Disciplina delle funzioni prevenzionali e omologative delle Unità sanitarie locali e dell'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro | Edilone.it

Disciplina delle funzioni prevenzionali e omologative delle Unità sanitarie locali e dell’Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro

Disciplina delle funzioni prevenzionali e omologative delle Unità sanitarie locali e dell'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro - Chiarimenti
Circolare Ministeriale

Questo Ministero, a seguito di richiesta di chiarimenti in
ordine al contenuto della circolare n. 91 del 6 luglio 1982,
riguardante la disciplina delle funzioni prevenzionali ed omologative
delle UU.SS.LL. e dell’ISPESL, ritiene opportuno fornire le seguenti
puntualizzazioni: A) Funzioni di polizia giudiziaria
Si allega copia del parere espresso in proposito dal Consiglio di
Stato, che ha costituito la base delle considerazioni svolte dallo
scrivente nella suaccennata circolare.
Si precisa, comunque, che – a parte le denunce di infortuni e gli
accertamenti richiesti dall’Autorità giudiziaria, sui quali gli
Ispettori devono continuare a svolgere l’attività di competenza –
l’Ispettorato del lavoro deve dar corso, come in precedenza, anche a
qualsiasi denuncia che pervenga in materia di sicurezza del lavoro,
sia per quanto riguarda infrazioni alle norme di prevenzione degli
infortuni, sia che si riferisca a violazione di norme vigenti in
materia di igiene del lavoro.
Ai fini di un più incisivo esercizio della funzione di cui trattasi,
con particolare riferimento agli obblighi di cui all’art. 219 cod.
proc. pen. lo scrivente ritiene che gli Ispettorati del lavoro debbano
intrattenere opportuni contatti con l’Autorità giudiziaria locale, in
relazione alla stretta collaborazione che i medesimi sono tenuti a
fornire a detta Autorità per il perseguimento di illeciti nella
materia in questione. B) Documentazione da trasmettere alle
UU.SS.LL.
La documentazione da trasmettere alle UU.SS.LL. deve riguardare gli
adempimenti derivanti dall’esercizio delle funzioni amministrative
loro trasferite ai sensi delle vigenti disposizioni.
Al riguardo devesi rammentare che le funzioni amministrative
trasferite sono, ovviamente, soltanto quelle scaturenti dalle
disposizioni contenute nei DD.PP.RR. che trovano la loro fonte
giuridica nella delega di cui alla legge n. 51/1955.
Ciò non significa, tuttavia, che attività riconducibili nell’ambito
omologativo ai sensi del secondo comma dell’art 2 del D.L. n.
390/1982 convertito con modificazioni nella legge n. 597 del 12
agosto 1982 – anche se risultanti dai predetti decreti
(autorizzazioni ministeriali ex art. 30 D.P.R. n. 164/1956 e
approvazioni di tipi e certificazioni ex D.M. 4 marzo 1982) –
possano essere svolte dalle UU.SSLL. poiché nella materia esiste
riserva statale; nè dette attività possono ancora essere svolte
dall’ISPESL, in quanto, come è facilmente deducibile dalla disciplina
in vigore, questi non è momentaneamente in grado di svolgere la
propria attività.
Tenuto conto di quanto precede, è appena il caso di accennare che
nessuna attività amministrativa codesti Ispettorati potranno iniziare
nella materia trasferita, mentre il problema si pone per gli “affari”
non ancora definiti. In tale ipotesi, ragioni di opportunità,
derivanti, peraltro, dalla esigenza di soddisfare, in termini per
quanto possibile ristretti, gli interessi pubblici a cui tale attività
è finalizzata, suggeriscono che gli Ispettorati del lavoro definiscano
i provvedimenti già iniziati e tuttora in corso, a meno che non
trattisi di pratiche la cui definizione si preveda a lunga scadenza,
per le quali è opportuna la trasmissione alle UU.SS.LL., evidenziando
nella lettera di trasmissione lo stato della pratica stessa.
Si ritiene, infine, di dover sottolineare che devono rimanere agli
atti di ufficio le pratiche relative ad affari definiti, nonché tutti
gli altri concernenti l’attività di polizia giudiziaria. C)
Attività amministrativa di competenza degli Ispettorati del lavoro
Lo scrivente, per quanto riguarda l’esercizio di funzioni
amministrative che, nel quadro del sistema giuridico vigente, rimane
nelle attribuzioni degli Ispettorati del lavoro, ritiene che esso si
identifichi con l’attività derivante dalla legislazione speciale che
tutela particolari situazioni e che nulla ha a che vedere con
l’attività derivante dalle disposizioni contenute nei DD.PP.RR. di cui
al punto sub B). Tale orientamento, a giudizio dello scrivente, rimane
valido sino a quando non verrà modificato l’attuale quadro legislativo
che risente della mancata attuazione della delega di cui all’art. 24
della legge n. 833/1978.
In relazione a quanto sopra, si ritiene che – allo stato – codesti
Ispettorati debbano continuare a svolgere, ad esempio, le funzioni
amministrative derivanti dalle disposizioni contenute nella legge n.
977/1967 – tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti – nella
legge n. 25/1955 – disciplina dell’apprendistato -, nella legge n.
1204/1971 – tutela delle lavoratrici madri -, nella legge n.
1415/1942 e successive modificazioni – impianto ed esercizio di
ascensori e montacarichi in servizio privato – negli artt. 29 e 30 del
R.D. n. 824/1927 concernente gli esami di abilitazione alla
conduzione di generatori di vapore e rilascio dei relativi
certificati, nell’art. 16 della legge n. 615/1966 per il rilascio
dei patentini per la conduzione di impianti termici, in quelle
contenute nella legge n. 191/1974 – prevenzione infortuni sul lavoro
nei servizi ed impianti gestiti dall’Azienda autonoma delle FF.SS.,
nonché nelle altre attività di cui all’art. 2 del D.P.R n.
547/1955, in quanto saranno disciplinate da apposite normative.
Infine, per quanto attiene l’igiene del lavoro nelle attività gestite
dalle Amministrazioni dello Stato, resta ferma la necessità di
procedere sulla base di accordi già perfezionati o che in ordine di
tempo interverranno con le Amministrazioni stesse, ai sensi dell’art.
63 del D.P.R. n. 303/1956. AllegatoQuesito concernente
le funzioni di polizia giudiziaria in materia di sicurezza del lavoro
(Parere emesso dalla Seconda Sezione del Consiglio di Stato
nell’udienza del 3 marzo 1982)
Premesso
Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale espone che sussiste
perplessità riguardo alla conservazione, da parte degli ispettori del
lavoro, di funzioni di polizia giudiziaria in materia di sicurezza ed
igiene del lavoro, a seguito del trasferimento della suddetta materia
ai servizi sanitari regionali e locali (art. 27, D.P.R. n. 616 del
1977) e poi alle Unità sanitarie locali (art. 21, legge n. 833 del
1978).
Il problema si pone perché l’art. 8 del D.P.R. 19 marzo 1955 n.
520 ha attribuito agli ispettori del lavoro funzioni di polizia
giudiziaria “nei limiti del servizio cui sono destinati”, e
sembrerebbe pertanto che con lo scorporo della materia della sicurezza
e dell’igiene del lavoro dalle attribuzioni dell’Ispettorato del
lavoro, ed il suo trasferimento ai servizi regionali (poi alle Unità
sanitarie locali), siano venute meno anche le funzioni di polizia
giudiziaria degli ispettori, relativamente alla stessa materia, ferme
restando dette funzioni in ordine alle materie non trasferite.
In effetti, le norme che hanno disposto il trasferimento delle
competenze dallo Stato alle Regioni e poi alle UU.SS.LL. hanno
positivamente disciplinato anche l’affidamento delle funzioni di
polizia giudiziaria, agli addetti ai rispettivi servizi, stabilendo
che la qualità di ufficiale di p.g. è conferita ai Singoli funzionari
con decreto del prefetto su proposta del presidente della giunta
regionale. Ciò comproverebbe che gli ispettori del lavoro non sono più
ufficiali di p.g., nella materia in parola.
In questa luce, nell’art. 27 del D.P.R. n. 61619/77, l’inciso
“fermo restando l’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria da
parte dell’Ispettorato del lavoro” (inciso non riprodotto testualmente
dall’art. 21, L. n. 833/1978, ma certamente implicitamente
recepito) dovrebbe essere interpretato come riferito alle materie
tuttora di competenza dell’Ispettorato, diverse da quella della
sicurezza e della igiene del lavoro.
Nondimeno, il Ministero prospetta la possibilità di una diversa
interpretazione, nel senso, cioè, che tanto l’inciso “fermo restando
quanto le altre espressioni (meno esplicite ma ugualmente indicative)
che anche nella L. n. 833/78 alludono alla sopravvivenza di
funzioni di p.g. in capo agli ispettori, vadano riferite “anche” alla
materia in parola. In altre parole, per questa materia vi sarebbe
concorso di funzioni di p.g, e non riserva esclusiva in favore degli
addetti dei servizi regionali e locali.
Con pronuncia interlocutoria del 29 aprile 1981, questa sezione,
rilevato che viene in questione anche il riparto di competenza tra
Stato e Regioni, con particolare riferimento a materie disciplinate
dalla legge n. 833 del 1978, ha chiesto al Ministero di acquisire
anche le osservazioni dell’Ufficio regioni della Presidenza del
Consiglio dei ministri e del Ministero della sanità.

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