquisto degli alloggi di cui al quarto
comma gli assegnatari o i loro familiari conviventi, i quali conducano
un alloggio a titolo di locazione da oltre un quinquennio e non siano
in mora con il pagamento dei canoni e delle spese all’atto della
presentazione della domanda di acquisto. In caso di acquisto da parte
dei familiari conviventi è fatto salvo il diritto di abitazione in
favore dell’assegnatario.
7. Gli assegnatari di cui al sesto comma,
se titolari di reddito familiare complessivo inferiore al limite
fissato dal CIPE ai fini della decadenza dal diritto all’assegnazione,
ovvero se ultrasessantenni o portatori di handicap, qualora non
intendano acquistare l’alloggio condotto a titolo di locazione,
rimangono assegnatari del medesimo alloggio, che non può essere
alienato a terzi.
8. Per le finalità di cui al sesto comma, gli enti
proprietari adottano le opportune misure di pubblicità e disciplinano
le modalità di presentazione delle domande di acquisto.
9. I soggetti
assegnatari di alloggio che non si trovino nelle condizioni di cui al
settimo comma possono presentare domanda di acquisto dell’alloggio, in
sede di prima applicazione della presente legge, entro due anni dalla
data di entrata in vigore della stessa, ovvero entro un anno
dall’accertamento, da parte dell’ente gestore, dell’avvenuta perdita
della qualifica di assegnatario. Trascorsi tali termini, gli alloggi
possono essere venduti a terzi purché in possesso dei requisiti
previsti dalle norme vigenti per non incorrere nella decadenza dal
diritto all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Hanno titolo di priorità nell’acquisto le società cooperative edilizie
iscritte all’albo nazionale di cui all’art.13 della legge 31-1-1992,
n. 59, che si impegnano, con atto d’obbligo, a concedere gli alloggi
in locazione a canone convenzionato per un periodo non inferiore a
otto anni.
10. Il prezzo degli alloggi è costituito dal valore che
risulta applicando un moltiplicatore pari a 100 alle rendite catastali
determinate dalla Direzione generale del catasto e dei servizi tecnici
erariali del Ministero delle finanze a seguito della revisione
generale disposta con decreto del Ministro delle finanze del
20-1-1990, e di cui all’art.7 del DL 11-7-1992, n. 333, convertito,
con modificazioni, dalla legge 8-8-1992, n. 359, e delle successive
revisioni. Al prezzo così determinato si applica la riduzione dell’1
per cento per ogni anno di anzianità di costruzione dell’immobile,
fino al limite massimo del 20 per cento. Il pagamento del prezzo viene
effettuato entro quindici giorni dal perfezionamento del contratto di
alienazione.
10-bis. In caso di necessità, documentata dall’ente
gestore, di effettuare interventi di manutenzione straordinaria, di
restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione, di cui alle
lettere b), c) e d) del primo comma dell’art.31 della legge 5-8-1978,
n. 457, di edifici inseriti nei piani di vendita, il prezzo,
determinato ai sensi del decimo comma, è aumentato dei costi sostenuti
per i suddetti interventi.
11. La determinazione del prezzo può
essere, in alternativa a quanto previsto dal decimo comma, stabilita
dall’Ufficio tecnico erariale su richiesta dell’acquirente. In tal
caso la determinazione del prezzo si intende definitiva anche se la
valutazione dell’Ufficio tecnico erariale è superiore ai prezzi
stabiliti secondo i criteri previsti dal decimo comma, salva la
facoltà di revoca della domanda di acquisto, da esercitarsi entro
trenta giorni dalla comunicazione della determinazione del prezzo.

12. Le alienazioni possono essere effettuate con le seguenti
modalità:
a) pagamento in unica soluzione, con una riduzione pari al
10 per cento del prezzo di cessione;
b) pagamento immediato di una
quota non inferiore al 30 per cento del prezzo di cessione, con
dilazione del pagamento della parte rimanente in non più di 15 anni,
ad un interesse pari al tasso legale, previa iscrizione ipotecaria a
garanzia della parte del prezzo dilazionata.
13. I proventi delle
alienazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e di
quelle di cui ai commi da 15 a 19, nonché i proventi dell’estinzione
del diritto di prelazione richiamato al venticinquesimo comma,
destinati alle finalità indicate al quinto comma, rimangono nella
disponibilità degli enti proprietari. Tali proventi sono
contabilizzati a cura dell’Istituto autonomo per le case popolari
competente per territorio, comunque denominato, nella gestione
speciale di cui all’art.10 del DPR 30-12-1972, n. 1036, e versati in
un apposito conto corrente denominato “Fondi CER destinati alle
finalità della legge n. 560 del 1993, istituito presso la sezione di
tesoreria provinciale, a norma dell’art.10, dodicesimo comma, della
legge 26-4-1983, n. 130.
14. Le regioni, su proposta dei competenti
IACP e dei loro consorzi comunque denominati e disciplinati con legge
regionale, determinano annualmente la quota dei proventi di cui al
tredicesimo comma da destinare al reinvestimento in edifici ed aree
edificabili, per la riqualificazione e l’incremento del patrimonio
abitativo pubblico mediante nuove costruzioni, recupero e manutenzione
straordinaria di quelle esistenti e programmi integrati, nonché ad
opere di urbanizzazione socialmente rilevanti. Detta quota non può
comunque essere inferiore all’80 per cento del ricavato. La parte
residua è destinata al ripiano dei deficit finanziari degli Istituti.

15. Sono soggette ad alienazione anche le unità immobiliari ad uso
non abitativo ricomprese in edifici destinati ad edilizia residenziale
pubblica.
16. L’affittuario delle unità immobiliari di cui al
quindicesimo comma può esercitare il diritto di prelazione ai sensi
dell’art.38 della legge 27-7-1978, n. 392. Ove questi non lo abbia
esercitato nei termini previsti dal citato art.38, nei successivi
sessanta giorni possono presentare domanda di acquisto enti pubblici
non economici, enti morali, associazioni senza scopo d…

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Legge 24 dicembre 1993, n. 560

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