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ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO

ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO - DECRETO 22 aprile 2005: Regolamento concernente la disciplina e modalita' della attivita' brevettuale, ai sensi dell'articolo 13, comma 1, lettera f) del decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2002, n. 303. (GU n. 109 del 12-5-2005)

ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO

DECRETO 22 aprile 2005

Regolamento concernente la disciplina e modalita’ della attivita’
brevettuale, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera f) del
decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2002, n. 303.

IL PRESIDENTE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2002,
n. 303, recante il «Regolamento di organizzazione dell’Istituto
superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro – ISPESL, a
norma dell’art. 9 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419»;
Visto in particolare l’art. 13, comma 1, lettera e) del predetto
decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2002, n. 303, il
quale prevede che il Consiglio di amministrazione regolamenti la
disciplina e le modalita’ dell’attivita’ brevettuale;
Vista la deliberazione n. 15/2004 adottata dal Consiglio di
amministrazione in data 27 dicembre 2004, con la quale e’ stato
approvato il regolamento recante disciplina e modalita’
dell’attivita’ brevettuale;
Vista la nota del 22 marzo 2005 con cui il Ministero della salute –
Direzione generale ricerca scientifica e tecnologica –
6/I.4.d.a.7/70-3275//P, ha approvato il predetto regolamento, ai
sensi dell’art. 13, comma 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 4 dicembre 2002, n. 303;
Emana
l’unito regolamento recante disciplina e modalita’ dell’attivita’
brevettuale dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza
del lavoro.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 22 aprile 2005
Il presidente: Moccaldi

Allegato
REGOLAMENTO CONCERNENTE LA DISCIPLINA E LE MODALITA’ DELL’ATTIVITA’
BREVETTUALE (art. 13, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente
della Repubblica n. 303/2002).
Art. 1.
1. I ricercatori dell’Istituto superiore per la prevenzione e la
sicurezza del lavoro sono titolari esclusivi dei diritti derivanti
dall’invenzione brevettabile di cui sono autori, secondo quanto
previsto dall’art. 7 della legge 18 ottobre 2001, n. 383.
2. In caso di piu’ autori, dipendenti delle Universita’, delle
pubbliche amministrazioni aventi fra i loro scopi istituzionali
finalita’ di ricerca ovvero di altre pubbliche amministrazioni, i
diritti derivanti dall’invenzione appartengono a tutti in parti
uguali, salvo diversa pattuizione. L’inventore presenta la domanda di
brevetto e ne da’ comunicazione all’amministrazione.
Art. 2.
1. Il ricercatore ha facolta’ di chiedere all’Istituto di
concorrere a sostenere, anche a titolo di anticipazione, gli oneri
derivanti dalle procedure di brevettazione, in base a criteri che
verranno stabiliti dal consiglio di amministrazione con apposita
delibera, previo parere del comitato scientifico (o di apposita
commissione consultiva) sui requisiti del brevetto.
Art. 3.
1. L’Istituto, nell’ambito della propria autonomia, stabilisce
l’importo massimo del canone, relativo a licenze a terzi per l’uso
dell’invenzione, spettante all’Istituto stesso ovvero a privati
finanziatori della ricerca, nonche’ ogni ulteriore aspetto dei
rapporti reciproci.
2. In ogni caso, l’inventore ha diritto a non meno del 50% dei
proventi o dei canoni di sfruttamento dell’invenzione.
3. Nel caso in cui l’Istituto non provveda alla determinazione di
cui al comma 1, allo stesso compete il 30% dei proventi o canoni.
Art. 4.
1. Qualora il ricercatore dell’Istituto cedera’ con apposito
contratto lo sfruttamento degli eventuali diritti economici derivanti
dal deposito di un brevetto, oltre che a terzi anche all’Istituto, il
consiglio di amministrazione, su proposta del presidente,
individuera’ l’entita’ economica di tale cessione ed adottera’
apposito schema di contratto.
Art. 5.
1. Gli accordi di collaborazione e le convenzioni dell’Istituto,
nel rispetto della norma di cui all’art. 7 della legge 18 ottobre
2001, n. 383, dovranno prevedere gli importi dei canoni spettanti ad
ognuna delle parti contraenti.
Art. 6.
1. Trascorsi cinque anni dalla data di rilascio del brevetto,
qualora l’inventore o i suoi aventi causa non ne abbiano iniziato lo
sfruttamento industriale, a meno che cio’ non derivi da cause
indipendenti dallo loro volonta’, l’Istituto superiore per la
prevenzione e la sicurezza del lavoro acquisisce automaticamente un
diritto gratuito, non esclusivo, di sfruttare l’invenzione e i
diritti patrimoniali ad essa connessi, o di farli sfruttare da terzi,
salvo il diritto spettante all’inventore di esserne riconosciuto
autore.
Art. 7.
1. Il presente regolamento si applica ai brevetti depositati
successivamente all’emanazione dell’art. 7 della legge n. 383/2001.
2. I brevetti depositati in precedenza all’entrata in vigore
della suddetta legge sono disciplinati dalla normativa vigente
all’epoca del deposito.

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