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Direttiva CEE 19/10/1992

Direttiva CEE 19/10/1992 n. 92 - Attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (decima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE). Gazzetta Europea 28/11/1992 n. 348

Direttiva CEE 19/10/1992 n. 92
Attuazione di misure volte a promuovere
il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle
lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (decima
direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della
direttiva 89/391/CEE).
Gazzetta Europea 28/11/1992 n. 348

IL
CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la
Comunità economica europea, in particolare l’articolo 118 A,

vista la
proposta della Commissione (1), elaborata previa consultazione del
comitato consultivo per la sicurezza, l’igiene e la protezione della
salute sul luogo di lavoro,
in cooperazione con il Parlamento europeo
(2),

visto il parere del Comitato economico e sociale
(3),

considerando che l’articolo 118 A del trattato prevede che il
Consiglio adotti mediante direttive prescrizioni minime per promuovere
il miglioramento in particolare dell’ambiente di lavoro, per
proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori;

considerando che
la presente direttiva non può giustificare un abbassamento eventuale
dei livelli di protezione già raggiunti in ogni Stato membro e che gli
Stati membri si impegnano, ai sensi del trattato, a promuovere il
miglioramento delle condizioni esistenti in questo settore in vista di
una loro armonizzazione nel senso di progresso;

considerando che, a
norma dell’articolo 118 A, tali direttive evitano di imporre vincoli
amministrativi, finanziari e giuridici di natura tale da ostacolare la
creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese;

considerando che
ai sensi della decisione 74/325/CEE (4), modificata, da ultimo,
dall’atto di adesione del 1985, il comitato consultivo per la
sicurezza, l’igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro viene
consultato dalla Commissione in vista dell’elaborazione delle proposte
in questo campo;

considerando che la Carta comunitaria dei diritti
sociali fondamentali dei lavoratori, adottata il 9 dicembre 1989 al
Consiglio europeo di Strasburgo dai capi di Stato o di governo di
undici Stati membri, stabilisce in particolare al paragrafo 19:
“Ogni
lavoratore deve beneficiare nell’ambiente di lavoro di condizioni di
protezione sanitaria e di sicurezza soddisfacenti. Devono essere
adottati provvedimenti adeguati al fine di progredire
nell’armonizzazione delle condizioni esistenti in tale
campo”;

considerando che la Commissione, nel suo programma d’azione
per l’applicazione della Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori, ha fissato fra gli altri obiettivi quello
dell’adozione da parte del Consiglio di una direttiva riguardante la
protezione sul lavoro della donna gestante;

considerando che la
direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente
l’applicazione di misure volte a promuovere il miglioramento della
sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (5), prevede
all’articolo 15 che i gruppi a rischio particolarmente sensibili
devono essere protetti contro i pericoli che li riguardano in maniera
particolare;

considerando che le lavoratrici gestanti, puerpere o in
periodo di allattamento devono essere considerate sotto molti punti di
vista come un gruppo esposto a rischi specifici e che devono essere
adottati provvedimenti per quanto riguarda la protezione della loro
sicurezza e salute;
considerando che la protezione della sicurezza e
della salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di
allattamento non deve svantaggiare le donne sul mercato del lavoro e
non pregiudica le direttive in materia di uguaglianza di trattamento
tra uomini e donne;
considerando che talune attività possono
presentare un rischio specifico di esposizione delle lavoratrici
gestanti, puerpere o in periodo di allattamento ad agenti, processi o
condizioni di lavoro pericolosi e che pertanto questi rischi devono
essere valutati ed il risultato di questa valutazione deve essere
comunicato alle lavoratrici e/o ai loro rappresentanti;

considerando
d’altronde che, qualora da detta valutazione risultasse un rischio per
la sicurezza o la salute delle lavoratrici, occorre prevedere un
dispositivo per la loro protezione;

considerando che le lavoratrici
gestanti o in periodo di allattamento non devono svolgere attività la
cui valutazione abbia rivelato un rischio di esposizione, che metta in
pericolo la sicurezza e la salute, a taluni agenti o condizioni di
lavoro particolarmente pericolosi;
considerando che conviene prevedere
disposizioni affinché le lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo
di allattamento non siano tenute a prestare lavoro di notte, qualora
ciò sia necessario sotto l’aspetto della loro sicurezza o
salute;

considerando che la vulnerabilità delle donne gestanti,
puerpere e in periodo di allattamento rende necessario un diritto ad
un congedo di maternità di almeno quattordici settimane ininterrotte,
ripartite prima e/o dopo il parto, ed il carattere obbligatorio di un
congedo di maternità di almeno due settimane, ripartite prima e/o dopo
il parto;

considerando che il rischio di essere licenziate per motivi
connessi al loro stato può avere effetti dannosi sullo stato fisico e
psichico delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di
allattamento e che conseguentemente conviene prevedere un divieto di
licenziamento;

considerando che le misure di organizzazione del
lavoro a scopo di protezione della salute delle lavoratrici gestanti,
puerpere o in periodo di allattamento non avrebbe un effetto utile se
non fossero accompagnate dal mantenimento dei diritti connessi con il
contratto di lavoro, compreso il mantenimento di una retribuzione e/o
il versamento di un’indennità adeguata;

considerando d’altronde che
le disposizioni concernenti il congedo di maternità sarebbero
anch’esse senza effetto utile se non fossero accompagnate dal
mantenimento dei diritti connessi con il contratto di lavoro, compreso
il mantenimento di una retribuzione e/o dal versamento di un’indennità
adeguata;

considerando che la nozione di indennità adeguata in caso
di congedo di maternità deve essere considerata come un elemento
tecnico di riferimento per fissare il livello della protezione minima
e non dovrebbe in alcun caso essere interpretato nel senso di
un’analogia tra la gravidanza e la malattia,

HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:

SEZIONE I
Oggetto e definizioni

Articolo 1
Oggetto
1. La
presente direttiva, che è la decima direttiva particolare ai sensi
dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE, ha per
oggetto l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento
della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti,
puerpere o in periodo di allattamento.

2. Le disposizioni della
direttiva 89/391/CEE, fatto salvo l’articolo 2, paragrafo 2, si
applicano interamente al settore di cui al paragrafo 1 nel suo
insieme, fatte salve le disposizioni più vincolanti e/o specifiche
contenute nella presente direttiva.

3. La presente direttiva non può
avere per effetto un abbassamento del livello di protezione delle
lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento rispetto
alla situazione esistente in ogni Stato membro alla data della sua
adozione.

Articolo 2
Definizioni
Ai fini della presente direttiva si
intende per:
a) lavoratrice gestante, ogni lavoratrice gestante che
informi del suo stato il proprio datore di lavoro, conformemente alle
legislazioni e/o prassi nazionali;
b) lavoratrice puerpera, ogni
lavoratrice puerpera ai sensi delle legislazioni e/o prassi nazionali
che informi del suo stato il proprio datore di lavoro, conformemente a
dette legislazioni e/o prassi;
c) lavoratrice in periodo di
allattamento, ogni lavoratrice in periodo di allattamento ai sensi
delle legislazioni e/o prassi nazionali, che informi del suo stato il
proprio datore di lavoro, conformemente a dette legislazioni e/o
prassi.

SEZIONE II
Disposizioni generali

Articolo 3
Linee
direttrici
1. La Commissione, in concertazione con gli Stati membri, e
con l’assistenza del comitato consultivo per la sicurezza, l’igiene e
la protezione della salute sul luogo di lavoro, elabora le linee
direttrici concernenti la valutazione degli agenti chimici, fisici e
biologici nonché dei processi industriali ritenuti pericolosi per la
sicurezza o la salute delle lavoratrici di cui all’articolo 2.
Le
linee direttrici di cui al primo comma riguardano anche i movimenti e
le posizioni di lavoro, la fatica mentale e fisica e gli altri disagi
fisici e mentali connessi con l’attività svolta dalle lavoratrici di
cui all’articolo 2.

2. Le linee direttrici di cui al paragrafo 1 sono
intese a servire come base per la valutazione prevista all’articolo 4,
paragrafo 1.
A tal fine, gli Stati membri portano tali linee
direttrici a conoscenza dei datori di lavoro, delle lavoratrici e/o
dei loro rappresentanti nel rispettivo Stato membro.

Articolo
4
Valutazione e informazione
1. Per tutte le attività che possono
presentare un rischio particolare di esposizioni ad agenti, processi o
condizioni di lavoro, di cui un elenco non esauriente figura
nell’allegato I, la natura, il grado e la durata dell’esposizione,
nell’impresa e/o nello stabilimento interessato, delle lavoratrici di
cui all’articolo 2 dovranno essere valutati dal datore di lavoro,
direttamente o per il tramite dei servizi di protezione e di
prevenzione di cui all’articolo 7 della direttiva 89/391/CEE, al fine
di poter:
– valutare tutti i rischi per la sicurezza o la salute
nonché tutte le ripercussioni sulla gravidanza o l’allattamento delle
lavoratrici di cui all’articolo 2;
– definire le misure da
adottare.

2. Fatto salvo l’articolo 10 della direttiva 89/391/CEE,
nell’impresa e/o nello stabilimento interessato le lavoratrici di cui
all’articolo 2 e le lavoratrici che potrebbero trovarsi in una delle
situazioni di cui all’articolo 2 e/o i loro rappresentanti sono
informa…

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