Legge 2 febbraio 1974, n. 64. | Edilone.it

Legge 2 febbraio 1974, n. 64.

Legge 2 febbraio 1974, n. 64. - Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche. (G.U. 21-3-1974, n. 76)

Legge 2 febbraio 1974, n. 64.
Provvedimenti per le costruzioni con
particolari prescrizioni per le zone sismiche.

TITOLO I

Disposizioni generali

Art. 1.

Tipo di strutture e norme
tecniche. – In tutti i comuni della Repubblica le costruzioni sia
pubbliche che private debbono essere realizzate in osservanza delle
norme tecniche riguardanti i vari elementi costruttivi che saranno
fissate con successivi decreti del Ministro per i lavori pubblici, di
concerto con il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio superiore
dei lavori pubblici, che si avvarrà anche della collaborazione del
Consiglio nazionale delle ricerche. Tali decreti dovranno essere
emanati entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge.

Le norme tecniche di cui al comma precedente potranno essere
successivamente modificate o aggiornate con la medesima procedura ogni
qualvolta occorra.Dette norme tratteranno i seguenti argomenti:

a)
criteri generali tecnico-costruttivi per la progettazione, esecuzione
e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento;

b) carichi e sovraccarichi e loro combinazioni, anche in funzione
del tipo e delle modalità costruttive e della destinazione dell’opera;
criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni;

c)
indagini sui terreni e sulle rocce, stabilità dei pendii naturali e
delle scarpate, criteri generali e precisazioni tecniche per la
progettazione, esecuzione e collaudo delle opere di sostegno delle
terre e delle opere di fondazione;

d) criteri generali e
precisazioni tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo di
opere speciali, quali ponti, dighe, serbatoi, tubazioni, torri,
costruzioni prefabbricate in genere, acquedotti, fognature;

e)
protezione delle costruzioni dagli incendi.

Qualora vengano usati
sistemi costruttivi diversi da quelli in muratura o con ossatura
portante in cemento armato normale e precompresso, acciaio o sistemi
combinati dei predetti materiali, per edifici con quattro o più piani
entro e fuori terra, l’idoneità di tali sistemi deve essere comprovata
da una dichiarazione rilasciata dal presidente del Consiglio superiore
dei lavori pubblici su conforme parere dello stesso Consiglio.

Art. 2.

Abitati da consolidare. – In tutti i territori comunali o
loro parti, nei quali siano intervenuti od intervengano lo Stato o la
Regione per opere di consolidamento di abitato ai sensi della legge 9
luglio 1908, n. 445 e successive modificazioni ed integrazioni,
nessuna opera e nessun lavoro, salvo quelli di manutenzione ordinaria
o di rifinitura, possono essere eseguiti senza la preventiva
autorizzazione dell’ufficio tecnico della Regione o dell’ufficio del
genio civile secondo le competenze vigenti.

Le opere di
consolidamento, nei casi di urgenza riconosciuta con ordinanza del
sindaco, possono eccezionalmente essere intraprese anche prima della
predetta autorizzazione, la quale comunque dovrà essere richiesta nel
termine di cinque giorni dall’inizio dei lavori.

Avverso il
provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione è ammesso
ricorso, rispettivamente, al presidente della giunta regionale o al
provveditore regionale alle opere pubbliche, che decidono con
provvedimento definitivo.

——————————————————————————–

TITOLO
II

Norme per le costruzioni in zone sismiche

Capo I – Nuove
costruzioni.

Art. 3.

Opere disciplinate e gradi di sismicità. –
Tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la
pubblica incolumità, da realizzarsi in zone dichiarate sismiche ai
sensi del secondo comma lettera a) del presente articolo, sono
disciplinate, oltre che dalle norme di cui al precedente articolo 1,
da specifiche norme tecniche che verranno emanate con successivi
decreti dal Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro
per l’interno, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che
si avvarrà anche della collaborazione del Consiglio nazionale delle
ricerche, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge
ed aggiornate con la medesima procedura ogni qualvolta occorra in
relazione al progredire delle conoscenze dei fenomeni sismici.

Con decreti del Ministro per i lavori pubblici emanati di concerto
con il Ministro per l’interno, sentiti il Consiglio superiore dei
lavori pubblici e le regioni interessate, sulla base di comprovate
motivazioni tecniche, si provvede:

a) all’aggiornamento degli
elenchi delle zone dichiarate sismiche agli effetti della presente
legge e delle disposizioni precedentemente emanate;

b) ad attribuire
alle zone sismiche valori differenziati del grado di sismicità da
prendere a base per la determinazione delle azioni sismiche e di
quant’altro specificato dalle norme tecniche;

c) all’eventuale
necessario aggiornamento successivo degli elenchi delle zone sismiche
e dei valori attribuiti ai gradi di sismicità.

I decreti di cui alle
lettere a) e b) del precedente comma saranno emanati entro sei mesi
dall’entrata in vigore della presente legge.

Art. 4.

Contenuto
delle norme tecniche. – Le norme tecniche di cui al precedente
articolo 3, da adottare sulla base dei criteri generali indicati dagli
articoli successivi e in funzione dei diversi gradi di sismicità,
riguarderanno:

a) l’altezza massima degli edifici in relazione al
sistema costruttivo, al grado di sismicità, riguarderanno:

b) le
distanze minime consentite tra gli edifici e giunzioni tra edifici
contigui;

c) le azioni sismiche orizzontali e verticali da tenere in
conto del dimensionamento degli elementi delle costruzioni e delle
loro giunzioni;

d) il dimensionamento e la verifica delle diverse
parti delle costruzioni;

e) le tipologie costruttive per le
fondazioni e le parti in elevazione.

Le caratteristiche generali e
le proprietà fisico-meccaniche dei terreni di fondazione, e cioè dei
terreni costituenti il sottosuolo fino alla profondità alla quale le
tensioni indotte dal manufatto assumano valori significativi ai fini
delle deformazioni e della stabilità dei terreni medesimi, devono
essere esaurientemente accertate.

Per le costruzioni su pendii gli
accertamenti devono essere convenientemente estesi al di fuori
dell’area edificatoria per rilevare tutti i fattori occorrenti per
valutare le condizioni di stabilità dei pendii medesimi.

Le norme
tecniche di cui al primo comma potranno stabilire l’entità degli
accertamenti in funzione della morfologia e della natura dei terreni e
del grado di sismicità.

Art. 5.

Sistemi costruttivi. – Gli
edifici possono essere costruiti con:

a) struttura intelaiata in
cemento armato normale o precompresso, acciaio o sistemi combinati dei
predetti materiali;

b) struttura a pannelli portanti;

c) struttura
in muratura;

d) struttura in legname.

Art. 6.

Edifici in
muratura. – S’intendono per costruzioni in muratura quelle nelle quali
la muratura ha funzione portante.

Esse devono presentare adeguate
caratteristiche di solidarietà fra gli elementi strutturali che le
compongono e di rigidezza complessiva secondo le indicazioni delle
norme tecniche di cui al precedente articolo 3.

Art. 7.

Edifici
con struttura a pannelli portanti. – S’intendono per strutture a
pannelli portanti quelle formate con l’associazione di pannelli
verticali prefabbricati (muri), di altezza pari ad un piano e di
larghezza superiore ad un metro, resi solidali a strutture orizzontali
(solai) prefabbricate o costruite in opera.

Le strutture a
pannelli portanti devono essere realizzate in calcestruzzo pieno od
alleggerito, semplice, armato normale o precompresso, presentare
giunzioni eseguite in opera con calcestruzzo o malta cementizia, ed
essere irrigidite da controventamenti opportuni, costituiti dagli
stessi pannelli verticali sovrapposti o da lastre in calcestruzzo
realizzate in opera; i controventamenti devono essere orientati almeno
secondo due direzioni distinte.

Il complesso scatolare costituito
dai pannelli deve realizzare un organismo statico capace di assorbire
le azioni sismiche di cui all’art. 9.

La trasmissione delle azioni
mutue tra i diversi elementi deve essere assicurata da armature
metalliche.

L’idoneità di tali sistemi costruttivi, anche in
funzione del grado di sismicità, deve essere comprovata da una
dichiarazione rilasciata dal presidente del Consiglio superiore dei
lavori pubblici, su conforme parere dello stesso Consiglio.

Art.
8.

Edifici con strutture intelaiate. – S’intendono per strutture
intelaiate quelle costituite da aste rettilinee o curvilinee, comunque
vincolate fra loro ed esternamente. In esse potranno essere compresi
elementi irrigidenti costituiti da:

a) strutture reticolate in
acciaio, calcestruzzo armato normale o precompresso;

b)
elementi-parete in acciaio, calcestruzzo armato normale o
precompresso.

Gli elementi irrigidenti devono essere opportunamente
collegati alle intelaiature della costruzione in modo che sia
assicurata la trasmissione delle azioni sismiche agli irrigidimenti
stessi.

Il complesso resistente deve essere proporzionato in modo da
assorbire le azioni sismiche definite dalle norme tecniche di cui
all’art. 3.

Le murature di tamponamento delle strutture intelaiate
devono essere efficacemente collegate alle aste della struttura stessa
secondo le modalità specificate dalle norme tecniche di cui al
precedente articolo 3.

Art. 9.

Azioni sismiche. – L’edificio
deve essere progettato e costruito in modo che sia in grado di
resistere alle azioni verticali e orizzontali, ai momenti torcenti e
ribaltanti indicati rispettivamente alle successive lettere a), b), c)
e d) e definiti dalle norme tecniche di cui al precedente articolo 3.

a) Azioni verticali.

Non si tiene conto in genere delle azioni
sismiche verticali;

per le strutture di gr…

[Continua nel file zip allegato]

Legge 2 febbraio 1974, n. 64.

Edilone.it