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Impalcature automatiche autosollevanti

Impalcature automatiche autosollevanti - Artt. 30 e segg., D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164
Circolare Ministeriale

Al fine di realizzare l’uniformità dell’azione
prevenzionistica, venuta meno nel caso in oggetto essendosi
manifestate difformità di vedute tra gli organi di vigilanza, si
ritiene di dover comunicare, sulla base della recente ordinanza della
Pretura di Roma volta ad imporre la necessità dell’autorizzazione alle
casseforme “tunnel” dei pareri espressi da taluni Ispettorati e di
quello conclusivo della Commissione consultiva per la prevenzione
degli infortuni, quanto segue.
Le impalcature automatiche autosollevanti, impiegate generalmente per
lavori di rifinitura di edifici, presentano caratteristiche
costruttive e funzionali tali da permettere l’assimilazione ai
ponteggi previsti dagli artt. 30 e segg. del D.P.R. 7 gennaio 1956, n.
164, per cui si rende necessaria l’autorizzazione di cui al Capo V
del suddetto decreto presidenziale.
A tal fine le ditte costruttrici, ove non vi abbiano già provveduto,
dovranno produrre alla scrivente tramite l’Ispettorato del lavoro
competente per territorio apposita istanza su carta legale corredata
dalle relazioni tecniche di cui agli artt. 31 e 32 del D.P.R.
citato, redatte in triplice copia di cui una bollata, entro 30
giorni dalla data della presente.
Chiarito tale punto e considerato che le attrezzature in questione
sono già considerate da tempo in uso presso i cantieri edili, anche in
conformità a prescrizioni impartite per alcuni casi particolari, si
rende opportuno riportare qui di seguito le misure di sicurezza che
dovranno essere rispettate in ogni caso fino al conseguimento della
suddetta autorizzazione, fatta salva ovviamente l’osservanza di tutte
quelle altre misure di sicurezza che, in relazione a particolari
condizioni di impiego, dovessero di volta in volta, risultare
necessarie.
Tali misure sono: a) la installazione della base di appoggio deve
risultare perfettamente orizzontale e stabile ai carichi previsti; b)
l’ancoraggio dei castelli da parete dell’edificio deve essere
eliminato ogni due elementi sovrapponibili e tali da impedire sia il
rovesciamento della struttura verso l’esterno, sia la rotazione e la
traslazione dei castelli del piano parallelo alla parete; c) i telai
metallici dei carrelli costituenti il ponte devono essere collegati da
correnti sostenenti i traversi sui quali viene fissato il tavolame. I
correnti devono essere assicurati con staffe o morsetti contro il
pericolo di sfilamento dei telai; pari sistema di trattenuta devono
presentare i traversi rispetto ai correnti; d) prima di procedere al
sollevamento o abbassamento del ponte devono essere resi edotti tutti
i lavoratori che operano sullo stesso e deve essere accertato che non
esistano ostacoli al movimento; e) l’azionamento dei motori
predisposti per il sollevamento del ponte o abbassamento, da
effettuarsi esclusivamente dai lavoratori operanti sul ponte stesso,
deve avvenire simultaneamente in modo tale da non determinare
sull’impalcato pendenze superiori al 10%; f) gli apparecchi dovranno
essere provvisti di interruttori di fine corsa in salita e in discesa
e dispositivi elettrici di controllo dei blocchi meccanici agenti nel
caso in cui la piattaforma mobile assume inclinazione superiore al
10%.
Inoltre le ditte costruttrici sono tenute a fornire, con gli
apparecchi, una relazione di calcolo firmata da tecnico abilitato a
norma di legge, nonché le istruzioni sul montaggio, impiego e
smontaggio delle impalcature, con l’indicazione del carico ammissibile
per metro quadrato di intavolato in relazione all’altezza e alla
distanza massima tra le strutture portanti.
Copia dell’istanza di autorizzazione avanzata dal costruttore per
ciascun tipo di ponteggio esistente, dovrà infine essere tenuta nel
cantiere a disposizione degli organi di vigilanza ai sensi dell’ultimo
comma dell’art. 32 del D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164.

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