Legge 12 giugno 1993, n. 185 | Edilone.it

Legge 12 giugno 1993, n. 185

Legge 12 giugno 1993, n. 185 - Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, concernente l'attuazione della direttiva CEE, n. 76/160/CEE relativa alla qualità delle acque di balneazione Pubblicato nella G.U. 15 aprile 1993, n. 87, e convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 12 giugno 1993, n. 185 (1)

Legge 12 giugno 1993, n. 185

Modifiche al decreto del Presidente
della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, concernente l’attuazione della
direttiva CEE, n. 76/160/CEE relativa alla qualità delle acque di
balneazione Pubblicato nella G.U. 15 aprile 1993, n. 87, e convertito
in legge, con modificazioni, dalla legge 12 giugno 1993, n. 185
(1)

G.U. 14 giugno 1993, n. 137

Il Presidente della Repubblica,
visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di apportare talune modifiche al
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470,
relative alla completa attuazione della direttiva CEE n. 76/160 ed
alla disciplina dei limiti in materia di qualità delle acque di
balneazione, anche in base alle facoltà previste dalla predetta
direttiva;
vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’8 aprile 1993;
sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanità, di
concerto con i Ministri dell’ambiente, della marina mercantile e per
il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali;
emana il seguente decreto legge:
1.
1. In attesa di una revisione
della normativa di recepimento della direttiva CEE n. 76/160 e
comunque per non oltre un triennio dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, i valori limite, espressi in percento di quello di
saturazione del parametro ossigeno disciolto, di cui al punto 11)
dell’allegato 1 al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno
1982, n. 470, con provvedimento regionale possono essere compresi, per
il giudizio di idoneità delle acque alla balneazione, fra 50 e 170.

2. Il provvedimento regionale di cui al comma 1 è subordinato
all’accertamento che il superamento dei valori limite, di cui al punto
11) dell’allegato 1 al decreto del Presidente della Repubblica n. 470
del 1982, dipenda da fenomeni che non comportino danni per la salute
umana (2).
3. La Regione, nell’ambito delle proprie competenze ed a
valere sulle ordinarie disponibilità di bilancio, adotta un programma
di sorveglianza per la rilevazione di alghe aventi possibili
implicazioni igienico sanitarie, contemporaneamente al provvedimento
di cui al comma 1, sulla base dei criteri indicati nel decreto del
Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell’ambiente, in
data 17 giugno 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 27
giugno 1988.
3 bis. I risultati dei programmi di sorveglianza di cui
al comma 3 sono parte della relazione sullo stato delle acque di
balneazione, di cui all’articolo 13 della direttiva n. 76/160/CEE
Consiglio, dell’8 dicembre 1975, che il Ministro della sanità presenta
al Parlamento entro il 31 marzo di ciascun anno (3).
2.
1. La
Regione, che si avvale della facoltà di cui all’articolo 1, ne dà
comunicazione ai Ministeri della sanità e dell’ambiente indicando,
mediante le coordinate geografiche degli estremi, i tratti di costa
nei quali vengono applicati i suddetti valori limite e la durata di
applicazione degli stessi.
2. La Regione deve altresì indicare le
strutture coinvolte nel programma di sorveglianza.
3. La
comunicazione di cui al comma 1 deve pervenire al termine della
stagione balneare e comunque non oltre il 31 gennaio dell’anno
successivo.
4. L’applicazione dei valori limite di cui all’articolo 1
decorre dal periodo di campionamento successivo, fatta salva la
facoltà di potersene avvalere nel corso della stagione balneare per
tratti di coste precedentemente non interessati da fenomeni
attribuibili ad eutrofizzazione, purché venga immediatamente messo in
atto il programma di sorveglianza e ne sia data comunicazione ai
Ministeri della sanità e dell’ambiente.
5. Per la prima applicazione
del presente decreto, le comunicazioni da parte delle Regioni devono
pervenire non oltre il 30 aprile 1993 e l’applicazione dei valori
limite di cui al comma 4 decorre dalla data del provvedimento
regionale.
6. Le Regioni, che si avvalgono della facoltà di cui
all’articolo 1, debbono far pervenire, entro il 31 dicembre di ogni
anno, ai Ministeri della sanità e dell’ambiente un dettagliato
rapporto sui risultati del programma di sorveglianza posto in essere
indicando altresì gli interventi realizzati nel corso dell’anno al
fine di contrastare il fenomeno dell’eutrofizzazione.
3.
1. Le
Regioni che durante la decorsa stagione balneare hanno messo in atto
il programma di sorveglianza di cui al comma 3 dell’articolo 1 del
decreto legge 14 maggio 1988, n. 155, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 1988, n. 271, per l’elaborazione dei risultati
conseguiti nel 1992 possono avvalersi della facoltà di cui al citato
articolo 1.
4.
1. (4)
5.
1. Il presente decreto entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per
la conversione in legge.

___________________
(1) D.L. 13 aprile
1993, n. 109 (G.U. 14 giugno 1993, n. 137).
(2) Comma così modificato
dalla legge di conversione 12 giugno 1993, n. 185.
(3) Comma aggiunto
dalla legge di conversione 12 giugno 1993, n. 185.
(4) Si omette il
testo. Si veda il parametro colorazione dell’allegato I al D.P.R. 8
giugno 1982, n. 470.

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