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Direttiva CEE 20/12/1994

Direttiva CEE 20/12/1994 n. 94 - Controllo delle emissioni di composti organici volatili (COV) derivanti dal deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai terminali alle stazioni di servizio. Gazzetta Europea 31/12/1994

Direttiva CEE 20/12/1994 n. 94
Controllo delle emissioni di composti
organici volatili (COV) derivanti dal deposito della benzina e dalla
sua distribuzione dai terminali alle stazioni di servizio.
Gazzetta
Europea 31/12/1994

IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità
europea, in particolare l’articolo 100 A,

vista la proposta della
Commissione (1),

visto il parere del Comitato economico e sociale
(2),

deliberando in conformità della procedura di cui all’articolo
189 B del trattato (3),

considerando che vari programmi d’azione
delle Comunità europee in materia ambientale (4) hanno sottolineato
l’importanza della prevenzione e della riduzione dell’inquinamento
atmosferico;

considerando che, in mancanza di misure di controllo, le
emissioni di composti organici volatili (COV) provenienti dalla
benzina e dai solventi nella Comunità sarebbero dell’ordine di 10
milioni di tonnellate l’anno; che dette emissioni contribuiscono alla
formazione di ossidanti fotochimici quali l’ozono che, in alte
concentrazioni, possono recare danno alla salute umana, alla
vegetazione e ai materiali; che alcune emissioni di COV provenienti
dalla benzina sono classificate tossiche, cancerogene o
teratogene;

considerando che il 2 aprile 1992 la Comunità ha firmato
il protocollo alla Convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico
oltre confine a lunga distanza relativo alla lotta contro le emissioni
di composti organici volatili (COV) o i loro flussi transfrontalieri,
che prevede una sensibile riduzione di tali emissioni;

considerando
che un passo significativo nella strategia per la riduzione globale
delle emissioni di COV nella Comunità è stato compiuto con la
direttiva 91/441/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1991, che modifica
la direttiva 70/220/CEE concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alle misure da adottare
contro l’inquinamento atmosferico con le emissioni dei veicoli a
motore (5), volta a ridurre dell’80-90 % in 10-15 anni le emissioni di
COV dai gas di scarico e le emissioni per evaporazione dai veicoli a
motore, che rappresentano circa il 40 % delle attuali emissioni di COV
artificiali nell’atmosfera; che all’adozione di detta direttiva era
stato chiesto alla Commissione di presentare una proposta di direttiva
sui provvedimenti atti a ridurre le perdite per evaporazione in tutte
le fasi del processo di deposito e di distribuzione dei
carburanti;

considerando che le emissioni di COV dai sistemi di
deposito e di distribuzione della benzina raggiungono circa 500 000
tonnellate annue, pari al 5 % circa delle emissioni totali di COV
artificiali nella Comunità; che queste emissioni concorrono
notevolmente all’inquinamento atmosferico, soprattutto nelle aree
urbane;

considerando che le tecnologie disponibili consentono una
sensibile riduzione delle perdite per evaporazione nei sistemi di
distribuzione della benzina, non ultimo attraverso il recupero dei
vapori spostati;

considerando che, per motivi di normalizzazione
internazionale e di sicurezza durante il caricamento delle navi,
occorre che vengano elaborate delle norme a livello
dell’organizzazione marittima internazionale per i sistemi di
controllo delle emissioni e recupero dei vapori, da applicare tanto
agli impianti di caricamento quanto alle navi; che la Comunità deve
dunque impegnarsi per garantire che le necessarie disposizioni vengano
introdotte nella Convenzione MARPOL nel corso della corrente revisione
di MARPOL, da completarsi entro il 1996; che, qualora la Convenzione
MARPOL non fosse riveduta in questo senso, la Comunità dovrebbe,
previa discussione con i suoi maggiori partner commerciali, proporre
adeguate misure comunitarie da applicare alle navi ed alle
installazioni portuali che servono le navi;

considerando che saranno
necessarie ulteriori azioni per ridurre le emissioni di vapori durante
le operazioni di rifornimento alle stazioni di servizio, attualmente
pari a circa 200 000 tonnellate annue, ottenendo così il controllo su
tutte le emissioni di vapori che si verificano nella distribuzione
della benzina;

considerando che, per evitare distorsioni di
concorrenza e garantire il funzionamento del mercato interno, occorre
armonizzare talune misure relative alla distribuzione della benzina,
basandosi su un livello elevato di protezione
dell’ambiente;

considerando che occorre tuttavia tener presenti i
vantaggi e gli oneri che possono derivare dall’azione o dalla mancanza
di azione; che è pertanto opportuno prevedere in taluni casi delle
possibilità di deroga e talvolta di esclusione; che occorre inoltre
concedere a taluni Stati membri periodi di adeguamento più lunghi in
considerazione delle eventuali misure ambientali rilevanti di vario
tipo da essi adottate nel settore o dell’onere particolare loro
imposto dalle misure della presente direttiva a causa della struttura
delle loro reti;

considerando che l’azione della Comunità deve tener
conto delle condizioni ambientali nelle varie regioni della Comunità;
che al riguardo gli Stati membri devono poter mantenere o imporre
misure più rigorose sulle perdite per evaporazione dagli impianti
fissi in tutto il loro territorio o in aree geografiche ove, in
considerazione di condizioni particolari, sia stato stabilito che esse
sono necessarie per tutelare la salute umana o
l’ambiente;

considerando che l’applicazione del paragrafo 1 degli
articoli 3, 4 e 6 della presente direttiva lascia impregiudicata la
direttiva 83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una
procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche (1);

considerando che è necessario
introdurre specifiche armonizzate per le attrezzature di caricamento
dal fondo delle autocisterne, al fine di assicurare la possibilità di
libero scambio della benzina e delle attrezzature all’interno della
Comunità, nonché un alto livello di sicurezza; che occorre prevedere
la normalizzazione di tali specifiche e il loro adeguamento al
progresso tecnico;

considerando che occorre costituire un comitato
che assista la Commissione nell’adeguamento degli allegati della
presente direttiva al progresso tecnico,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:

Articolo 1
Campo d’applicazione La presente direttiva
si applica ai procedimenti, agli impianti, ai veicoli e alle navi
adibiti al deposito, al carico e al trasporto della benzina da un
terminale ad un altro o da un terminale ad una stazione di
servizio.

Articolo 2
Definizioni Ai fini della presente direttiva si
intende per:
a) “benzina”, ogni derivato del petrolio, con o senza
additivi, che ha una pressione di vapore Reid pari o superiore a 27,6
kilopascal, destinato all’impiego quale carburante per veicoli a
motore, ad eccezione del gas di petrolio liquefatto (GPL);
b)
“vapori”, composti gassosi che evaporano dalla benzina;
c) “impianto
di deposito”, ogni cisterna fissa presso un terminale adibita al
deposito di benzina;
d) “terminale”, ogni struttura adibita al
deposito e al caricamento di benzina in autocisterne, in vagoni
cisterna o su navi, ivi compresi gli impianti di deposito presenti nel
sito della struttura;
e) “cisterna mobile”, ogni cisterna, trasportata
su strada, per ferrovia o per via navigabile, adibita al trasferimento
di benzina da un terminale ad un altro o da un terminale ad una
stazione di servizio;
f) “stazione di servizio”, ogni impianto in cui
la benzina è erogata nei serbatoi di carburante dei veicoli a motore
da una cisterna di deposito fissa;
g) “preesistente” – riferito agli
impianti di deposito della benzina, agli impianti di caricamento, alle
stazioni di servizio ed alle cisterne mobili -, ogni impianto,
stazione di servizio e cisterna mobile funzionanti prima della data
indicata nell’articolo 10 o per i quali è stata concessa, prima di
detta data, un’autorizzazione specifica di costruzione o di esercizio
eventualmente prescritta dalla legislazione nazionale;
h) “nuovo” –
riferito agli impianti di deposito della benzina, agli impianti di
caricamento, alle stazioni di servizio ed alle cisterne mobili -, ogni
impianto, stazione di servizio e cisterna mobile che non rientrano
nella lettera g);
i) “volume”, la quantità totale annua massima di
benzina caricata in cisterne mobili da un impianto di deposito di un
terminale o da una stazione di servizio nei tre anni precedenti;
j)
“dispositivo di recupero dei vapori”, l’attrezzatura per il recupero
di benzina dai vapori, compresi gli eventuali sistemi di cisterne
“tampone” di un terminale;
k) “nave”, una nave della navigazione
interna quale definita nel capitolo 1 della direttiva 82/714/CEE del
Consiglio, del 4 ottobre 1982, che fissa i requisiti tecnici per le
navi della navigazione interna (1);
l) “valore bersaglio di
riferimento”, il valore orientativo fornito per la valutazione
generale della congruità delle misure tecniche che figurano negli
allegati; non è un valore limite rispetto al quale misurare le
prestazioni dei singoli impianti, terminali e stazioni di servizio;
m)
“deposito temporaneo di vapori”, il deposito temporaneo di vapori in
una cisterna a tetto fisso presso un terminale prima del trasferimento
e del successivo recupero in un altro terminale. Il trasferimento dei
vapori da un impianto di deposito ad un altro nello stesso terminale
non è considerato deposito temporaneo di vapori ai sensi della
presente direttiva;
n) “impianto di caricamento”, ogni impianto di un
terminale ove la benzina può essere caricata in cisterne mobili. Gli
impianti di caricamento per le autocisterne comprendono una o più
“torri di caricamento”;
o) “torre di caricamento”, ogni struttura di
un terminale mediante la quale la benzina può essere, in un dato
momento, caricata in una singola autocisterna.

Articolo 3
Impianti
di deposito presso i terminali 1. Gli impian…

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