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Direttiva CEE 21/09/1992

Direttiva CEE 21/09/1992 n. 92 - Inquinamento dell'aria provocato dell'ozono. Gazzetta Europea 13/10/1992

Direttiva CEE 21/09/1992 n. 92
Inquinamento dell’aria provocato
dell’ozono.
Gazzetta Europea 13/10/1992

IL CONSIGLIO DELLE
COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità
economica europea, in particolare l’articolo 130 S,

vista la
proposta della Commissione (1),

visto il parere del Parlamento
europeo (2),

visto il parere del Comitato economico e sociale (3),

considerando che il quarto programma di azione delle Comunità in
materia di ambiente del 1987 (4), prevede la possibilità di azioni in
materia di inquinamento fotochimico, in particolare in materia di
inquinamento provocato dall’ozono, a causa della sua nocività e in
considerazione dello stato delle conoscenze circa i suoi effetti sulla
salute umana e sull’ambiente;

considerando che, per proteggere la
salute dell’uomo, è opportuno limitare le concentrazioni di ozono
nell’aria e che occorre sfruttare e promuovere le informazioni
tecniche e scientifiche, per acquisire una più ampia conoscenza di
questa forma di inquinamento e adottare in futuro in maniera efficace
le misure adeguate per ridurla;

considerando che è necessaria
nell’insieme degli Stati membri una conoscenza per quanto completa
possibile dei livelli di inquinamento provocato dall’ozono;

considerando che questa conoscenza implica la creazione di stazioni
di misurazione destinate a determinare le concentrazioni di ozono
nell’aria;

considerando che, per poter disporre di risultati
comparabili, nel quadro della presente direttiva è necessario che i
metodi utilizzati dagli Stati membri per la determinazione delle
concentrazioni siano equivalenti;

considerando che, dato il
carattere particolare dell’inquinamento fotochimico, è indispensabile,
per una migliore conoscenza del problema, uno scambio reciproco di
informazioni tra gli Stati membri e la Commissione, inclusa l’Agenzia
europea per l’ambiente (5) non appena questa sarà operativa;

considerando che la determinazione di limiti di informazione o di
allerta che attivano misure precauzionali da parte della popolazione
permette di limitare le

conseguenze sulla salute di episodi di
inquinamento;

considerando che i valori numerici di questi limiti
devono essere fondati sui risultati dei lavori realizzati nel quadro
dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e in particolare sulle
relazioni dose-effetto stabilite per questa sostanza inquinante;

considerando che le informazioni raccolte nel quadro della presente
direttiva devono essere periodicamente sottoposte a valutazione per
permettere di seguire l’evoluzione dell’inquinamento dell’aria
provocato dall’ozono, di verificare l’effetto delle disposzioni
nazionali e comunitarie di riduzione dei precursori fotochimici e di
stabilire in futuro nuove disposizioni in materia di ozono e di
qualità dell’aria; che la suddetta valutazione e le suddette
informazioni dovranno essere oggetto di una relazione che la
Commissione dovrà presentare quanto prima e non oltre il termine di un
periodo di quattro anni dopo la messa in applicazione della presente
direttiva;

considerando che la lotta contro l’inquinamento dell’aria
provocato dall’ozono può comportare anche misure di riduzione dei
precursori dell’ozono; che pertanto la Commissione dovrà sottoporre,
con la relazione sopramenzionata, proposte relative al controllo
dell’inquinamento dell’aria provocato dall’ozono e volte, se
necessario, a ridurre le emissioni di sostanze precursori dell’ozono;

considerando che la azioni della Comunità e degli Stati membri contro
l’inquinamento fotochimicio devono essere coordinate al fine di
renderle quanto più efficaci,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1
1. La presente direttiva mira a stabilire una procedura
armonizzata:
– di sorveglianza,
– di scambio di informazioni,
– di
informazione e di allerta della popolazione,
per quanto riguarda
l’inquinamento dell’aria provocato dall’ozono al fine di permettere
alle competenti autorità degli Stati membri e alla Commissione di
acquisire conoscenze più ampie su questa forma di inquinamento
atmosferico nella Comunità, di ottimizzare le azioni necessarie per
ridurre la formazione di ozono e di garantire l’informazione
indispensabile per il pubblico nel caso di un superamento delle soglie
di concentrazione specificate all’allegato I, punti 3 e 4.
2. Ai fini
della presente direttiva s’intende per:
– soglia per la protezione
della salute: la concentrazione di ozono, conformemente al valore
dell’allegato I, punto 1, che non deve essere superata se si vuole
proteggere la salute umana in caso di episodi prolungati di
inquinamento;
– soglie pe la protezione della vegetazione: le
concentrazioni di ozono, conformemente ai valori dell’allegato I,
punto 2, oltre cui la vegetazione può subire danni;
– soglia per
l’informazione della popolazione: la concentrazione di ozono,
conformemente al valore dell’allegato I, punto 3, oltre cui si hanno
effetti limitati e transitori per la salute umana in caso di
esposizione di breve durata per gruppi di popolazione particolarmente
sensibili, e col verificarsi di cui gli Stati membri devono adottare
disposizioni secondo le condizioni fissate nella presente direttiva;

– soglia di allerta della popolazione: la concentrazione di ozono,
conformemente al valore dell’allegato I, punto 4, oltre cui esiste un
rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata e
col verficarsi di cui gli Stati membri devono adottare disposizioni
secondo le condizioni fissate nella presente direttiva.

Articolo 2

Ciascuno Stato membro designa un organo responsabile per
l’informazione della Commissione e per il coordinamento
dell’attuazione della procedura armonizzata prevista all’articolo 1,
paragrafo 1 e ne informa immediatamente la Commissione.

Articolo 3

Gli Stati membri designano o, se del caso, creano stazioni di
misurazione destinate a fornire i dati necessari alla messa in
applicazione della presente direttiva. Il numero e l’ubicazione della
suddette stazioni sono stabiliti dagli Stati membri conformemente
all’allegato II.

Articolo 4
1. Per la misurazione delle
concentrazioni di ozono, gli Stati membri utilizzano:
– il metodo d
riferimento di cui all’allegato V;
– oppure qualsiasi altro metodo di
analisi purché sia dimostrato che esso fornisce risultati di
misurazione equivalenti a quelli del metodo di riferimento.
A tal
fine ciascuno Stato membro designa il(i) laboratorio(i)
responsabile(i) della valutazione del metodo utilizzato a livello
nazionale rispetto al metodo di riferimento della presente direttiva.

Inoltre, ciascuno Stato membro organizza, a livello nazionale, il
raffronto tra laboratori che partecipano alla raccolta e all’analisi
dei dati.
2. Una volta create le stazioni di misurazione, gli Stati
membri forniscono alla Commissione le informazioni seguenti:
– il
metodo utilizzato per determinare le concentrazioni di ozono, e,
qualora tale metodo sia diverso dal metodo di riferimento della
presente dirrettiva, la giustificazione dell’equivalenza con
quest’ultimo;
– le coordinate geografiche delle stazioni di
misurazione, la descrizione della zona in cui operano le stazioni, i
criteri di selezione del sito;
– i risultati delle eventuali campagne
di misurazione indicative effettuate conformemente all’allegato II,
punto 2.
3. La Commissione può organizzare su scala comunitaria
campagne di raffronto tra i laboratori menzionati al paragrafo 1.

Articolo 5
In caso di superamento dei valori di cui all’allegato I,
punti 3 e 4, gli Stati membri devono prendere le disposizioni
necessarie affinché sia informato il pubblico (ad esempio mediante la
radio, la televisione o la stampa), conformemente all’allegato IV.

Articolo 6
1. A decorrere dal 1o gennaio 1995 gli Stati membri
forniscono alla Commissione entro e non oltre i sei mesi successivi al
periodo annuale di riferimento, le informazioni seguenti:
– il
massimo, la mediana e il percentile 98 dei valori medi su un’ora e
otto ore rilevati durante l’anno in ciascuna stazione di misurazione;
i percentili sono calcolati secondo il metodo di cui all’allegato III;

– il numero, la data e la durata dei periodi di superamento delle
soglie di cui all’allegato I, punti 1 e 2.
Gli Stati membri possono
inoltre fornire informazioni basate sul percentile 99,9.
2. Quando la
soglia per l’informazione di cui all’allegato I, punto 3 è stata
superata nel corso di un mese di calendario, gli Stati membri
informano la Commissione, al più tardi entro la fine del mese
successivo, in merito:
– alla/e data/e in cui si è/sono verificato/i
questo/i superamento/i,
– alla sua/loro durata,
– alla
concentrazione oraria massima osservata durante ciascun periodo di
superamento.
3. Quando la soglia di allerta di cui all’allegato I,
punto 4 è stata superata nel corso di una settimana (dal lunedì alla
domenica seguente), gli Stati membri informano la Commissione, al più
tardi entro la fine del mese successivo, in merito:
– alla(e) data(e)
in cui si è(sono) verificato(i) questo(i) superamento(i);
– alla
sua(loro) durata;
– alla concentrazione oraria massima osservata
durante ciascun periodo di superamento.
Queste informazioni sono
integrate da dati pertinenti che possono spiegare le ragioni del
superamento.
4. Qualora i dati di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 siano
disponibili negli Stati membri per periodi anteriori alla data di cui
all’articolo 9, gli Stati membri li comunicano alla Commissione al più
tardi al momento della trasmissione dei dati relativi al primo periodo
di riferimento. La durata del periodo in questione non sarà superiore
a cinque anni.
5. L’insieme dei dati di cui ai paragrafi da 1 a 4
sarà trasmesso dalla Commissione all’Agenzia europea per l’ambiente
non appena questa sarà operativa.

Articolo 7
La Commissione procede
regolarmente, in ogni caso almeno una volta all’anno, ad u…

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