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Direttiva CEE 11/03/1999

Direttiva CEE 11/03/1999 n. 1999 - Limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti. Gazzetta Europea 29/03/1999

Direttiva CEE 11/03/1999 n. 1999
Limitazione delle emissioni di
composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in
talune attività e in taluni impianti.
Gazzetta Europea 29/03/1999

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce
la Comunità europea, in particolare l’articolo 130 S, paragrafo
1,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del
Comitato economico e sociale (2),
deliberando secondo la procedura di
cui all’articolo 189 C del trattato (3),

(1) considerando che il
programma di azione delle Comunità in materia ambientale approvato dal
Consiglio e dai Rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti
in sede di Consiglio, con le risoluzioni del 22 novembre 1973 (4), del
17 maggio 1977 (5), del 7 febbraio 1983 (6), del 19 ottobre 1987 (7) e
del 1° febbraio 1993 (8) sottolinea l’importanza della prevenzione e
della riduzione dell’inquinamento dell’aria;

(2) considerando in
particolare che nella risoluzione del 19 ottobre 1987 è stata
sottolineata l’importanza di concentrare l’azione della Comunità, in
particolare sull’attuazione di opportune norme per garantire un
elevato livello di protezione della sanità pubblica e
dell’ambiente;

(3) considerando che la Comunità europea e i suoi
Stati membri sono parti del Protocollo della convenzione del 1979
sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza,
relativo alla lotta contro le emissioni dei composti organici volatili
per ridurne i flussi transfrontalieri e i flussi di prodotti ossidanti
fotochimici secondari che ne risultano, in modo da proteggere la
salute e l’ambiente dagli effetti nocivi;

(4) considerando che
l’inquinamento dovuto ai composti organici volatili in uno Stato
membro influenza spesso l’aria e l’acqua di altri Stati membri; che, a
norma dell’articolo 130 R del trattato, è necessaria un’azione a
livello della Comunità;

(5) considerando che l’uso di solventi
organici in talune attività e in taluni impianti, a causa delle loro
caratteristiche, provoca emissioni di composti organici nell’aria che
possono essere nocive per la sanità pubblica e/o contribuiscono alla
formazione locale e transfrontaliera di ossidanti fotochimici nello
strato limite della troposfera che causano danni alle risorse
naturali, di estrema importanza ambientale ed economica, e, in talune
condizioni di esposizione, hanno effetti nocivi per la salute
umana;

(6) considerando che la forte incidenza negli ultimi anni di
elevate concentrazioni di ozono nella troposfera ha sollevato diffuse
preoccupazioni circa il loro impatto sulla sanità pubblica e
l’ambiente;

(7) considerando che occorre pertanto un’azione
preventiva per proteggere la sanità pubblica e l’ambiente dalle
conseguenze di emissioni particolarmente nocive dovute all’uso di
solventi organici e garantire il diritto dei cittadini ad un ambiente
sano e pulito;

(8) considerando che le emissioni di composti organici
possono essere evitate o ridotte in molte attività ed impianti, dato
che esistono o saranno disponibili nei prossimi anni prodotti di
sostituzione meno nocivi; che, ove non esistano prodotti di
sostituzione adeguati, si dovrebbero adottare altre misure tecniche
per ridurre le emissioni nell’ambiente per quanto fattibile dal punto
di vista economico e tecnico;

(9) considerando che l’uso di solventi
organici e le emissioni di composti organici aventi gravi effetti per
la sanità pubblica dovrebbero essere ridotti per quanto tecnicamente
possibile;

(10) considerando che gli impianti e i procedimenti
contemplati della presente direttiva dovrebbero come minimo essere
registrati se non sono soggetti ad autorizzazione secondo il diritto
comunitario o nazionale;

(11) considerando che gli impianti esistenti
e le attività dovrebbero, se del caso, essere adattati, entro un
termine congruo, in modo da soddisfare i requisiti stabiliti per i
nuovi impianti e le nuove attività; che tale termine dovrebbe
corrispondere ai tempi previsti per conformarsi alla direttiva
96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la
riduzione integrate dell’inquinamento (9);

(12) considerando che le
parti pertinenti di impianti esistenti che richiedono modificazioni
sostanziali devono in via di principio essere conformi alle nuovo
norme per l’apparecchiatura sostanzialmente modificata;

(13)
considerando che i solventi organici sono usati in molti diversi tipi
di impianti e di attività e che, pertanto, oltre ai requisiti
generali, si dovrebbero definire requisiti specifici e, nel contempo,
soglie per le dimensioni degli impianti o delle attività che devono
conformarsi alla presente direttiva;

(14) considerando che un elevato
livello di protezione ambientale comporta la fissazione e il
conseguimento di limitazioni delle emissioni di composti organici e
opportune condizioni operative, in linea con il principio delle
migliori tecniche disponibili, per taluni impianti e talune attività
che usano solventi organici nella Comunità;

(15) considerando che in
alcuni casi gli Stati membri possono dispensare i gestori dal
conformarsi ai valori limite di emissione, in quanto altre misure,
quali l’uso di tecniche o prodotti con tenore di solventi basso o
nullo, forniscono strumenti alternativi per conseguire riduzioni
equivalenti delle emissioni;

(16) considerando che si dovrebbe
opportunamente tener conto delle misure di limitazione delle emissioni
adottate prima dell’entrata in vigore della presente direttiva;

(17)
considerando che, grazie a soluzioni alternative di riduzione, è
possibile conseguire lo scopo della presente direttiva in maniera più
efficace rispetto all’attuazione di valori limite di emissione
uniformi; che gli Stati membri possono pertanto dispensare gli
impianti esistenti dal conformarsi ai limiti di emissione se attuano
un piano nazionale che, entro i termini di attuazione della presente
direttiva, porti almeno ad una pari riduzione delle emissioni di
composti organici da queste attività e da questi impianti;

(18)
considerando che agli impianti esistenti, che ricadono nell’ambito di
applicazione della direttiva 96/61/CE e che rientrano in uno piano
nazionale, non possono in alcun caso non applicarsi le disposizioni di
tale direttiva, compreso l’articolo 9, paragrafo 4;

(19) considerando
che in molti casi gli impianti nuovi ed esistenti e quelli di piccole
e medie dimensioni possono essere autorizzati a conformarsi a
requisiti meno rigorosi, onde conservare la loro competitività;

(20)
considerando che per il settore pulitura a secco è opportuna una
soglia zero, fatte salve esenzioni specifiche;

(21) considerando che
è necessario controllare le emissioni, compresa l’applicazione di
tecniche di misurazione per valutare le concentrazioni di massa o la
qualità di sostanze inquinanti che possono essere rilasciate
nell’ambiente;

(22) considerando che i gestori dovrebbero ridurre le
emissioni di solventi organici, comprese quelle diffuse, nonché le
emissioni di composti organici; che un piano di gestione dei solventi
costituisce un importante strumento di verifica al riguardo; che è
possibile fornire degli orientamenti, ma che il piano di gestione dei
solventi non è ancora maturo per poter stabilire una metodologia
comunitaria;

(23) considerando che gli Stati membri devono stabilire
una procedura da seguire e le misure da adottare qualora vengano
superate le limitazioni delle emissioni;

(24) considerando che la
Commissione e gli Stati membri dovrebbero collaborare per garantire lo
scambio di informazioni sull’attuazione della direttiva e sui
progressi realizzati nella ricerca delle soluzioni alternative,

HA
ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Finalità e ambito di
applicazione
La presente direttiva mira a prevenire o a ridurre gli
effetti diretti e indiretti delle emissioni di composti organici
volatili nell’ambiente, principalmente nell’aria, e i rischi
potenziali per la salute umana mediante misure e procedure da attuare
per quanto riguarda le attività di cui all’allegato I, nella misura in
cui l’esercizio delle medesime comporti il superamento delle soglie di
consumo di solvente di cui all’allegato II A.

Articolo
2

Definizioni
Ai fini della presente direttiva, si intende per:
1)
impianto un’unità tecnica permanente in cui sono svolte una o più
attività rientranti nell’ambito di applicazione definito nell’articolo
1 e qualsiasi altra attività direttamente correlata che siano
tecnicamente connesse con le attività svolte nel sito suddetto e
possano influire sulle emissioni;

2) impianto esistente un impianto
in funzione o, nell’ambito della legislazione vigente anteriormente
alla data di recepimento della presente direttiva, un impianto
autorizzato o registrato o che abbia costituito oggetto, a giudizio
dell’autorità competente, di una domanda di autorizzazione completa, a
condizione che esso entri in funzione al massimo entro un anno dalla
data di recepimento della presente direttiva;

3) piccolo impianto un
impianto che figura nella fascia di soglia più bassa dei punti 1, 3,
4, 5, 8, 10, 13, 16, o 17 dell’allegato II A, ovvero per le altre
attività dell’allegato II A, che hanno un consumo di solventi
inferiore a 10 tonnellate all’anno;

4) modifica sostanziale:
– per un
impianto che rientra nell’ambito di applicazione della direttiva
96/61/CE, la definizione ivi specificata,
– per un piccolo impianto,
una modifica della capacità nominale che porti ad un aumento delle
emissioni di composti organici volatili superiore al 25 %. Qualsiasi
modifica che, a giudizio dell’autorità competente, potrebbe avere
effetti negativi significativi sulla salute umana o sull’ambiente è
anch’essa considerata modifica sostanziale,
– per tutti gli altri
impianti, una modifica della capacità nominale che porti ad un aumento
delle emissioni di composti organici volatili superiore al 10 %.
Qualsi…

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