GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - PROVVEDIMENTO 27 ottobre 2005 | Edilone.it

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – PROVVEDIMENTO 27 ottobre 2005

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - PROVVEDIMENTO 27 ottobre 2005 - Trattamento di alcuni dati personali (immagini e impronte digitali) da parte di banche. (GU n. 68 del 22-3-2006)

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

PROVVEDIMENTO 27 ottobre 2005

Trattamento di alcuni dati personali (immagini e impronte digitali)
da parte di banche.

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,
presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del
dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del
dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;
Vista la normativa internazionale e comunitaria in materia di
protezione dei dati personali (direttiva n. 95/46/CE);
Visto il Codice in materia di protezione dei dati personali
(decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), con particolare
riguardo all’art. 17;
Visti i provvedimenti del Garante del 29 aprile 2004, in materia di
videosorveglianza, e del 28 settembre 2001, relativo alle rilevazioni
biometriche presso gli istituti di credito;
Esaminate le richieste di verifica preliminare presentate da vari
istituti di credito ai sensi dell’art. 17 del Codice, relative al
trattamento di dati personali biometrici in relazione ad esigenze di
sicurezza presso sportelli bancari; vista la bozza di linee-guida che
l’Associazione bancaria italiana intende inoltrare alle banche e che
ha sottoposto all’attenzione di questa Autorita’;
Viste le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi
dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;
Relatore il dott. Giuseppe Fortunato;
Premesso:
1. Introduzione.
Alcuni istituti di credito hanno inoltrato a questa Autorita’ una
richiesta di verifica preliminare ai sensi dell’art. 17 del Codice,
relativa a trattamenti di dati personali consistenti
nell’associazione di dati biometrici di clienti (risultanti, in
particolare, dall’acquisizione di impronte digitali tramite scanner
collegati o integrati in un sistema informatico) con altri dati
personali, relativi anch’essi alla clientela, raccolti avvalendosi di
sistemi di ripresa.
Le richieste sono state presentate, anche in relazione a quanto
prescritto dal Garante con il provvedimento in materia di
videosorveglianza del 29 aprile 2004 (punto 3.2.1), per consentire la
raccolta di elementi di prova suscettibili di utilizzazione in caso
di comportamenti delittuosi.
L’Associazione bancaria italiana, nel fornire alcuni dati
statistici relativi a fenomeni criminosi posti in essere nei
confronti di dipendenze bancarie (in particolare, a rapine), ha
rappresentato a sua volta che l’esigenza di dotare di impianti di
rilevazione biometrica talune filiali maggiormente esposte alla
commissione di reati e’ condivisa da una pluralita’ di istituti.
All’esito della complessa istruttoria preliminare, il Garante
ritiene necessario adottare un nuovo provvedimento di carattere
generale che, sulla base dei principi generali gia’ enunciati nel
provvedimento del 28 settembre 2001 (in Bollettino n. 22/2001, p.
82), tenga conto delle novita’ sopravvenute con il Codice entrato in
vigore il 1° gennaio 2004 (con particolare riguardo alle disposizioni
contenute negli articoli 17, 24, comma 1, lettera g) e 154, comma 1,
lettera c)). In relazione ai trattamenti di dati personali (diversi
da quelli sensibili e giudiziari) che presentano rischi specifici per
i diritti e le liberta’ fondamentali, nonche’ per la dignita’
dell’interessato, il Garante ha infatti il compito di individuare
misure ed accorgimenti rivolti «a determinate categorie di titolari o
di trattamenti» nell’ambito di una verifica preliminare all’inizio
del trattamento (art. 17 del Codice).
Nel caso in esame (come gia’ rilevato nel menzionato punto 3.2.1.
del provvedimento del 2004), i rischi specifici sono determinati
dall’installazione di «sistemi di videosorveglianza che prevedono una
raccolta delle immagini collegata e/o incrociata e/o confrontata con
altri particolari dati personali», e dalla particolare natura di
alcuni dati trattati, segnatamente di quelli derivanti dalla
rilevazione delle impronte digitali.
Il presente provvedimento mira, pertanto, ad individuare le misure
e gli accorgimenti a garanzia degli interessati che dovranno essere
posti in essere da tutti gli istituti di credito operanti sul
territorio nazionale che intendano avvalersi dei sistemi descritti,
qualora ne ricorrano i presupposti di seguito indicati e rispettando
i principi contenuti nel Codice.
2. Liceita’, finalita’, necessita’ e proporzionalita’.
L’utilizzo generalizzato ed indiscriminato di sistemi che
consentono l’identificazione degli interessati mediante la
combinazione di diversi sistemi di rilevazione dati non e’
consentito, in quanto contrasta con il principio di necessita’ che
impone di configurare i sistemi informativi e i programmi informatici
escludendo il trattamento di dati personali non necessari – nel caso
di specie, biometrici – in rapporto alle finalita’ che si intende
perseguire (art. 3 del Codice).
Un’attivita’ di raccolta indifferenziata di dati particolarmente
significativi (quali quelli relativi alle impronte digitali), imposta
all’intera clientela degli istituti bancari, non e’ lecita, tanto
piu’ se giustificata solo da una generica esigenza di sicurezza.
In mancanza di specifici elementi che comprovino una concreta
situazione di elevato rischio, tale attivita’ comporta infatti un
sacrificio sproporzionato della sfera di liberta’ e della dignita’
delle persone interessate, esponendo, altresi’, le stesse a pericolo
di abusi in relazione a dati a se’ riferibili particolarmente
delicati quali sono le impronte digitali.
Il trattamento di tali dati personali e’ consentito, con
l’osservanza di adeguate garanzie, soltanto quando debba essere
perseguita l’esclusiva finalita’ di elevare il grado di sicurezza di
beni e persone (segnatamente, del personale dipendente degli istituti
di credito e della clientela). A tal fine e’ necessaria la ricorrenza
di specifici elementi riconducibili a circostanze obiettive che
devono evidenziare una concreta situazione di elevato rischio e che
l’istituto bancario deve valutare con particolare cautela (cfr.
Provv. 11 dicembre 2000, in Boll. n. 14-15/2000, p. 30; Provv.
7 marzo 2001).
Tali particolari condizioni, risultanti anche da concordanti
valutazioni da parte degli organi competenti in materia di tutela
dell’ordine e della sicurezza pubblica, possono derivare, in
particolare, dalla localizzazione dello sportello bancario (ad
esempio, ove lo stesso sia situato in aree ad alta densita’
criminale, o isolate o, comunque, poste nell’immediata prossimita’ di
«vie di fuga»). Puo’ altresi’ venire in considerazione la circostanza
che lo sportello bancario, o altri sportelli siti nella medesima
zona, abbiano subito rapine. Possono inoltre rilevare altre
contingenti vicende che espongano a reale pericolo una o piu’ filiali
determinate (come ad esempio rilevato in passato, con riguardo alla
maggiore «liquidita» presso gli sportelli bancari in corrispondenza
dell’introduzione della moneta unica europea: cfr. Provv.
28 settembre 2001).
La sussistenza di tali circostanze deve essere altresi’ valutata
periodicamente in rapporto a fattori suscettibili di incidere sulla
soglia di esposizione a rischio (si pensi, ad esempio,
all’istituzione di una postazione di pubblica sicurezza nelle
immediate vicinanze, oppure al rafforzamento di servizi di
sorveglianza privata all’interno della filiale). All’esito di tale
valutazione periodica i trattamenti di dati non piu’ giustificati
devono essere cessati o sospesi.
3. Informativa.
Gli interessati devono essere informati adeguatamente della
presenza dei sistemi di acquisizione delle impronte digitali e
dell’associazione di queste ultime con immagini raccolte (art. 13 del
Codice). Cio’, prima che i dati siano rilevati e, comunque, prima
dell’accesso a varchi a doppia porta o bussole.
L’informativa deve fornire gli elementi previsti dal Codice (art.
13) anche con formule sintetiche, ma chiare e senza ambiguita’. Deve
essere ben evidenziata la liberta’ di accedere in banca senza
consentire il rilevamento dell’impronta digitale, sulla base di un
procedimento alternativo basato anche su un’identificazione del
cliente eventualmente necessaria.
Il Garante ha individuato un modello di informativa «minima» che i
titolari del trattamento potranno utilizzare in corrispondenza dei
varchi di accesso alle strutture della banca, che dovra’ essere
integrato con un’informativa piu’ ampia esposta all’interno della
dipendenza bancaria. Entrambi i modelli sono allegati in facsimile al
presente provvedimento.
4. Misure ed accorgimenti.
L’utilizzazione dei sistemi di rilevazione delle impronte digitali
associata a sistemi di videosorveglianza deve avvenire nel rispetto
degli ulteriori accorgimenti e misure a garanzia degli interessati,
di seguito elencati.
a) modalita’ alternative di accesso alla banca.
La rilevazione delle impronte digitali non puo’ comportare una
contrazione della liberta’ e della dignita’ degli utenti degli
sportelli bancari. L’accesso tramite i descritti sistemi di
rilevazione deve avvenire predisponendo un meccanismo che, in
presenza di una difforme volonta’ del cliente, oppure
dell’impossibilita’ del medesimo di prestarsi alle operazioni di
trattamento in ragione di proprie condizioni personali, gli permetta
di accedere comunque all’istituto bancario attraverso un ingresso
alternativo (o comunque senza dover essere obbligato a rilasciare
dati personali), con l’eventuale adozione di cautele rimesse alla
ragionevole valutazione dei responsabili della filiale (come, ad
esempio, con la richiesta di esibizione di un documento). Come gia’
rilevato nel richiamato provvedimento del 2001, sono da ritenersi
precluse eventuali pratiche vessatorie o comunque elusive
dell’obbligo di consentire l’ingresso senza rilevazione
dell’impronta.
b) modalita’ di raccolta.
I sistemi di videosorveglianza installati devono essere orientati
esclusivamente verso l’area di accesso all’istituto di credito, senza
riprendere altri immobili e, in particolare, i loro ingressi.
Quanto ai dati biometrici da raccogliere, e’ sufficiente rilevare
solo l’impronta dattiloscopica di una delle dita dell’interessato.
c) misure di sicurezza.
I sistemi per la raccolta delle immagini (fisse o in movimento) e
delle impronte digitali devono prevedere l’immediata cifratura dei
dati, prima della loro registrazione in una banca dati comunque
configurata, e devono garantire un livello elevato di sicurezza.
Deve essere assicurata l’associazione univoca tra le immagini e le
impronte digitali, per evitare errori di identificazione.
Particolare attenzione deve essere dedicata alle tecniche
crittografiche applicate alle immagini e alle impronte.
I dati devono essere trattati con sistemi di cifratura «robusti»
con l’utilizzo, anche congiunto, di algoritmi crittografici
simmetrici o asimmetrici.
In particolare, qualora si ricorra a tecniche di crittografia
simmetrica per la cifratura dei dati e a crittografia asimmetrica o a
chiave pubblica per la cifratura delle chiavi simmetriche relative a
ciascun dato o a ciascuna porzione di dato, l’intero processo
crittografico deve essere garantito dall’interposizione di un
vigilatore dei dati (individuato nel titolare di una funzione di
controllo interno in posizione di indipendenza, o da un soggetto
parimenti indipendente da questi designato), depositario delle chiavi
crittografiche idonee a decifrare le informazioni conservate dalla
banca.
Deve essere infatti evitata la possibilita’, anche solo tecnica, di
decifrare le informazioni acquisite senza l’intervento del predetto
vigilatore dei dati.
L’accesso alle informazioni «in chiaro», sia per esigenze di
giustizia, sia in caso di esercizio dei diritti dell’interessato
(art. 7 del Codice), deve avvenire solo tramite il medesimo
vigilatore dei dati.
Resta fermo l’obbligo di adottare, in conformita’ al Codice, misure
di sicurezza anche minime corrispondenti ai parametri previsti (art.
31 ss. e Allegato B del Codice), in particolare per quanto riguarda
l’accesso degli incaricati o amministratori di sistema che abbiano un
ruolo nella conduzione o nella manutenzione dei sistemi utilizzati.
I sistemi di rilevazione devono infine offrire una garanzia
rigorosa di affidabilita’ e di integrita’ dei dati, anche sulla base
di eventuali certificazioni od omologazioni dei dispositivi. In
questa cornice, gli istituti presso i quali vengono installati i
sistemi oggetto del presente provvedimento devono farsi rilasciare
dall’installatore, e conservare, l’attestato di cui alla regola n. 25
del disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza
(Allegato «B» al Codice).
d) conservazione dei dati.
I dati cifrati relativi alle impronte e alle eventuali immagini
devono essere conservati per un periodo non superiore ad una
settimana e devono essere registrati cronologicamente in modo tale da
consentire il loro pronto reperimento anche sulla base di
un’opportuna organizzazione per giorni di rilevazione.
Devono essere predisposti meccanismi di integrale cancellazione
automatica delle informazioni allo scadere del termine previsto. Deve
essere altresi’ evitato un prolungamento surrettizio dei tempi di
conservazione attraverso la creazione di copie di sicurezza.
Resta fermo che la banca, in presenza di una richiesta di accesso
da parte dell’interessato, oppure di eventi criminosi verificatisi o,
ancora, di una richiesta da parte dell’autorita’ giudiziaria, potra’
assicurare la disponibilita’ dei dati raccolti, evitandone
l’automatica cancellazione alla scadenza del periodo di conservazione
previsto.
Da ultimo, non puo’ ritenersi consentito alcun sistema di
interconnessione dei dati raccolti con altri dati in possesso
dell’istituto bancario o di terzi, o di creazione di ulteriori
database, come pure di sistemi di riconoscimento facciale.
e) conoscibilita’ dei dati.
Possono decifrare ed accedere alle informazioni raccolte con i
sistemi di rilevazione soltanto le autorita’ giudiziarie e di
polizia, con riferimento a specifiche attivita’ investigative
connesse all’accertamento o alla prevenzione di reati svolte in
conformita’ al codice di procedura penale. Cio’, avvalendosi anche
della cooperazione del predetto vigilatore dei dati, il quale puo’,
se necessario, venire lecitamente a conoscenza di dati qualora presti
la propria opera anche in caso di esercizio del diritto d’accesso da
parte dell’interessato ai dati personali a se’ riferiti.
Il personale, anche esterno alla banca, selettivamente preposto
all’utilizzo e alla manutenzione delle apparecchiature, non deve
invece poter accedere in alcun modo «in chiaro» alle informazioni
cifrate (immagini ed impronte).
5. Bilanciamento di interessi.
In presenza dei presupposti e delle condizioni sopra indicati, il
trattamento dei dati personali potra’ ritenersi lecito anche in
assenza del consenso degli interessati, ai sensi dell’art. 24, comma
1, lettera g), del Codice.
Cio’, attesa la particolare finalita’ perseguita e considerando sia
la temporaneita’ e le modalita’ del trattamento da effettuarsi nella
rigorosa osservanza delle misure e degli accorgimenti prescritti con
il presente provvedimento, sia le ulteriori finalita’ perseguite
dagli altri titolari del trattamento ai quali i dati possono essere
comunicati (identificati nell’autorita’ giudiziaria e nelle forze di
polizia).
Il consenso dell’interessato deve ritenersi non necessario anche
con riguardo alle operazioni di decrittazione dei dati trattati ad
opera del vigilatore dei dati, le cui ulteriori operazioni di
trattamento devono esaurirsi nella sola comunicazione dei dati «in
chiaro» ai soggetti sopra individuati o all’interessato che abbia
esercitato il diritto d’accesso riconosciutogli dall’art. 7 del
Codice.
6. Adempimenti.
Resta in primo luogo fermo l’obbligo di notificare al Garante il
trattamento dei dati secondo le modalita’ previste (art. 37, comma 1,
lettera a) del Codice).
Ciascun istituto di credito e’ altresi’ tenuto ad inviare a questa
Autorita’, entro il 31 gennaio 2006 e con un’unica comunicazione
riguardante tutti i propri sportelli bancari, l’elenco di quelli per
i quali i dispositivi in esame siano stati gia’ attivati prima del
presente provvedimento.
Ogni istituto di credito che intenda installare nuove
apparecchiature, oppure modificare quelle esistenti, dovra’ invece
inoltrare, sempre al Garante, una specifica richiesta di verifica
preliminare utilizzando i modelli riprodotti in allegato, verifica da
svolgere una tantum ai sensi dell’art. 17 del Codice, prima
dell’inizio del trattamento. A tal fine potra’ essere effettuata
un’unica comunicazione riguardante tutti gli sportelli della banca,
indicando l’elenco di quelli per i quali intende attivare i
dispositivi menzionati e le condizioni di concreto rischio poste a
fondamento della loro installazione valutate in rapporto alle altre
misure adottabili.
Da ultimo, in aggiunta alle predette prescrizioni, presso ogni
sportello bancario dovra’ essere comunque conservata e tenuta
aggiornata, anche in previsione di verifiche disposte da questa
Autorita’, la seguente documentazione:
a) copia della richiesta di verifica preliminare inviata al
Garante;
b) eventuale documentazione dalla quale si possa desumere
l’esistenza di condizioni di rischio concreto dello sportello;
c) documentazione tecnica relativa all’installazione dei sistemi
biometrici e di videosorveglianza adottati, dal quale risulti la
conformita’ dei medesimi alle condizioni indicate nel presente
provvedimento. Dalla medesima devono evincersi:
le caratteristiche dell’impianto di ripresa (ad esempio,
localizzazione della/e telecamera/e con l’indicazione delle
caratteristiche tecniche);
le caratteristiche dell’impianto di raccolta del dato
biometrico;
le caratteristiche del sistema informatico di gestione delle
immagini e dei dati biometrici, con particolare riguardo alle fasi
del processo crittografico;
l’indicazione del tempo massimo di conservazione dei dati;
d) copia dell’informativa resa alla clientela;
e) documentazione dalla quale si possano desumere le modalita’
alternative di accesso alla struttura della banca.
Tutto cio’ premesso, il Garante:
1. ai sensi dell’art. 154, comma 1, lettera c), del Codice
prescrive a tutti i titolari del trattamento di adottare le misure
necessarie indicate nel presente provvedimento al fine di rendere il
trattamento conforme alle disposizioni vigenti;
2. individua nei termini di cui in motivazione, ai sensi dell’art.
24, comma 1, lettera g) del Codice, i casi nei quali il trattamento
dei dati personali nell’ambito dei sistemi informativi oggetto del
presente provvedimento puo’ essere effettuato dagli istituti di
credito, nei limiti e alle condizioni indicate, per perseguire
legittimi interessi senza richiedere il consenso degli interessati;
3. dispone che copia del presente provvedimento sia trasmesso al
Ministero della giustizia Ufficio pubblicazione leggi e decreti, per
la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana ai sensi dell’art. 143, comma 2, del Codice.

Roma, 27 ottobre 2005

Il presidente: Pizzetti

Il relatore: Fortunato

Il segretario generale: Buttarelli

Allegato

—-> Vedere Allegato da pag. 175 a pag. 191 della G.U. in
formato zip/pdf

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – PROVVEDIMENTO 27 ottobre 2005

Edilone.it