Direttiva CEE 24/09/1996 | Edilone.it

Direttiva CEE 24/09/1996

Direttiva CEE 24/09/1996 n. 96 - Prevenzione e lriduzione integrate dell'inquinamento. Gazzetta Europea 10/10/1996 n. 257

Direttiva CEE 24/09/1996 n. 96
Prevenzione e lriduzione integrate
dell’inquinamento.
Gazzetta Europea 10/10/1996 n. 257

IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità
europea, in particolare l’articolo 130 S, paragrafo 1,

vista la
proposta della Commissione (1),

visto il parere del Comitato
economico e sociale (2),

deliberando in conformità della procedura di
cui all’articolo 189 C del trattato (3),
1. considerando che gli
obiettivi e i principi della politica ambientale comunitaria, quali
definiti nell’articolo 130 R del trattato mirano in particolare a
prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l’inquinamento
intervenendo innanzitutto alla fonte nonché garantendo una gestione
accorta delle risorse naturali, nel rispetto del principio “chi
inquina paga” e del principio della prevenzione;
2. considerando che
il quinto programma d’azione ambiente, la cui impostazione generale è
stata approvata dal Consiglio e dai Rappresentanti dei governi degli
Stati membri riuniti in seno al Consiglio nella risoluzione del 1°
febbraio 1993 (4), assegna priorità alla riduzione integrata
dell’inquinamento quale elemento importante della tendenza verso un
equilibrio più sostenibile tra attività umane e sviluppo
socioeconomico, da un lato, e risorse e capacità rigenerativa della
natura dall’altro;
3. considerando che l’attuazione di un approccio
integrato per ridurre l’inquinamento richiede un’azione a livello
comunitario per modificare e completare l’attuale normativa
comunitaria in materia di prevenzione e riduzione dell’inquinamento
dovuto a impianti industriali;
4. considerando che la direttiva
84/360/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1984, concernente la lotta
contro l’inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali
(5), ha introdotto una disciplina generale che impone
un’autorizzazione prima dell’entrata in funzione o di modifiche
sostanziali di un impianto industriale che possano provocare
l’inquinamento dell’aria;
5. considerando che la direttiva 76/464/CEE
del Consiglio, del 4 maggio 1976, concernente l’inquinamento provocato
da certe sostanze pericolose scaricate nell’ambiente idrico della
Comunità (6), ha introdotto un obbligo di autorizzazione per lo
scarico di dette sostanze;
6. considerando che, nonostante l’esistenza
di normative comunitarie sulla lotta contro l’inquinamento atmosferico
e la prevenzione o la riduzione al minimo dello scarico di sostanze
pericolose nell’acqua, non esiste finora un’analoga normativa
comunitaria per prevenire o ridurre al minimo le emissioni nel
terreno;
7. considerando che approcci distinti nel controllo delle
emissioni nell’aria, nell’acqua o nel terreno possono incoraggiare il
trasferimento dell’inquinamento tra i vari settori ambientali anziché
proteggere l’ambiente nel suo complesso;
8. considerando che lo scopo
di un approccio integrato della riduzione dell’inquinamento è la
prevenzione delle emissioni nell’aria, nell’acqua e nel terreno,
tenendo conto della gestione dei rifiuti ogniqualvolta possibile e,
altrimenti, la loro riduzione al minimo per raggiungere un elevato
livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso;
9. considerando
che la presente direttiva stabilisce un quadro generale per la
prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento; che essa
prevede le misure necessarie per assicurare l’attuazione della
prevenzione e della riduzione integrate dell’inquinamento al fine di
raggiungere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo
complesso; che l’applicazione del principio dello sviluppo sostenibile
è rafforzato da un approccio integrato della riduzione
dell’inquinamento;
10. considerando che le disposizioni della presente
direttiva si applicano fatte salve le disposizioni della direttiva
85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la
valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e
privati (7); che, qualora informazioni o conclusioni ottenute in
seguito all’applicazione di quest’ultima direttiva debbano essere
prese in considerazione per concedere un’autorizzazione, la presente
direttiva non pregiudica l’applicazione della direttiva
summenzionata;
11. considerando che gli Stati membri devono prendere
le disposizioni necessarie per garantire che l’esercente osservi i
principi generali di alcuni obblighi fondamentali; che a tal fine
basta che le autorità competenti tengano conto di tali principi
generali quando definiscono le condizioni di autorizzazione;
12.
considerando che le disposizioni adottate a norma della presente
direttiva devono essere applicate agli impianti esistenti allo scadere
di un termine stabilito per alcune di dette disposizioni ovvero a
decorrere dalla data di applicazione della presente direttiva;
13.
considerando che, per affrontare i problemi dell’inquinamento nel modo
più diretto ed efficace, l’esercente dovrebbe tener conto della
dimensione ambientale; che ciò deve essere comunicato all’autorità
competente affinché possa verificare, prima del rilascio di
un’autorizzazione, che si sono previste tutte le misure appropriate di
prevenzione o di riduzione dell’inquinamento; che procedure di
applicazione diverse hanno dato origine a livelli diversi di
protezione ambientale e di consapevolezza da parte del pubblico; che
le domande di autorizzazione in base alla direttiva dovrebbero,
pertanto, contenere un minimo di dati;
14. considerando che un
efficace coordinamento della procedura e delle condizioni di
autorizzazione tra le autorità competenti consentirà di raggiungere il
massimo livello possibile di protezione dell’ambiente nel suo
complesso;
15. considerando che la o le autorità competenti devono
rilasciare o modificare un’autorizzazione soltanto se sono state
previste misure globali di protezione ambientale relative all’aria,
all’acqua ed al terreno;
16. considerando che l’autorizzazione
comprende tutte le misure necessarie per soddisfare le condizioni di
autorizzazione al fine di raggiungere in tal modo un elevato livello
di protezione dell’ambiente nel suo complesso e che, salva la
procedura di autorizzazione, tali misure possono anche essere oggetto
di prescrizioni vincolanti generali;
17. considerando che valori
limite di emissione, parametri o misure tecniche equivalenti devono
basarsi sulle migliori tecniche disponibili, senza imporre l’uso di
una tecnica o di una tecnologia specifica, tenendo presente le
caratteristiche tecniche dell’impianto in questione, la sua posizione
geografica e le condizioni ambientali locali; che comunque le
condizioni di autorizzazione prevedono disposizioni volte a ridurre al
minimo l’inquinamento ad ampio raggio o transfrontaliero e
garantiscono un elevato livello di tutela dell’ambiente nel suo
complesso;
18. considerando che spetta agli Stati membri determinare
come si potrà tener conto, all’occorrenza, delle caratteristiche
tecniche dell’impianto in questione, della sua posizione geografica e
delle condizioni ambientali locali;
19. considerando che qualora una
norma di qualità ambientale richieda requisiti più severi di quelli
che si possono soddisfare grazie alle migliori tecniche disponibili,
nell’autorizzazione sono previste condizioni supplementari senza
pregiudicare altre eventuali disposizioni prese in osservanza delle
norme di qualità ambientale;
20. considerando che le migliori tecniche
disponibili evolvono col tempo, soprattutto in funzione del progresso
tecnico, e che quindi le autorità competenti devono seguire od essere
aggiornate su tali progressi;
21. considerando che una modifica
apportata ad un impianto può essere fonte di inquinamento; che è
pertanto necessario notificare tutte le modifiche che potrebbero avere
ripercussioni sull’ambiente o all’autorità competente; che le
modifiche sostanziali dell’impianto devono essere assoggettate ad una
procedura di autorizzazione preventiva da parte dell’autorità
competente in conformità della presente direttiva;
22. considerando
che le condizioni dell’autorizzazione devono essere periodicamente
riesaminate e, se necessario, aggiornate; che in talune circostanze
esse saranno comunque riesaminate;
23. considerando che, per informare
il pubblico sul funzionamento degli impianti e sui possibili effetti
per l’ambiente, e garantire la trasparenza delle procedure di
autorizzazione in tutta la Comunità, il pubblico deve avere
liberamente accesso, prima di qualsiasi decisione, alle informazioni
relative alle domande di autorizzazione di nuovi impianti o di
modifiche sostanziali alle autorizzazioni stesse ed ai relativi
aggiornamenti e dati di controllo;
24. considerando che un inventario
delle principali emissioni e fonti responsabili può essere considerato
uno strumento importante dato che consente un raffronto delle attività
inquinanti nella Comunità; che tale inventario sarà compilato dalla
Commissione assistita da un comitato di regolamentazione;
25.
considerando che lo sviluppo e lo scambio di informazioni a livello
comunitario sulle migliori tecniche disponibili contribuiranno a
correggere il diverso grado di consapevolezza tecnologica esistente
nella Comunità nonché a diffondere in tutto il mondo i valori limite
stabiliti e le tecniche applicate nella Comunità ed aiuteranno infine
gli Stati membri ad attuare in modo efficiente la presente
direttiva;
26. considerando che si dovranno redigere, a scadenze
regolari, relazioni sull’attuazione e l’efficacia della presente
direttiva;
27. considerando che la presente direttiva riguarda gli
impianti aventi un grande potenziale di inquinamento a livello locale
e di conseguenza a livello transfrontaliero; che si procede a
consultazioni transfrontaliere quando le domande di autorizzazione
riguardano nuovi impianti o modifiche sostanziali agli impianti che
possono avere un impatto ambientale negativo e rilevante; che le
domande relative a tali propost…

[Continua nel file zip allegato]

Direttiva CEE 24/09/1996

Edilone.it