LEGGE 23 dicembre 2005, n.267 - Ripubblicazione del testo della legge 23 dicembre 2005, n. 267, recante: 'Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2006 | Edilone.it

LEGGE 23 dicembre 2005, n.267 – Ripubblicazione del testo della legge 23 dicembre 2005, n. 267, recante: ‘Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2006

LEGGE 23 dicembre 2005, n.267 - Ripubblicazione del testo della legge 23 dicembre 2005, n. 267, recante: 'Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008', corredato delle relative note. (GU n. 10 del 13-1-2006- Suppl. Ordinario n.10)

LEGGE 23 dicembre 2005, n.267

Ripubblicazione del testo della legge 23 dicembre 2005, n. 267,
recante: “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario
2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008”, corredato
delle relative note.

AVVERTENZA:
Si procede alla pubblicazione del testo della legge 23 dicembre 2005,
n. 267, corredato delle relative note, ai sensi dell’articolo 8,
comma3, del regolamento di esecuzione del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emenazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217. Resta invariato il
valore e l’efficacia dell’atto legislativo qui trascritto.

Art. 1.
(Stato di previsione dell’entrata
e disposizioni relative)
1. L’ammontare delle entrate previste per l’anno finanziario 2006,
relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni altro
provento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello Stato, in
virtu’ di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta
dall’annesso stato di previsione dell’entrata (Tabella n. 1).

Art. 2.
(Stato di previsione del Ministero dell’economia
e delle finanze e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2006,
in conformita’ dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 2). Per
l’anno 2006 e’ confermata la competenza gestionale degli Uffici a cui
afferiscono gli stanziamenti concernenti la gestione transitoria
delle spese gia’ attribuite alla Presidenza del Consiglio dei
ministri; le competenze relative all’attivita’ di controllo della
predetta gestione sono esercitate dall’Ufficio centrale del bilancio
presso il Ministero dell’economia e delle finanze.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle
varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per
l’anno finanziario 2006. Il Ministro dell’economia e delle finanze
e’, altresi’, autorizzato ad apportare, con propri decreti, ai
bilanci delle aziende autonome le variazioni connesse con le
ripartizioni di cui al presente comma.
3. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e
all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per
regolazioni debitorie, e’ stabilito in 60.000 milioni di euro.
4. I limiti di cui all’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACE
S.p.A. – Servizi Assicurativi del Commercio Estero, sono fissati per
l’anno finanziario 2006, rispettivamente, in 5.000 milioni di euro
per le garanzie di durata sino a ventiquattro mesi e in 10.000
milioni di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattro
mesi.
5. La SACE S.p.A. e’ altresi’ autorizzata, per l’anno finanziario
2006, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamente
alle attivita’ di cui all’articolo 11-quinquies, comma 4, del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 per
cento di ciascuno dei limiti indicati al comma 4.
6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, al trasferimento ad altre unita’
previsionali di base dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2006 delle somme
iscritte, per competenza e cassa, nell’ambito della unita’
previsionale di base “Interessi sui titoli del debito pubblico”
(oneri del debito pubblico) di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Tesoro” del medesimo stato di previsione in
relazione agli oneri connessi alle operazioni di ricorso al mercato.
7. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 9-bis
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni,
inseriti nelle unita’ previsionali di base “Fondo di riserva per le
spese obbligatorie e d’ordine” e “Altri fondi di riserva” (oneri
comuni) e “Fondo per la riassegnazione di residui passivi perenti di
spesa in conto capitale” (investimenti), di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Ragioneria generale dello Stato” dello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze sono
stabiliti, rispettivamente, in 900 milioni di euro, 1.600 milioni di
euro, 500 milioni di euro, 600 milioni di euro e 10.000 milioni di
euro.
8. Per gli effetti di cui all’articolo 7 della legge 5 agosto 1978,
n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese
obbligatorie e d’ordine quelle descritte nell’elenco n. 1, annesso
allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
9. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare
in applicazione del disposto dell’articolo 12, commi primo e secondo,
della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono iscritte, nell’ambito delle
unita’ previsionali di base di pertinenza dei centri di
responsabilita’ delle amministrazioni interessate, le spese
descritte, rispettivamente, negli elenchi nn. 2 e 3, annessi allo
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
10. Le spese per le quali puo’ esercitarsi la facolta’ prevista
dall’articolo 9 della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono indicate
nell’elenco n. 4, annesso allo stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze.
11. Gli importi di compensazione monetaria riscossi negli scambi fra
gli Stati membri dell’Unione europea sono versati nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base “Accisa e imposta erariale di
consumo su altri prodotti” (Entrate derivanti dall’attivita’ di
accertamento e controllo) dello stato di previsione dell’entrata.
Corrispondentemente la spesa per contributi da corrispondere
all’Unione europea in applicazione del regime delle “risorse proprie”
(decisione 70/244/CECA, CEE, Euratom del Consiglio, del 21 aprile
1970) nonche’ per importi di compensazione monetaria, e’ imputata
nell’ambito dell’unita’ previsionale di base “Risorse proprie Unione
europea” (interventi) di pertinenza del centro di responsabilita’
“Ragioneria generale dello Stato” dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2006,
sul conto di tesoreria denominato: “Ministero del tesoro – FEOGA,
Sezione garanzia”.
12. Gli importi di compensazione monetaria accertati nei mesi di
novembre e dicembre 2005 sono riferiti alla competenza dell’anno 2006
ai fini della correlativa spesa da imputare nell’ambito dell’unita’
previsionale di base sopra richiamata “Risorse proprie Unione
europea” (interventi) di pertinenza del centro di responsabilita’
“Ragioneria generale dello Stato” dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze.
13. Le somme di pertinenza dei centri di responsabilita’ “Ragioneria
generale dello Stato” e “Politiche di sviluppo e di coesione” dello
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per
l’anno finanziario 2006, relative ai seguenti fondi da ripartire non
utilizzate al termine dell’esercizio sono conservate nel conto dei
residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo: Fondo da
ripartire per attuazione dei contratti e Fondo da ripartire per oneri
del personale gia’ dipendente da istituti finanziari meridionali da
assumere nelle amministrazioni pubbliche ed in enti pubblici non
economici, iscritti nell’ambito dell’unita’ previsionale di base
“Fondi da ripartire per oneri di personale” (oneri comuni); Fondo
occorrente per l’attuazione dell’ordinamento regionale delle regioni
a statuto speciale, iscritto nell’ambito dell’unita’ previsionale di
base “Fondo attuazione ordinamento regioni a statuto speciale”
(interventi); Fondo da ripartire per il funzionamento del comitato
tecnico faunistico-venatorio nazionale, iscritto nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base “Interventi diversi” (interventi);
Fondo da ripartire per interventi per le aree sottoutilizzate,
iscritto nell’unita’ previsionale di base “Aree sottoutilizzate”
(investimenti); Fondo da ripartire per la costituzione di unita’
tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al
monitoraggio degli investimenti pubblici, iscritto nell’unita’
previsionale di base “Programmazione, valutazione e monitoraggio
degli investimenti pubblici” (interventi). Il Ministro dell’economia
e delle finanze e’ autorizzato a ripartire, tra le pertinenti unita’
previsionali di base delle amministrazioni interessate, con propri
decreti, le somme conservate nel conto dei residui dei predetti
Fondi.
14. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 48 della legge 20 maggio
1985, n. 222, l’utilizzazione dello stanziamento dell’unita’
previsionale di base “8 per mille IRPEF Stato” (interventi) di
pertinenza del centro di responsabilita’ “Ragioneria generale dello
Stato” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze per l’anno finanziario 2006 e’ stabilita con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro trenta giorni
dalla richiesta di parere alle competenti Commissioni parlamentari.
Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
15. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all’unita’
previsionale di base “Interventi diversi” (interventi) di pertinenza
del centro di responsabilita’ “Ragioneria generale dello Stato” dello
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per
l’anno finanziario 2006 delle somme affluite all’entrata per essere
destinate ad alimentare il fondo di cui all’articolo 24 della legge
11 febbraio 1992, n. 157. Il Ministro dell’economia e delle finanze
e’, altresi’, autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla
ripartizione del predetto fondo in attuazione del medesimo articolo
24 della predetta legge n. 157 del 1992.
16. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla assegnazione all’unita’
previsionale di base “Acquedotti e fognature” (investimenti) di
pertinenza del centro di responsabilita’ “Ragioneria generale dello
Stato” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze per l’anno finanziario 2006 delle somme affluite all’entrata
del bilancio dello Stato per essere destinate ad alimentare il fondo
di cui all’articolo 18, comma 3, della legge 5 gennaio 1994, n. 36, e
successive modificazioni. Il Ministro dell’economia e delle finanze
e’, altresi’, autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla
ripartizione del predetto fondo in attuazione del medesimo articolo
18 della citata legge n. 36 del 1994.
17. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all’unita’
previsionale di base “Ammortamento titoli di Stato” di pertinenza del
centro di responsabilita’ “Tesoro” dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2006
delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per essere
destinate ad alimentare il fondo per l’ammortamento dei titoli di
Stato.
18. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilita’
sanitaria in attuazione dell’articolo 12, comma 3, lettera b), del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione
all’unita’ previsionale di base “Fondo sanitario nazionale”
(interventi) di pertinenza del centro di responsabilita’ “Ragioneria
generale dello Stato” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2006 delle somme
versate all’entrata del bilancio dello Stato dalle regioni e dalle
province autonome di Trento e di Bolzano.
19. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
effettuare il riparto tra le amministrazioni interessate, nonche’ le
eventuali successive variazioni, dello specifico stanziamento
concernente la somma da ripartire tra le amministrazioni centrali e
regionali per sopperire ai minori finanziamenti decisi dalla Banca
europea per gli investimenti relativamente ai progetti immediatamente
eseguibili di cui all’articolo 21 della legge 26 aprile 1983, n. 130,
iscritto in termini di competenza e di cassa nell’ambito dell’unita’
previsionale di base “Progetti immediatamente eseguibili”
(investimenti) di pertinenza del centro di responsabilita’ “Politiche
di sviluppo e di coesione” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze.
20. Ferma restando la disposizione di cui all’articolo 36 del regio
decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare,
con propri decreti, le variazioni di bilancio in termini di residui,
competenza e cassa, conseguenti alla ripartizione tra le
amministrazioni interessate del fondo iscritto nell’unita’
previsionale di base “Calamita’ naturali e danni bellici”
(investimenti) di pertinenza del centro di responsabilita’ “Politiche
di sviluppo e di coesione” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, in relazione alle disposizioni di cui
all’articolo 2 della legge 2 maggio 1990, n. 102.
21. Le somme dovute dagli istituti di credito ai sensi dell’articolo
5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono versate nell’ambito della
unita’ previsionale di base “Prelevamenti da conti di tesoreria;
restituzioni, rimborsi, recuperi e concorsi vari” di pertinenza del
centro di responsabilita’ “Tesoro” (Ministero dell’economia e delle
finanze) dello stato di previsione dell’entrata (cap. 3689), per
essere correlativamente iscritte, in termini di competenza e cassa,
con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base “Presidenza del Consiglio dei
ministri – Editoria” (oneri comuni) di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Tesoro” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze.
22. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base “Presidenza del Consiglio dei
ministri” (oneri comuni) di pertinenza del centro di responsabilita’
“Tesoro” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze, per l’anno finanziario 2006, delle somme affluite
all’entrata del bilancio dello Stato per contributi destinati
dall’Unione europea alle attivita’ poste in essere dalla Commissione
nazionale per la parita’ e le pari opportunita’ tra uomo e donna in
accordo con l’Unione europea.
23. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme
occorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche,
amministrative e del Parlamento europeo e per l’attuazione dei
referendum dall’unita’ previsionale di base “Spese elettorali” (oneri
comuni) di pertinenza del centro di responsabilita’ “Ragioneria
generale dello Stato” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2006 alle
competenti unita’ previsionali di base degli stati di previsione del
medesimo Ministero dell’economia e delle finanze e dei Ministeri
della giustizia, degli affari esteri e dell’interno per lo stesso
anno finanziario, per l’effettuazione di spese relative a competenze
ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei presidenti
di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi agli
estranei all’amministrazione, a missioni, a premi, a indennita’ e
competenze varie alle Forze di polizia, a trasferte e trasporto delle
Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di viaggio agli
elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e telefoniche, a
fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione ed acquisto di
materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad altre esigenze
derivanti dall’effettuazione delle predette consultazioni elettorali.
24. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, a trasferire per l’anno 2006 alle
unita’ previsionali di base del titolo III (Rimborso di passivita’
finanziarie) degli stati di previsione delle amministrazioni
interessate, le somme iscritte, per competenza e cassa, nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base “Rimborsi anticipati o
ristrutturazione di passivita’” di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Tesoro” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, in relazione agli oneri connessi alle
operazioni di rimborso anticipato o di rinegoziazione dei mutui con
onere a totale o parziale carico dello Stato.
25. Nell’elenco n. 7, annesso allo stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, sono indicate le spese per le quali
possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2006, prelevamenti dal
fondo a disposizione, di cui all’articolo 9, comma 4, della legge 1°
dicembre 1986, n. 831, iscritto nell’ambito dell’unita’ previsionale
di base “Spese generali di funzionamento” (funzionamento) di
pertinenza del centro di responsabilita’ “Guardia di finanza” del
medesimo stato di previsione.
26. Per l’anno 2006 l’Amministrazione dei monopoli di Stato e’
autorizzata ad accertare e riscuotere le entrate nonche’ a impegnare
e a pagare le spese, ai sensi del regio decreto-legge 8 dicembre
1927, n. 2258, convertito dalla legge 6 dicembre 1928, n. 3474, in
conformita’ degli stati di previsione annessi a quello del Ministero
dell’economia e delle finanze (Appendice n. 1).
27. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
riassegnare, con propri decreti, alla pertinente unita’ previsionale
di base dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze le somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per
canoni di concessioni su demanio idrico, ai fini della relativa
restituzione alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano in relazione all’articolo 86 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112, e successive modificazioni.
28. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini
di competenza e cassa, tra l’unita’ previsionale di base 4.1.2.1
“Fondo sanitario nazionale” e l’unita’ previsionale di base 4.1.2.18
“Federalismo fiscale” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, in relazione alle deliberazioni
annuali del Comitato interministeriale per la programmazione
economica (CIPE) ai sensi dell’articolo 39, comma 1, del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
29. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, le variazioni
compensative di bilancio occorrenti per trasferire, alla pertinente
unita’ previsionale di base dello stato di previsione del predetto
Ministero, i fondi per il funzionamento delle Commissioni che
gestiscono il Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR),
istituito in attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n.
204.
30. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
assegnare alle pertinenti unita’ previsionali di base, anche di nuova
istituzione, le somme iscritte nell’ambito dell’unita’ previsionale
di base 3.1.2.43 “Contratti di programma” di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Tesoro” dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze ai fini dell’utilizzazione dei fondi
relativi al rimborso degli oneri di servizio pubblico sostenuti dalle
imprese pubbliche, rispettivamente disciplinati dai contratti di
programma stipulati con le amministrazioni pubbliche nonche’ per
agevolazioni concesse in applicazione di specifiche disposizioni
legislative.
31. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alle variazioni di bilancio, anche
mediante riassegnazione di fondi, occorrenti in relazione alla
trasformazione della Cassa depositi e prestiti in societa’ per
azioni, prevista dall’articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003,
n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n. 326, e successive modificazioni.
32. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, in termini di residui, competenza e
cassa, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per
l’attuazione dell’articolo 127 del testo unico delle leggi in materia
di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione,
cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni.
33. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti
per la riassegnazione negli stati di previsione delle amministrazioni
interessate delle somme versate in entrata dal Centro nazionale per
l’informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA) per essere
destinate al cofinanziamento di progetti strategici nel settore
informatico e di innovazione tecnologica nelle pubbliche
amministrazioni e nel Paese, approvati dal Comitato dei ministri per
la societa’ dell’informazione ai sensi dell’articolo 26, comma 1,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e dell’articolo 27 della legge
16 gennaio 2003, n. 3, e la cui realizzazione sia demandata al CNIPA
d’intesa con le amministrazioni medesime.
34. Per l’anno 2006, una quota delle entrate, nel limite di 100
milioni di euro, rivenienti dalla cessione dei beni immobili dello
Stato adibiti ad uffici pubblici dismessi ai sensi dell’articolo 29
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e’ riassegnata,
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, al fondo
iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze, per provvedere alla spesa per i canoni di locazione
degli immobili stessi.

Note all’art. 2:
– Si riporta il testo del comma 9 dell’art. 6 del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326
(Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la
correzione dell’andamento dei conti pubblici):
«9. La SACE S.p.a. svolge le funzioni di cui all’art.
2, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
143, e successive modificazioni e integrazioni, come
definite dal CIPE ai sensi dell’art. 2, comma 3, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, e successive
modificazioni e integrazioni, e dalla disciplina
dell’Unione europea in materia di assicurazione e garanzia
dei rischi non di mercato. Gli impegni assunti dalla SACE
S.p.a. nello svolgimento dell’attivita’ assicurativa di cui
al presente comma sono garantiti dallo Stato nei limiti
indicati dalla legge di approvazione del bilancio dello
Stato distintamente per le garanzie di durata inferiore e
superiore a ventiquattro mesi. Il Ministro dell’economia e
delle finanze puo’, con uno o piu’ decreti di natura non
regolamentare, da emanare di concerto con il Ministro degli
affari esteri e con il Ministro delle attivita’ produttive,
nel rispetto della disciplina dell’Unione europea e dei
limiti fissati dalla legge di approvazione del bilancio
dello Stato, individuare le tipologie di operazioni che per
natura, caratteristiche, controparti, rischi connessi o
Paesi di destinazione non beneficiano della garanzia
statale. La garanzia dello Stato resta in ogni caso ferma
per gli impegni assunti da SACE precedentemente all’entrata
in vigore dei decreti di cui sopra in relazione alle
operazioni ivi contemplate.».
– Si riporta il testo del comma 4 dell’art.
11-quinquies del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005,
n. 80 (Disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione
per lo sviluppo economico, sociale e territoriale):
«4. Le garanzie e coperture assicurative di cui al
comma 2 beneficiano della garanzia dello Stato nei limiti
specifici indicati dalla legge di approvazione del bilancio
dello Stato come quota parte dei limiti ordinari indicati
distintamente per le garanzie e le coperture assicurative
di durata inferiore e superiore ai ventiquattro mesi ai
sensi dell’art. 6, comma 9, del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge
24 novembre 2003, n. 326. Per l’anno 2005 il limite
specifico di cui al presente comma e’ fissato in misura
pari al 20 per cento dei limiti di cui all’art. 2, comma 4,
della legge 30 dicembre 2004, n. 312, che restano
invariati.».
– Si riporta il testo degli articoli 7, 8, 9 e 9-bis
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni (Riforma di alcune norme di contabilita’
generale dello Stato in materia di bilancio):
«Art. 7 (Fondo di riserva per le spese obbligatorie e
di ordine). – Nello stato di previsione della spesa del
Ministero del tesoro e’ istituito, nella parte corrente, un
“Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine” le
cui dotazioni sono annualmente determinate, con apposito
articolo, dalla legge di approvazione del bilancio.
Con decreti del Ministro del tesoro, da registrarsi
alla Corte dei conti, sono trasferite dal predetto fondo ed
iscritte in aumento sia delle dotazioni di competenza che
di cassa dei competenti capitoli le somme necessarie:
1) per il pagamento dei residui passivi di parte
corrente, eliminati negli esercizi precedenti per
perenzione amministrativa, [in caso di richiesta da parte
degli aventi diritto, con reiscrizione ai capitoli di
provenienza, ovvero a capitoli di nuova istituzione nel
caso in cui quello di provenienza sia stato nel frattempo
soppresso];
2) per aumentare gli stanziamenti dei capitoli di
spesa aventi carattere obbligatorio o connessi con
l’accertamento e la riscossione delle entrate.
Allo stato di previsione della spesa del Ministero del
tesoro e’ allegato l’elenco dei capitoli di cui al
precedente numero 2), da approvarsi, con apposito articolo,
dalla legge di approvazione del bilancio.».
«Art. 8 (Fondo speciale per la riassegnazione di
residui perenti delle spese in conto capitale). – Nello
stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro e’
istituito, nella parte in conto capitale, un “Fondo
speciale per la riassegnazione dei residui passivi della
spesa in conto capitale”, eliminati negli esercizi
precedenti per perenzione amministrativa.».
«Art. 9 (Fondo di riserva per le spese impreviste). –
Nello stato di previsione del Ministero del tesoro, e’
istituito, nella parte corrente, un “Fondo di riserva per
le spese impreviste”, per provvedere alle eventuali
deficienze delle assegnazioni di bilancio, che non
riguardino le spese di cui al precedente art. 7 (punto 2),
ed al successivo art. 12 e che, comunque, non impegnino i
bilanci futuri con carattere di continuita’.
Il trasferimento di somme dal predetto fondo e la loro
corrispondente iscrizione ai capitoli di bilancio hanno
luogo mediante decreti del Presidente della Repubblica su
proposta del Ministro del tesoro, da registrarsi alla Corte
dei conti, e riguardano sia le dotazioni di competenza che
quelle di cassa dei capitoli interessati.
Allo stato di previsione della spesa del Ministero del
tesoro e’ allegato un elenco da approvarsi, con apposito
articolo, dalla legge di approvazione del bilancio, delle
spese per le quali puo’ esercitarsi la facolta’ di cui al
comma precedente.
Alla legge di approvazione del rendiconto generale
dello Stato e’ allegato un elenco dei decreti di cui al
secondo comma, con le indicazioni dei motivi per i quali si
e’ proceduto ai prelevamenti dal fondo di cui al presente
articolo.».
«Art. 9-bis (Fondo di riserva per le autorizzazioni di
cassa). – 1. Nello stato di previsione del Ministero del
tesoro e’ istituito un “Fondo di riserva per l’integrazione
delle autorizzazioni di cassa”, il cui stanziamento e’
annualmente determinato, con apposito articolo, dalla legge
di approvazione del bilancio.
2. Con decreto del Ministero del tesoro, su proposta
del Ministro interessato, che ne da’ contestuale
comunicazione alle commissioni parlamentari competenti,
sono trasferite dal fondo ed iscritte in aumento delle
autorizzazioni di cassa dei capitoli iscritti negli stati
di previsione delle amministrazioni statali le somme
necessarie a provvedere ad eventuali deficienze delle
dotazioni dei capitoli medesimi, ritenute compatibili con
gli obiettivi di finanza pubblica. In deroga all’art. 3,
comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, i decreti sono
trasmessi alla Corte dei conti al solo fine della
parificazione del rendiconto generale dello Stato. I
medesimi decreti di variazione sono trasmessi al
Parlamento.».
– Si riporta il testo dei commi primo e secondo
dell’art. 12 della gia’ citata legge n. 468 del 1978:
«Art. 12 (Assegnazioni di bilancio). – Con decreti del
Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del
tesoro, sentito il Consiglio dei Ministri, possono
iscriversi in bilancio somme per restituzioni di tributi
indebitamente riscossi, ovvero di tasse ed imposte su
prodotti che si esportano, per pagare vincite al lotto, per
eseguire pagamenti relativi al debito pubblico, in
dipendenza di operazioni di conversione od altre analoghe
autorizzate da leggi, per integrare le assegnazioni
relative a stipendi, pensioni e altri assegni fissi,
tassativamente autorizzati e regolati per legge, per
integrare le dotazioni del fondo speciale di cui al
precedente art. 8, nonche’ per fronteggiare le esigenze
derivanti al bilancio dello Stato dalle disposizioni di cui
agli articoli 10, paragrafo II, e 12, paragrafo II, del
regolamento (CEE, EURATOM, CECA) n. 2891/77 del Consiglio
in data 19 dicembre 1957 e successive modificazioni.
In corrispondenza con gli accertamenti dell’entrata
possono, mediante decreti del Ministro del tesoro,
iscriversi in bilancio le somme occorrenti per la
restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento
di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di
somme comunque riscosse per conto di terzi.».
– Il testo della decisione 70/244/CECA, CEE, EURATOM
del Consiglio, del 21 aprile 1970 relativa alle previsioni
finanziarie pluriennali e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. L 094 del 28 aprile 1970.
– Si riporta il testo dell’art. 48 della legge
20 maggio 1985, n. 222 (Disposizioni sugli enti e beni
ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero
cattolico in servizio nelle diocesi):
«Art. 48. – Le quote di cui all’art. 47, secondo comma,
sono utilizzate: dallo Stato per interventi straordinari
per fame nel mondo, calamita’ naturali, assistenza ai
rifugiati, conservazione di beni culturali; dalla Chiesa
cattolica per esigenze di culto della popolazione,
sostentamento del clero, interventi caritativi a favore
della collettivita’ nazionale o di Paesi del terzo mondo.».
– Si riporta il testo dell’art. 24 della legge
11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della
fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio):
«Art. 24 (Fondo presso il Ministero del tesoro). – 1. A
decorrere dall’anno 1992 presso il Ministero del tesoro e’
istituito un fondo la cui dotazione e’ alimentata da una
addizionale di lire 10.000 alla tassa di cui al numero 26,
sottonumero I), della tariffa annessa al decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e
successive modificazioni.
2. Le disponibilita’ del fondo sono ripartite entro il
31 marzo di ciascun anno con decreto del Ministro del
tesoro, di concerto con i Ministri delle finanze e
dell’agricoltura e delle foreste, nel seguente modo:
a) 4 per cento per il funzionamento e l’espletamento
dei compiti istituzionali del Comitato tecnico
faunistico-venatorio nazionale;
b) 1 per cento per il pagamento della quota di
adesione dello Stato italiano al Consiglio internazionale
della caccia e della conservazione della selvaggina;
c) 95 per cento fra le associazioni venatorie
nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva,
documentata consistenza associativa.
3. L’addizionale di cui al presente articolo non e’
computata ai fini di quanto previsto all’art. 23, comma 2.
4. L’attribuzione della dotazione prevista dal presente
articolo alle associazioni venatorie nazionali riconosciute
non comporta l’assoggettamento delle stesse al controllo
previsto dalla legge 21 marzo 1958, n. 259.».
– Si riporta il testo dell’art. 18 della legge
5 gennaio 1994, n. 36, e successive modificazioni
(Disposizioni in materia di risorse idriche):
«Art. 18 (Canoni per le utenze di acqua pubblica). – 1.
Ferme restando le esenzioni vigenti, dal 1° gennaio 1994 i
canoni annui relativi alle utenze di acqua pubblica,
previsti dall’art. 35 del testo unico delle disposizioni di
legge sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con
regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e successive
modificazioni, costituiscono il corrispettivo per gli usi
delle acque prelevate e sono cosi’ stabiliti:
a) per ogni modulo di acqua ad uso di irrigazione,
lire 70.400, ridotte alla meta’ se le colature ed i residui
di acqua sono restituiti anche in falda;
b) per ogni ettaro, per irrigazione di terreni con
derivazione non suscettibile di essere fatta a bocca
tassata, lire 640;
c) per ogni modulo di acqua assentito per il consumo
umano, lire 3 milioni;
d) per ogni modulo di acqua assentito ad uso
industriale, lire 22 milioni, assumendosi ogni modulo pari
a tre milioni di metri cubi annui. Il canone e’ ridotto del
50 per cento se il concessionario attua un riuso delle
acque a ciclo chiuso reimpiegando le acque risultanti a
valle del processo produttivo o se restituisce le acque di
scarico con le medesime caratteristiche qualitative di
quelle prelevate. Le disposizioni di cui al comma 5
dell’art. 12, decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990,
n. 165, e successive modificazioni, non si applicano
limitatamente al canone di cui alla presente lettera;
e) per ogni modulo di acqua per la pescicoltura,
l’irrigazione di attrezzature sportive e di aree destinate
a verde pubblico, lire 500.000;
f) per ogni kilowatt di potenza nominale concessa o
riconosciuta, per le concessioni di derivazione ad uso
idroelettrico lire 20.467. E’ abrogato l’art. 32 della
legge 9 gennaio 1991, n. 9, e successive modificazioni;
g) per ogni modulo di acqua ad uso igienico ed
assimilati, concernente l’utilizzo dell’acqua per servizi
igienici e servizi antincendio, ivi compreso quello
relativo ad impianti sportivi, industrie e strutture varie
qualora la richiesta di concessione riguardi solo tale
utilizzo, per impianti di autolavaggio e lavaggio strade e
comunque per tutti gli usi non previsti alle precedenti
lettere, lire 1.500.000.
2. Gli importi dei canoni di cui al comma 1 non possono
essere inferiori a lire 500.000 per derivazioni per il
consumo umano e a lire 3 milioni per derivazioni per uso
industriale.
3. E’ istituito un fondo speciale per il finanziamento
degli interventi relativi al risparmio idrico e al riuso
delle acque reflue, nonche’ alle finalita’ di cui alla
legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive modificazioni.
Le maggiori entrate derivanti dall’applicazione del
presente articolo e quelle derivanti da eventuali
maggiorazioni dei canoni rispetto a quelli in atto alla
data di entrata in vigore della presente legge sono
conferite al fondo di cui al presente comma. Le somme sono
ripartite con delibera del CIPE, su proposta del Ministro
dei lavori pubblici.
4. A far data dal 1° gennaio 1994 l’art. 2 della legge
16 maggio 1970, n. 281, non si applica per le concessioni
di acque pubbliche. A decorrere dalla medesima data le
regioni possono istituire un’addizionale fino al 10 per
cento dell’ammontare dei canoni di cui al comma 1. I
proventi derivanti dall’addizionale di tali canoni
affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati in via
prioritaria alle attivita’ di ricognizione delle opere e di
programmazione degli interventi di cui al comma 3 dell’art.
11 della presente legge, qualora non ancora effettuate.
5. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto
con il Ministro del tesoro, da emanare entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
definite le modalita’ per l’applicazione del presente
articolo e per l’aggiornamento triennale dei canoni tenendo
conto del tasso di inflazione programmato e delle finalita’
di cui alla presente legge.
6. E’ abrogato il comma 1 dell’art. 5 del decreto-legge
15 settembre 1990, n. 261, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 novembre 1990, n. 331.
7. Al comma 2 dell’art. 2 della legge 23 dicembre 1992,
n. 498, le parole da: “Le maggiori risorse” fino a: “delle
sostanze disperse.” sono soppresse.».
– Si riporta il testo del comma 3 dell’art. 12 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni (Riordino della disciplina in materia
sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992,
n. 421):
«3. Il Fondo sanitario nazionale, al netto della quota
individuata ai sensi del comma precedente, e’ ripartito con
riferimento al triennio successivo entro il 15 ottobre di
ciascun anno, in coerenza con le previsioni del disegno di
legge finanziaria per l’anno successivo, dal CIPE, su
proposta del Ministro della sanita’, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome; la quota capitaria di finanziamento da
assicurare alle regioni viene determinata sulla base di un
sistema di coefficienti parametrici, in relazione ai
livelli uniformi di prestazioni sanitarie in tutto il
territorio nazionale, determinati ai sensi dell’art. 1, con
riferimento ai seguenti elementi:
a) popolazione residente;
b) mobilita’ sanitaria per tipologia di prestazioni,
da compensare, in sede di riparto, sulla base di
contabilita’ analitiche per singolo caso fornite dalle
unita’ sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere
attraverso le regioni e le province autonome;
c) consistenza e stato di conservazione delle
strutture immobiliari, degli impianti tecnologici e delle
dotazioni strumentali.».
– Si riporta il testo dell’art. 21 della legge
26 aprile 1983, n. 130 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge
finanziaria 1983):
«Art. 21. – In apposito capitolo dello stato di
previsione della spesa del Ministero del bilancio e della
programmazione economica e’ iscritta, per l’anno 1983, la
somma di lire 1.300 miliardi per il finanziamento di
progetti immediatamente eseguibili per interventi di
rilevante interesse economico sul territorio,
nell’agricoltura, nell’edilizia e nelle infrastrutture
nonche’ per la tutela di beni ambientali e culturali e per
le opere di edilizia scolastica e universitaria.
Nei venti giorni successivi alla data di pubblicazione
della presente legge il CIPE, su proposta del Ministro del
bilancio e della programmazione economica, determina, con
delibera da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica, i criteri di riparto tra amministrazioni
centrali e regionali e tra settori di intervento nonche’ i
parametri di valutazione dei progetti.
Entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della
delibera di cui al precedente comma, le amministrazioni
interessate presentano per l’approvazione i rispettivi
progetti al CIPE, che delibera entro i successivi sessanta
giorni, tenuto conto del contributo di ciascun progetto
agli obiettivi del piano a medio termine.
Con la stessa delibera di approvazione il CIPE fissa le
modalita’ e i tempi di erogazione, avvalendosi della Cassa
depositi e prestiti, per le procedure di finanziamento
delle opere di competenza regionale.
In aggiunta all’autorizzazione di spesa di cui al primo
comma, e’ autorizzato il ricorso alla Banca europea per gli
investimenti (BEI), fino alla concorrenza del controvalore
di lire 1.000 miliardi, per la contrazione di appositi
mutui per le finalita’ del presente articolo.
Con la medesima delibera di cui al terzo comma, il CIPE
stabilisce, in relazione ai progetti per i quali sia
possibile il ricorso ai mutui di cui al comma precedente e
per ciascun progetto, la quota per la quale
l’amministrazione interessata e’ autorizzata, a decorrere
dal secondo semestre dell’anno 1983, a contrarre i mutui
stessi.
L’onere dei suddetti mutui, per capitale ed interessi,
e’ assunto a carico del bilancio dello Stato mediante
iscrizione delle relative rate di ammortamento, per
capitale ed interessi, in appositi capitoli dello stato di
previsione della spesa del Ministero del tesoro. La
Direzione generale del Tesoro provvede al rimborso sulla
base di un elenco riepilogativo che, alla scadenza delle
rate, la BEI comunica con l’indicazione dell’importo
complessivo e dei mutui cui si riferisce. Il Ministro del
tesoro e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
Le proposte delle amministrazioni devono situare
ciascun progetto nel contesto dei rispettivi piani
settoriali, se esistenti, e contenere indicatori
quantitativi di convenienza economica del progetto quali il
saggio di rendimento interno e il valore attuale netto
stimato per progetto, secondo la metodologia indicata dal
Ministero del bilancio e della programmazione economica.
La riserva del 40 per cento di cui all’art. 107, primo
comma, del testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, viene determinata
sulle disponibilita’ nette complessive.».
– Si riporta il testo dell’art. 36 del regio decreto
18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni
(Nuove disposizioni sull’amministrazione del patrimonio e
sulla contabilita’ generale dello Stato):
«Art. 36. – I residui delle spese correnti non pagati
entro il secondo esercizio successivo a quello in cui e’
stato iscritto il relativo stanziamento si intendono
perenti agli effetti amministrativi; quelli concernenti
spese per lavori, forniture e servizi possono essere
mantenuti in bilancio fino al terzo esercizio successivo a
quello in cui e’ stato iscritto il relativo stanziamento.
Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con
riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi
successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale non
impegnate alla chiusura dell’esercizio possono essere
mantenute in bilancio, quali residui, non oltre l’esercizio
successivo a quello cui si riferiscono, salvo che si tratti
di stanziamenti iscritti in forza di disposizioni
legislative entrate in vigore nell’ultimo quadrimestre
dell’esercizio precedente. In tale caso il periodo di
conservazione e’ protratto di un anno.
I residui delle spese in conto capitale, derivanti da
importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per
contratto o in compenso di opere prestate o di lavori o di
forniture eseguiti, non pagati entro il settimo esercizio
successivo a quello in cui e’ stato iscritto il relativo
stanziamento, si intendono perenti agli effetti
amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in
bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli
esercizi successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale negli
esercizi 1979 e precedenti, che al 31 dicembre 1982 non
risultino ancora formalmente impegnate, costituiscono
economie di bilancio da accertare in sede di rendiconto
dell’esercizio 1982.
I conti dei residui, distinti per Ministeri, al
31 dicembre dell’esercizio precedente a quello in corso,
con distinta indicazione dei residui di cui al secondo
comma del presente articolo, sono allegati oltre che al
rendiconto generale anche al bilancio di previsione.
Il conto dei residui e’ tenuto distinto da quello della
competenza, in modo che nessuna spesa afferente ai residui
possa essere imputata sui fondi della competenza e
viceversa.».
– Si riporta il testo dell’art. 2 della legge 2 maggio
1990, n. 102 (Disposizioni per la ricostruzione e la
rinascita della Valtellina e delle adiacenti zone delle
province di Bergamo, Brescia e Como, nonche’ della
provincia di Novara, colpite dalle eccezionali avversita’
atmosferiche dei mesi di luglio ed agosto 1987):
«Art. 2 (Procedure). – 1. Gli interventi per la difesa
del suolo e per la ricostruzione e lo sviluppo di cui
rispettivamente agli articoli 3 e 5 nonche’ il riparto
delle risorse disponibili ai fini della presente legge e
con priorita’ per gli interventi di riassetto idrogeologico
sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.
2. La regione Lombardia, sentiti gli enti locali
interessati:
a) individua e propone all’autorita’ di bacino,
nell’ambito di interventi urgenti di cui alla lettera c)
dell’art. 31 della legge 18 maggio 1989, n. 183, quelli
aventi carattere di assoluta urgenza;
b) formula proposte all’autorita’ di bacino
relativamente agli stralci di cui all’art. 3;
c) elabora la proposta di piano di cui all’art. 5.
3. Gli stralci dello schema previsionale e
programmatico del bacino del Po di cui all’art. 3 e il
piano di cui all’art. 5 possono essere sottoposti a
revisione annuale, secondo le procedure stabilite in sede
di prima approvazione.».
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge 7 marzo
2001, n. 62 (Nuove norme sull’editoria e sui prodotti
editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416):
«Art. 5 (Fondo per le agevolazioni di credito alle
imprese del settore editoriale). – 1. E’ istituito, presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per
l’informazione e l’editoria, fino all’attuazione della
riforma di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, e al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, il
Fondo per le agevolazioni di credito alle imprese del
settore editoriale, di seguito denominato “Fondo”. Il Fondo
e’ finalizzato alla concessione di contributi in conto
interessi sui finanziamenti della durata massima di dieci
anni deliberati da soggetti autorizzati all’attivita’
bancaria.
2. Al Fondo affluiscono le risorse finanziarie
stanziate a tale fine nel bilancio dello Stato, il
contributo dell’1 per cento trattenuto sull’ammontare di
ciascun beneficio concesso, le somme comunque non
corrisposte su concessioni effettuate, le somme disponibili
alla data di entrata in vigore della presente legge
esistenti sul fondo di cui all’art. 29 della legge 5 agosto
1981, n. 416, e successive modificazioni. Il fondo di cui
al citato art. 29 e’ mantenuto fino al completamento della
corresponsione dei contributi in conto interessi per le
concessioni gia’ effettuate.
3. I contributi sono concessi, nei limiti delle
disponibilita’ finanziarie, mediante procedura automatica,
ai sensi dell’art. 6, o valutativa, ai sensi dell’art. 7.
4. Sono ammessi al finanziamento i progetti di
ristrutturazione tecnico-produttiva; di realizzazione,
ampliamento e modifica degli impianti, con particolare
riferimento all’installazione e potenziamento della rete
informatica, anche in connessione all’utilizzo dei circuiti
telematici internazionali e dei satelliti; di miglioramento
della distribuzione; di formazione professionale. I
progetti sono presentati dalle imprese partecipanti al
ciclo di produzione, distribuzione e commercializzazione
del prodotto editoriale.
5. In caso di realizzazione dei progetti di cui al
comma 4 con il ricorso alla locazione finanziaria, i
contributi in conto canone sono concessi con le medesime
procedure di cui agli articoli 6 e 7 e non possono,
comunque, superare l’importo dei contributi in conto
interessi di cui godrebbero i progetti se effettuati ai
sensi e nei limiti previsti per i contributi in conto
interessi.
6. Una quota del 5 per cento del Fondo e’ riservata
alle imprese che, nell’anno precedente a quello di
presentazione della domanda per l’accesso alle
agevolazioni, presentano un fatturato non superiore a 5
miliardi di lire ed una ulteriore quota del 5 per cento a
quelle impegnate in progetti di particolare rilevanza per
la diffusione della lettura in Italia o per la diffusione
di prodotti editoriali in lingua italiana all’estero. Ove
tale quota non sia interamente utilizzata, la parte residua
riaffluisce al Fondo per essere destinata ad interventi in
favore delle altre imprese.
7. Una quota del 10 per cento del Fondo e’ destinata ai
progetti volti a sostenere spese di gestione o di esercizio
per le imprese costituite in forma di cooperative di
giornalisti o di poligrafici.
8. Ai fini della concessione del beneficio di cui al
presente articolo, la spesa per la realizzazione dei
progetti e’ ammessa in misura non eccedente il 90 per cento
di quella prevista nel progetto, ivi comprese quelle
indicate nel primo comma dell’art. 16 del decreto del
Presidente della Repubblica 9 novembre 1976, n. 902,
nonche’ le spese previste per il fabbisogno annuale delle
scorte in misura non superiore al 40 per cento degli
investimenti fissi ammessi al finanziamento. La predetta
percentuale del 90 per cento e’ elevata al 100 per cento
per le cooperative di cui all’art. 6 della legge 5 agosto
1981, n. 416, e successive modificazioni.
9. I contributi in conto interessi possono essere
concessi anche alle imprese editrici dei giornali italiani
all’estero di cui all’art. 26 della legge 5 agosto 1981, n.
416, e successive modificazioni, per progetti realizzati
con il finanziamento di soggetti autorizzati all’esercizio
dell’attivita’ bancaria aventi sede in uno Stato
appartenente all’Unione europea.
10. L’ammontare del contributo e’ pari al 50 per cento
degli interessi sull’importo ammesso al contributo
medesimo, calcolati al tasso di riferimento fissato con
decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica. Il tasso di interesse e le altre
condizioni economiche alle quali e’ riferito il
finanziamento sono liberamente concordati tra le parti.
11. In aggiunta alle risorse di cui al comma 2, a
decorrere dall’anno 2001 e fino all’anno 2003, e’
autorizzata la spesa di lire 7,9 miliardi per il primo
anno, di lire 24,3 miliardi per il secondo anno e di lire
18,7 miliardi per il terzo anno.
12. Ai contributi di cui al presente articolo, erogati
secondo le procedure di cui agli articoli 6 e 7 della
presente legge, si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 8 e 9, commi da 1 a 5, del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 123.
13. Con regolamento emanato ai sensi dell’art. 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, sentito il Ministro per i beni e le attivita’
culturali, sono dettate disposizioni attuative della
presente legge. Sono in particolare disciplinati le
modalita’ ed i termini di presentazione o di rigetto delle
domande, le modalita’ di attestazione dei requisiti e delle
condizioni di concessione dei contributi, la documentazione
delle spese inerenti ai progetti, gli adempimenti ed i
termini delle attivita’ istruttorie, l’organizzazione ed il
funzionamento del Comitato di cui al comma 4 dell’art. 7,
il procedimento di decadenza dai benefici, le modalita’ di
verifica finale della corrispondenza degli investimenti
effettuati al progetto, della loro congruita’ economica,
nonche’ dell’inerenza degli investimenti stessi alle
finalita’ del progetto.
14. All’istruttoria dei provvedimenti di concessione
dei contributi di cui agli articoli 6 e 7 della presente
legge provvede, fino all’attuazione della riforma di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, la Presidenza
del Consiglio dei Ministri.
15. Le somme erogate ai sensi degli articoli 6 e 7, a
qualunque titolo restituite, sono versate all’entrata del
bilancio dello Stato per essere successivamente assegnate
al Fondo. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e’ autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.».
– Si riporta il testo del comma 4 dell’art. 9 della
legge 1° dicembre 1986, n. 831 (Disposizioni per la
realizzazione di un programma di interventi per
l’adeguamento alle esigenze operative delle infrastrutture
del Corpo della guardia di finanza):
«4. Nello stato di previsione del Ministero delle
finanze, rubrica 6, Corpo della guardia di finanza, e’
istituito un capitolo con un fondo a disposizione per
sopperire alle eventuali deficienze dei capitoli dello
stato di previsione medesimo indicati in apposita tabella
da approvarsi con legge di bilancio.».
– Si riporta il titolo del regio decreto-legge
8 dicembre 1927, n. 2258, convertito dalla legge 6 dicembre
1928, n. 3474: «Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato» (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 dicembre
1927, n. 288).
– Si riporta il testo dell’art. 86 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive
modificazioni (Conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti
locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997,
n. 59):
«Art. 86 (Gestione del demanio idrico). – 1. Alla
gestione dei beni del demanio idrico provvedono le regioni
e gli enti locali competenti per territorio.
2. I proventi dei canoni ricavati dalla utilizzazione
del demanio idrico sono introitati dalla regione.
3.
– Si riporta il testo del comma 1 dell’art. 39 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle
detrazioni dell’IRPEF e istituzione di una addizionale
regionale a tale imposta, nonche’ riordino della disciplina
dei tributi locali):
«Art. 39 (Ripartizione del Fondo sanitario nazionale).
– 1. Il CIPE su proposta del Ministro della sanita’,
d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, delibera
annualmente l’assegnazione in favore delle regioni, a
titolo di acconto, delle quote del Fondo sanitario
nazionale di parte corrente, tenuto conto dell’importo
complessivo presunto del gettito dell’addizionale
all’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui
all’art. 50 e della quota del gettito dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive, di cui all’art. 38,
comma 1, stimati per ciascuna regione. Il CIPE con le
predette modalita’ provvede entro il mese di febbraio
dell’anno successivo all’assegnazione definitiva in favore
delle regioni delle quote del Fondo sanitario nazionale,
parte corrente, ad esse effettivamente spettanti. Il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, e’ autorizzato a procedere alle risultanti
compensazioni a valere sulle quote del Fondo sanitario
nazionale, parte corrente, erogate per il medesimo anno.».
– Si riporta il titolo del decreto legislativo 5 giugno
1998, n. 204: «Disposizioni per il coordinamento, la
programmazione e la valutazione della politica nazionale
relativa alla ricerca scientifica e tecnologica, a norma
dell’art. 11, comma 1, lettera d), della legge 15 marzo
1997, n. 59» (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° luglio
1998, n. 151).
– Si riporta il testo dell’art. 5 del gia’ citato
decreto-legge n. 269 del 2003:
«Art. 5 (Trasformazione della Cassa depositi e prestiti
in societa’ per azioni). – 1. La Cassa depositi e prestiti
e’ trasformata in societa’ per azioni con la denominazione
di “Cassa depositi e prestiti societa’ per azioni” (CDP
S.p.a.), con effetto dalla data della pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale di cui al
comma 3. La CDP S.p.a., salvo quanto previsto dal comma 3,
subentra nei rapporti attivi e passivi e conserva i diritti
e gli obblighi anteriori alla trasformazione.
2. Le azioni della CDP S.p.a. sono attribuite allo
Stato, che esercita i diritti dell’azionista ai sensi
dell’art. 24, comma 1, lettera a), del decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 300; non si applicano le disposizioni
dell’art. 2362 del codice civile. Le fondazioni di cui
all’art. 2 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153,
e altri soggetti pubblici o privati possono detenere quote
complessivamente di minoranza del capitale della CDP S.p.a.
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze di natura non regolamentare, da emanare entro due
mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono determinati:
a) le funzioni, le attivita’ e le passivita’ della
Cassa depositi e prestiti anteriori alla trasformazione che
sono trasferite al Ministero dell’economia e delle finanze
e quelle assegnate alla gestione separata della CDP S.p.a.
di cui al comma 8;
b) i beni e le partecipazioni societarie dello Stato,
anche indirette, che sono trasferite alla CDP S.p.a. e
assegnate alla gestione separata di cui al comma 8, anche
in deroga alla normativa vigente. I relativi valori di
trasferimento e di iscrizione in bilancio sono determinati
sulla scorta della relazione giurata di stima prodotta da
uno o piu’ soggetti di adeguata esperienza e qualificazione
professionale nominati dal Ministero, anche in deroga agli
articoli da 2342 a 2345 del codice civile ed all’art. 24
della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Con successivi
decreti ministeriali possono essere disposti ulteriori
trasferimenti e conferimenti;
c) gli impegni accessori assunti dallo Stato;
d) il capitale sociale della CDP S.p.a., comunque in
misura non inferiore al fondo di dotazione della Cassa
depositi e prestiti risultante dall’ultimo bilancio di
esercizio approvato.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di natura non regolamentare, su proposta del
Ministro dell’economia e delle finanze, e’ approvato lo
statuto della CDP S.p.a. e sono nominati i componenti del
consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per
il primo periodo di durata in carica. Per tale primo
periodo restano in carica i componenti del collegio dei
revisori indicati ai sensi e per gli effetti dell’art. 10
della legge 13 maggio 1983, n. 197. Le successive modifiche
allo statuto della CDP S.p.a. e le nomine dei componenti
degli organi sociali per i successivi periodi sono
deliberate a norma del codice civile.
5. Il primo esercizio sociale della CDP S.p.a. si
chiude al 31 dicembre 2004.
6. Alla CDP S.p.a. si applicano le disposizioni del
titolo V del testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385, previste per gli intermediari iscritti
nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del medesimo
decreto legislativo, tenendo presenti le caratteristiche
del soggetto vigilato e la speciale disciplina della
gestione separata di cui al comma 8.
7. La CDP S.p.a. finanzia, sotto qualsiasi forma:
a) lo Stato, le regioni, gli enti locali, gli enti
pubblici e gli organismi di diritto pubblico, utilizzando
fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio
postale e di buoni fruttiferi postali, assistiti dalla
garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste
italiane S.p.a. o societa’ da essa controllate, e fondi
provenienti dall’emissione di titoli, dall’assunzione di
finanziamenti e da altre operazioni finanziarie, che
possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato;
b) le opere, gli impianti, le reti e le dotazioni
destinati alla fornitura di servizi pubblici ed alle
bonifiche, utilizzando fondi provenienti dall’emissione di
titoli, dall’assunzione di finanziamenti e da altre
operazioni finanziarie, senza garanzia dello Stato e con
preclusione della raccolta di fondi a vista. La raccolta di
fondi e’ effettuata esclusivamente presso investitori
istituzionali.
8. La CDP S.p.a. assume partecipazioni e svolge le
attivita’, strumentali, connesse e accessorie; per
l’attuazione di quanto previsto al comma 7, lettera a), la
CDP S.p.a. istituisce un sistema separato ai soli fini
contabili ed organizzativi, la cui gestione e’ uniformata a
criteri di trasparenza e di salvaguardia dell’equilibrio
economico. Sono assegnate alla gestione separata le
partecipazioni e le attivita’ ad essa strumentali, connesse
e accessorie, e le attivita’ di assistenza e di consulenza
in favore dei soggetti di cui al comma 7, lettera a). Il
decreto ministeriale di cui al comma 3 puo’ prevedere forme
di razionalizzazione e concentrazione delle partecipazioni
detenute dalla Cassa depositi e prestiti alla data di
trasformazione in societa’ per azioni.
9. Al Ministro dell’economia e delle finanze spetta il
potere di indirizzo della gestione separata di cui al
comma 8. E’ confermata, per la gestione separata, la
Commissione di vigilanza prevista dall’art. 3 del regio
decreto 2 gennaio 1913, n. 453, e successive modificazioni.
10. Per l’amministrazione della gestione separata di
cui al comma 8 il consiglio di amministrazione della CDP
S.p.a. e’ integrato dai membri, con funzioni di
amministratore, indicati alle lettere c), d) ed f) del
primo comma dell’art. 7 della legge 13 maggio 1983, n. 197.
11. Per l’attivita’ della gestione separata di cui al
comma 8 il Ministro dell’economia e delle finanze determina
con propri decreti di natura non regolamentare:
a) i criteri per la definizione delle condizioni
generali ed economiche dei libretti di risparmio postale,
dei buoni fruttiferi postali, dei titoli, dei finanziamenti
e delle altre operazioni finanziarie assistiti dalla
garanzia dello Stato;
b) i criteri per la definizione delle condizioni
generali ed economiche degli impieghi, nel rispetto dei
principi di accessibilita’, uniformita’ di trattamento,
predeterminazione e non discriminazione;
c) le norme in materia di trasparenza, pubblicita’,
contratti e comunicazioni periodiche;
d) i criteri di gestione delle partecipazioni
assegnate ai sensi del comma 3.
12. Sino all’emanazione dei decreti di cui al comma 11
la CDP S.p.a. continua a svolgere le funzioni oggetto della
gestione separata di cui al comma 8 secondo le disposizioni
vigenti alla data di trasformazione della Cassa depositi e
prestiti in societa’ per azioni. I rapporti in essere e i
procedimenti amministrativi in corso alla data di entrata
in vigore dei decreti di cui al comma 11 continuano ad
essere regolati dai provvedimenti adottati e dalle norme
legislative e regolamentari vigenti in data anteriore. Per
quanto non disciplinato dai decreti di cui al comma 11
continua ad applicarsi la normativa vigente in quanto
compatibile. Le attribuzioni del consiglio di
amministrazione e del direttore generale della Cassa
depositi e prestiti anteriori alla trasformazione sono
esercitate, rispettivamente, dal consiglio di
amministrazione e, se previsto, dall’amministratore
delegato della CDP S.p.a.
13. All’attivita’ di impiego della gestione separata di
cui al comma 8 continuano ad applicarsi le disposizioni
piu’ favorevoli previste per la Cassa depositi e prestiti
anteriori alla trasformazione, inclusa la disposizione di
cui all’art. 204, comma 2, del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267.
14. La gestione separata di cui al comma 8 subentra nei
rapporti attivi e passivi e conserva i diritti e gli
obblighi sorti per effetto della cartolarizzazione dei
crediti effettuata ai sensi dell’art. 8 del decreto-legge
15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla
legge 15 giugno 2002, n. 112.
15. La gestione separata di cui al comma 8 puo’
avvalersi dell’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art.
43 del testo unico delle leggi e delle norme giuridiche
sulla rappresentanza e difesa in giudizio dello Stato e
sull’ordinamento dell’Avvocatura dello Stato, di cui al
regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, e successive
modificazioni.
16. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla
base di apposita relazione presentata dalla CDP S.p.a.,
riferisce annualmente al Parlamento sulle attivita’ svolte
e sui risultati conseguiti dalla CDP S.p.a.
17. Il controllo della Corte dei conti si svolge sulla
CDP S.p.a. con le modalita’ previste dall’art. 12 della
legge 21 marzo 1958, n. 259.
18. La CDP S.p.a. puo’ destinare propri beni e rapporti
giuridici al soddisfacimento dei diritti dei portatori di
titoli da essa emessi e di altri soggetti finanziatori. A
tal fine la CDP S.p.a. adotta apposita deliberazione
contenente l’esatta descrizione dei beni e dei rapporti
giuridici destinati, dei soggetti a cui vantaggio la
destinazione e’ effettuata, dei diritti ad essi attribuiti
e delle modalita’ con le quali e’ possibile disporre,
integrare e sostituire elementi del patrimonio destinato.
La deliberazione e’ depositata e iscritta a norma dell’art.
2436 del codice civile. Dalla data di deposito della
deliberazione i beni e i rapporti giuridici individuati
sono destinati esclusivamente al soddisfacimento dei
diritti dei soggetti a cui vantaggio la destinazione e’
effettuata e costituiscono patrimonio separato a tutti gli
effetti da quello della CDP S.p.a. e dagli altri patrimoni
destinati. Fino al completo soddisfacimento dei diritti dei
soggetti a cui vantaggio la destinazione e’ effettuata, sul
patrimonio destinato e sui frutti e proventi da esso
derivanti sono ammesse azioni soltanto a tutela dei diritti
dei predetti soggetti. Se la deliberazione di destinazione
del patrimonio non dispone diversamente, delle obbligazioni
nei confronti dei soggetti a cui vantaggio la destinazione
e’ effettuata la CDP S.p.a. risponde esclusivamente nei
limiti del patrimonio ad essi destinato e dei diritti ad
essi attribuiti. Resta salva in ogni caso la
responsabilita’ illimitata della CDP S.p.a. per le
obbligazioni derivanti da fatto illecito. Con riferimento a
ciascun patrimonio separato la CDP S.p.a. tiene
separatamente i libri e le scritture contabili prescritti
dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile. Per il
caso di sottoposizione della CDP S.p.a. alle procedure di
cui al Titolo IV del testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385, o ad altra procedura concorsuale
applicabile, i contratti relativi a ciascun patrimonio
destinato continuano ad avere esecuzione e continuano ad
applicarsi le previsioni contenute nel presente comma. Gli
organi della procedura provvedono al tempestivo pagamento
delle passivita’ al cui servizio il patrimonio e’ destinato
e nei limiti dello stesso, secondo le scadenze e gli altri
termini previsti nei relativi contratti preesistenti. Gli
organi della procedura possono trasferire o affidare in
gestione a banche i beni e i rapporti giuridici ricompresi
in ciascun patrimonio destinato e le relative passivita’.
19. Alla scadenza, anche anticipata per qualsiasi
motivo, del contratto di servizio ovvero del rapporto con
il quale e’ attribuita la disponibilita’ o e’ affidata la
gestione delle opere, degli impianti, delle reti e delle
dotazioni destinati alla fornitura di servizi pubblici in
relazione ai quali e’ intervenuto il finanziamento della
CDP S.p.a. o di altri soggetti autorizzati alla concessione
di credito, gli indennizzi dovuti al soggetto uscente sono
destinati prioritariamente al soddisfacimento dei crediti
della CDP S.p.a. e degli altri finanziatori di cui al
presente comma, sono indisponibili da parte del soggetto
uscente fino al completo soddisfacimento dei predetti
crediti e non possono formare oggetto di azioni da parte di
creditori diversi dalla CDP S.p.a. e dagli altri
finanziatori di cui al presente comma. Il nuovo soggetto
gestore assume, senza liberazione del debitore originario,
l’eventuale debito residuo nei confronti della CDP S.p.a. e
degli altri finanziatori di cui al presente comma. L’ente
affidante e, se prevista, la societa’ proprietaria delle
opere, degli impianti, delle reti e delle dotazioni
garantiscono in solido il debito residuo fino
all’individuazione del nuovo soggetto gestore. Anche ai
finanziamenti concessi dalla CDP S.p.a. si applicano le
disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 42 del testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
20. Salvo le deleghe previste dallo statuto, l’organo
amministrativo della CDP S.p.a. delibera le operazioni di
raccolta di fondi con obbligo di rimborso sotto qualsiasi
forma. Ad esse non si applicano, fermo restando quanto
previsto dalla lettera b) del comma 7 del presente
articolo, il divieto di raccolta del risparmio tra il
pubblico previsto dall’art. 11, comma 2, del testo unico
delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ne’ i limiti
quantitativi alla raccolta previsti dalla normativa
vigente; non trovano altresi’ applicazione gli articoli da
2410 a 2420 del codice civile. Per ciascuna emissione di
titoli puo’ essere nominato un rappresentante comune dei
portatori dei titoli, il quale ne cura gli interessi e in
loro rappresentanza esclusiva esercita i poteri stabiliti
in sede di nomina e approva le modificazioni delle
condizioni dell’operazione.
21. Ai decreti ministeriali emanati in base alle norme
contenute nel presente articolo si applicano le
disposizioni di cui all’art. 3, comma 13, della legge
14 gennaio 1994, n. 20.
22. La pubblicazione del decreto di cui al comma 3
nella Gazzetta Ufficiale tiene luogo degli adempimenti in
materia di costituzione delle societa’ previsti dalla
normativa vigente.
23. Tutti gli atti e le operazioni posti in essere per
la trasformazione della Cassa depositi e prestiti e per
l’effettuazione dei trasferimenti e conferimenti previsti
dal presente articolo sono esenti da imposizione fiscale,
diretta e indiretta.
24. Tutti gli atti, contratti, trasferimenti,
prestazioni e formalita’ relativi alle operazioni di
raccolta e di impiego, sotto qualsiasi forma, effettuate
dalla gestione separata di cui al comma 8, alla loro
esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie
anche reali di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi
momento prestate, sono esenti dall’imposta di registro,
dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale
e da ogni altra imposta indiretta, nonche’ ogni altro
tributo o diritto. Non si applica la ritenuta di cui ai
commi 2 e 3 dell’art. 26 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi e gli
altri proventi dei conti correnti dedicati alla gestione
separata di cui al comma 8.
25. Gli interessi e gli altri proventi dei titoli di
qualsiasi natura e di qualsiasi durata emessi dalla CDP
S.p.a. sono soggetti al regime dell’imposta sostitutiva
delle imposte sui redditi nella misura del 12,50%, di cui
al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239.
26. Il rapporto di lavoro del personale alle dipendenze
della Cassa depositi e prestiti al momento della
trasformazione prosegue con la CDP S.p.a. ed e’
disciplinato dalla contrattazione collettiva e dalle leggi
che regolano il rapporto di lavoro privato. Sono fatti
salvi i diritti quesiti e gli effetti, per i dipendenti
della Cassa, rivenienti dalla originaria natura pubblica
dell’ente di appartenenza, ivi inclusa l’ammissibilita’ ai
concorsi pubblici per i quali sia richiesta una specifica
anzianita’ di servizio, ove conseguita. I trattamenti
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto
continuano ad applicarsi al personale gia’ dipendente della
Cassa depositi e prestiti fino alla stipulazione di un
nuovo contratto. In sede di prima applicazione, non puo’
essere attribuito al predetto personale un trattamento
economico meno favorevole di quello spettante alla data di
entrata in vigore del presente decreto. Per il personale
gia’ dipendente dalla Cassa depositi e prestiti, che ne fa
richiesta, entro sessanta giorni dalla trasformazione si
attivano, sentite le organizzazioni sindacali, le procedure
di mobilita’, con collocamento prioritario al Ministero
dell’economia e delle finanze. Il personale trasferito e’
inquadrato, in base all’ex livello di appartenenza e
secondo le equipollenze definite dal decreto del Presidente
della Repubblica 4 agosto 1984, e successive modificazioni
e decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 1986, e
successive modificazioni, nella corrispondente area e
posizione economica, o in quella eventualmente ricoperta in
precedenti servizi prestati presso altre pubbliche
amministrazioni, se superiore. Al personale trasferito o
reinquadrato nelle pubbliche amministrazioni ai sensi del
presente comma e’ riconosciuto un assegno personale
pensionabile, riassorbibile con qualsiasi successivo
miglioramento, pari alla differenza tra la retribuzione
globale percepibile al momento della trasformazione, come
definita dal vigente CCNL, e quella spettante in base al
nuovo inquadramento; le indennita’ spettanti presso
l’amministrazione di destinazione sono corrisposte nella
misura eventualmente eccedente l’importo del predetto
assegno personale. Entro cinque anni dalla trasformazione,
il personale gia’ dipendente della Cassa depositi e
prestiti che ha proseguito il rapporto di lavoro dipendente
con CDP S.p.a. puo’ richiedere il reinquadramento nei ruoli
delle amministrazioni pubbliche secondo le modalita’ e i
termini previsti dall’art. 54 del CCNL per il personale non
dirigente della Cassa depositi e prestiti per il
quadriennio normativo 1998-2001. I dipendenti in servizio
all’atto della trasformazione mantengono il regime
pensionistico e quello relativo all’indennita’ di
buonuscita secondo le regole vigenti per il personale delle
pubbliche amministrazioni. Entro sei mesi dalla data di
trasformazione, i predetti dipendenti possono esercitare,
con applicazione dell’art. 6 della legge 7 febbraio 1979,
n. 29, opzione per il regime pensionistico applicabile ai
dipendenti assunti in data successiva alla trasformazione,
i quali sono iscritti all’assicurazione obbligatoria
gestita dall’I.N.P.S. e hanno diritto al trattamento di
fine rapporto ai sensi dell’art. 2120 del codice civile.».
– Si riporta il testo dell’art. 127 del decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni (testo unico delle leggi in
materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze
psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi
stati di tossicodipendenza):
«Art. 127 (Fondo nazionale di intervento per la lotta
alla droga). – 1. Il decreto del Ministro per la
solidarieta’ sociale di cui all’art. 59, comma 46, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, in sede di ripartizione del
Fondo per le politiche sociali, individua, nell’ambito
della quota destinata al Fondo nazionale di intervento per
la lotta alla droga, le risorse destinate al finanziamento
dei progetti triennali finalizzati alla prevenzione e al
recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza
correlata, secondo le modalita’ stabilite dal presente
articolo. Le dotazioni del Fondo nazionale di intervento
per la lotta alla droga individuate ai sensi del presente
comma non possono essere inferiori a quelle dell’anno
precedente, salvo in presenza di dati statistici
inequivocabili che documentino la diminuzione
dell’incidenza della tossicodipendenza.
2. La quota del Fondo nazionale di intervento per la
lotta alla droga di cui al comma 1 e’ ripartita tra le
regioni in misura pari al 75 per cento delle sue
disponibilita’. Alla ripartizione si provvede annualmente
con decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale tenuto
conto, per ciascuna regione, del numero degli abitanti e
della diffusione delle tossicodipendenze, sulla base dei
dati raccolti dall’Osservatorio permanente, ai sensi
dell’art. 1, comma 7.
3. Le province, i comuni e i loro consorzi, le
comunita’ montane, le aziende unita’ sanitarie locali, gli
enti di cui agli articoli 115 e 116, le organizzazioni di
volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le
cooperative sociali di cui all’art. 1, comma 1, lettera b),
della legge 8 novembre 1991, n. 381, e loro consorzi,
possono presentare alle regioni progetti finalizzati alla
prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e
dall’alcoldipendenza correlata e al reinserimento
lavorativo dei tossicodipendenti, da finanziare a valere
sulle disponibilita’ del Fondo nazionale di cui al comma 1,
nei limiti delle risorse assegnate a ciascuna regione.
4. Le regioni, sentiti gli enti locali, ai sensi
dell’art. 3, comma 6, della legge 8 giugno 1990, n. 142,
nonche’ le organizzazioni rappresentative degli enti
ausiliari, delle organizzazioni del volontariato e delle
cooperative sociali che operano sul territorio, come
previsto dall’atto di indirizzo e coordinamento di cui al
comma 7 del presente articolo, stabiliscono le modalita’, i
criteri e i termini per la presentazione delle domande,
nonche’ la procedura per la erogazione dei finanziamenti,
dispongono i controlli sulla destinazione dei finanziamenti
assegnati e prevedono strumenti di verifica dell’efficacia
degli interventi realizzati, con particolare riferimento ai
progetti volti alla riduzione del danno nei quali siano
utilizzati i farmaci sostitutivi. Le regioni provvedono
altresi’ ad inviare una relazione al Ministro per la
solidarieta’ sociale sugli interventi realizzati ai sensi
del presente testo unico, anche ai fini previsti dall’art.
131.
5. Il 25 per cento delle disponibilita’ del Fondo
nazionale di cui al comma 1 e’ destinato al finanziamento
dei progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero
dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata
promossi e coordinati dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento per gli affari sociali, d’intesa
con i Ministeri dell’interno, di grazia e giustizia, della
difesa, della pubblica istruzione, della sanita’ e del
lavoro e della previdenza sociale. I progetti presentati ai
sensi del presente comma sono finalizzati:
a) alla promozione di programmi sperimentali di
prevenzione sul territorio nazionale;
b) alla realizzazione di iniziative di
razionalizzazione dei sistemi di rilevazione e di
valutazione dei dati;
c) alla elaborazione di efficaci collegamenti con le
iniziative assunte dall’Unione europea;
d) allo sviluppo di iniziative di informazione e di
sensibilizzazione;
e) alla formazione del personale nei settori di
specifica competenza;
f) alla realizzazione di programmi di educazione alla
salute;
g) al trasferimento dei dati tra amministrazioni
centrali e locali.
6. Per la valutazione e la verifica delle spese
connesse ai progetti di cui al comma 5 possono essere
disposte le visite ispettive previste dall’art. 65, commi 5
e 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni.
7. Con atto di indirizzo e coordinamento deliberato dal
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la
solidarieta’ sociale, previo parere delle commissioni
parlamentari competenti, sentite la Conferenza unificata di
cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, e la Consulta degli esperti e degli operatori sociali
di cui all’art. 132, sono stabiliti i criteri generali per
la valutazione e il finanziamento dei progetti di cui al
comma 3. Tali criteri devono rispettare le seguenti
finalita’:
a) realizzazione di progetti integrati sul territorio
di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, compresi
quelli volti alla riduzione del danno purche’ finalizzati
al recupero psico-fisico della persona;
b) promozione di progetti personalizzati adeguati al
reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti;
c) diffusione sul territorio di servizi sociali e
sanitari di primo intervento, come le unita’ di strada, i
servizi a bassa soglia ed i servizi di consulenza e di
orientamento telefonico;
d) individuazione di indicatori per la verifica della
qualita’ degli interventi e dei risultati relativi al
recupero dei tossicodipendenti;
e) in particolare, trasferimento dei dati tra
assessorati alle politiche sociali, responsabili dei centri
di ascolto, responsabili degli istituti scolastici e
amministrazioni centrali;
f) trasferimento e trasmissione dei dati tra i
soggetti che operano nel settore della tossicodipendenza a
livello regionale;
g) realizzazione coordinata di programmi e di
progetti sulle tossicodipendenze e sull’alcoldipendenza
correlata, orientati alla strutturazione di sistemi
territoriali di intervento a rete;
h) educazione alla salute.
8. I progetti di cui alle lettere a) e c) del comma 7
non possono prevedere la somministrazione delle sostanze
stupefacenti incluse nelle tabelle I e II di cui all’art.
14 e delle sostanze non inserite nella farmacopea
ufficiale, fatto salvo l’uso del metadone, limitatamente ai
progetti e ai servizi interamente gestiti dalle aziende
unita’ sanitarie locali e purche’ i dosaggi somministrati e
la durata del trattamento abbiano la esclusiva finalita’
clinico-terapeutica di avviare gli utenti a successivi
programmi riabilitativi.
9. Il Ministro della sanita’, d’intesa con il Ministro
per la solidarieta’ sociale, promuove, sentite le
competenti commissioni parlamentari, l’elaborazione di
linee guida per la verifica dei progetti di riduzione del
danno di cui al comma 7, lettera a).
10. Qualora le regioni non provvedano entro la chiusura
di ciascun anno finanziario ad adottare i provvedimenti di
cui al comma 4 e all’impegno contabile delle quote del
Fondo nazionale di cui al comma 1 ad esse assegnate, si
applicano le disposizioni di cui all’art. 5 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
11. Per l’esame istruttorio dei progetti presentati
dalle amministrazioni indicate al comma 5 e per l’attivita’
di supporto tecnico-scientifico al Comitato nazionale di
coordinamento per l’azione antidroga, e’ istituita, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, una
commissione presieduta da un esperto o da un dirigente
generale in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri designato dal Ministro per la solidarieta’ sociale
e composta da nove esperti nei campi della prevenzione e
del recupero dalle tossicodipendenze, nei seguenti settori:
sanitario-infettivologico, farmaco-tossicologico,
psicologico, sociale, sociologico, riabilitativo,
pedagogico, giuridico e della comunicazione. All’ufficio di
segreteria della commissione e’ preposto un funzionario
della carriera direttiva dei ruoli della Presidenza del
Consiglio dei Ministri.
Gli oneri per il funzionamento della commissione sono
valutati in lire 200 milioni annue.
12. L’organizzazione e il funzionamento del Comitato
nazionale di coordinamento per l’azione antidroga sono
disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri. L’attuazione amministrativa delle decisioni del
Comitato e’ coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento per gli affari sociali attraverso
un’apposita conferenza dei dirigenti generali delle
amministrazioni interessate, disciplinata con il medesimo
decreto.».
– Si riporta il testo del comma 1 dell’art. 26 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2003):
«Art. 26 (Disposizioni in materia di innovazione
tecnologica). – 1. Per l’attuazione del comma 7 dell’art.
29 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e’ istituito il
fondo per il finanziamento di progetti di innovazione
tecnologica nelle pubbliche amministrazioni e nel Paese con
una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2003, al
cui finanziamento concorrono la riduzione dell’8 per cento
degli stanziamenti per l’informatica iscritti nel bilancio
dello Stato e quota parte delle riduzioni per consumi
intermedi di cui all’art. 23, comma 3. Il Ministro per
l’innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro
per la funzione pubblica e il Ministro dell’economia e
delle finanze, con uno o piu’ decreti di natura non
regolamentare, stabilisce le modalita’ di funzionamento del
fondo, individua i progetti da finanziare e, ove
necessario, la relativa ripartizione tra le amministrazioni
interessate.».
– Si riporta il testo dell’art. 27 della legge
16 gennaio 2003, n. 3 (Disposizioni ordinamentali in
materia di pubblica amministrazione):
«Art. 27 (Disposizioni in materia di innovazione
tecnologica nella pubblica amministrazione). – 1. Nel
perseguimento dei fini di maggior efficienza ed
economicita’ dell’azione amministrativa, nonche’ di
modernizzazione e sviluppo del Paese, il Ministro per
l’innovazione e le tecnologie, nell’attivita’ di
coordinamento e di valutazione dei programmi, dei progetti
e dei piani di azione formulati dalle amministrazioni per
lo sviluppo dei sistemi informativi, sostiene progetti di
grande contenuto innovativo, di rilevanza strategica, di
preminente interesse nazionale, con particolare attenzione
per i progetti di carattere intersettoriale, con
finanziamenti aggiuntivi a carico e nei limiti del Fondo di
cui al comma 2; puo’ inoltre promuovere e finanziare
progetti del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie
con le medesime caratteristiche.
2. Il Ministro, sentito il Comitato dei Ministri per la
societa’ dell’informazione, individua i progetti di cui al
comma 1, con l’indicazione degli stanziamenti necessari per
la realizzazione di ciascuno di essi. Per il finanziamento
relativo e’ istituito il «Fondo di finanziamento per i
progetti strategici nel settore informatico», iscritto in
una apposita unita’ previsionale di base dello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
3. Per il finanziamento del Fondo di cui al comma 2 e’
autorizzata la spesa di 25.823.000 euro per l’anno 2002,
51.646.000 euro per l’anno 2003 e 77.469.000 euro per
l’anno 2004. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai
fini del bilancio triennale 2002-2004, nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base di conto capitale «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2002, allo scopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al
medesimo Ministero.
4. Le risorse di cui all’art. 29, comma 7, lettera b),
secondo periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
destinate al finanziamento dei progetti innovativi nel
settore informatico, confluiscono nel Fondo di cui al
comma 2 e a tal fine vengono mantenute in bilancio per
essere versate in entrata e riassegnate al Fondo medesimo.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti
variazioni di bilancio.
6. A decorrere dall’anno 2005, l’autorizzazione di
spesa puo’ essere rifinanziata ai sensi dell’art. 11,
comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni.
7. Il Ministro per l’innovazione e le tecnologie
assicura il raccordo con il Ministro per la funzione
pubblica relativamente alle innovazioni che riguardano
l’ordinamento organizzativo e funzionale delle pubbliche
amministrazioni.
8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge sono emanati uno o piu’ regolamenti, ai
sensi dell’art. 117, sesto comma, della Costituzione e
dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
per introdurre nella disciplina vigente le norme necessarie
ai fini del conseguimento dei seguenti obiettivi:
a) diffusione dei servizi erogati in via telematica
ai cittadini e alle imprese, anche con l’intervento dei
privati, nel rispetto dei principi di cui all’art. 97 della
Costituzione e dei provvedimenti gia’ adottati;
b) diffusione e uso della carta nazionale dei
servizi;
c) diffusione dell’uso delle firme elettroniche;
d) ricorso a procedure telematiche da parte della
pubblica amministrazione per l’approvvigionamento di beni e
servizi, potenziando i servizi forniti dal Ministero
dell’economia e delle finanze attraverso la CONSIP Spa
(concessionaria servizi informativi pubblici);
e) estensione dell’uso della posta elettronica
nell’ambito delle pubbliche amministrazioni e dei rapporti
tra pubbliche amministrazioni e privati;
f) generalizzazione del ricorso a procedure
telematiche nella contabilita’ e nella tesoreria;
g) alfabetizzazione informatica dei pubblici
dipendenti;
h) impiego della telematica nelle attivita’ di
formazione dei dipendenti pubblici;
i) diritto di accesso e di reclamo esperibile in via
telematica da parte dell’interessato nei confronti delle
pubbliche amministrazioni.
9. I regolamenti di cui al comma 8 sono adottati su
proposta congiunta dei Ministri per la funzione pubblica e
per l’innovazione e le tecnologie, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze.
10. All’art. 29 della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a);
b) al comma 7, lettera b), dopo le parole: “pubblica
amministrazione (AIPA)” sono inserite le seguenti: “, fino
alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al
comma 6”.».
– Si riporta il testo dell’art. 29 del gia’ citato
decreto-legge n. 269 del 2003:
«Art. 29 (Cessione di immobili adibiti ad uffici
pubblici). – 1. Ai fini del perseguimento degli obiettivi
di finanza pubblica previsti per l’anno 2004 attraverso la
dismissione di beni immobili dello Stato, in funzione del
patto di stabilita’ e crescita, si provvede alla
alienazione di tali immobili con prioritario riferimento a
quelli per i quali sia stato gia’ determinato il valore di
mercato. L’Agenzia del demanio e’ autorizzata, con decreto
dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze di
concerto con i Ministeri interessati, a vendere a
trattativa privata, anche in blocco, beni immobili adibiti
o comunque destinati ad uffici pubblici non assoggettati
alle disposizioni in materia di tutela del patrimonio
culturale dettato dal decreto legislativo 29 ottobre 1999,
n. 490, ovvero per i quali sia stato accertato, con le
modalita’ indicate nell’art. 27 del presente decreto,
l’inesistenza dell’interesse culturale. La vendita fa
venire meno l’uso governativo, ovvero l’uso pubblico e
l’eventuale diritto di prelazione spettante ad enti
pubblici anche in caso di rivendita. Si applicano le
disposizioni di cui al secondo periodo del comma 17
dell’art. 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre
2001, n. 410, nonche’ al primo ed al secondo periodo del
comma 18 del medesimo art. 3. Per l’anno 2004, una quota
delle entrate rivenienti dalla vendita degli immobili di
cui al presente articolo, nel limite di 50 milioni di euro,
e’ iscritta nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze in apposito fondo, per
provvedere alla spesa per canoni, oneri e ogni ulteriore
incombenza connessi alla locazione degli immobili stessi.
Una quota, stabilita con decreto del Ministro dell’economia
e delle finanze, delle risorse di cui agli articoli 28,
comma 3, e 29, comma 4, della legge 18 febbraio 1999, n.
28, non impegnate al termine dell’esercizio finanziario
2003, e’ versata all’entrata del bilancio dello Stato per
essere riassegnata, con decreto del Ministro dell’economia
e delle finanze, al fondo di cui al precedente periodo, ai
sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 10 novembre 1999, n. 469. Resta fermo che
le risorse di cui all’art. 29, comma 4, della legge n. 28
del 1999, affidate al citato fondo sono destinate alla
spesa per i canoni di locazione di immobili per il Corpo
della Guardia di finanza; la rimanente parte delle risorse
stanziate per l’anno 2000 e non impegnate al termine
dell’esercizio finanziario 2003 e’ destinata all’incremento
delle dotazioni finanziarie finalizzate alla realizzazione
del programma di interventi infrastrutturali del Corpo. Il
fondo e’ attribuito alle pertinenti unita’ previsionali di
base degli stati di previsione interessati con decreti del
Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro competente, da comunicare, anche con evidenze
informatiche, tramite l’Ufficio centrale di bilancio alle
relative Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti. A
decorrere dall’anno 2005, l’importo del fondo e’
determinato con la legge di bilancio. Agli immobili ceduti
ai sensi del presente comma si applicano l’ultimo periodo
dell’art. 2, comma 6, e l’art. 4, comma 2-ter, del
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
1-bis. Alle procedure di valorizzazione e dismissione
previste dai commi 15 e 17 dell’art. 3 del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nonche’ dai commi dal
3 al 5 dell’art. 80 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
dall’art. 30 del presente decreto si applicano le
disposizioni del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, e
dell’art. 81, quarto comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive
modificazioni. Per le opere rientranti nelle procedure di
valorizzazione e dismissione indicate nel primo periodo del
presente comma, ai soli fini dell’accertamento di
conformita’ previsto dagli articoli 2 e 3 del citato
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica n. 383 del 1994, la destinazione ad uffici
pubblici e’ equiparata alla destinazione, contenuta negli
strumenti urbanistici e nei regolamenti edilizi, ad
attivita’ direzionali o allo svolgimento di servizi. Resta
ferma, per quanto attiene al contributo di costruzione, la
disciplina contenuta nella sezione II del capo II del
titolo II della parte I del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
380.».

Art. 3.
(Stato di previsione del Ministero delle attivita’
produttive e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero delle attivita’ produttive, per l’anno finanziario 2006, in
conformita’ dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 3).
2. Gli importi dei versamenti effettuati con imputazione alle unita’
previsionali di base “Restituzione di finanziamenti” e “Rimborso di
anticipazioni e riscossioni di crediti” di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Imprese” dello stato di previsione dell’entrata sono
correlativamente iscritti in termini di competenza e di cassa, con
decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, nello specifico
fondo nell’ambito dell’unita’ previsionale di base “Fondo
investimenti – incentivi alle imprese” (investimenti) di pertinenza
del centro di responsabilita’ “Imprese” dello stato di previsione del
Ministero delle attivita’ produttive, in connessione al rimborso dei
mutui concessi a carico del Fondo rotativo per l’innovazione
tecnologica.
3. Per l’attuazione dell’articolo 8 della legge 5 marzo 1990, n. 46,
il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro
delle attivita’ produttive, e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni all’entrata del bilancio dello
Stato ed allo stato di previsione del Ministero delle attivita’
produttive per l’anno finanziario 2006.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nello stato di
previsione del Ministero delle attivita’ produttive per l’anno
finanziario 2006 delle somme affluite all’entrata in relazione alle
spese da sostenere per l’attuazione della legge 17 febbraio 1992, n.
166.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro delle attivita’ produttive, e’ autorizzato a provvedere, con
propri decreti, alla riassegnazione nello stato di previsione del
Ministero delle attivita’ produttive per l’anno finanziario 2006
delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato in
relazione all’articolo 2, comma 3, della legge 28 dicembre 1991, n.
421, nonche’ all’articolo 9, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n.
10.
6. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni legislative di
cui all’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410,
convertito dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513, recante interventi
urgenti a sostegno dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica,
resesi disponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con
decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di
previsione del Ministero delle attivita’ produttive, ai fini di cui
al citato articolo 1 del decreto-legge n. 410 del 1993.

Note all’art. 3:
– Si riporta il testo dell’art. 8 della legge 5 marzo
1990, n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti):
«Art. 8 (Finanziamento dell’attivita’ di normazione
tecnica). – 1. Il 3 per cento del contributo dovuto
annualmente dall’Istituto nazionale per la assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) per l’attivita’ di
ricerca di cui all’art. 3, terzo comma, del decreto-legge
30 giugno 1982, n. 390, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 agosto 1982, n. 597, e’ destinato
all’attivita’ di normazione tecnica, di cui all’art. 7
della presente legge, svolta dall’UNI e dal CEI.
2. La somma di cui al comma 1, calcolata sull’ammontare
del contributo versato dall’INAIL nel corso dell’anno
precedente, e’ iscritta a carico del capitolo 3030, dello
stato di previsione della spesa del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato per il
1990 e a carico delle proiezioni del corrispondente
capitolo per gli anni seguenti.».
– Si riporta il titolo della legge 17 febbraio 1992, n.
166: «Istituzione e funzionamento del ruolo nazionale dei
periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni
ai veicoli a motore ed ai natanti soggetti alla disciplina
della legge 24 dicembre 1969, n. 990, derivanti dalla
circolazione, dal furto e dall’incendio degli stessi»
(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 27 febbraio 1992, n.
48).
– Si riporta il testo del comma 3 dell’art. 2 della
legge 28 dicembre 1991, n. 421 (Rifinanziamento di
interventi in campo economico):
«3. Le somme impegnate per la concessione dei
contributi alle societa’ consortili che realizzano mercati
agroalimentari all’ingrosso, di cui alla legge 28 febbraio
1986, n. 41, e successive modificazioni, e non liquidate,
sono riassegnate per le stesse finalita’ allo stato di
previsione della spesa del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato.».
– Si riporta il testo del comma 5 dell’art. 9 della
legge 9 gennaio 1991, n. 10 (Norme per l’attuazione del
Piano energetico nazionale in materia di uso razionale
dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia):
«5. I fondi assegnati alle singole regioni e alle
province autonome di Trento e di Bolzano sono
improrogabilmente impegnati mediante appositi atti di
concessione dei contributi entro centoventi giorni dalla
ripartizione dei fondi. I fondi residui, per i quali le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non
hanno fornito la documentazione relativa agli atti di
impegno entro i trenta giorni successivi, vengono destinati
dal Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato con proprio provvedimento ad iniziative
inevase dalle regioni e dalle province autonome di Trento e
di Bolzano sulla base delle percentuali di ripartizione
gia’ adottate dal CIPE ai sensi del comma 4.».
– Si riporta il testo dell’art. 1 del decreto-legge
9 ottobre 1993, n. 410, convertito dalla legge 10 dicembre
1993, n. 513 (Interventi urgenti a sostegno
dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica):
«Art. 1. – 1. La Societa’ di promozione industriale
(SPI), previa autorizzazione del Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, puo’ utilizzare i fondi
destinati alle iniziative rientranti nei programmi di cui
all’art. 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 1° aprile 1989,
n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge
15 maggio 1989, n. 181, e successive integrazioni, nonche’
i fondi recati dalla legge 22 dicembre 1989, n. 408, e dal
decreto-legge 28 dicembre 1989, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 38, ed
assegnati alla SPI ai sensi della delibera CIPI del
3 agosto 1993, per erogare direttamente contributi e
finanziamenti anche per iniziative nelle aree del Sud
indicate dal citato decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120
(3), nonche’ per assumere partecipazioni di minoranza nelle
iniziative di promozione industriale in tutte le aree di
intervento, ferma restando la destinazione dei fondi per
area gia’ definita in sede CIPI. A tal fine nei programmi
operativi della SPI, da sottoporre per l’approvazione al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
devono essere indicati, per ciascuna iniziativa, la
tipologia ed il livello degli interventi proposti, in ogni
caso entro i limiti e secondo le modalita’ di cui all’art.
6 del richiamato decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120,
nonche’ l’entita’ degli oneri di istruttoria e controllo
complessivi da riconoscere alla SPI. Per le medesime
finalita’, la SPI puo’ utilizzare anche ulteriori risorse
che si renderanno disponibili per lo scopo, ivi comprese
quelle eventualmente derivanti da revoche o
riprogrammazione di interventi di cui alla legge 1° marzo
1986, n. 64, e successive modificazioni ed integrazioni.».

Art. 4.
(Stato di previsione del Ministero del lavoro
e delle politiche sociali e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per l’anno
finanziario 2006, in conformita’ dell’annesso stato di previsione
(Tabella n. 4).

Art. 5.
(Stato di previsione del Ministero della giustizia
e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero della giustizia, per l’anno finanziario 2006, in
conformita’ dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 5).
2. Le entrate e le spese degli Archivi notarili, per l’anno
finanziario 2006, sono stabilite in conformita’ degli stati di
previsione annessi a quello del Ministero della giustizia (Appendice
n. 1).
3. Per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di
bilancio, e’ utilizzato lo stanziamento della unita’ previsionale di
base “Altri fondi di riserva” (oneri comuni) dello stato di
previsione della spesa degli Archivi notarili. I prelevamenti da
detta unita’ previsionale di base, nonche’ le iscrizioni alle
competenti unita’ previsionali di base delle somme prelevate, sono
disposti con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, su
proposta del Ministro della giustizia. Tali decreti vengono
comunicati al Parlamento in allegato al conto consuntivo degli
Archivi stessi.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme
versate dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle
regioni, dalle province, dai comuni e da altri enti pubblici e
privati all’entrata del bilancio dello Stato, in termini di
competenza e di cassa, relativamente alle spese per il mantenimento,
per l’assistenza e per la rieducazione dei detenuti e internati,
nonche’ per le attivita’ sportive del personale del Corpo di polizia
penitenziaria e dei detenuti e internati nell’ambito delle unita’
previsionali di base “Mantenimento, assistenza, rieducazione e
trasporto detenuti” (interventi) e “Funzionamento” di pertinenza dei
centri di responsabilita’ “Amministrazione penitenziaria” e
“Giustizia minorile” dello stato di previsione del Ministero della
giustizia per l’anno finanziario 2006.

Art. 6.
(Stato di previsione del Ministero degli affari esteri
e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero degli affari esteri, per l’anno finanziario 2006, in
conformita’ dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 6).
2. E’ approvato, in termini di competenza e di cassa, il bilancio
dell’Istituto agronomico per l’oltremare, per l’anno finanziario
2006, annesso allo stato di previsione del Ministero degli affari
esteri (Appendice n. 1).
3. In relazione alle somme affluite all’entrata del bilancio dello
Stato per contributi versati da Paesi esteri in applicazione della
direttiva 77/486/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1977, il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri
decreti, alla riassegnazione delle somme stesse alle pertinenti
unita’ previsionali di base dello stato di previsione del Ministero
degli affari esteri per l’anno finanziario 2006 per essere utilizzate
per gli scopi per cui tali somme sono state versate.
4. In relazione alle somme affluite all’entrata del bilancio
dell’Istituto agronomico per l’oltremare, per anticipazioni e
rimborsi di spese per conto di terzi, nonche’ di organismi
internazionali o della Direzione generale per la cooperazione allo
sviluppo, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni all’entrata e
alla spesa del suddetto bilancio per l’anno finanziario 2006.
5. Il Ministero degli affari esteri e’ autorizzato ad effettuare,
previe intese con il Ministero dell’economia e delle finanze,
operazioni in valuta estera non convertibile pari alle disponibilita’
esistenti nei conti correnti valuta Tesoro costituiti presso le
rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi
dell’articolo 5 della legge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive
modificazioni, e che risultino intrasferibili per effetto di norme o
disposizioni locali. Il relativo controvalore in euro e’ acquisito
all’entrata del bilancio dello Stato ed e’ contestualmente iscritto,
sulla base delle indicazioni del Ministero degli affari esteri, alle
pertinenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione del
Ministero medesimo per l’anno finanziario 2006, per l’effettuazione
di spese relative a fitto di locali e acquisto, manutenzione,
ristrutturazione di immobili adibiti a sedi diplomatiche e consolari,
a istituti di cultura e di scuole italiane all’estero, ad acquisto di
mobili, suppellettili e macchine d’ufficio e funzionamento degli
uffici all’estero, nonche’ alla sicurezza ed all’acquisto dei mezzi
di trasporto. Il Ministero degli affari esteri e’ altresi’
autorizzato ad effettuare, con le medesime modalita’, operazioni in
valuta estera pari alle disponibilita’ esistenti nei conti correnti
valuta Tesoro in valute inconvertibili e/o intrasferibili
individuate, ai fini delle presenti operazioni, dal Dipartimento del
tesoro su richiesta della competente direzione generale del Ministero
degli affari esteri.
6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, su proposta del Ministro degli affari esteri, variazioni
compensative in termini di competenza e cassa tra i capitoli allocati
nelle unita’ previsionali di base 9.1.1.0 “Funzionamento” e 9.1.2.2
“Paesi in via di sviluppo” dello stato di previsione del Ministero
degli affari esteri, relativamente agli stanziamenti per l’aiuto
pubblico allo sviluppo determinati nella Tabella C allegata alla
legge finanziaria.

Note all’art. 6:
– La direttiva 77/486/CEE del Consiglio, del 25 luglio
1977 recante «Direttiva del Consiglio relativa alla
formazione scolastica dei figli dei lavoratori migranti» e’
pubblicata nella G.U.C.E. 6 agosto 1977, n. L 199.
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge
6 febbraio 1985, n. 15 recante «Disciplina delle spese da
effettuarsi all’estero dal Ministero degli affari esteri»:
«Art. 5. – Presso sedi all’estero, da individuarsi con
decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con il
Ministro del tesoro, sono costituiti conti correnti valuta
Tesoro.
A detti conti affluiscono le entrate consolari, le
eccedenze sui finanziamenti di cui all’art. 2, nonche’, su
indicazione del Ministero del tesoro, altre entrate dello
Stato realizzate all’estero.
Per la gestione di detti fondi vengono aperti conti
correnti presso locali istituti bancari di fiducia.
Le ricevute dei versamenti ai conti correnti valuta
Tesoro delle entrate consolari costituiscono per gli agenti
della riscossione che hanno effettuato detti versamenti,
quietanze liberatorie da allegarsi a discarico delle
rispettive contabilita’.
I conti correnti valuta Tesoro sono gestiti sotto la
vigilanza della Direzione generale del tesoro – portafoglio
dello Stato, cui vengono presentate situazioni trimestrali,
corredate dall’estratto conto bancario, trasmesse in copia
al Ministero degli affari esteri ed alla coesistente
ragioneria centrale.
A seguito di motivata richiesta formulata dalle sedi
all’estero ed in attesa dell’accreditamento dei
finanziamenti ministeriali di cui all’art. 2, la competente
Direzione generale del Ministero degli affari esteri puo’
autorizzare, previa comunicazione al competente
Dipartimento del tesoro del Ministero dell’economia e delle
finanze e all’Ufficio centrale del bilancio presso il
Ministero degli affari esteri, le rappresentanze
diplomatiche e gli uffici consolari a prelevare somme dai
rispettivi conti correnti valuta Tesoro per far fronte alle
esigenze delle sedi stesse.
Ad operazione effettuata viene disposto il versamento
all’entrata del controvalore in euro dell’importo prelevato
seguendo le procedure previste dall’art. 6 della presente
legge e dai decreti ministeriali 6 agosto 2003 del Ministro
dell’economia e delle finanze, pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale n. 197 del 26 agosto 2003, di attuazione degli
articoli 3, 6 e 7 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 15 dicembre 2001, n. 482.
Dell’avvenuto versamento viene data comunicazione, a cura
della competente Direzione generale del Ministero degli
affari esteri, al Dipartimento del tesoro del Ministero
dell’economia e delle finanze e all’Ufficio centrale del
bilancio presso il Ministero degli affari esteri.
La Direzione generale del tesoro – portafoglio dello
Stato, compatibilmente con le disposizioni valutarie
locali, autorizza il trasferimento in Italia delle
disponibilita’ in valuta esistenti sui conti correnti
valuta Tesoro per il successivo versamento del loro
controvalore in lire all’entrata dello Stato.».

Art. 7.
(Stato di previsione del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’istru-zione, dell’universita’ e della ricerca, per
l’anno finanziario 2006, in conformita’ dell’annesso stato di
previsione (Tabella n. 7).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’
autorizzato a ripartire, con propri decreti, i fondi iscritti
nell’ambito delle unita’ previsionali di base “Fondi da ripartire per
oneri di personale”, “Fondi da ripartire per l’operativita’
scolastica” e “Scuole non statali”, di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Programmazione ministeriale, gestione ministeriale
del bilancio, delle risorse umane e dell’informazione” e dell’unita’
previsionale di base “Ricercatori universita’, enti ed istituzioni di
ricerca” del centro di responsabilita’ “Universita’, alta formazione
artistica, musicale e coreutica e ricerca scientifica e tecnologica”
dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca.
3. L’assegnazione autorizzata a favore del Consiglio nazionale delle
ricerche, per l’anno finanziario 2006, e’ comprensiva delle somme per
il finanziamento degli oneri destinati alla realizzazione dei
programmi finalizzati gia’ approvati dal CIPE, nonche’ della somma
determinata nella misura massima di 2.582.284 euro a favore
dell’Istituto di biologia cellulare per attivita’ internazionale
afferente all’area di Monterotondo.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, all’unita’
previsionale di base “Ricerca scientifica” di pertinenza del centro
di responsabilita’ “Universita’, alta formazione artistica, musicale
e coreutica e ricerca scientifica e tecnologica” dello stato di
previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato in
relazione all’articolo 9 del decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421,
recante disposizioni urgenti per le attivita’ produttive.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni, in termini di competenza e di cassa, tra lo stato di
previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e gli stati di previsione dei Ministeri interessati in
relazione al trasferimento di fondi riguardanti il finanziamento di
progetti per la ricerca.
6. In relazione all’andamento gestionale delle spese per competenze
fisse e relativi oneri riflessi dovute al personale della scuola, il
Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni compensative
di bilancio tra i centri di responsabilita’ degli uffici scolastici
regionali, per i capitoli interessati all’erogazione delle suddette
competenze.

Note all’art. 7:
– Si riporta il testo dell’art. 9 del decreto-legge
17 giugno 1996, n. 321 recante «Disposizioni urgenti per le
attivita’ produttive», convertito, con modificazioni, dalla
legge 8 agosto 1996, n. 421:
«Art. 9 (Cooperazione aerospaziale). – 1.
2. Allo scopo di integrare le finalita’ e gli obiettivi
dell’ASI e del CIRA, in una strategia complessiva
aeronautica e spaziale compatibile con la pianificazione
strategica pluriennale dell’ASI, il Governo assumera’
provvedimenti idonei a realizzare una migliore e piu’
efficiente utilizzazione delle strutture di ricerca
pubbliche del settore aerospaziale. Il termine di cui
all’art. 1, comma 1, della legge 31 maggio 1995, n. 233, e’
prorogato fino alla costituzione degli organi dell’ASI, e
comunque non oltre il 31 dicembre 1996.
3. La parte annuale di risorse eventualmente non
utilizzata per gli anni 1994 e successivi per le finalita’
di cui alla legge 14 febbraio 1991, n. 46, e’ destinata al
perseguimento degli obiettivi di cui alla legge 16 maggio
1989, n. 184, ed e’ corrisposta con i criteri e le
modalita’ di cui alla legge stessa. Il Ministro del tesoro
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.».

Art. 8.
(Stato di previsione del Ministero
dell’interno e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’interno, per l’anno finanziario 2006, in conformita’
dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 8).
2. Le somme versate dal CONI nell’ambito dell’unita’ previsionale di
base “Restituzioni, rimborsi, recuperi e concorsi vari” (entrate
extratributarie) di pertinenza del centro di responsabilita’ “Vigili
del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile” dello stato di
previsione dell’entrata per l’anno 2006 sono riassegnate, con decreti
del Ministro dell’economia e delle finanze, per le spese relative
all’educazione fisica, all’attivita’ sportiva e alla costruzione,
completamento ed adattamento di infrastrutture sportive, concernenti
il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle unita’ previsionali di
base “Spese generali di funzionamento” (funzionamento) e “Edilizia di
servizio” (investimenti) di pertinenza del centro di responsabilita’
“Vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile” dello stato di
previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2006.
3. Nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero
dell’interno, sono indicate le spese di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Pubblica sicurezza” per le quali possono
effettuarsi, per l’anno finanziario 2006, prelevamenti dal fondo a
disposizione di cui all’articolo 1 della legge 12 dicembre 1969, n.
1001, iscritto nell’unita’ previsionale di base “Spese generali di
funzionamento”.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio
anche tra i titoli della spesa dello stato di previsione del
Ministero dell’interno, occorrenti per l’attuazione delle
disposizioni recate dall’articolo 61 del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, dall’articolo 10,
comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive
modificazioni, e dall’articolo 8, comma 5, della legge 3 maggio 1999,
n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli enti locali.
5. Sono autorizzati l’accertamento e la riscossione, secondo le leggi
in vigore, delle entrate del Fondo edifici di culto, nonche’
l’impegno e il pagamento delle spese, relative all’anno finanziario
2006, in conformita’ degli stati di previsione annessi a quello del
Ministero dell’interno (Appendice n. 1).
6. Per gli effetti di cui all’articolo 7 della legge 5 agosto 1978,
n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese
obbligatorie e d’ordine del bilancio del Fondo edifici di culto,
quelle indicate nell’elenco n. 1, annesso al bilancio predetto.
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro dell’interno, e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di
cassa, negli stati di previsione dell’entrata e della spesa del Fondo
edifici di culto per l’anno finanziario 2006, conseguenti alle somme
prelevate dal conto corrente infruttifero di tesoreria intestato al
predetto Fondo, per far fronte alle esigenze derivanti
dall’attuazione degli articoli 55 e 69 della legge 20 maggio 1985, n.
222.

Note all’art. 8:
– Si riporta il testo dell’art. 1 della legge
12 dicembre 1969, n. 1001 recante «Istituzione nello stato
di previsione della spesa del Ministero dell’interno di un
capitolo con un fondo a disposizione per sopperire alle
eventuali deficienze di alcuni capitoli relativi
all’Amministrazione della pubblica sicurezza»:
«Art. 1. – Nello stato di previsione della spesa del
Ministero dell’interno e’ istituito un capitolo con un
fondo a disposizione per sopperire alle eventuali
deficienze dei capitoli dello stato di previsione medesimo,
indicati in apposita tabella da approvarsi con la legge di
bilancio.
I prelevamenti di somme da tale fondo, con la
conseguente iscrizione nei capitoli suddetti, sono fatti
con decreto del Ministro per il tesoro da registrarsi alla
Corte dei conti.
Per l’anno finanziario 1969 la dotazione del fondo e’
fissata in milioni 1.500 e viene costituita mediante le
seguenti riduzioni degli stanziamenti dei sottoindicati
capitoli dello stato di previsione della spesa del
Ministero dell’interno per l’anno stesso:

Capitolo |1446 |L. |400.000.000
” |1452 |” |300.000.000
” |1459 |” |500.000.000
” |1469 |” |300.000.000

I capitoli a favore dei quali possono farsi
prelevamenti dal detto fondo, per l’anno finanziario 1969,
sono indicati nell’annessa tabella.».
– Si riporta il testo dell’art. 61 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 recante «Istituzione
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle
detrazioni dell’Irpef e istituzione di una addizionale
regionale a tale imposta, nonche’ riordino della disciplina
dei tributi locali»:
«Art. 61 (Riduzione dei trasferimenti erariali agli
enti locali). – 1. A decorrere dall’anno 1999, il fondo
ordinario spettante alle province e’ ridotto di un importo
pari al gettito complessivo riscosso nell’anno 1999 per
l’imposta sulle assicurazioni di cui al comma 1 dell’art.
60, ridotto dell’importo corrispondente all’incremento
medio nazionale dei premi assicurativi registrato nell’anno
1999, rispetto all’anno 1998, secondo dati di fonte
ufficiale. La dotazione del predetto fondo e’, per l’anno
1999, inizialmente ridotta, in base ad una stima del
gettito annuo effettuata, sulla base dei dati disponibili,
dal Ministero delle finanze, per singola provincia, e
comunicata ai Ministeri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e dell’interno. Sulla base dei
dati finali, comunicati dal Ministero delle finanze ai
predetti Ministeri, sono determinate le riduzioni
definitive della dotazione del predetto fondo, per singola
provincia, e sono introdotte le eventuali variazioni di
bilancio. Il Ministero dell’interno provvede, con seconda e
la terza rata dei contributi ordinari relativi al 2000, ad
operare i conguagli e a determinare in via definitiva
l’importo annuo del contributo ridotto spettante ad ogni
provincia a decorrere dal 1999.
2. A decorrere dall’anno 1999 il fondo ordinario
spettante alle province e’ altresi’ ridotto di un importo
pari al gettito previsto per il predetto anno per imposta
erariale di trascrizione, iscrizione e annotazione dei
veicoli al pubblico registro automobilistico di cui alla
legge 23 dicembre 1977, n. 952. La riduzione della
dotazione del predetto fondo e’ operata con la legge di
approvazione del bilancio dello Stato per l’anno
finanziario 1999 ed e’ effettuata, nei confronti di
ciascuna provincia, dal Ministero dell’interno in base ai
dati comunicati dal Ministero delle finanze entro il
30 giugno 1998, determinati ripartendo il gettito previsto
per il 1999 tra le singole province in misura
percentualmente corrispondente al gettito riscosso nel 1997
a ciascuna di esse imputabile. La riduzione definitiva
delle dotazioni del predetto fondo e’ altresi’ operata
sulla base dei dati definitivi dell’anno 1998 relativi
all’imposta di cui al presente comma, comunicati dal
Ministero delle finanze al Ministero dell’interno entro il
30 settembre 1999.
3. Le somme eventualmente non recuperate, per
insufficienza dei contributi ordinari, sono portate in
riduzione dei contributi a qualsiasi titolo dovuti al
singolo ente locale dal Ministero dell’interno. La
riduzione e’ effettuata con priorita’ sui contributi di
parte corrente.
4. Le riduzioni dei contributi statali e i gettiti dei
tributi previsti dal presente articolo sono determinati con
riferimento alle province delle regioni a statuto
ordinario. Per le regioni a statuto speciale le operazioni
di riequilibrio di cui al decreto legislativo 30 giugno
1997, n. 244, si applicano solo dopo il recepimento delle
disposizioni dell’art. 60 e del presente articolo nei
rispettivi statuti.».
– Si riporta il testo del comma 11 dell’art. 10 della
legge 13 maggio 1999, n. 133 recante «Disposizioni in
materia di perequazione, razionalizzazione e federalismo
fiscale»:
«11. I trasferimenti alle province sono decurtati in
misura pari al maggior gettito derivante dall’applicazione
dell’aliquota di 18 lire per kWh dell’addizionale
provinciale sul consumo di energia elettrica. Nel caso in
cui la capienza dei trasferimenti fosse insufficiente al
recupero dell’intero ammontare dell’anzidetto maggior
gettito, si provvede mediante una riduzione dell’ammontare
di devoluzione dovuta dell’imposta sull’assicurazione
obbligatoria per la responsabilita’ civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore. I trasferimenti ai
comuni sono variati in diminuzione o in aumento in misura
pari alla somma del maggiore o minore derivante
dall’applicazione delle aliquote di cui alle lettere a) e
b) del comma 2 dell’art. 6 del decreto-legge 28 novembre
1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge
27 gennaio 1989, n. 20, come sostituito dal comma 9 del
presente articolo, e delle maggiori entrate derivanti dalla
disposizione di cui al comma 10 del presente articolo,
diminuita del mancato gettito derivante dall’abolizione
dell’addizionale comunale sul consumo di energia elettrica
nei luoghi diversi dalle abitazioni.».
– Si riporta il testo dell’art. 8 della legge 3 maggio
1999, n. 124 recante» «Disposizioni urgenti in materia di
personale scolastico»:
«Art. 8 (Trasferimento di personale ATA degli enti
locali alle dipendenze dello Stato). – 1. Il personale ATA
degli istituti e scuole statali di ogni ordine e grado e’ a
carico dello Stato. Sono abrogate le disposizioni che
prevedono la fornitura di tale personale da parte dei
comuni e delle province.
2. Il personale di ruolo di cui al comma 1, dipendente
dagli enti locali, in servizio nelle istituzioni
scolastiche statali alla data di entrata in vigore della
presente legge, e’ trasferito nei ruoli del personale ATA
statale ed e’ inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei
profili professionali corrispondenti per lo svolgimento dei
compiti propri dei predetti profili. Relativamente a
qualifiche e profili che non trovino corrispondenza nei
ruoli del personale ATA statale e’ consentita l’opzione per
l’ente di appartenenza, da esercitare comunque entro tre
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
A detto personale vengono riconosciuti ai fini giuridici ed
economici l’anzianita’ maturata presso l’ente locale di
provenienza nonche’ il mantenimento della sede in fase di
prima applicazione in presenza della relativa
disponibilita’ del posto.
3. Il personale di ruolo che riveste il profilo
professionale di insegnante tecnico-pratico o di assistente
di cattedra appartenente al VI livello nell’ordinamento
degli enti locali, in servizio nelle istituzioni
scolastiche statali, e’ analogamente trasferito alle
dipendenze dello Stato ed e’ inquadrato nel ruolo degli
insegnanti tecnico-pratici.
4. Il trasferimento del personale di cui ai commi 2 e 3
avviene gradualmente, secondo tempi e modalita’ da
stabilire con decreto del Ministro della pubblica
istruzione, emanato di concerto con i Ministri
dell’interno, del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e per la funzione pubblica,
sentite l’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI),
l’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani
(UNCEM) e l’Unione delle province d’Italia (UPI), tenendo
conto delle eventuali disponibilita’ di personale statale
conseguenti alla razionalizzazione della rete scolastica,
nonche’ della revisione delle tabelle organiche del
medesimo personale da effettuare ai sensi dell’art. 31,
comma 1, lettera c), del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e successive modificazioni; in relazione al
graduale trasferimento nei ruoli statali sono stabiliti,
ove non gia’ previsti, i criteri per la determinazione
degli organici delle categorie del personale trasferito.
5. A decorrere dall’anno in cui hanno effetto le
disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si procede alla
progressiva riduzione dei trasferimenti statali a favore
degli enti locali in misura pari alle spese comunque
sostenute dagli stessi enti nell’anno finanziario
precedente a quello dell’effettivo trasferimento del
personale; i criteri e le modalita’ per la determinazione
degli oneri sostenuti dagli enti locali sono stabiliti con
decreto del Ministro dell’interno, emanato entro quattro
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, della pubblica istruzione e per
la funzione pubblica, sentite l’ANCI, l’UNCEM e l’UPI».
– Si riporta il testo dell’art. 7 della legge 5 agosto
1978, n. 468 recante «Riforma di alcune norme di
contabilita’ generale dello Stato in materia di bilancio»:
«Art. 7 (Fondo di riserva per le spese obbligatorie e
di ordine). – Nello stato di previsione della spesa del
Ministero del tesoro e’ istituito, nella parte corrente, un
«Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine» le
cui dotazioni sono annualmente determinate, con apposito
articolo, dalla legge di approvazione del bilancio.
Con decreti del Ministro del tesoro, da registrarsi
alla Corte dei conti, sono trasferite dal predetto fondo ed
iscritte in aumento sia delle dotazioni di competenza che
di cassa dei competenti capitoli le somme necessarie:
1) per il pagamento dei residui passivi di parte
corrente, eliminati negli esercizi precedenti per
perenzione amministrativa, [in caso di richiesta da parte
degli aventi diritto, con reiscrizione ai capitoli di
provenienza, ovvero a capitoli di nuova istituzione nel
caso in cui quello di provenienza sia stato nel frattempo
soppresso];
2) per aumentare gli stanziamenti dei capitoli di
spesa aventi carattere obbligatorio o connessi con
l’accertamento e la riscossione delle entrate.
Allo stato di previsione della spesa del Ministero del
tesoro e’ allegato l’elenco dei capitoli di cui al
precedente numero 2), da approvarsi, con apposito articolo,
dalla legge di approvazione del bilancio.»
– Si riporta il testo degli articoli 55 e 69 della
legge 20 maggio 1985, n. 222 recante «Disposizioni sugli
enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento
del clero cattolico in servizio nelle diocesi»:
«Art. 55. – Il patrimonio degli ex economati dei
benefici vacanti e dei fondi di religione di cui all’art.
18 della legge 27 maggio 1929, n. 848, del Fondo per il
culto, del Fondo di beneficenza e religione nella citta’ di
Roma e delle Aziende speciali di culto, denominate Fondo
clero veneto – gestione clero curato, Fondo clero veneto –
gestione grande cartella, Azienda speciale di culto della
Toscana, Patrimonio ecclesiastico di Grosseto, e’ riunito
dal 1° gennaio 1987 in patrimonio unico con la
denominazione di Fondo edifici di culto.
Il Fondo edifici di culto succede in tutti i rapporti
attivi e passivi degli enti, aziende e patrimoni
predetti.».
«Art. 69. – I patrimoni della Basilica di San Francesco
di Paola in Napoli, della cappella di San Pietro nel
palazzo ex reale di Palermo e della chiesa di San Gottardo
annessa al palazzo ex reale di Milano sono trasferiti, con
i relativi oneri, al Fondo edifici di culto.».

Art. 9.
(Stato di previsione del Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, per l’anno
finanziario 2006, in conformita’ dell’annesso stato di previsione
(Tabella n. 9).

Art. 10.
(Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’anno
finanziario 2006, in conformita’ dell’annesso stato di previsione
(Tabella n. 10).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e di
cassa nello stato di previsione dell’entrata ed in quello del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per gli adempimenti
previsti dalla legge 6 giugno 1974, n. 298, nonche’ dall’articolo 10
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28
settembre 1994, n. 634, concernente la disciplina dell’utenza del
servizio di informatica del centro elaborazione dati del Dipartimento
per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici.
3. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo delle
capitanerie di porto da mantenere in servizio come forza media
nell’anno 2006, ai sensi dell’articolo 21, comma 3, del decreto
legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive modificazioni, e’
stabilito come segue: 250 ufficiali ausiliari di cui alle lettere a)
e c) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio
2001, n. 215; 55 ufficiali piloti di complemento, di cui alla lettera
b) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio
2001, n. 215.
4. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie di
porto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l’Accademia navale
e le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l’anno 2006, e’
fissato in 134 unita’.
5. Nell’elenco annesso allo stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo delle
capitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali possono
effettuarsi, per l’anno finanziario 2006, i prelevamenti dal fondo a
disposizione di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti l’amministrazione e la
contabilita’ dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al
regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, iscritto nell’unita’
previsionale di base “Spese generali di funzionamento”
(funzionamento) di pertinenza del centro di responsabilita’
“Capitanerie di porto” del medesimo stato di previsione.
6. Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento per i servizi di cassa e
contabilita’ delle Capitanerie di porto, di cui al regio decreto 6
febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza possono
essere versati in conto corrente postale dai funzionari delegati.
7. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il
Ministero della difesa si applicano, in quanto compatibili, alla
gestione dei fondi di pertinenza del centro di responsabilita’
“Capitanerie di porto” in relazione alla legge 6 agosto 1991, n. 255.
Alle spese per la manutenzione ed esercizio dei mezzi nautici,
terrestri ed aerei e per attrezzature tecniche, materiali ed
infrastrutture occorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei
porti e delle caserme, di cui all’unita’ previsionale di base “Mezzi
operativi e strumentali” (funzionamento) di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Capitanerie di porto” dello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, per
l’anno finanziario 2006, le disposizioni contenute nel secondo comma
dell’articolo 36 e nell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre
1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilita’
generale dello Stato.
8. Ai fini dell’attuazione della legge 15 dicembre 1990, n. 396, il
Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, e’ autorizzato a ripartire, con
propri decreti, su altre unita’ previsionali di base delle
amministrazioni interessate, le disponibilita’ del fondo per gli
interventi per Roma capitale iscritto nell’ambito dell’unita’
previsionale di base “Fondo per Roma capitale” (investimenti) di
pertinenza del centro di responsabilita’ “Infrastrutture stradali,
edilizia e regolazione dei lavori pubblici” dello stato di previsione
del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Note all’art. 10:
– La legge 6 giugno 1974, n. 298 recante «Istituzione
dell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per
conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e
istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i
trasporti di merci su strada» e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 31 luglio 1974, n. 200.
– Si riporta il testo dell’art. 10 del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre
1994, n. 634 recante «Regolamento per l’ammissione
all’utenza del servizio di informatica del centro di
elaborazione dati della Direzione generale della
motorizzazione civile e dei trasporti in concessione»:
«Art. 10. – 1. L’utenza del servizio e’ concessa dietro
pagamento degli oneri di seguito indicati:
a) cauzione a garanzia degli obblighi derivanti dalla
convenzione da prestarsi secondo le modalita’ di cui alla
legge 10 giugno 1982, n. 348;
b) canone di abbonamento per ciascun anno della
durata della convenzione. Per il primo anno di durata della
convenzione il canone e’ dovuto in ragione di tanti
dodicesimi quanti sono i mesi intercorrenti fra quello di
stipula e la fine dell’anno. Il mese in cui viene stipulata
la convenzione e’ computato nei dodicesimi;
c) corrispettivi, da addebitarsi a consuntivo, per le
informazioni ricevute nel trimestre precedente in base alle
tariffe unitarie in vigore o in base al costo stabilito per
la fornitura di informazioni con particolari stati di
aggregazione.
2. Gli importi dei suddetti oneri sono determinati:
a) quanto alla cauzione in un importo pari a quello
del canone annuo di abbonamento in vigore all’atto della
stipula della convenzione;
b) quanto al canone annuo di abbonamento:
b.1) in lire 1.500.000 per gli utenti di cui alla
categoria A dell’art. 3;
b.2) in lire 2.500.000 per gli utenti di cui alla
categoria B dell’art. 3;
c) quanto al costo delle singole informazioni
ricevute secondo gli schemi meccanografici in uso presso il
centro elaborazione dati, in lire cinquecento per ogni
informazione ricevuta utilizzando le apparecchiature ed i
collegamenti di cui al comma 1 dell’art. 6, in lire mille
per ogni informazione ricevuta utilizzando le
apparecchiature ed i collegamenti di cui al comma 4
dell’art. 6. Il costo delle informazioni ricevute secondo
stati di aggregazione diversi da quelli disponibili, fermo
restando il contenuto dei commi 4 e 5 dell’art. 8, sara’
valutato di volta in volta dal direttore generale della
M.C.T.C.
3. Gli importi di cui alle lettere b) e c) del comma 2
vengono revisionati in relazione alla variazione accertata
dall’Istituto centrale di statistica dell’indice dei prezzi
al consumo per le famiglie di operai e impiegati
verificatasi nel biennio precedente. Gli aumenti derivanti
dalle revisioni conservano la medesima destinazione, dei
canoni e dei corrispettivi, prevista al comma 4 del
presente articolo.
4. L’importo dei canoni di cui al comma 2, lettera Ðb),
e’ corrisposto mediante versamento sul conto corrente
postale intestato alla sezione della tesoreria provinciale
dello Stato competente per territorio, con imputazione
all’apposito capitolo dello stato di previsione delle
entrate del bilancio dello Stato. L’importo dei
corrispettivi di cui al comma 2, lettera c), e’ corrisposto
con le medesime modalita’ ed affluisce ad apposito capitolo
dello stato di previsione delle entrate del bilancio dello
Stato, per essere riassegnato, con decreto del Ministro del
tesoro, ai pertinenti capitoli dello stato di previsione
della spesa del Ministero dei trasporti e della
navigazione. Gli attestati dei versamenti devono essere
trasmessi al centro elaborazione dati della motorizzazione
civile.
5. Il versamento degli oneri di cui alle lettere a) e
b) del comma 2 deve essere effettuato:
a) la prima volta, dopo la stipula della convenzione
e prima dell’attivazione del collegamento. Quest’ultima
resta subordinata al ricevimento, da parte del centro
elaborazione dati della M.C.T.C., dei relativi attestati di
versamento;
b) per ogni anno di rinnovo della convenzione, entro
il 31 gennaio dell’anno in corso, limitatamente al
corrispettivo di cui alla lettera b).
6. Il versamento dei corrispettivi di cui alla
lettera c) del comma 2 deve essere effettuato con cadenza
trimestrale e per intero entro trenta giorni dalla data di
emissione di apposita comunicazione che altrimenti e’
considerata insoluta a tutti gli effetti. Ciascuna
comunicazione riguarda l’ammontare relativo alle
informazioni ricevute nel trimestre precedente.
7. In caso di insolvenza, relativamente anche ad un
solo pagamento, il servizio viene sospeso con diritto del
Ministero dei trasporti e della navigazione di rivalersi
sulla cauzione. In caso di ripristino del servizio la
cauzione stessa deve essere reintegrata nella misura allora
in vigore. Il collegamento e’ riattivato soltanto dopo
l’effettuazione dei pagamenti di cui alle lettere b) e c)
del comma 1.
8. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con
proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro,
puo’ stipulare speciali convenzioni con gli utenti di cui
all’art. 3.».
– Si riporta il testo dell’art. 21 del decreto
legislativo 8 maggio 2001, n. 215 recante «Disposizioni per
disciplinare la trasformazione progressiva dello strumento
militare in professionale, a norma dell’art. 3, comma 1,
della legge 14 novembre 2000, n. 331»:
«Art. 21 (Ufficiali ausiliari). – 1. Sono ufficiali
ausiliari di ciascuna Forza armata, dell’Arma dei
carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, i
cittadini di ambo i sessi reclutati in qualita’ di:
a) ufficiali di complemento in servizio di prima
nomina e in ferma o rafferma biennale, reclutati ai sensi
della normativa vigente, o del congedo;
b) ufficiali piloti di complemento reclutati ai sensi
dei titoli II e III della legge 19 maggio 1986, n. 224;
c) ufficiali in ferma prefissata o in rafferma;
d) ufficiali delle forze di completamento.
2. Il reclutamento degli ufficiali ausiliari di cui
alle lettere c) e d) puo’ avvenire solo al fine di
soddisfare specifiche e mirate esigenze delle singole Forze
armate connesse alla carenza di professionalita’ tecniche
nei rispettivi ruoli ovvero alla necessita’ di fronteggiare
particolari esigenze operative.
3. Il numero massimo delle singole categorie di
ufficiali ausiliari da mantenere annualmente in servizio e’
fissato con la legge di bilancio, in coerenza con il
processo di trasformazione dello strumento militare in
professionale.».
– Si riportano i testi degli articoli 20 e 44 del regio
decreto 2 febbraio 1928, n. 263 recante «Approvazione del
testo unico delle disposizioni legislative concernenti
l’amministrazione e la contabilita’ dei corpi, istituti e
stabilimenti militari»:
«Art. 20. (art. 15, legge 17 luglio 1910, n. 511). –
Per provvedere alle eventuali deficienze dei capitoli
riguardanti le spese di cui all’art. 11 ed ai bisogni di
cui all’art. 39 e’ istituito nello stato di previsione
della spesa del Ministero della guerra un fondo a
disposizione.
La prelevazione di somme da tale fondo e la iscrizione
nei capitoli suddetti e’ fatta per decreto del Ministro per
le finanze registrato alla Corte dei conti.
I capitoli a favore dei quali possono farsi
prelevamenti dal detto fondo sono indicati in un elenco da
annettersi allo stato di previsione della spesa del
Ministero della guerra.».
«Art. 44. (art. 50, legge 17 luglio 1910, n. 511). – Le
disposizioni degli articoli 20, 21, 22, 23, 26, 28, 29, 36,
37, 38, 39 e 41 sono estese, in quanto applicabili,
all’amministrazione della marina militare.».
– Si riporta il testo dell’art. 2 del regio decreto
6 febbraio 1933, n. 391 recante «Approvazione del
regolamento per servizi di cassa e contabilita’ delle
Capitanerie di porto»:
«Art. 2. – E’ abrogato il regio decreto 22 gennaio
1920. Il presente decreto avra’ vigore dal 1° luglio
1933.».
– La legge 6 agosto 1991, n. 255 recante «Potenziamento
degli organici del personale militare delle capitanerie di
porto» e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto
1991, n. 190.
– Si riportano i testi degli articoli 36 e 61-bis del
regio decreto 18 novembre 2440 recante «Nuove disposizioni
sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilita’
generale dello Stato»:
«Art. 36. – I residui delle spese correnti non pagati
entro il secondo esercizio successivo a quello in cui e’
stato iscritto il relativo stanziamento si intendono
perenti agli effetti amministrativi; quelli concernenti
spese per lavori, forniture e servizi possono essere
mantenuti in bilancio fino al terzo esercizio successivo a
quello in cui e’ stato iscritto il relativo stanziamento.
Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con
riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi
successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale non
impegnate alla chiusura dell’esercizio possono essere
mantenute in bilancio, quali residui, non oltre l’esercizio
successivo a quello cui si riferiscono, salvo che si tratti
di stanziamenti iscritti in forza di disposizioni
legislative entrate in vigore nell’ultimo quadrimestre
dell’esercizio precedente. In tale caso il periodo di
conservazione e’ protratto di un anno.
I residui delle spese in conto capitale, derivanti da
importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per
contratto o in compenso di opere prestate o di lavori o di
forniture eseguiti, non pagati entro il settimo esercizio
successivo a quello in cui e’ stato iscritto il relativo
stanziamento, si intendono perenti agli effetti
amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in
bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli
esercizi successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale negli
esercizi 1979 e precedenti, che al 31 dicembre 1982 non
risultino ancora formalmente impegnate, costituiscono
economie di bilancio da accertare in sede di rendiconto
dell’esercizio 1982.
I conti dei residui, distinti per Ministeri, al
31 dicembre dell’esercizio precedente a quello in corso,
con distinta indicazione dei residui di cui al secondo
comma del presente articolo, sono allegati oltre che al
rendiconto generale anche al bilancio di previsione.
Il conto dei residui e’ tenuto distinto da quello della
competenza, in modo che nessuna spesa afferente ai residui
possa essere imputata sui fondi della competenza e
viceversa.».
«Art. 61-bis. – Gli ordini di accreditamento
riguardanti le spese in conto capitale, emessi sia in conto
competenze che in conto residui, rimasti in tutto o in
parte inestinti alla chiusura dell’esercizio, possono
essere trasportati interamente o per la parte inestinta
all’esercizio successivo, su richiesta del funzionario
delegato.
La disposizione di cui al precedente comma non si
applica agli ordini di accreditamento emessi sui residui
che, ai sensi dell’art. 36, secondo comma, del presente
decreto, devono essere eliminati alla chiusura
dell’esercizio.».
– La legge 15 dicembre 1990, n. 396 recante «Interventi
per Roma, capitale della Repubblica» e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1990, n. 300.

Art. 11.
(Stato di previsione del Ministero delle comunicazioni
e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero delle comunicazioni, per l’anno finanziario 2006, in
conformita’ dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 11).

Art. 12.
(Stato di previsione del Ministero della difesa
e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2006, in conformita’
dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 12).
2. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in
servizio come forza media nell’anno 2006, ai sensi dell’articolo 21,
comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive
modificazioni, e’ stabilito come segue:
a) ufficiali ausiliari di cui alle lettere a) e c) del comma 1
dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:
1) Esercito n. 134;
2) Marina n. 645;
3) Aeronautica n. 157;
4) Carabinieri n. 410;
b) ufficiali ausiliari piloti di complemento di cui alla lettera b)
del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001,
n. 215:
1) Esercito n. 5;
2) Marina n. 225;
3) Aeronautica n. 90;
c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento di cui alla
lettera d) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8
maggio 2001, n. 215:
1) Esercito n. 49;
2) Marina n. 12;
3) Aeronautica n. 15.
3. La consistenza organica degli allievi ufficiali dell’Accademia
dell’Arma dei carabinieri, di cui all’articolo 6, comma 1-bis, del
decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, e’ fissata, per l’anno
2006, in n. 102 unita’.
4. La forza organica dei graduati e militari di truppa dell’Esercito
in ferma volontaria a norma dell’articolo 9, ultimo comma, della
legge 10 giugno 1964, n. 447, e’ fissata, per l’anno 2006, in n.
1.290 unita’.
5. La forza organica dei sottocapi e comuni del Corpo degli equipaggi
militari marittimi in ferma volontaria a norma del settimo comma
dell’articolo 2 del regio decreto-legge 1° luglio 1938, n. 1368, come
sostituito dall’articolo 18 della legge 10 giugno 1964, n. 447, e’
fissata, per l’anno 2006, in n. 802 unita’.
6. La forza organica dei graduati e militari di truppa
dell’Aeronautica in ferma volontaria a norma dell’articolo 27, ultimo
comma, della legge 10 giugno 1964, n. 447, e successive
modificazioni, e’ fissata, per l’anno 2006, in n. 440 unita’.
7. Alle spese di cui alle unita’ previsionali di base “Accordi ed
organismi internazio-nali” (interventi), specificamente afferenti le
infrastrutture multinazionali NATO, e “Ammodernamento e rinnovamento”
(funzionamento) dello stato di previsione del Ministero della difesa,
si applicano, per l’anno finanziario 2006, le disposizioni contenute
nel secondo e terzo comma dell’articolo 36 e nell’articolo 61-bis del
regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni,
sulla contabilita’ generale dello Stato.
8. Alle spese per le infrastrutture multinazionali NATO, sostenute a
carico delle unita’ previsionali di base “Accordi ed organismi
internazionali” (interventi) dello stato di previsione del Ministero
della difesa, si applicano le procedure NATO di esecuzione delle gare
internazionali emanate dal Consiglio atlantico. Deve essere in ogni
caso garantita la trasparenza delle procedure di appalto, di
assegnazione e di esecuzione dei lavori, ai sensi della legge 13
settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni. Alle spese
medesime non si applicano le disposizioni dell’articolo 2 del decreto
legislativo 28 dicembre 1998, n. 496.
9. Negli elenchi nn. 1 e 2 annessi allo stato di previsione del
Ministero della difesa sono descritte le spese per le quali possono
effettuarsi, per l’anno finanziario 2006, i prelevamenti dal “Fondo a
disposizione” di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti l’amministrazione e la
contabilita’ dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al
regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, ed all’articolo 7 della legge
22 dicembre 1932, n. 1958, iscritto nell’unita’ previsionale di base
“Spese generali di funzionamento di bilancio e affari finanziari”
(funzionamento) di pertinenza del centro di responsabilita’ “Bilancio
e affari finanziari” e nell’unita’ previsionale di base “Spese
generali di funzionamento” (funzionamento) di pertinenza del centro
di responsabilita’ “Arma dei Carabinieri”.
10. Ai fini dell’attuazione del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 15 novembre 2000, n. 424, recante norme
sull’organizzazione ed il funzionamento dell’Agenzia industrie
difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro della difesa, e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le variazioni di bilancio connesse con l’istituzione e il
funzionamento dell’Agenzia medesima.

Note all’art. 12:
– Si riporta il testo dell’art. 21 del decreto
legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive
modificazioni recante «Disposizioni per disciplinare la
trasformazione progressiva dello strumento militare in
professionale, a norma dell’art. 3, comma 1, della legge
14 novembre 2000, n. 331»:
«Art. 21 (Ufficiali ausiliari). – 1. Sono ufficiali
ausiliari di ciascuna Forza armata, dell’Arma dei
carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, i
cittadini di ambo i sessi reclutati in qualita’ di:
a) ufficiali di complemento in servizio di prima
nomina e in ferma o rafferma biennale, reclutati ai sensi
della normativa vigente, o del congedo;
b) ufficiali piloti di complemento reclutati ai sensi
dei titoli II e III della legge 19 maggio 1986, n. 224;
c) ufficiali in ferma prefissata o in rafferma;
d) ufficiali delle forze di completamento.
2. Il reclutamento degli ufficiali ausiliari di cui
alle lettere c) e d) puo’ avvenire solo al fine di
soddisfare specifiche e mirate esigenze delle singole Forze
armate connesse alla carenza di professionalita’ tecniche
nei rispettivi ruoli ovvero alla necessita’ di fronteggiare
particolari esigenze operative.
3. Il numero massimo delle singole categorie di
ufficiali ausiliari da mantenere annualmente in servizio e’
fissato con la legge di bilancio, in coerenza con il
processo di trasformazione dello strumento militare in
professionale.».
– Si riporta il testo dell’art. 6 del decreto
legislativo 5 ottobre 2000, n. 298 recante «Riordino del
reclutamento, dello stato giuridico e dell’avanzamento
degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri, a norma
dell’art. 1 della legge 31 marzo 2000, n. 78»:
«Art. 6 (Ruolo normale). – 1. Gli Ufficiali del ruolo
normale dell’Arma dei carabinieri sono tratti, con il grado
di sottotenente, dagli allievi che abbiano completato con
esito favorevole il ciclo formativo dell’accademia.
1-bis. La consistenza organica degli allievi ufficiali
dell’Accademia e’ determinata annualmente con la legge di
bilancio.
2. Le disposizioni di cui all’art. 4 del decreto
legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e successive
modificazioni, ad eccezione dei commi 1, 5, 6 e 7, sono
estese all’Arma dei carabinieri. L’eta’ massima per la
partecipazione al concorso per l’ammissione all’Accademia
e’ stabilita, per i marescialli e brigadieri dell’Arma dei
carabinieri, in 28 anni.
3. Il concorso di cui all’art. 4, comma 4, del decreto
legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e successive
modificazioni, puo’ essere bandito nel caso in cui il
prevedibile numero dei sottotenenti che concluderanno
nell’anno il corso di applicazione per essi previsto
risulti inferiore ad 1/13 della consistenza organica degli
ufficiali inferiori del ruolo normale.
4. I candidati utilmente collocati nella graduatoria di
merito del concorso di cui al comma 3 frequentano un corso
applicativo della durata non inferiore ad un anno, le cui
modalita’ sono disciplinate dall’ordinamento della scuola
ufficiali carabinieri.
5. Nel caso di immissione nella Accademia o di
conseguimento della nomina ad ufficiale per effetto delle
disposizioni del presente articolo, al personale
proveniente, senza soluzione di continuita’, dai ruoli del
complemento degli ufficiali, dal ruolo dei marescialli, dal
ruolo dei brigadieri ovvero dagli appuntati e carabinieri,
qualora gli emolumenti fissi e continuativi in godimento
siano superiori a quelli spettanti nella nuova posizione,
e’ attribuito un assegno personale pari alla relativa
differenza, riassorbibile con i futuri incrementi
stipendiali».
– Si riporta il testo dell’ultimo comma dell’art. 9
della legge 10 giugno 1964, n. 447 recante «Norme per i
volontari dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica e
nuovi organici dei sottufficiali in servizio permanente
delle stesse forze armate»:
«La forza organica dei sergenti e dei graduati e
militari di truppa in ferma volontaria e in rafferma e’
determinata annualmente con la legge di bilancio.».
– Si riporta il testo del settimo comma dell’art. 2 del
regio decreto-legge 1° luglio 1938, n. 1368, recante
«Modifiche all’ordinamento del C.R.E.M. ed allo stato
giuridico dei sottufficiali della regia marina», come
sostituito dall’art. 18 della legge 10 giugno 1964, n. 447:
«La forza organica dei sergenti, dei sottocapi e comuni
del Corpo equipaggi militari marittimi in ferma volontaria
o in rafferma e’ determinata annualmente con la legge di
bilancio.».
– Si riporta l’ultimo comma dell’art. 27 della gia’
citata legge n. 447/1964, e successive modificazioni:
«La forza organica dei sergenti e quella dei graduati e
militari di truppa in ferma volontaria e rafferma e’
determinata con la legge di bilancio.».
– Si riportano i testi del secondo e del terzo
comma dell’art. 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n.
2440 recante «Nuove disposizioni sull’amministrazione del
patrimonio e sulla contabilita’ generale dello Stato», e
successive modificazioni:
«Le somme stanziate per spese in conto capitale non
impegnate alla chiusura dell’esercizio possono essere
mantenute in bilancio, quali residui, non oltre l’esercizio
successivo a quello cui si riferiscono, salvo che si tratti
di stanziamenti iscritti in forza di disposizioni
legislative entrate in vigore nell’ultimo quadrimestre
dell’esercizio precedente. In tale caso il periodo di
conservazione e’ protratto di un anno.
I residui delle spese in conto capitale, derivanti da
importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per
contratto o in compenso di opere prestate o di lavori o di
forniture eseguiti, non pagati entro il settimo esercizio
successivo a quello in cui e’ stato iscritto il relativo
stanziamento, si intendono perenti agli effetti
amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in
bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli
esercizi successivi.».
– Si riporta il testo dell’art. 61-bis del gia’ citato
regio decreto 2440/1923:
«Art. 61-bis. – Gli ordini di accreditamento
riguardanti le spese in conto capitale, emessi sia in conto
competenze che in conto residui, rimasti in tutto o in
parte inestinti alla chiusura dell’esercizio, possono
essere trasportati interamente o per la parte inestinta
all’esercizio successivo, su richiesta del funzionario
delegato.
La disposizione di cui al precedente comma non si
applica agli ordini di accreditamento emessi sui residui
che, ai sensi dell’art. 36, secondo comma, del presente
decreto, devono essere eliminati alla chiusura
dell’esercizio.».
– La legge 13 settembre 1982, n. 646 reca «Disposizioni
in materia di misure di prevenzione di carattere
patrimoniale ed integrazione alle leggi 27 dicembre 1956,
n. 1423. (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 settembre
1982, n. 253).
– Si riporta il testo dell’art. 2 del decreto
legislativo 28 dicembre 1998, n. 496 recante
«Razionalizzazione delle procedure contrattuali
dell’Amministrazione della difesa, a norma dell’art. 54,
comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449»:
«Art. 2 (Disposizioni in materia di organismi
consultivi). – 1. E’ istituito, presso il Ministero della
difesa, un comitato consultivo presieduto dal segretario
generale della Difesa.
2. Il comitato e’ composto dal sottocapo di stato
maggiore della Difesa o da un capo reparto da lui delegato,
da un dirigente generale del Ministero della difesa, da un
magistrato del Consiglio di Stato, da un magistrato della
Corte dei conti e da due esperti con specifica competenza
in materia di analisi dei costi e contabilita’ industriale.
3. Alle riunioni del comitato sono chiamati a
partecipare, senza diritto di voto, in relazione alla
specificita’ degli argomenti in discussione, i
rappresentanti degli stati maggiori di forza armata di
volta in volta interessati e, in qualita’ di relatori, i
direttori generali competenti.
4. I componenti sono nominati con decreto del Ministro
della difesa. Con lo stesso decreto il Ministro della
difesa individua il vice segretario generale che presiede
il comitato in caso di assenza, impedimento o vacanza della
carica di segretario generale della Difesa. Le funzioni di
segreteria sono assicurate dagli uffici del segretario
generale della Difesa.
5. Il parere del comitato e’ richiesto sui progetti di
contratto derivanti da accordi di cooperazione
internazionale in materia di armamenti e su quelli
attuativi di programmi approvati con legge o con decreto
del Ministro della difesa ai sensi dell’art. 1 della legge
4 ottobre 1988, n. 436, d’importo eccedente quello indicato
all’art. 1 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.
406, per gli appalti di lavori pubblici.
6. I pareri del comitato riguardano i profili tecnici,
amministrativi ed economici dei progetti di contratto
sottoposti al suo esame e la congruita’ e convenienza dei
prezzi stimati da porre a base delle gare, o concordati con
le imprese appaltatrici.
7. Le disposizioni di cui all’art. 8 del decreto
legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, non trovano
applicazione relativamente ai progetti di contratto
relativi a sistemi informativi militari a carattere
operativo connessi con lo svolgimento di compiti
concernenti la difesa nazionale.».
– Si riporta il testo degli articoli 20 e 44 del
regio-decreto 2 febbraio 1928, n. 263 recante «Approvazione
del testo unico delle disposizioni legislative concernenti
l’amministrazione e la contabilita’ dei corpi, istituti e
stabilimenti militari»:
«Art. 20. (art. 15, legge 17 luglio 1910, n. 511). –
Per provvedere alle eventuali deficienze dei capitoli
riguardanti le spese di cui all’art. 11 ed ai bisogni di
cui all’art. 39 e’ istituito nello stato di previsione
della spesa del Ministero della guerra un fondo a
disposizione.
La prelevazione di somme da tale fondo e la iscrizione
nei capitoli suddetti e’ fatta per decreto del Ministro per
le finanze registrato alla Corte dei conti.
I capitoli a favore dei quali possono farsi
prelevamenti dal detto fondo sono indicati in un elenco da
annettersi allo stato di previsione della spesa del
Ministero della guerra.».
«Art. 44. (art. 50, legge 17 luglio 1910, n. 511). – Le
disposizioni degli articoli 20, 21, 22, 23, 26, 28, 29, 36,
37, 38, 39 e 41 sono estese, in quanto applicabili,
all’amministrazione della marina militare.».
– Si riporta il testo dell’art. 7 della legge
22 dicembre 1932, n. 1958, recante «Norme per
l’amministrazione e la contabilita’ degli enti
aeronautici»:
«Art. 7. – Nello stato di previsione della spesa del
ministero dell’aeronautica e’ istituito un capitolo con un
fondo a disposizione per sopperire alle eventuali
deficienze dei capitoli dello stato di previsione medesimo,
indicati in apposita tabella da approvarsi con la legge del
bilancio.
I prelevamenti di somme da tale fondo, con la
conseguente iscrizione nei capitoli suddetti, sono fatti
con decreto del ministro per le finanze da registrarsi alla
Corte dei conti.».
– Il decreto del Presidente della Repubblica
15 novembre 2000, n. 424 reca «Regolamento recante norme
sull’organizzazione ed il funzionamento dell’Agenzia
industrie difesa, a norma dell’art. 22 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300» (Pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 22 gennaio 2001, n. 17).

Art. 13.
(Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole
e forestali e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero delle politiche agricole e forestali, per l’anno
finanziario 2006, in conformita’ dell’annesso stato di previsione
(Tabella n. 13).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
tra gli stati di previsione del Ministero delle politiche agricole e
forestali e delle amministrazioni interessate in termini di residui,
competenza e cassa, ai sensi dell’articolo 31 della legge 6 dicembre
1991, n. 394, e successive modificazioni, dell’articolo 77 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche’ per l’attuazione
del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, concernente il
conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di
agricoltura e pesca e riorganizzazione dell’Amministrazione centrale.
3. Per l’attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, e
del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, nell’ambito della parte corrente e nell’ambito del conto
capitale dello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole e forestali, per l’anno finanziario 2006, le variazioni
compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa,
occorrenti per la modifica della ripartizione dei fondi tra i vari
settori d’intervento del Programma nazionale della pesca e
dell’acquacoltura.
4. Per l’anno finanziario 2006 il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, al
trasferimento alle competenti unita’ previsionali di base dello stato
di previsione del Ministero delle politiche agricole e forestali per
l’anno medesimo delle somme iscritte nell’ambito dell’unita’
previsionale di base “Interventi diversi” – capitolo 2827 – di
pertinenza del centro di responsabilita’ “Ragioneria generale dello
Stato” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze, secondo la ripartizione percentuale indicata all’articolo
24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, alle pertinenti unita’ previsionali di
base di conto capitale le somme iscritte, per residui, competenza e
cassa, nell’unita’ previsionale di base “Interventi nel settore
agricolo e forestale” di pertinenza del centro di responsabilita’
“Dipartimento delle politiche di sviluppo” dello stato di previsione
del Ministero delle politiche agricole e forestali, in attuazione
della legge 23 dicembre 1999, n. 499, concernente razionalizzazione
degli interventi nei settori agricolo, agroalimentare,
agro-industriale e forestale.
6. Ai fini dell’attuazione del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.
228, recante norme per l’orientamento e la modernizzazione del
settore agricolo, il Ministro dell’economia e delle finanze, su
proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, e’
autorizzato a ripartire, con propri decreti, gli appositi fondi
iscritti nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole e forestali.
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro delle politiche agricole e forestali, e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, le somme iscritte nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base “Economia montana e forestale” di
pertinenza del centro di responsabilita’ “Corpo forestale dello
Stato” dello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole e forestali.
8. Per l’anno 2006, il Ministro dell’economia e delle finanze, su
proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, e’
autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione
alle pertinenti unita’ previsionali di base afferenti il centro di
responsabilita’ “Corpo forestale dello Stato” dello stato di
previsione del Ministero delle politiche agricole e forestali delle
somme versate in entrata dall’Agenzia per le erogazioni in
agricoltura (AGEA) a titolo di rimborso al Corpo forestale dello
Stato per i controlli effettuati ai sensi del regolamento (CE) n.
1663/95 della Commissione, del 7 luglio 1995.
9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione alle pertinenti
unita’ previsionali di base afferenti il centro di responsabilita’
“Corpo forestale dello Stato” dello stato di previsione del Ministero
delle politiche agricole e forestali per l’anno finanziario 2006
delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalle
amministrazioni e dagli enti pubblici per essere destinate al Corpo
forestale dello Stato in virtu’ di accordi di programma, convenzioni
ed intese per il raggiungimento di finalita’ comuni in materia di
lotta agli incendi boschivi, monitoraggio e protezione dell’ambiente,
tutela e salvaguardia delle riserve naturali statali affidate al
Corpo medesimo.
10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione alle pertinenti
unita’ previsionali di base afferenti il centro di responsabilita’
“Corpo forestale dello Stato” dello stato di previsione del Ministero
delle politiche agricole e forestali per l’anno finanziario 2006
delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dal CONI e
da altri enti pubblici e privati destinate alle attivita’ sportive
del personale del Corpo forestale dello Stato.

Note all’art. 13:
– Si riporta il testo dell’art. 31 della legge
6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni recante
«Legge quadro sulle aree protette»:
«Art. 31 (Beni di proprieta’ dello Stato destinati a
riserva naturale). – 1. Fino alla riorganizzazione, ai
sensi dell’art. 9 della legge 18 maggio 1989, n. 183, del
Corpo forestale dello Stato, le riserve naturali statali
sono amministrate dagli attuali organismi di gestione
dell’ex Azienda di Stato per le foreste demaniali. Per far
fronte alle esigenze di gestione delle riserve naturali
statali indicate nel programma, entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, ed in attesa
della riorganizzazione di cui all’art. 9 della citata legge
n. 183 del 1989, la composizione e le funzioni dell’ex
Azienda di Stato possono essere disciplinate con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi su
proposta del Ministro dell’ambiente di concerto con il
Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Per l’esercizio
delle attivita’ di gestione per i primi tre anni successivi
alla data di entrata in vigore della presente legge
continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge
5 aprile 1985, n. 124.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Ministro dell’agricoltura e delle
foreste, di concerto con il Ministro delle finanze,
trasmette al Comitato l’elenco delle aree individuate ai
sensi del decreto ministeriale 20 luglio 1987, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 175
del 29 luglio 1987, e delle altre aree nella sua
disponibilita’ con la proposta della loro destinazione ad
aree naturali protette nazionali e regionali anche ai fini
di un completamento, con particolare riguardo alla regione
Veneto e alla regione Lombardia, dei trasferimenti
effettuati ai sensi dell’art. 68 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
3. La gestione delle riserve naturali, di qualunque
tipologia, istituite su proprieta’ pubbliche, che ricadano
o vengano a ricadere all’interno dei parchi nazionali, e’
affidata all’Ente parco.
4. Le direttive necessarie per la gestione delle
riserve naturali statali e per il raggiungimento degli
obiettivi scientifici, educativi e di protezione
naturalistica, sono impartite dal Ministro dell’ambiente ai
sensi dell’art. 5 della legge 8 luglio 1986, n. 349.».
– Si riporta il testo dell’art. 77 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112 recante «Conferimento di
funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni
ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge
15 marzo 1997, n. 59»:
«Art. 77 (Compiti di rilievo nazionale). – 1. Ai sensi
dell’art. 1, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo
1997, n. 59, hanno rilievo nazionale i compiti e le
funzioni in materia di parchi naturali e riserve statali,
marine e terrestri, attribuiti allo Stato dalla legge
6 dicembre 1991, n. 394.
2. L’individuazione, l’istituzione e la disciplina
generale dei parchi e delle riserve nazionali, comprese
quelle marine e l’adozione delle relative misure di
salvaguardia sulla base delle linee fondamentali della
Carta della natura, sono operati, sentita la Conferenza
unificata.».
– Il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 reca
«Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in
materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione
dell’Amministrazione centrale». (Pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 5 giugno 1997, n. 129).
– Il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154 reca
«Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a
norma dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n.
38». (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2004,
n. 146).
– Il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100 reca
«Ulteriori disposizioni per la modernizzazione dei settori
della pesca e dell’acquacoltura e per il potenziamento
della vigilanza e del controllo della pesca marittima, a
norma dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n.
38» (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 giugno 2005, n.
136).
– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 24 della
legge 11 febbraio 1992, n. 157 recante «Norme per la
protezione della fauna selvatica omeoterma e per il
prelievo venatorio»:
«2. Le disponibilita’ del fondo sono ripartite entro il
31 marzo di ciascun anno con decreto del Ministro del
tesoro, di concerto con i Ministri delle finanze e
dell’agricoltura e delle foreste, nel seguente modo:
a) 4 per cento per il funzionamento e l’espletamento
dei compiti istituzionali del Comitato tecnico
faunistico-venatorio nazionale;
b) 1 per cento per il pagamento della quota di
adesione dello Stato italiano al Consiglio internazionale
della caccia e della conservazione della selvaggina;
c) 95 per cento fra le associazioni venatorie
nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva,
documentata consistenza associativa.».
– La legge 23 dicembre 1999, n. 499 reca
«Razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo,
agroalimentare, agroindustriale e forestale». (Pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1999, n. 305).
– Il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 reca
«Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a
norma dell’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57».
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2001, n.
137, supplemento ordinario).
– Il regolamento CE n. 1663/95 della Commissione del
7 luglio 1995 reca «Regolamento della Commissione che
stabilisce modalita’ d’applicazione del regolamento (CEE)
n. 729/70 per quanto riguarda la procedura di liquidazione
dei conti del FEAOG, sezione «garanzia». (Pubblicato nella
G.U.C.E. 8 luglio 1995, n. L 158. Entrato in vigore il
15 luglio 1995).

Art. 14.
(Stato di previsione del Ministero per i beni
e le attivita’ culturali e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, per l’anno finanziario
2006, in conformita’ dell’annesso stato di previsione (Tabella n.
14).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, su proposta del Ministro per i beni e le attivita’
culturali, variazioni compensative in termini di residui, competenza
e cassa tra i capitoli allocati nell’unita’ previsionale di base
5.1.2.2 “Fondo unico per lo spettacolo” dello stato di previsione del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, degli stanziamenti
destinati alle fondazioni lirico-sinfoniche e alle attivita’ musicali
in Italia e all’estero.

Art. 15.
(Stato di previsione del Ministero della salute
e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero della salute, per l’anno finanziario 2006, in conformita’
dell’annesso stato di previsione (Tabella n. 15).
2. Alle spese di cui all’unita’ previsionale di base “Programma anti
AIDS” (interventi) di pertinenza del centro di responsabilita’
“Prevenzione e comunicazione” dello stato di previsione del Ministero
della salute si applicano, per l’anno finanziario 2006, le
disposizioni contenute nel secondo comma dell’articolo 36 del regio
decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla
contabilita’ generale dello Stato.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione alla pertinente
unita’ previsionale di base dello stato di previsione del Ministero
della salute per l’anno finanziario 2006 delle somme versate in
entrata dalle Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi
sanitari per il funzionamento della Commissione centrale per gli
esercenti le professioni sanitarie.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro della salute, e’ autorizzato a ripartire, con propri
decreti, tra le pertinenti unita’ previsionali di base dello stato di
previsione del Ministero della salute, per l’anno finanziario 2006, i
fondi per il finanziamento delle attivita’ di ricerca e
sperimentazione delle unita’ previsionali di base “Ricerca
scientifica” (interventi e investimenti) di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Innovazione” dello stato di previsione del Ministero
della salute, in relazione a quanto disposto dall’articolo 12, comma
2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
riassegnare per l’anno finanziario 2006, con propri decreti, le
entrate di cui all’articolo 5, comma 12, della legge 29 dicembre
1990, n. 407, alle competenti unita’ previsionali di base dello stato
di previsione del Ministero della salute per le attivita’ di
controllo, di programmazione, di informazione e di educazione
sanitaria del Ministero stesso, nonche’ per le finalita’ di cui
all’articolo 7 della legge 14 ottobre 1999, n. 362.
6. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 4-bis del decreto-legge 29
dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 2001, n. 27, il Ministro dell’economia e delle finanze, su
proposta dei Ministri della salute, dell’interno e della difesa, e’
autorizzato a ripartire, con propri decreti, tra le pertinenti unita’
previsionali di base degli stati di previsione dei Ministeri della
salute, dell’interno e della difesa il “Fondo da ripartire per la
realizzazione di una campagna di monitoraggio sulle condizioni
sanitarie dei cittadini italiani impegnati nell’area
Bosnia-Erzegovina e Kosovo, nonche’ per il controllo delle sostanze
alimentari importate dalla predetta area” dell’unita’ previsionale di
base “Missioni internazionali di pace” di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Innovazione” dello stato di previsione del Ministero
della salute per l’anno finanziario 2006.
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro della salute, e’ autorizzato a provvedere, con propri
decreti, alle variazioni di bilancio tra le pertinenti unita’
previsionali di base dello stato di previsione del Ministero della
salute per l’anno finanziario 2006, occorrenti per l’attuazione delle
norme contenute nell’articolo 48 del decreto-legge 30 settembre 2003,
n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n. 326, e successive modificazioni.

Note all’art. 15:
– Per il testo del secondo comma dell’art. 36 del gia’
citato regio decreto 2440/1923, vedasi in note all’art. 12.
– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 12 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni recante «Riordino della disciplina in materia
sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992,
n. 421»:
«2. Una quota pari all’1% del Fondo sanitario nazionale
complessivo di cui al comma precedente, prelevata dalla
quota iscritta nel bilancio del Ministero del tesoro e del
Ministero del bilancio per le parti di rispettiva
competenza, e’ trasferita nei capitoli da istituire nello
stato di previsione del Ministero della sanita’ ed
utilizzata per il finanziamento di:
a) attivita’ di ricerca corrente e finalizzata svolta
da:
1) Istituto superiore di sanita’ per le tematiche
di sua competenza;
2) Istituto superiore per la prevenzione e la
sicurezza del lavoro per le tematiche di sua competenza;
3) istituti di ricovero e cura di diritto pubblico
e privato il cui carattere scientifico sia riconosciuto a
norma delle leggi vigenti;
4) istituti zooprofilattici sperimentali per le
problematiche relative all’igiene e sanita’ pubblica
veterinaria;
b) iniziative previste da leggi nazionali o dal Piano
sanitario nazionale riguardanti programmi speciali di
interesse e rilievo interregionale o nazionale per ricerche
o sperimentazioni attinenti gli aspetti gestionali, la
valutazione dei servizi, le tematiche della comunicazione e
dei rapporti con i cittadini, le tecnologie e biotecnologie
sanitarie e le attivita’ del Registro nazionale italiano
dei donatori di midollo osseo;
c) rimborsi alle unita’ sanitarie locali ed alle
aziende ospedaliere, tramite le regioni, delle spese per
prestazioni sanitarie erogate a cittadini stranieri che si
trasferiscono per cure in Italia previa autorizzazione del
Ministro della sanita’ d’intesa con il Ministro degli
affari esteri.».
– Si riporta il testo del comma 12 dell’art. 5 della
legge 29 dicembre 1990, n. 407 recante «Disposizioni
diverse per l’attuazione della manovra di finanza pubblica
1991-1993»:
«12. Con decreto del Ministro della sanita’, da
emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono fissati le tariffe e i
diritti spettanti al Ministero della sanita’, all’Istituto
superiore di sanita’ e all’Istituto superiore per la
prevenzione e la sicurezza del lavoro, per prestazioni rese
a richiesta e ad utilita’ di soggetti interessati, tenendo
conto del costo reale dei servizi resi e del valore
economico delle operazioni di riferimento; le relative
entrate sono utilizzate per le attivita’ di controllo, di
programmazione, di informazione e di educazione sanitaria
del Ministero della sanita’ e degli Istituti superiori
predetti.».
– Si riporta il testo dell’art. 7 della legge
14 ottobre 1999, n. 362 recante «Disposizioni urgenti in
materia sanitaria»:
«Art. 7 (Incentivazione sperimentale del personale non
appartenente al ruolo sanitario di livello dirigenziale del
Ministero della sanita). – 1. In relazione all’accresciuta
complessita’ dei compiti assegnati al Ministero della
sanita’ in materia di vigilanza, ispezione e controllo, di
prevenzione, di sicurezza e di profilassi, e allo scopo
anche di armonizzare i trattamenti economici di tutti i
dipendenti non appartenenti al ruolo sanitario di livello
dirigenziale, sono destinate alle sperimentazioni e
relative contrattazioni collettive previste dall’art. 8 del
decreto legislativo 4 novembre 1997, n. 396, riguardanti il
predetto personale, oltre alle economie di gestione, anche
quote delle entrate di cui all’art. 5, comma 12, della
legge 29 dicembre 1990, n. 407, con conseguente riduzione
degli interventi ivi previsti.».
– Si riporta il testo dell’art. 4-bis del decreto-legge
29 dicembre 2000, n. 393 recante «Proroga della
partecipazione militare italiana a missioni internazionali
di pace, nonche’ dei programmi delle Forze di polizia
italiane in Albania», convertito con modificazioni, dalla
legge 28 febbraio 2001, n. 27:
«Art. 4-bis (Monitoraggio sanitario). – 1. E’ disposta
la realizzazione di una campagna di monitoraggio sulle
condizioni sanitarie dei cittadini italiani che a qualunque
titolo hanno operato od operano nei territori della
Bosnia-Herzegovina e del Kosovo, in relazione a missioni
internazionali di pace e di assistenza umanitaria, nonche’
di tutto il personale della pubblica amministrazione,
incluso quello a contratto, che ha prestato o presta
servizio, nei predetti territori, presso le rappresentanze
diplomatiche o uffici ad esse collegati, e dei familiari
che con loro convivono o hanno convissuto. I relativi
accertamenti sanitari sono svolti a titolo gratuito presso
qualsiasi struttura sanitaria militare o civile.
2. Con decreto del Ministro della sanita’, di concerto
con il Ministro della difesa e con il Ministro
dell’interno, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, sono stabiliti le modalita’, le
condizioni e i criteri per l’attuazione del presente
articolo e per gli eventuali controlli sulle sostanze
alimentari importate dai territori indicati al comma 1.
3. Il Governo trasmette quadrimestralmente al
Parlamento una relazione del Ministro della difesa e del
Ministro della sanita’ sullo stato di salute del personale
militare e civile italiano impiegato nei territori della ex
Jugoslavia.».
– Si riporta il testo dell’art. 48 del decreto-legge
30 settembre 2003, n. 269, recante «Disposizioni urgenti
per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento
dei conti pubblici», convertito con modificazioni, dalla
legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni:
«Art. 48 (Tetto di spesa per l’assistenza
farmaceutica). – 1. A decorrere dall’anno 2004, fermo
restando quanto gia’ previsto dall’art. 5, comma 1, del
decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, in
materia di assistenza farmaceutica territoriale, l’onere a
carico del SSN per l’assistenza farmaceutica complessiva,
compresa quella relativa al trattamento dei pazienti in
regime di ricovero ospedaliero, e’ fissata, in sede di
prima applicazione, al 16 per cento come valore di
riferimento, a livello nazionale ed in ogni singola
regione. Tale percentuale puo’ essere rideterminata con
decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, tenuto conto di uno
specifico flusso informativo sull’assistenza farmaceutica
relativa ai farmaci a distribuzione diretta, a quelli
impiegati nelle varie forme di assistenza distrettuale e
residenziale nonche’ a quelli utilizzati nel corso di
ricoveri ospedalieri, attivato a decorrere dal 1° gennaio
2004 sulla base di Accordo definito in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome. Il decreto, da emanarsi entro il
30 giugno 2004, tiene conto dei risultati derivanti dal
flusso informativo dei dati.
2. Fermo restando che il farmaco rappresenta uno
strumento di tutela della salute e che i medicinali sono
erogati dal Servizio Sanitario Nazionale in quanto inclusi
nei livelli essenziali di assistenza, al fine di garantire
l’unitarieta’ delle attivita’ in materia di farmaceutica e
di favorire in Italia gli investimenti in ricerca e
sviluppo, e’ istituita, con effetto dal 1° gennaio 2004,
l’Agenzia Italiana del Farmaco, di seguito denominata
Agenzia, sottoposta alle funzioni di indirizzo del
Ministero della salute e alla vigilanza del Ministero della
salute e del Ministero dell’economia e delle finanze.
3. L’Agenzia e’ dotata di personalita’ giuridica di
diritto pubblico e di autonomia organizzativa,
patrimoniale, finanziaria e gestionale. Alla stessa
spettano, oltre che i compiti di cui al comma 5, compiti e
funzioni di alta consulenza tecnica al Governo ed alla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, in materia di politiche per
il farmaco con riferimento alla ricerca, agli investimenti
delle aziende in ricerca e sviluppo, alla produzione, alla
distribuzione, alla informazione scientifica, alla
regolazione della promozione, alla prescrizione, al
monitoraggio del consumo, alla sorveglianza sugli effetti
avversi, alla rimborsabilita’ e ai prezzi.
4. Sono organi dell’Agenzia da nominarsi con decreto
del Ministro della salute:
a) il direttore generale, nominato sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome;
b) il consiglio di amministrazione costituito da un
presidente designato dal Ministro della salute, d’intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome, e da quattro componenti
di cui due designati dal Ministro della salute e due dalla
predetta Conferenza permanente;
c) il collegio dei revisori dei conti costituito da
tre componenti, di cui uno designato dal Ministro
dell’economia e delle finanze, con funzioni di presidente,
uno dal Ministro della salute e uno dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome.
5. L’Agenzia svolge i compiti e le funzioni della
attuale Direzione generale dei farmaci e dei dispositivi
medici, con esclusione delle funzioni di cui alle
lettere b), c), d), e) ed f) del comma 3, dell’art. 3 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 marzo 2003, n. 129. In particolare
all’Agenzia, nel rispetto degli accordi tra Stato e regioni
relativi al tetto programmato di spesa farmaceutica ed alla
relativa variazione annua percentuale, e’ affidato il
compito di:
a) promuovere la definizione di liste omogenee per
l’erogazione e di linee guida per la terapia farmacologica
anche per i farmaci a distribuzione diretta, per quelli
impiegati nelle varie forme di assistenza distrettuale e
residenziale nonche’ per quelli utilizzati nel corso di
ricoveri ospedalieri;
b) monitorare, avvalendosi dell’Osservatorio
sull’impiego dei medicinali (OSMED), coordinato
congiuntamente dal Direttore generale dell’Agenzia o suo
delegato e da un rappresentate designato dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome, e, in collaborazione con le regioni e le
province autonome, il consumo e la spesa farmaceutica
territoriale ed ospedaliera a carico del SSN e i consumi e
la spesa farmaceutica a carico del cittadino. I dati del
monitoraggio sono comunicati mensilmente al Ministero
dell’economia e delle finanze;
c) provvedere entro il 30 settembre di ogni anno, o
semestralmente nel caso di sfondamenti del tetto di spesa
di cui al comma 1, a redigere l’elenco dei farmaci
rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, sulla base
dei criteri di costo e di efficacia in modo da assicurare,
su base annua, il rispetto dei livelli di spesa programmata
nei vigenti documenti contabili di finanza pubblica,
nonche’, in particolare, il rispetto dei livelli di spesa
definiti nell’Accordo tra Governo, regioni e province
autonome di Trento e Bolzano in data 8 agosto 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre
2001;
d) prevedere, nel caso di immissione di nuovi farmaci
comportanti, a parere della struttura tecnico scientifica
individuata dai decreti di cui al comma 13, vantaggio
terapeutico aggiuntivo, in sede di revisione ordinaria del
prontuario, una specifica valutazione di costo-efficacia,
assumendo come termini di confronto il prezzo di
riferimento per la relativa categoria terapeutica omogenea
e il costo giornaliero comparativo nell’ambito di farmaci
con le stesse indicazioni terapeutiche, prevedendo un
premio di prezzo sulla base dei criteri previsti per la
normativa vigente, nonche’ per i farmaci orfani;
e) provvedere alla immissione di nuovi farmaci non
comportanti, a parere della predetta struttura tecnico
scientifica individuata dai decreti di cui al comma 13,
vantaggio terapeutico, in sede di revisione ordinaria del
prontuario, solo se il prezzo del medesimo medicinale e’
inferiore o uguale al prezzo piu’ basso dei medicinali per
la relativa categoria terapeutica omogenea;
f) procedere in caso di superamento del tetto di
spesa di cui al comma 1, in concorso con le misure di cui
alle lettere b), c), d), e) del presente comma, a
ridefinire, anche temporaneamente, nella misura del 60 per
cento del superamento, la quota di spettanza al produttore
prevista dall’art. 1, comma 40, della legge 23 dicembre
1996, n. 662. La quota di spettanza dovuta al farmacista
per i prodotti rimborsati dal Servizio sanitario nazionale
viene rideterminata includendo la riduzione della quota di
spettanza al produttore, che il farmacista riversa al
Servizio come maggiorazione dello sconto. Il rimanente 40
per cento del superamento viene ripianato dalle Regioni
attraverso l’adozione di specifiche misure in materia
farmaceutica, di cui all’art. 4, comma 3, del decreto-legge
18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni,
dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e costituisce
adempimento ai fini dell’accesso all’adeguamento del
finanziamento del Servizio sanitario nazionale, ai sensi
dell’art. 4 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002,
n. 112, e successive modificazioni;
g) proporre nuove modalita’, iniziative e interventi,
anche di cofinanziamento pubblico-privato, per promuovere
la ricerca scientifica di carattere pubblico sui settori
strategici del farmaco e per favorire gli investimenti da
parte delle aziende in ricerca e sviluppo;
h) predisporre, entro il 30 novembre di ogni anno, il
programma annuale di attivita’ ed interventi, da inviare,
per il tramite del Ministro della salute, alla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome, che esprime parere entro il 31 gennaio
successivo;
i) predisporre periodici rapporti informativi da
inviare alle competenti Commissioni parlamentari;
l) provvedere, su proposta della struttura tecnico
scientifica individuata dai decreti di cui al comma 13,
entro il 30 giugno 2004 alla definitiva individuazione
delle confezioni ottimali per l’inizio e il mantenimento
delle terapie contro le patologie croniche con farmaci a
carico del SSN, provvedendo altresi’ alla definizione dei
relativi criteri del prezzo. A decorrere dal settimo mese
successivo alla data di assunzione del provvedimento da
parte dell’Agenzia, il prezzo dei medicinali presenti nel
Prontuario Farmaceutico Nazionale, per cui non si sia
proceduto all’adeguamento delle confezioni ottimali
deliberate dall’Agenzia, e’ ridotto del 30 per cento.
6. Le misure di cui al comma 5, lettere c), d), e), f)
sono adottate con delibere del consiglio d’amministrazione,
su proposta del direttore generale. Ai fini della verifica
del rispetto dei livelli di spesa di cui al comma 1, alla
proposta e’ allegata una nota tecnica avente ad oggetto gli
effetti finanziari sul SSN.
7. Dal 1° gennaio 2004, con decreto del Ministro della
salute sono trasferite all’Agenzia le unita’ di personale
gia’ assegnate agli uffici della Direzione generale dei
farmaci e dispositivi medici del Ministero della salute, le
cui competenze transitano alla medesima Agenzia. Il
personale trasferito non potra’ superare il 60 per cento
del personale in servizio alla data del 30 settembre 2003
presso la stessa Direzione generale. Detto personale
conserva il trattamento giuridico ed economico in
godimento. A seguito del trasferimento del personale sono
ridotte in maniera corrispondente le dotazioni organiche
del Ministero della salute e le relative risorse sono
trasferite all’Agenzia. In ogni caso le suddette dotazioni
organiche non possono essere reintegrate. Resta confermata
la collocazione nel comparto di contrattazione collettiva
attualmente previsto per il personale trasferito ai sensi
del presente comma. L’Agenzia puo’ assumere, in relazione a
particolari e motivate esigenze, cui non puo’ far fronte
con personale in servizio, e nei limiti delle proprie
disponibilita’ finanziarie, personale tecnico o altamente
qualificato, con contratti a tempo determinato di diritto
privato. L’Agenzia puo’ altresi’ avvalersi, nei medesimi
limiti di disponibilita’ finanziaria, e comunque per un
numero non superiore a 40 unita’, ai sensi dell’art. 17,
comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, di personale
in posizione di comando dal Ministero della salute,
dall’Istituto Superiore di sanita’, nonche’ da altre
Amministrazioni dello Stato, dalle regioni, dalle Aziende
sanitarie e dagli Enti pubblici di ricerca.
8. Agli oneri relativi al personale, alle spese di
funzionamento dell’Agenzia e dell’Osservatorio sull’impiego
dei medicinali (OSMED) di cui al comma 5, lettera b), punto
2, nonche’ per l’attuazione del programma di
farmacovigilanza attiva di cui al comma 19, lettera b), si
fa fronte:
a) mediante le risorse finanziarie trasferite dai
capitoli 3001, 3002, 3003, 3004, 3005, 3006, 3007, 3130,
3430 e 3431 dello stato di previsione della spesa del
Ministero della salute;
b) mediante le entrate derivanti dalla maggiorazione
del 20 per cento delle tariffe di cui all’art. 5, comma 12,
della legge 29 dicembre 1990, n. 407, e successive
modificazioni;
c) mediante eventuali introiti derivanti da contratti
stipulati con l’Agenzia europea per la valutazione dei
medicinali (EMEA) e con altri organismi nazionali ed
internazionali per prestazioni di consulenza,
collaborazione, assistenza e ricerca.
9. Le risorse di cui al comma 8, lettera a),
confluiscono nel fondo stanziato in apposita unita’
previsionale di base dello stato di previsione del
Ministero della salute e suddiviso in tre capitoli,
distintamente riferiti agli oneri di gestione, calcolati
tenendo conto dei vincoli di servizio, alle spese di
investimento, alla quota incentivante connessa al
raggiungimento degli obiettivi gestionali.
10. Le risorse di cui al comma 8), lettere b) e c),
sono versate nello stato di previsione dell’entrata del
bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo di cui
al comma 9.
11. Per l’utilizzo delle risorse di cui al comma 9 e’
autorizzata l’apertura di apposita contabilita’ speciale.
12. A decorrere dall’anno 2005, al finanziamento
dell’Agenzia si provvede ai sensi dell’art. 11, comma 3,
lettera d) della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.
13. Con uno o piu’ decreti del Ministro della salute,
di concerto con il Ministro della funzione pubblica e con
il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la
Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono adottate le
necessarie norme regolamentari per l’organizzazione e il
funzionamento dell’Agenzia, prevedendo che l’Agenzia per
l’esplicazione delle proprie funzioni si organizza in
strutture amministrative e tecnico scientifiche, compresa
quella che assume le funzioni tecnico scientifiche gia’
svolte dalla Commissione unica del farmaco e disciplinando
i casi di decadenza degli organi anche in relazione al
mantenimento dell’equilibrio economico finanziario del
settore dell’assistenza farmaceutica.
14. La Commissione unica del farmaco cessa di operare a
decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 13 che regolamenta l’assolvimento di tutte le
funzioni gia’ svolte dalla medesima Commissione da parte
degli organi e delle strutture dell’Agenzia.
15. Per quanto non diversamente disposto dal presente
articolo si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300.
16. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti
variazioni di bilancio.
17. Le Aziende farmaceutiche, entro il 30 aprile di
ogni anno, producono all’Agenzia autocertificazione
dell’ammontare complessivo della spesa sostenuta nell’anno
precedente per le attivita’ di promozione rivolte ai
medici, agli operatori sanitari e ai farmacisti e della sua
ripartizione nelle singole voci di costo, sulla base di uno
schema approvato con decreto del Ministro della salute.
18. Entro la medesima data di cui al comma 17, le
Aziende farmaceutiche versano, su apposito fondo istituito
presso l’Agenzia, un contributo pari al 5 per cento delle
spese autocertificate al netto delle spese per il personale
addetto.
19. Le risorse confluite nel fondo di cui al comma 18
sono destinate dall’Agenzia:
a) per il 50 per cento, alla costituzione di un fondo
nazionale per l’impiego, a carico del SSN, di farmaci
orfani per malattie rare e di farmaci che rappresentano una
speranza di cura, in attesa della commercializzazione, per
particolari e gravi patologie;
b) per il rimanente 50 per cento:
1) all’istituzione, nell’ambito delle proprie
strutture, di un Centro di informazione indipendente sul
farmaco;
2) alla realizzazione, di concerto con le regioni,
di un programma di farmacovigilanza attiva tramite
strutture individuate dalle regioni, con finalita’ di
consulenza e formazione continua dei medici di medicina
generale e dei pediatri di libera scelta, in collaborazione
con le organizzazioni di categorie e le Societa’
scientifiche pertinenti e le Universita’;
3) alla realizzazione di ricerche sull’uso dei
farmaci ed in particolare di sperimentazioni cliniche
comparative tra farmaci, tese a dimostrare il valore
terapeutico aggiunto, nonche’ sui farmaci orfani e
salvavita, anche attraverso bandi rivolti agli IRCCS, alle
Universita’ ed alle regioni;
4) ad altre attivita’ di informazione sui farmaci,
di farmacovigilanza, di ricerca, di formazione e di
aggiornamento del personale.
20. Al fine di garantire una migliore informazione al
paziente, a partire dal 1° gennaio 2005, le confezioni dei
medicinali devono contenere un foglietto illustrativo ben
leggibile e comprensibile, con forma e contenuto
autorizzati dall’Agenzia.
21. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 1, 2,
3, 4, 5, 6, 9, 11, 12, 14, 15 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 541, le Regioni provvedono, con
provvedimento anche amministrativo, a disciplinare:
a) pubblicita’ presso i medici, gli operatori
sanitari e i farmacisti;
b) consegna di campioni gratuiti;
c) concessione di prodotti promozionali di valore
trascurabile;
d) definizione delle modalita’ con cui gli operatori
del Servizio sanitario nazionale comunicano alle regioni la
partecipazione a iniziative promosse o finanziate da
aziende farmaceutiche e da aziende fornitrici di
dispositivi medici per il Servizio sanitario nazionale.
22. Il secondo periodo del comma 5 dell’art. 12 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, e’ soppresso.
E’ consentita ai medici di medicina generale ed ai pediatri
di libera scelta la partecipazione a convegni e congressi
con accreditamento ECM di tipo educazionale su temi
pertinenti, previa segnalazione alla struttura sanitaria di
competenza. Presso tale struttura e’ depositato un registro
con i dati relativi alle partecipazioni alle manifestazioni
in questione e tali dati devono essere accessibili alle
Regioni e all’Agenzia dei Farmaci di cui al comma 2.
23. Nel comma 6 dell’art. 12 del citato decreto
legislativo n. 541 del 1992, le parole: «non comunica la
propria motivata opposizione» sono sostituite dalle
seguenti «comunica il proprio parere favorevole, sentita la
regione dove ha sede l’evento». Nel medesimo comma sono
altresi’ soppresse le parole: «o, nell’ipotesi disciplinata
dal comma 2, non oltre 5 giorni prima dalla data della
riunione».
24. Nel comma 3 dell’art. 6, lettera b), del citato
decreto legislativo n. 541 del 1992, le parole da: «otto
membri a» fino a: «di sanita» sono sostituite dalle
seguenti: «un membro appartenente al Ministero della
salute, un membro appartenente all’Istituto Superiore di
Sanita’, due membri designati dalla Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome».
25. La procedura di attribuzione dei crediti ECM deve
prevedere la dichiarazione dell’eventuale conflitto di
interessi da parte dei relatori e degli organizzatori degli
eventi formativi.
26. Il rapporto di dipendenza o di convenzione con le
strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale e con
le strutture private accreditate e’ incompatibile, con
attivita’ professionali presso le organizzazioni private di
cui all’art. 20, comma 3, del decreto legislativo 24 giugno
2003, n. 211.
27. All’art. 11, comma 1, del decreto legislativo
24 giugno 2003, n. 211, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) nel primo capoverso le parole: «all’autorita’
competente» sono sostituite dalle seguenti: «all’Agenzia
italiana del farmaco, alla Regione sede della
sperimentazione»;
b).
28. Con accordo sancito in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome, sono definiti gli ambiti nazionale e
regionali dell’accordo collettivo per la disciplina dei
rapporti con le farmacie, in coerenza con quanto previsto
dal presente articolo.
29. Salvo diversa disciplina regionale, a partire dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, il conferimento delle sedi farmaceutiche
vacanti o di nuova istituzione ha luogo mediante
l’utilizzazione di una graduatoria regionale dei farmacisti
risultati idonei, risultante da un concorso unico
regionale, per titoli ed esami, bandito ed espletato dalla
Regione ogni quattro anni.
30. A decorrere dalla data di insediamento degli organi
dell’Agenzia, di cui al comma 4, sono abrogate le
disposizioni di cui all’art. 3, comma 9-ter, del
decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112. A
decorrere dalla medesima data sono abrogate le norme
previste dall’art. 9, commi 2 e 3, del decreto-legge
8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla
legge 8 agosto 2002, n. 178.
31. Dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, all’art. 7 comma 1 del decreto-legge 18 settembre
2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge
16 novembre 2001, n. 405, sono soppresse le parole: «tale
disposizione non si applica ai medicinali coperti da
brevetto sul principio attivo».
32. Dal 1° gennaio 2005, lo sconto dovuto dai
farmacisti al SSN in base all’art. 1, comma 40, della legge
23 dicembre 1996, n. 662, come modificato dall’art. 52,
comma 6, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, si applica a
tutti i farmaci erogati in regime di SSN, fatta eccezione
per l’ossigeno terapeutico e per i farmaci, siano essi
specialita’ o generici, che abbiano un prezzo
corrispondente a quello di rimborso cosi’ come definito
dall’art. 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001,
n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge
16 novembre 2001, n. 405.
33. Dal 1° gennaio 2004 i prezzi dei prodotti
rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale sono
determinati mediante contrattazione tra Agenzia e
Produttori secondo le modalita’ e i criteri indicati nella
Del.CIPE 1° febbraio 2001, n. 3, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 73 del 28 marzo 2001.
34. Fino all’insediamento degli Organi dell’Agenzia, le
funzioni e i compiti ad essa affidati, sono assicurati dal
Ministero della salute e i relativi provvedimenti sono
assunti con decreto del Ministro della salute.
35. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 13, la Commissione unica del farmaco continua
ad operare nella sua attuale composizione e con le sue
attuali funzioni.».

Art. 16.
(Totale generale della spesa)
1. E’ approvato, in euro 651.341.047.879 in termini di competenza ed
in euro 666.232.918.235 in termini di cassa, il totale generale della
spesa dello Stato per l’anno finanziario 2006.

Art. 17.
(Quadro generale riassuntivo)
1. E’ approvato, in termini di competenza e di cassa, il quadro
generale riassuntivo del bilancio dello Stato per l’anno finanziario
2006, con le tabelle allegate.

Art. 18.
(Disposizioni diverse)
1. Per l’anno finanziario 2006, le spese considerate nelle unita’
previsionali di base dei singoli stati di previsione per le quali il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare,
con propri decreti, variazioni tra loro compensative,
rispettivamente, per competenza e cassa, sono quelle indicate nella
tabella A allegata alla presente legge.
2. Per l’anno finanziario 2006, le spese delle unita’ previsionali di
base del conto capitale dei singoli stati di previsione alle quali si
applicano le disposizioni contenute nel quinto e nel settimo comma
dell’articolo 20 della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono quelle
indicate nella tabella B allegata alla presente legge.
3. In relazione all’accertamento dei residui di entrata e di spesa
per i quali non esistono nel bilancio di previsione i corrispondenti
capitoli nell’ambito delle unita’ previsionali di base, il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad istituire gli
occorrenti capitoli nelle pertinenti unita’ previsionali di base,
anche di nuova istituzione, con propri decreti da comunicare alla
Corte dei conti.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
trasferire, con propri decreti, in termini di residui, competenza e
cassa, dall’unita’ previsionale di base “Fondo per i programmi
regionali di sviluppo” (investimenti) di pertinenza del centro di
responsabilita’ “Politiche di sviluppo e di coesione” dello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
finanziario 2006 alle pertinenti unita’ previsionali di base dei
Ministeri interessati, le quote da attribuire alle regioni a statuto
speciale, ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 126 del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, in termini di competenza e di cassa,
le variazioni compensative di bilancio occorrenti per l’attuazione di
quanto disposto dall’articolo 13 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e
successive modificazioni, concernente disciplina delle imprese
editrici e provvidenze per l’editoria.
6. Ai fini dell’attuazione della legge 26 febbraio 1992, n. 212,
concernente collaborazione con i Paesi dell’Europa centrale e
orientale, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio
occorrenti per la ripartizione delle disponibilita’ finanziarie per
settori e strumenti d’intervento.
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta dei
Ministri interessati, e’ autorizzato a trasferire, in termini di
competenza e di cassa, con propri decreti, le disponibilita’
esistenti su altre unita’ previsionali di base degli stati di
previsione delle amministrazioni competenti a favore di apposite
unita’ previsionali di base destinate all’attuazione di interventi
cofinanziati dalla Unione europea, nonche’ di quelli connessi alla
realizzazione della Rete unitaria della pubblica amministrazione.
8. Per l’attuazione dei provvedimenti di riordino, anche in via
sperimentale, delle amministrazioni pubbliche, compresi quelli di cui
ai decreti legislativi 30 luglio 1999, n. 300, e 30 luglio 1999, n.
303, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, comunicati alle Commissioni
parlamentari competenti, le variazioni di bilancio in termini di
residui, competenza e cassa, ivi comprese l’individuazione dei centri
di responsabilita’ amministrativa, l’istituzione, la modifica e la
soppressione di unita’ previsionali di base.
9. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioni
parlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa che
nell’esercizio 2005 ed in quello in corso siano stati interessati dai
processi di ristrutturazione di cui al comma 8, nonche’ previsti da
altre normative vigenti, possono essere effettuate variazioni
compensative, in termini di competenza e di cassa, tra capitoli delle
unita’ previsionali di base del medesimo centro di responsabilita’
amministrativa, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa di
natura obbligatoria, per le spese in annualita’ e a pagamento
differito e per quelle direttamente regolate con legge, nonche’ tra
capitoli di unita’ previsionali di base dello stesso stato di
previsione limitatamente alle spese di funzionamento per oneri
relativi a movimenti di personale e per quelli strettamente connessi
con la operativita’ delle amministrazioni.
10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, in termini di competenza e cassa, le
variazioni di bilancio occorrenti per l’attuazione dell’articolo 18
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni,
anche mediante riassegnazione delle somme allo scopo versate in
entrata dalle amministrazioni interessate.
11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio connesse con
l’attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro del
personale dipendente dalle Amministrazioni dello Stato, stipulati ai
sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e successive modificazioni, nonche’ degli accordi sindacali e dei
provvedimenti di concertazione, adottati ai sensi dell’articolo 2 del
decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive
modificazioni, per quanto concerne il trattamento economico
fondamentale ed accessorio del personale interessato.
12. Gli stanziamenti iscritti in bilancio per l’esercizio 2006,
relativamente ai fondi destinati all’incentivazione del personale
civile dello Stato, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco e dei Corpi di polizia, nonche’ quelli per la
corresponsione del trattamento economico accessorio del personale
dirigenziale, non utilizzati alla chiusura dell’esercizio sono
conservati nel conto dei residui per essere utilizzati nell’esercizio
successivo. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio
occorrenti per l’utilizzazione dei predetti fondi conservati.
13. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di
previsione delle amministrazioni statali interessate delle somme
rimborsate dalla Commissione europea per spese sostenute dalle
amministrazioni medesime a carico delle pertinenti unita’
previsionali di base dei rispettivi stati di previsione, affluite al
fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987,
n. 183, e successivamente versate all’entrata del bilancio dello
Stato.
14. Al fine della razionalizzazione del patrimonio immobiliare
utilizzato dalle amministrazioni statali, il Ministro dell’economia e
delle finanze, su proposta del Ministro interessato, e’ autorizzato
ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative dalle
unita’ previsionali “funzionamento”, per le spese relative al fitto
di locali dei pertinenti centri di responsabilita’ delle
amministrazioni medesime, alla pertinente unita’ previsionale di base
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze
per l’acquisto di immobili, anche attraverso la locazione
finanziaria. Per l’acquisto di immobili all’estero, di competenza del
Ministero degli affari esteri, anche attraverso la locazione
finanziaria, le variazioni compensative sono operate con le predette
modalita’ tra le pertinenti unita’ previsionali di base dello stesso
Ministero degli affari esteri.
15. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, variazioni di bilancio negli stati di
previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per
l’attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri
emanati in relazione all’articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
e successive modificazioni, e ai decreti legislativi concernenti il
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della suddetta
legge 15 marzo 1997, n. 59.
16. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, nelle pertinenti unita’ previsionali
di base, anche di nuova istituzione, degli stati di previsione delle
amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio occorrenti per
l’applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56,
concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma
dell’articolo 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive
modificazioni.
17. Al fine di apportare le occorrenti variazioni di bilancio, il
Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con i Ministri
interessati, provvede alla verifica delle risorse di cui all’articolo
24, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per
accertarne la congruenza con il trattamento economico accessorio
erogato alla dirigenza in base ai contratti individuali.
18. In relazione alle disposizioni di cui all’articolo 4, comma 12,
del contratto integrativo del contratto collettivo nazionale di
lavoro del personale del comparto Ministeri, sottoscritto in data 16
febbraio 1999, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2001, concernente l’assegnazione
temporanea di personale ad altra amministrazione in posizione di
comando, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio tra le
pertinenti unita’ previsionali di base delle amministrazioni
interessate, occorrenti per provvedere al pagamento del trattamento
economico al personale comandato a carico dell’amministrazione di
destinazione.
19. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 46 della legge 28 dicembre
2001, n. 448, e successive modificazioni, concernente il fondo per
gli investimenti, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti da comunicare alle
Commissioni parlamentari competenti e alla Corte dei conti, le
variazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione tra i centri di
responsabilita’ e le unita’ previsionali di base di conto capitale
degli stati di previsione interessati delle dotazioni dei fondi
medesimi secondo la destinazione individuata dal Ministro competente.
20. Per l’anno finanziario 2006, al fine di agevolare il
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, con decreti del
Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro
competente, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti e
da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, possono essere
effettuate variazioni compensative tra capitoli delle unita’
previsionali del medesimo stato di previsione della spesa, fatta
eccezione per le autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per
le spese in annualita’ e a pagamento differito e per quelle
direttamente regolate con legge.
21. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 72 della legge 27 dicembre
2002, n. 289, e successive modificazioni, concernente i fondi
rotativi per le imprese, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio negli stati di previsione delle
amministrazioni interessate.
22. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di
previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario
2006, delle somme versate all’entrata a titolo di contribuzione alle
spese di gestione degli asili nido istituiti presso le
amministrazioni statali ai sensi dell’articolo 70, comma 5, della
legge 28 dicembre 2001, n. 448.
23. Per l’anno finanziario 2006, le unita’ previsionali di base e le
funzioni obiettivo sono individuate, rispettivamente, negli allegati
n. 1 e n. 2 alla presente legge.

Note all’art. 18:
– Si riporta il testo del quinto e del settimo
comma dell’art. 20 della legge 5 agosto 1978, n. 468
recante «Riforma di alcune norme di contabilita’ generale
dello Stato in materia di bilancio»:
«Per le spese correnti possono essere assunti impegni
estesi a carico dell’esercizio successivo ove cio’ sia
indispensabile per assicurare la continuita’ dei servizi.
Quando si tratti di spese per affitti o di altre
continuative e ricorrenti l’impegno puo’ anche estendersi a
piu’ esercizi, a norma della consuetudine, o se
l’amministrazione ne riconosca la necessita’ o la
convenienza».
«Non possono essere assunti, se non previo assenso del
Ministro del tesoro, impegni per spese correnti a carico
degli esercizi successivi a quello in corso finche’ il
bilancio di previsione dell’esercizio in corso non sia
stato approvato, fatta eccezione per gli affitti e le altre
spese continuative di carattere analogo. L’assenso del
Ministro del tesoro puo’ anche essere dato preventivamente
per somme determinate e per singoli capitoli ed esercizi,
mediante decreto da registrarsi alla Corte dei conti.».
– Si riporta il testo dell’art. 126 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 recante
«Attuazione della delega di cui all’art. 1 della legge
22 luglio 1975, n. 382»:
«Art. 126 (Soppressione e riduzione di capitoli del
bilancio dello Stato). – I capitoli dello stato di
previsione della spesa del bilancio dello Stato relativi,
in tutto o in parte, alle funzioni trasferite alle regioni
o attribuite agli enti locali sono soppressi ai sensi e per
gli anni indicati dal presente decreto.
Nel caso in cui i capitoli iscritti in bilancio siano
relativi a spese concernenti solo in parte le funzioni
trasferite, le somme corrispondenti alle funzioni che
residuano alla competenza statale sono iscritte con decreto
del Ministro per il tesoro in capitoli nuovi, la cui
denominazione deve corrispondere alle funzioni medesime.
E’ vietato conservare o istituire nel bilancio dello
Stato capitoli con le stesse denominazioni e finalita’ di
quelli soppressi, e comunque relativi a spese concernenti
le funzioni trasferite.
Le disposizioni contenute nei commi 1, 2 e 3 del
presente articolo sono estese anche ai capitoli di spesa
relativi in tutto o in parte alle funzioni trasferite con
decreti legislativi di attuazione dell’art. 17 della legge
16 maggio 1970, n. 281.
Tra i capitoli soppressi ai sensi del precedente primo
comma sono compresi quelli relativi a fondi destinati ad
essere ripartiti fra le regioni per le finalita’ previste
dalle leggi che li hanno istituiti, con esclusione delle
quote di tali fondi da attribuire alle regioni a statuto
speciale.».
– Si riporta il testo dell’art. 13 della legge 5 agosto
1981, n. 416, e successive modificazioni, recante
«Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per
l’editoria»:
«Art. 13 (Pubblicita’ di amministrazioni pubbliche). –
Le amministrazioni statali e gli enti pubblici non
territoriali, con esclusione degli enti pubblici economici,
sono tenuti a destinare alla pubblicita’ su giornali
quotidiani e periodici una quota non inferiore al settanta
per cento delle spese per la pubblicita’ previste in
bilancio. Tali spese devono essere iscritte in apposito
capitolo di bilancio.
Per la pubblicita’ delle amministrazioni di cui al
comma precedente nessuna commissione e’ dovuta alla impresa
concessionaria di pubblicita’ avente contratto di esclusiva
con la testata quotidiana o periodica.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri impartisce,
dandone comunicazione al Garante, le direttive generali di
massima alle amministrazioni statali affinche’ la
destinazione della pubblicita’, delle informazioni e delle
campagne promozionali avvenga senza discriminazioni e con
criteri di equita’, di obiettivita’ e di economicita’.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri indica criteri
per la pubblicita’ finalizzata all’informazione sulle leggi
e sulla loro applicazione, nonche’ sui servizi, le
strutture e il loro uso, curando che la ripartizione di
detta pubblicita’ tenga conto delle testate che per loro
natura raggiungono le utenze specificamente interessate a
dette leggi, quali quelle femminile, giovanile e del mondo
del lavoro.
Le amministrazioni statali, le regioni e gli enti
locali, e gli enti pubblici, economici e non economici,
sono tenuti a dare comunicazione, anche se negativa, al
garante, delle erogazioni pubblicitarie effettuate nel
corso di un esercizio finanziario, depositando un riepilogo
analitico. Sono esenti dall’obbligo della comunicazione
negativa i comuni con meno di 40.000 abitanti.
Le amministrazioni e gli enti pubblici di cui al primo
comma non possono destinare finanziamenti o contributi,
sotto qualsiasi forma, ai giornali quotidiani o periodici
al di fuori di quelli deliberati a norma del presente
articolo.».
– La legge 26 febbraio 1992, n. 212 reca
«Collaborazione con i Paesi dell’Europa centrale ed
orientale». (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo
1992, n. 55).
– Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 reca
«Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art.
11 della legge 15 marzo 1997, n. 59». (Pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203, supplemento
ordinario).
– Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 reca
«Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° settembre 1999, n.
205, supplemento ordinario).
– Si riporta il testo dell’art. 18 della legge
11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni
recante «Legge quadro in materia di lavori pubblici»:
«Art. 18 (Incentivi e spese per la progettazione). – 1.
Una somma non superiore all’1,5 per cento dell’importo
posto a base di gara di un’opera o di un lavoro, a valere
direttamente sugli stanziamenti di cui all’art. 16,
comma 7, e’ ripartita, per ogni singola opera o lavoro, con
le modalita’ ed i criteri previsti in sede di
contrattazione decentrata ed assunti in un regolamento
adottato dall’amministrazione, tra il responsabile unico
del procedimento e gli incaricati della redazione del
progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei
lavori, del collaudo nonche’ tra i loro collaboratori. La
percentuale effettiva, nel limite massimo dell’1,5 per
cento, e’ stabilita dal regolamento in rapporto all’entita’
e alla complessita’ dell’opera da realizzare. La
ripartizione tiene conto delle responsabilita’
professionali connesse alle specifiche prestazioni da
svolgere. Le quote parti della predetta somma
corrispondenti a prestazioni che non sono svolte dai
predetti dipendenti, in quanto affidate a personale esterno
all’organico dell’amministrazione medesima, costituiscono
economie. I commi quarto e quinto dell’art. 62 del
regolamento approvato con regio decreto 23 ottobre 1925, n.
2537, sono abrogati. I soggetti di cui all’art. 2, comma 2,
lettera b), possono adottare con proprio provvedimento
analoghi criteri.
2. Il 30 per cento della tariffa professionale relativa
alla redazione di un atto di pianificazione comunque
denominato e’ ripartito, con le modalita’ ed i criteri
previsti nel regolamento di cui al comma 1, tra i
dipendenti dell’amministrazione aggiudicatrice che lo
abbiano redatto.
2-bis. A valere sugli stanziamenti iscritti nei
capitoli delle categorie X e XI del bilancio dello Stato,
le amministrazioni competenti destinano una quota
complessiva non superiore al 10 per cento del totale degli
stanziamenti stessi alle spese necessarie alla stesura dei
progetti preliminari, nonche’ dei progetti definitivi ed
esecutivi, incluse indagini geologiche e geognostiche,
studi di impatto ambientale od altre rilevazioni, alla
stesura dei piani di sicurezza e di coordinamento e dei
piani generali di sicurezza quando previsti ai sensi del
decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e agli studi
per il finanziamento dei progetti, nonche’
all’aggiornamento ed adeguamento alla normativa
sopravvenuta dei progetti gia’ esistenti d’intervento di
cui sia riscontrato il perdurare dell’interesse pubblico
alla realizzazione dell’opera. Analoghi criteri adottano
per i propri bilanci le regioni e le province autonome,
qualora non vi abbiano gia’ provveduto, nonche’ i comuni e
le province e i loro consorzi. Per le opere finanziate dai
comuni, province e loro consorzi e dalle regioni attraverso
il ricorso al credito, l’istituto mutuante e’ autorizzato a
finanziare anche quote relative alle spese di cui al
presente articolo, sia pure anticipate dall’ente
mutuatario.
2-ter. I pubblici dipendenti che abbiano un rapporto di
lavoro a tempo parziale non possono espletare, nell’ambito
territoriale dell’ufficio di appartenenza, incarichi
professionali per conto di pubbliche amministrazioni di cui
all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e successive modificazioni, se non conseguenti
ai rapporti d’impiego.
2-quater. E’ vietato l’affidamento di attivita’ di
progettazione, direzione lavori, collaudo, indagine e
attivita’ di supporto a mezzo di contratti a tempo
determinato od altre procedure diverse da quelle previste
dalla presente legge.».
– Si riporta il testo dell’art. 40 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante «Norme generali
sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche»:
«Art. 40 (Contratti collettivi nazionali e
integrativi). – 1. La contrattazione collettiva si svolge
su tutte le materie relative al rapporto di lavoro ed alle
relazioni sindacali.
2. Mediante appositi accordi tra l’ARAN e le
confederazioni rappresentative ai sensi dell’art. 43,
comma 4, sono stabiliti i comparti della contrattazione
collettiva nazionale riguardanti settori omogenei o affini.
I dirigenti costituiscono un’area contrattuale autonoma
relativamente a uno o piu’ comparti. I professionisti degli
enti pubblici, gia’ appartenenti alla X qualifica
funzionale, costituiscono, senza alcun onere aggiuntivo di
spesa a carico delle amministrazioni interessate,
unitamente alla dirigenza, in separata sezione, un’area
contrattuale autonoma, nel rispetto della distinzione di
ruolo e funzioni.
Resta fermo per l’area contrattuale della dirigenza del
ruolo sanitario quanto previsto dall’art. 15 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni ed integrazioni. Agli accordi che definiscono
i comparti o le aree contrattuali si applicano le procedure
di cui all’art. 41, comma 6. Per le figure professionali
che, in posizione di elevata responsabilita’, svolgono
compiti di direzione o che comportano iscrizione ad albi e
per gli archeologi e gli storici dell’arte aventi il
requisito di cui all’art. 1, comma 3, della legge 7 luglio
1988, n. 254, nonche’ per gli archivisti di Stato, i
bibliotecari e gli esperti di cui all’art. 2, comma 1,
della medesima legge, che, in posizione di elevata
responsabilita’, svolgono compiti tecnico scientifici e di
ricerca, sono stabilite discipline distinte nell’ambito dei
contratti collettivi di comparto.
3. La contrattazione collettiva disciplina, in coerenza
con il settore privato, la durata dei contratti collettivi
nazionali e integrativi, la struttura contrattuale e i
rapporti tra diversi livelli. Le pubbliche amministrazioni
attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva
integrativa, nel rispetto dei vincoli di bilancio
risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e
pluriennale di ciascuna amministrazione. La contrattazione
collettiva integrativa si svolge sulle materie e nei limiti
stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i
soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi
prevedono; essa puo’ avere ambito territoriale e riguardare
piu’ amministrazioni. Le pubbliche amministrazioni non
possono sottoscrivere in sede decentrata contratti
collettivi integrativi in contrasto con vincoli risultanti
dai contratti collettivi nazionali o che comportino oneri
non previsti negli strumenti di programmazione annuale e
pluriennale di ciascuna amministrazione. Le clausole
difformi sono nulle e non possono essere applicate.
4. Le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi
assunti con i contratti collettivi nazionali o integrativi
dalla data della sottoscrizione definitiva e ne assicurano
l’osservanza nelle forme previste dai rispettivi
ordinamenti.».
– Si riporta il testo dell’art. 2 del decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive
modificazioni recante «Attuazione dell’art. 2 della legge
6 marzo 1992, n. 216, in materia di procedure per
disciplinare i contenuti del rapporto di impiego del
personale delle Forze di polizia e delle Forze armate»:
«Art. 2 (Provvedimenti). – 1. Il decreto del Presidente
della Repubblica di cui all’art. 1, comma 2, concernente il
personale delle Forze di polizia e’ emanato:
A) per quanto attiene alle Forze di polizia ad
ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo della polizia
penitenziaria e Corpo forestale dello Stato), a seguito di
accordo sindacale stipulato da una delegazione di parte
pubblica, composta dal Ministro per la funzione pubblica,
che la presiede, e dai Ministri dell’interno, del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, della
difesa, delle finanze, della giustizia e delle politiche
agricole e forestali o dai Sottosegretari di Stato
rispettivamente delegati, e da una delegazione sindacale,
composta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali
rappresentative sul piano nazionale del personale della
Polizia di Stato, del Corpo della polizia penitenziaria e
del Corpo forestale dello Stato, individuate con decreto
del Ministro per la funzione pubblica in conformita’ alle
disposizioni vigenti per il pubblico impiego in materia di
accertamento della rappresentativita’ sindacale, misurata
tenendo conto del dato associativo e del dato elettorale;
le modalita’ di espressione di quest’ultimo, le relative
forme di rappresentanza e le loro attribuzioni sono
definite, tra le suddette delegazioni di parte pubblica e
sindacale, con apposito accordo, recepito, con le procedure
di cui all’art. 7, comma 4 e 11, con decreto del Presidente
della Repubblica, in attesa della cui entrata in vigore il
predetto decreto del Ministro per la funzione pubblica
tiene conto del solo dato associativo;
B) per quanto attiene alle Forze di polizia ad
ordinamento militare (Arma dei carabinieri e Corpo della
guardia di finanza), a seguito di concertazione fra i
Ministri indicati nella lettera A) o i Sottosegretari di
Stato rispettivamente delegati alla quale partecipano,
nell’ambito delle delegazioni dei Ministri della difesa e
delle finanze, i Comandanti generali dell’Arma dei
carabinieri e della Guardia di finanza o loro delegati ed i
rappresentanti del Consiglio centrale di rappresentanza
(COCER – Sezioni Carabinieri e Guardia di finanza).
2. Il decreto del Presidente della Repubblica di cui
all’art. 1, comma 2, concernente il personale delle Forze
armate e’ emanato a seguito di concertazione tra i Ministri
per la funzione pubblica, del tesoro e della difesa, o
Sottosegretari di Stato rispettivamente delegati, alla
quale partecipano, nell’ambito della delegazione del
Ministro della difesa, il Capo di Stato maggiore della
difesa o suoi delegati ed i rappresentanti del Consiglio
centrale di rappresentanza (COCER – Sezioni Esercito,
Marina ed Aeronautica).
3. Le delegazioni delle organizzazioni sindacali di cui
al comma 1, lettera a) sono composte da rappresentanti di
ciascuna organizzazione sindacale. Nelle delegazioni dei
Ministeri della difesa e delle finanze di cui al comma 1,
lettera b), e al comma 2 le rappresentanze militari
partecipano con rappresentanti di ciascuna sezione del
Consiglio centrale di rappresentanza (COCER), in modo da
consentire la rappresentanza di tutte le categorie
interessate.».
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge 16 aprile
1987, n. 183 recante «Coordinamento delle politiche
riguardanti l’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee ed adeguamento dell’ordinamento interno agli atti
normativi comunitari»:
«Art. 5 (Fondo di rotazione). – 1. E’ istituito,
nell’ambito del Ministero del tesoro – Ragioneria generale
dello Stato, un fondo di rotazione con amministrazione
autonoma e gestione fuori bilancio, ai sensi dell’art. 9
della legge 25 novembre 1971, n. 1041.
2. Il fondo di rotazione di cui al comma 1 si avvale di
un apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la
tesoreria centrale dello Stato denominato «Ministero del
tesoro – fondo di rotazione per l’attuazione delle
politiche comunitarie», nel quale sono versate:
a) le disponibilita’ residue del fondo di cui alla
legge 3 ottobre 1977, n. 863, che viene soppresso a
decorrere dalla data di inizio della operativita’ del fondo
di cui al comma 1;
b) le somme erogate dalle istituzioni delle Comunita’
europee per contributi e sovvenzioni a favore dell’Italia;
c) le somme da individuare annualmente in sede di
legge finanziaria, sulla base delle indicazioni del
Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE) ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera c),
nell’ambito delle autorizzazioni di spesa recate da
disposizioni di legge aventi le stesse finalita’ di quelle
previste dalle norme comunitarie da attuare;
d) le somme annualmente determinate con la legge di
approvazione del bilancio dello Stato, sulla base dei dati
di cui all’art. 7.
3. Restano salvi i rapporti finanziari direttamente
intrattenuti con le Comunita’ europee dalle amministrazioni
e dagli organismi di cui all’art. 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 16 aprile 1971, n. 321, ed alla
legge 26 novembre 1975, n. 748.».
– Si riporta il testo dell’art. 7 della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni, recante «Delega al
Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle
regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica
amministrazione e per la semplificazione amministrativa»:
«Art. 7. – 1. Ai fini della attuazione dei decreti
legislativi di cui agli articoli 1, 3 e 4 e con le scadenze
temporali e modalita’ dagli stessi previste, alla puntuale
individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane,
strumentali e organizzative da trasferire, alla loro
ripartizione tra le regioni e tra regioni ed enti locali ed
ai conseguenti trasferimenti si provvede con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri
interessati e il Ministro del tesoro. Il trasferimento dei
beni e delle risorse deve comunque essere congruo rispetto
alle competenze trasferite e al contempo deve comportare la
parallela soppressione o il ridimensionamento
dell’amministrazione statale periferica, in rapporto ad
eventuali compiti residui.
2. Sugli schemi dei provvedimenti di cui al comma 1 e’
acquisito il parere della Commissione di cui all’art. 5,
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e
della Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali allargata
ai rappresentanti delle comunita’ montane. Sugli schemi,
inoltre, sono sentiti gli organismi rappresentativi degli
enti locali funzionali ed e’ assicurata la consultazione
delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative. I pareri devono essere espressi entro
trenta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale
termine i decreti possono comunque essere emanati.
3. Al riordino delle strutture di cui all’art. 3,
comma 1, lettera d), si provvede, con le modalita’ e i
criteri di cui al comma 4-bis dell’art. 17 della legge
23 agosto 1988, n. 400, introdotto dall’art. 13, comma 1,
della presente legge, entro novanta giorni dalla adozione
di ciascun decreto di attuazione di cui al comma 1 del
presente articolo. Per i regolamenti di riordino, il parere
del Consiglio di Stato e’ richiesto entro cinquantacinque
giorni ed e’ reso entro trenta giorni dalla richiesta. In
ogni caso, trascorso inutilmente il termine di novanta
giorni, il regolamento e’ adottato su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri. In sede di prima
emanazione gli schemi di regolamento sono trasmessi alla
Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su
di essi sia espresso il parere della Commissione di cui
all’art. 5, entro trenta giorni dalla data della loro
trasmissione. Decorso tale termine i regolamenti possono
essere comunque emanati.
3-bis. Il Governo e’ delegato a emanare, sentito il
parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro il
30 settembre 1998, un decreto legislativo che istituisce
un’addizionale comunale all’IRPEF. Si applicano i principi
e i criteri direttivi di cui ai commi 10 e 11 dell’art. 48
della legge 27 dicembre 1997, n. 449.».
– Il capo I della gia’ citata legge 59/1997 comprende
gli articoli da 1 a 10.
– Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56 reca
«Disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma
dell’art. 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133».
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 marzo 2000, n. 62).
– Si riporta il testo dell’art. 10 della legge
13 maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni recante
«Disposizioni in materia di perequazione, razionalizzazione
e federalismo fiscale»:
«Art. 10 (Disposizioni in materia di federalismo
fiscale). – 1. Il Governo e’ delegato ad emanare, entro
nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o piu’ decreti legislativi aventi per oggetto il
finanziamento delle regioni a statuto ordinario e
l’adozione di meccanismi perequativi interregionali, in
base ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) abolizione dei vigenti trasferimenti erariali a
favore delle regioni a statuto ordinario, ad esclusione di
quelli destinati a finanziare interventi nel settore delle
calamita’ naturali, nonche’ di quelli a specifica
destinazione per i quali sussista un rilevante interesse
nazionale; sono in ogni caso ricompresi tra i trasferimenti
soppressi quelli destinati al finanziamento del trasporto
pubblico di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n.
422, e della spesa sanitaria corrente; quest’ultima e’
computata al netto delle somme vincolate da accordi
internazionali e di quelle destinate al finanziamento delle
attivita’ degli istituti di ricerca scientifica e
sperimentale e delle iniziative previste da leggi nazionali
o dal piano sanitario nazionale riguardanti programmi
speciali di interesse e rilievo nazionale e internazionale
per ricerche e sperimentazioni attinenti alla gestione dei
servizi e alle tecnologie e biotecnologie sanitarie, in
misura non inferiore alla relativa spesa storica. Fermo
restando quanto previsto dal comma 2 dell’art. 121 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono
determinati, d’intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, i criteri per il raccordo
dell’attivita’ degli istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico con la programmazione regionale,
nonche’ le modalita’ per il finanziamento delle attivita’
assistenziali;
b) sostituzione dei trasferimenti di cui alla
lettera a) e di quelli connessi al conferimento di funzioni
alle regioni di cui al capo I della legge 15 marzo 1997, n.
59, mediante un aumento dell’aliquota di compartecipazione
dell’addizionale regionale all’IRPEF, con riduzione delle
aliquote erariali in modo tale da mantenere il gettito
complessivo dell’IRPEF inalterato; aumento dell’aliquota
della compartecipazione all’accisa sulla benzina, la quale
non potra’ comunque essere superiore a 450 lire al litro;
istituzione di una compartecipazione all’IVA, in misura non
inferiore al 20 per cento del gettito IVA complessivo. Le
assegnazioni alle regioni del gettito delle
compartecipazioni, al netto di quanto destinato al fondo
perequativo di cui alla lettera e), avvengono con
riferimento a dati indicativi delle rispettive basi
imponibili regionali;
c) determinazione delle esatte misure delle aliquote
di cui alla lettera b) in modo tale da assicurare, tenuto
conto della regolazione delle quote riversate allo Stato ai
sensi dell’art. 26, comma 2, del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446, la copertura complessiva dei
trasferimenti aboliti;
d) previsione di meccanismi perequativi in funzione
della capacita’ fiscale relativa ai principali tributi e
compartecipazioni a tributi erariali, nonche’ della
capacita’ di recupero dell’evasione fiscale e dei
fabbisogni sanitari; previsione, inoltre, di un eventuale
periodo transitorio, non superiore ad un triennio, nel
quale la perequazione possa essere effettuata anche in
funzione della spesa storica; cio’ al fine di consentire a
tutte le regioni a statuto ordinario di svolgere le proprie
funzioni e di erogare i servizi di loro competenza a
livelli essenziali ed uniformi su tutto il territorio
nazionale, tenendo conto delle capacita’ fiscali
insufficienti a far conseguire tali condizioni e della
esigenza di superare gli squilibri socio-economici
territoriali;
e) previsione di istituire un fondo perequativo
nazionale finanziato attingendo alla compartecipazione
all’IVA di cui alla lettera b), ed eventualmente destinando
a questa finalizzazione anche quota parte dell’aliquota
della compartecipazione all’accisa sulla benzina di cui
alla medesima lettera b);
f) revisione del sistema dei trasferimenti erariali
agli enti locali in funzione delle esigenze di perequazione
connesse all’aumento dell’autonomia impositiva e alla
capacita’ fiscale relativa all’ICI e alla compartecipazione
all’IRPEF non facoltativa. La perequazione deve basarsi su
quote capitarie definite in relazione alle caratteristiche
territoriali, demografiche e infrastrutturali, nonche’ alle
situazioni economiche e sociali e puo’ essere effettuata,
per un periodo transitorio, anche in funzione dei
trasferimenti storici;
g) [previsione di un periodo transitorio non
superiore al triennio nel quale ciascuna regione e’
vincolata ad impegnare, per l’erogazione delle prestazioni
del Servizio sanitario nazionale, una spesa definita in
funzione della quota capitaria stabilita dal piano
sanitario nazionale; la rimozione del vincolo e’ comunque
coordinata con l’attivazione del sistema di controllo di
cui alla lettera i); gli eventuali risparmi di spesa
sanitaria rimangono attribuiti in ogni caso alla regione
che li ha ottenuti];
h) estensione dei meccanismi di finanziamento di cui
alla lettera b) alla copertura degli oneri per lo
svolgimento delle funzioni e dei compiti trasferiti alle
regioni, ai sensi del capo I della legge 15 marzo 1997, n.
59, ad esito del procedimento di identificazione delle
risorse di cui all’art. 7 della predetta legge n. 59 del
1997, tenuto conto dei criteri definiti nelle
lettere precedenti, nonche’ dei criteri previsti dall’art.
48, comma 11, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in
quanto applicabile;
i) previsione di procedure di monitoraggio e di
verifica dell’assistenza sanitaria erogata, in base ad
appropriati parametri qualitativi e quantitativi, nonche’
di raccolta delle informazioni a tal fine necessarie, anche
condizionando al loro rispetto la misura dei trasferimenti
perequativi e delle compartecipazioni; razionalizzazione
della normativa e delle procedure vigenti in ordine ai
fattori generatori della spesa sanitaria, con particolare
riguardo alla spesa del personale, al fine di rendere
trasparenti le responsabilita’ delle decisioni di spesa per
ciascun livello di governo;
l) previsione di una revisione organica del
trattamento e del regime fiscale attualmente vigente per i
contributi volontari e contrattuali di assistenza sanitaria
versati ad enti o casse, al fine di:
1) riconoscere un trattamento fiscale di prevalente
agevolazione in favore dei fondi integrativi del Servizio
sanitario nazionale, come disciplinati dalle disposizioni
attuative della legge 30 novembre 1998, n. 419;
2) assicurare la parita’ di trattamento fiscale tra
i fondi diversi da quelli di cui al numero 1);
3) garantire l’invarianza complessiva del gettito
ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche;
m) coordinamento della disciplina da emanare con
quella attualmente vigente in materia per le regioni a
statuto speciale, salvo i profili attribuiti alle fonti
previste dagli statuti di autonomia;
n) estensione anche alle regioni della possibilita’
di partecipare alle attivita’ di accertamento dei tributi
erariali, in analogia a quanto gia’ previsto per i comuni
dall’art. 44 del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600;
o) abolizione della compartecipazione dei comuni e
delle province al gettito dell’IRAP di cui all’art. 27,
commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446, e conseguente rideterminazione dei trasferimenti
erariali alle regioni, alle province e ai comuni in modo da
garantire la neutralita’ finanziaria per i suddetti enti e
la copertura degli oneri di cui all’art. 1-bis del
decreto-legge 25 novembre 1996, n. 599, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 gennaio 1997, n. 5. Ai fini
della suddetta rideterminazione si fa riferimento alla
compartecipazione all’IRAP per l’anno 1998;
p) previa verifica della compatibilita’ con la
normativa comunitaria, facolta’ per le regioni a statuto
ordinario di confine di ridurre la misura dell’accisa sulle
benzine, nei limiti della quota assegnata alle stesse
regioni, anche in maniera differenziata per singoli comuni,
in ragione della distanza dal confine nazionale. Previsione
di misure di compartecipazione regionale all’eventuale
aumento del gettito della quota statale dell’accisa sulle
benzine accertato nelle regioni per effetto della prevista
riduzione della quota regionale;
q) definizione delle modalita’ attraverso le quali le
regioni e gli enti locali siano coinvolti nella
predisposizione dei provvedimenti attuativi della delega di
cui al presente comma;
r) previsione, anche in attuazione delle norme
vigenti, di misure idonee al conseguimento dei seguenti
principi e obiettivi:
1) le misure organiche e strutturali corrispondano
alle accresciute esigenze conseguenti ai conferimenti
operati con i decreti legislativi attuativi della legge
15 marzo 1997, n. 59;
2) le regioni siano coinvolte nel processo di
individuazione di conseguenti trasferimenti erariali da
sopprimere e sostituire con il gettito di compartecipazione
di tributi erariali e di predisposizione della relativa
disciplina.
2. L’attuazione del comma 1 non deve comportare oneri
aggiuntivi per il bilancio dello Stato e per i bilanci del
complesso delle regioni a statuto ordinario, deve essere
coordinata con gli obiettivi di finanza pubblica relativi
al patto di stabilita’ interno di cui alla legge
23 dicembre 1998, n. 448, e deve essere coerente con i
principi e i criteri direttivi di cui alla legge
30 novembre 1998, n. 419. Anche al fine del coordinamento
con i predetti obiettivi, principi e criteri, entro un anno
dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi
attuativi della citata legge n. 419 del 1998, e nel
rispetto delle procedure, dei principi e criteri direttivi
stabiliti dalla medesima legge n. 419 del 1998, con uno o
piu’ decreti legislativi possono essere emanate
disposizioni correttive e integrative.
3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1
sono trasmessi al Parlamento per l’espressione del parere
da parte delle competenti Commissioni permanenti,
successivamente all’acquisizione degli altri pareri
previsti, almeno sessanta giorni prima della scadenza
prevista per l’esercizio della delega. Le Commissioni si
esprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione.
Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei predetti
decreti legislativi, nel rispetto dei principi e criteri
direttivi previsti dal presente articolo e previo parere
delle Commissioni parlamentari competenti, possono essere
emanate, con uno o piu’ decreti legislativi, disposizioni
integrative o correttive.
4. All’art. 17, comma 6, lettera b), del decreto-legge
23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, come modificato dall’art.
4, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 2 ottobre
1995, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge
29 novembre 1995, n. 507, le parole: «ad eccezione dei
consumi di energia elettrica relativi ad imprese
industriali ed alberghiere» sono soppresse.
5. All’art. 4 del decreto-legge 30 settembre 1989, n.
332, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre
1989, n. 384, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modifiche:
a);
b) il comma 2 e’ abrogato.
6. Al fine di agevolare il raggiungimento degli
obiettivi di cui al Protocollo sui cambiamenti climatici,
adottato a Kyoto il 10 dicembre 1997, l’energia elettrica
prodotta da fonti rinnovabili, consumata dalle imprese di
autoproduzione e per qualsiasi uso in locali e luoghi
diversi dalle abitazioni e’ esclusa dall’applicazione delle
addizionali erariali di cui al comma 5. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma, pari a lire
26 miliardi per ciascuno degli anni 2000 e 2001, si
provvede, quanto a lire 6 miliardi mediante le maggiori
entrate derivanti dal comma 5, e per la parte restante
mediante utilizzazione delle risorse di cui all’art. 8,
comma 10, lettera f), della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
7. L’esercizio di impianti da fonti rinnovabili di
potenza elettrica non superiore a 20 kW, anche collegati
alla rete, non e’ soggetto agli obblighi di cui all’art.
53, comma 1, del testo unico approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e l’energia consumata,
sia autoprodotta che ricevuta in conto scambio, non e’
sottoposta all’imposta erariale ed alle relative
addizionali sull’energia elettrica. L’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas stabilisce le condizioni per
lo scambio dell’energia elettrica fornita dal distributore
all’esercente dell’impianto.
8. Nel testo unico approvato con decreto legislativo
26 ottobre l995, n. 504, all’art. 52, comma 5, lettera a),
le parole: «e sempreche’ non cedano l’energia elettrica
prodotta alla rete pubblica» sono soppresse.
9.
10. Nel comma 7 dell’art. 17 del decreto-legge
23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, le parole: «affluiscono
ad appositi capitoli dell’entrata del bilancio statale e
restano acquisite all’erario» sono sostituite dalle
seguenti: «sono versate direttamente ai comuni».
11. I trasferimenti alle province sono decurtati in
misura pari al maggior gettito derivante dall’applicazione
dell’aliquota di 18 lire per kWh dell’addizionale
provinciale sul consumo di energia elettrica. Nel caso in
cui la capienza dei trasferimenti fosse insufficiente al
recupero dell’intero ammontare dell’anzidetto maggior
gettito, si provvede mediante una riduzione dell’ammontare
di devoluzione dovuta dell’imposta sull’assicurazione
obbligatoria per la responsabilita’ civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore. I trasferimenti ai
comuni sono variati in diminuzione o in aumento in misura
pari alla somma del maggiore o minore derivante
dall’applicazione delle aliquote di cui alle lettere a) e
b) del comma 2 dell’art. 6 del decreto-legge 28 novembre
1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge
27 gennaio 1989, n. 20, come sostituito dal comma 9 del
presente articolo, e delle maggiori entrate derivanti dalla
disposizione di cui al comma 10 del presente articolo,
diminuita del mancato gettito derivante dall’abolizione
dell’addizionale comunale sul consumo di energia elettrica
nei luoghi diversi dalle abitazioni.
12. L’ente liquidatore e’ tenuto a garantire agli enti
locali interessati il diritto di verificare, mediante
l’accesso alle relative informazioni, la procedura di
accertamento e liquidazione delle addizionali di loro
competenza sui consumi di energia elettrica.
13. Le operazioni di conferimento d’azienda o di rami
d’azienda poste in essere in esecuzione della normativa
nazionale di recepimento della direttiva 96/92/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996,
concernente norme comuni per il mercato interno
dell’energia elettrica, e ogni altra operazione della
medesima natura concernente il riassetto del settore
elettrico nazionale prevista da tale normativa, non si
considerano atti di alienazione ai fini dell’imposta
sull’incremento di valore degli immobili e si applicano ad
esse le disposizioni dell’art. 3, secondo comma, secondo
periodo, e dell’art. 6, settimo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, e
successive modificazioni.
14. Al comma 149, lettera d) dell’art. 3 della legge
23 dicembre 1996, n. 662, il numero 3) e’ abrogato.
15. Le disposizioni di cui ai commi 5, 9, 10 e 11 si
applicano a partire dal 1° gennaio 2000.
16. Fino al 31 dicembre 1999, all’energia elettrica
consumata dalle imprese di autoproduzione si applicano, per
ogni kWh di consumo, le seguenti addizionali erariali:
a) per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle
abitazioni, con potenza impegnata fino a 30 kW: 7 lire;
b) per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle
abitazioni, con potenza impegnata oltre 30 kW e fino a 3000
kW: 10,5 lire;
c) per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle
abitazioni, con potenza impegnata oltre 3000 kW: 4 lire.
17. L’art. 60 del testo unico approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, si interpreta nel
senso che, relativamente alle esenzioni di cui all’art. 52,
comma 2, dello stesso testo unico, previste per l’imposta
di consumo sull’energia elettrica, resta ferma la loro non
applicabilita’ alle addizionali comunali, provinciali ed
erariali all’imposta di consumo sull’energia elettrica,
come stabilito dall’art. 6, comma 4, del decreto-legge
28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, in tema di addizionali
comunali e provinciali all’imposta di consumo sull’energia
elettrica, e dall’art. 4, comma 3, del decreto-legge
30 settembre 1989, n. 332, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 novembre 1989, n. 384, in tema di
addizionali erariali all’imposta di consumo sull’energia
elettrica.
18. Al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5 dell’art. 3 sono soppresse le parole:
«e, qualora non modificate entro il suddetto termine, si
intendano prorogate di anno in anno»;
b) al comma 1 dell’art. 37 sono soppresse le parole
da: «, nel limite della variazione percentuale» fino alla
fine del comma.».
– Si riporta il testo del comma 8 dell’art. 24 del gia’
citato decreto legislativo 165/2001:
«8. Ai fini della determinazione del trattamento
economico accessorio le risorse che si rendono disponibili
ai sensi del comma 7 confluiscono in appositi fondi
istituiti presso ciascuna amministrazione, unitamente agli
altri compensi previsti dal presente articolo.».
– Si riporta il testo dell’art. 46 della legge
28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni,
recante «Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria
2002)»:
«Art. 46 (Fondo investimenti). – 1. Nello stato di
previsione della spesa di ciascun Ministero e’ istituito un
fondo per gli investimenti per ogni comparto omogeneo di
spesa al quale confluiscono i nuovi investimenti
autorizzati, con autonoma evidenziazione contabile in
allegato delle corrispondenti autorizzazioni legislative.
2. Con decreti del Ministro dell’economia e delle
finanze, su proposta del Ministro competente, da emanare
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono individuate le disponibilita’ di
bilancio che confluiscono nel fondo di cui al comma 1.
3. A decorrere dall’anno 2003 il fondo per gli
investimenti di cui al presente articolo puo’ essere
rifinanziato con la procedura di cui all’art. 11, comma 3,
lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.
4. In apposito allegato al disegno di legge finanziaria
sono analiticamente indicati le autorizzazioni di spesa e
gli stanziamenti che confluiscono in ciascuno dei fondi di
cui al presente articolo.
5. I Ministri competenti presentano annualmente al
Parlamento, per l’acquisizione del parere da parte delle
Commissioni competenti, una relazione nella quale viene
individuata la destinazione delle disponibilita’ di ciascun
fondo.».
– Si riporta il testo dell’art. 72 della legge
27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni
recante «Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria
2003)»:
«Art. 72 (Fondi rotativi per le imprese). – 1. Fatte
salve le risorse destinate all’attuazione degli interventi
e dei programmi cofinanziati dall’Unione europea, le somme
iscritte nei capitoli del bilancio dello Stato aventi
natura di trasferimenti alle imprese per contributi alla
produzione e agli investimenti affluiscono ad appositi
Fondi rotativi in ciascuno stato di previsione della spesa.
2. I contributi a carico dei Fondi di cui al comma 1,
concessi a decorrere dal 1° gennaio 2003, sono attribuiti
secondo criteri e modalita’ stabiliti dal Ministro
dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro
competente, sulla base dei seguenti principi:
a) l’ammontare della quota di contributo soggetta a
rimborso non puo’ essere inferiore al 50 per cento
dell’importo contributivo;
b) la decorrenza del rimborso inizia dal primo
quinquennio dalla concessione contributiva, secondo un
piano pluriennale di rientro da ultimare comunque nel
secondo quinquennio;
c) il tasso d’interesse da applicare alle somme
rimborsate viene determinato in misura non inferiore allo
0,50 per cento annuo.
3. Al fine di assicurare la continuita’ delle
concessioni, i decreti interministeriali di natura non
regolamentare dovranno essere emanati entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. In
caso di inadempienza provvede con proprio decreto il
Presidente del Consiglio dei Ministri.
4. Ai fini del concorso delle autonomie territoriali al
rispetto degli obblighi comunitari per la realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica, le disposizioni di cui
al presente articolo costituiscono norme di principio e di
coordinamento. Conseguentemente gli enti interessati
provvedono ad adeguare i propri interventi alle
disposizioni di cui al presente articolo.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo non si
applicano ai contributi in conto interessi nonche’ alla
concessione di incentivi per attivita’ produttive disposti
con le procedure di cui al decreto-legge 22 ottobre 1992,
n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge
19 dicembre 1992, n. 488, inclusi i patti territoriali, i
contratti d’area e i contratti di programma, e alla
concessione di incentivi per la ricerca industriale di cui
al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, nonche’ alle
agevolazioni previste dalla legge 25 febbraio 1992, n. 215,
disposte in attuazione del 5° bando. Al fine di assicurare
l’invarianza degli effetti finanziari, di cui al presente
articolo, con decreto del Ministro delle attivita’
produttive, sentito il Ministro dell’economia e delle
finanze, per quanto riguarda gli aspetti finanziari, e’
definita la programmazione temporale, per il triennio
2003-2005, degli adempimenti amministrativi di cui alla
citata legge n. 488 del 1992.».
– Si riporta il testo del comma 5 dell’art. 70 della
gia’ citata legge 448/2001:
«5. Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici
nazionali, allo scopo di favorire la conciliazione tra
esigenze professionali e familiari dei genitori lavoratori,
possono, nei limiti degli ordinari stanziamenti di
bilancio, istituire nell’ambito dei propri uffici i
micro-nidi di cui al comma 4, quali strutture destinate
alla cura e all’accoglienza dei figli dei dipendenti,
aventi una particolare flessibilita’ organizzativa adeguata
alle esigenze dei lavoratori stessi, i cui standard minimi
organizzativi sono definiti in sede di Conferenza unificata
di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281.».

Art. 19.
(Bilancio pluriennale)
1. E’ approvato ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4 della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, il bilancio
pluriennale dello Stato e delle aziende autonome per il triennio
2006-2008, nelle risultanze di cui alle tabelle allegate alla
presente legge.

Nota all’art. 19:
– Si riporta il testo dell’art. 4 della gia’ citata
legge 468/1978:
«Art. 4 (Bilancio pluriennale). – 1. Il bilancio
pluriennale di previsione e’ elaborato in termini di
competenza dal Ministro del tesoro, di concerto con il
Ministro del bilancio e della programmazione economica, in
coerenza con le regole e gli obiettivi indicati nel
documento di programmazione economico-finanziaria, e copre
un periodo non inferiore a tre anni. Il bilancio
pluriennale espone separatamente:
a) l’andamento delle entrate e delle spese in base
alla legislazione vigente (bilancio pluriennale a
legislazione vigente);
b) le previsioni sull’andamento delle entrate e delle
spese tenendo conto degli effetti degli interventi
programmati nel documento di programmazione
economico-finanziaria (bilancio pluriennale programmatico).
2. Il bilancio pluriennale e’ redatto per unita’
previsionali di entrata e di spesa; nell’ambito di
quest’ultima vengono evidenziati i trasferimenti correnti e
di conto capitale verso i principali settori di spesa
decentrata. Il bilancio pluriennale non comporta
autorizzazione a riscuotere le entrate e ad eseguire le
spese ivi contemplate ed e’ aggiornato annualmente.
3. Nelle note preliminari che illustrano le previsioni
complessive del bilancio pluriennale, devono essere
motivate le eventuali variazioni rispetto alle previsioni
contenute nel precedente bilancio pluriennale, indicando le
variazioni derivanti dagli andamenti tendenziali
dell’economia e quelle derivanti dagli interventi
programmatici.
4. Il bilancio pluriennale e’ approvato con apposito
articolo del disegno di legge di bilancio.
La versione prevista alla lettera a) del comma 1 e’
integrata con gli effetti della legge finanziaria e dei
provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica
eventualmente gia’ approvati.».

Tabella A
Unita’ previsionali di base del bilancio di previsione dello Stato
per l’anno 2006 per le quali il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad effettuare variazioni tra loro
compensative.
Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze:
– Tesoro: 3.1.7.3 “Interessi sui titoli del debito pubblico” (cap.
2214, 2215, 2216 e 2218); 3.1.7.4 “Interessi sui mutui Crediop e BEI”
(cap. 2230 e 2231); 3.1.7.5 “Oneri accessori” (cap. 2247); 3.1.7.6
“Altri interessi su mutui” (cap. 2256 e 2263).
– Ragioneria generale dello Stato: 4.1.2.1 “Fondo sanitario
nazionale” (cap. 2700); 4.1.2.7 “Ripiano deficit spesa sanitaria”
(cap. 2746); 4.1.2.8 “Risorse proprie Unione europea” (cap. 2750,
2751 e 2752); 4.1.7.1 “Interessi conti di tesoreria” (cap. 3100).
– Politiche fiscali: 6.1.2.2 “Restituzione e rimborsi di imposte”
(cap. 3811 e 3813); 6.1.7.1 “Interessi di mora” (cap. 4015).
– Politiche fiscali: 6.1.2.2 “Restituzione e rimborsi di imposte”
(cap. 3810, 3812 e 3814); 6.1.7.1 “Interessi di mora” (cap. 4016).
Stato di previsione del Ministero della giustizia:
– Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi: 3.2.3.1
“Edilizia di servizio” (cap. 7200 e 7201); 3.2.3.2 “Attrezzature e
impianti” (cap. 7211 e 7212).
– Amministrazione penitenziaria: 4.2.3.1 “Edilizia di servizio”
(cap. 7300 e 7303); 4.2.3.2 “Attrezzature e impianti” (cap. 7321 e
7322) e Giustizia minorile: 5.2.3.1 “Edilizia di servizio” (cap. 7400
e 7401); 5.2.3.2 “Attrezzature e impianti” (cap. 7421 e 7422).
Stato di previsione del Ministero degli affari esteri:
– Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all’opera del
Ministro: 1.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 1041); Segreteria generale:
2.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 1121); Cerimoniale diplomatico della
Repubblica: 3.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 1170); Ispettorato generale
del Ministero e degli uffici all’estero: 4.1.1.0 “Funzionamento”
(cap. 1201); Personale: 5.1.1.1 “Uffici centrali” (cap. 1241); Affari
amministrativi, bilancio e patrimonio: 6.1.1.1 “Uffici centrali”
(cap. 1301); Stampa e informazione: 7.1.1.0 “Funzionamento” (cap.
1632); Informatica, comunicazioni e cifra: 8.1.1.1 “Uffici centrali”
(cap. 1703); Cooperazione allo sviluppo: 9.1.1.0 “Funzionamento”
(cap. 2001); Promozione e cooperazione culturale: 10.1.1.1 “Uffici
centrali” (cap. 2401); Italiani all’estero e politiche migratorie:
11.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 3001); Affari politici multilaterali e
diritti umani: 12.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 3301); Cooperazione
economica e finanziaria multilaterale: 13.1.1.0 “Funzionamento” (cap.
3601); Istituto diplomatico: 14.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 3901);
Paesi dell’Europa: 15.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 4003); Paesi delle
Americhe: 16.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 4101); Paesi del
Mediterraneo e del Medio Oriente: 17.1.1.0 “Funzionamento” (cap.
4201); Paesi dell’Africa Sub Sahariana: 18.1.1.0 “Funzionamento”
(cap. 4301); Paesi dell’Asia, dell’Oceania, del Pacifico e
l’Antartide: 19.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 4401); Integrazione
europea: 20.1.1.0 “Funzionamento” (cap. 4501).
– Affari amministrativi, bilancio e patrimonio: 6.1.1.2 “Uffici
all’estero” (cap. 1501 e 1503); Promozione e cooperazione culturale:
10.1.1.2 “Istituzioni scolastiche e culturali all’estero” (cap. 2502
e 2503).

Tabella B
Unita’ previsionali di base per le quali si applicano le
disposizioni contenute nel quinto e settimo comma dell’articolo 20
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze:
– Tesoro: 3.2.4.4 “Fondo rotativo per la cooperazione allo
sviluppo” (cap. 7415).
Stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio:
– Difesa del suolo: 6.2.3.4 “Calamita’ naturali e danni bellici”
(cap. 8582).
Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti:
– Trasporti terrestri: 5.2.3.1 “Edilizia di servizio” (cap. 8054 e
8055).
– Navigazione e trasporto marittimo ed aereo: 4.2.3.3 “Opere
marittime e portuali” (cap. 7841).
– Infrastrutture stradali, edilizia e regolazione dei lavori
pubblici: 3.2.3.1 “Edilizia di servizio” (cap. 7341).
– Infrastrutture stradali, edilizia e regolazione dei lavori
pubblici: 3.2.3.10 “Calamita’ naturali e danni bellici” (cap. 7527).
Stato di previsione del Ministero della difesa:
– Segretariato generale: 3.2.3.1 “Ricerca scientifica” (cap.
7101).
– Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all’opera del
Ministro: 1.2.3.1 “Fondo unico da ripartire – investimenti
universita’ e ricerca” (cap. 7000).

Allegato 1

QUADRI GENERALI RIASSUNTIVI
A) Quadro generale riassuntivo del bilancio di competenza
per l’anno finanziario 2006

—-> Vedere allegato da pag. 29 a pag. 114 in formato zip/pdf

Allegato 2

FUNZIONI OBIETTIVO PER IL 2006

—-> Vedere allegato da pag. 117 a pag. 163 in formato zip/pdf

TABELLA N. 2
STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E
DELLE FINANZE
—-> Vedere allegato da pag. 167 a pag. 241 in formato zip/pdf

TABELLA N. 5
STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
—-> Vedere allegato da pag. 245 a pag. 307 in formato zip/pdf

TABELLA N. 9
STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

—-> Vedere allegato da pag. 311 a pag. 371 in formato zip/pdf

LEGGE 23 dicembre 2005, n.267 – Ripubblicazione del testo della legge 23 dicembre 2005, n. 267, recante: ‘Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2006

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