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Direttiva CEE 09/12/1996

Direttiva CEE 09/12/1996 n. 96 - Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. Gazzetta Europea 14/01/1997

Direttiva CEE 09/12/1996 n. 96
Controllo dei pericoli di incidenti
rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.
Gazzetta
Europea 14/01/1997

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il
trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo
130 S, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione (1),

visto
il parere del Comitato economico e sociale (2),

deliberando in
conformità della procedura di cui all’articolo 189 C del trattato
(3),
(1) considerando che la direttiva 82/501/CEE del Consiglio, del
24 giugno 1982, sui rischi di incidenti rilevanti connessi con
determinate attività industriali (4), concerne la prevenzione di
incidenti rilevanti che potrebbero venir causati da determinate
attività industriali così come la limitazione delle loro conseguenze
per l’uomo e l’ambiente;
(2) considerando che gli obiettivi e i
principi della politica comunitaria in materia ambientale, quali
definiti all’articolo 130 R, paragrafi 1 e 2 del trattato e precisati
nei programmi d’azione della Comunità europea in materia ambientale
(5), sono intesi in particolare a salvaguardare e proteggere,
attraverso un’azione preventiva, la qualità dell’ambiente e a tutelare
la salute umana;
(3) considerando che il Consiglio e i rappresentanti
dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, nella
risoluzione che accompagna il quarto programma in materia ambientale
(6), hanno sottolineato la necessità di una più efficace attuazione
della direttiva 82/501/CEE e ne hanno chiesto una revisione che
comporti tra l’altro, se necessario, l’eventuale ampliamento
dell’ambito di applicazione e un’intensificazione degli scambi di
informazioni tra Stati membri in materia; che il quinto programma
d’azione, la cui impostazione generale è stata approvata dal Consiglio
e dai rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede
di Consiglio, nella risoluzione del 1° febbraio 1993 (7), insiste
altresì su una migliore gestione dei rischi e degli incidenti;
(4)
considerando che, nella risoluzione del 16 ottobre 1989, il Consiglio
ed i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di
Consiglio, tenendo conto degli incidenti di Bhopal e Messico, che
hanno evidenziato il pericolo rappresentato dalla prossimità dei siti
pericolosi alle zone residenziali, hanno invitato la Commissione a
inserire nella direttiva 82/501/CEE delle disposizioni inerenti al
controllo della pianificazione dell’occupazione dei suoli
nell’autorizzare nuovi impianti e sviluppare aree urbane intorno a
impianti già esistenti;
(5) considerando che il Consiglio, in tale
ultima risoluzione, ha invitato la Commissione a cooperare con gli
Stati membri per favorire una maggiore intesa reciproca e una più
completa armonizzazione dei principi e delle prassi nazionali in
materia di rapporti sulla sicurezza;
(6) considerando che è opportuno
mettere in comune le esperienze acquisite, attraverso diverse
impostazioni, nel controllo dei pericoli che possono comportare
incidenti rilevanti; che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero
proseguire le relazioni con le organizzazioni internazionali
competenti e adoperarsi per stabilire per i paesi terzi misure
equivalenti a quelle enunciate nella presente direttiva;
(7)
considerando che la convenzione sugli effetti transfrontalieri degli
incidenti industriali della Commissione economica per l’Europa delle
Nazioni Unite prevede misure che consentono di prevenire, di essere
pronto e di reagire a incidenti industriali che possono provocare
effetti transfrontalieri, e prevede la cooperazione internazionale in
questo settore;
(8) considerando che la direttiva 82/501/CEE ha
rappresentato una prima fase nel processo di armonizzazione; che
occorre modificare e completare tale direttiva al fine di assicurare
in modo coerente ed efficace livelli elevati di protezione in tutta la
Comunità; che la presente armonizzazione si limita alle misure
necessarie per istituire un sistema più efficace di prevenzione degli
incidenti rilevanti con effetti di ampia portata e per limitarne le
conseguenze;
(9) considerando che gli incidenti rilevanti possono
avere conseguenze transfrontaliere; che il costo ecologico ed
economico di un incidente grava non solo sullo stabilimento in cui
questo si verifica, ma anche sugli Stati membri interessati; che
occorre pertanto adottare misure che garantiscano un elevato grado di
protezione a tutta la Comunità;
(10) considerando che l’applicazione
delle disposizioni della presente direttiva lascia impregiudicate le
disposizioni comunitarie in materia di salute e sicurezza sul posto di
lavoro;
(11) considerando che l’utilizzazione di un elenco che
descrive specificamente taluni impianti, escludendone altri che
presentano identici rischi, costituisce una prassi inappropriata, e
può sottrarre alla normativa potenziali fonti di incidenti rilevanti;
che occorre modificare il campo di applicazione della direttiva
82/501/CEE in modo che le disposizioni si applichino a tutti gli
stabilimenti in cui determinate sostanze pericolose sono presenti in
quantità abbastanza consistenti da comportare un pericolo di incidente
rilevante;
(12) considerando che gli Stati membri possono, nel
rispetto del trattato e in conformità della pertinente legislazione
comunitaria, mantenere o adottare misure appropriate per quanto
riguarda le attività connesse al trasporto alle banchine, ai moli e
agli scali ferroviari di smistamento esclusi dalla presente direttiva,
al fine di garantire un livello di sicurezza equivalente a quello
stabilito dalla presente direttiva;
(13) considerando che anche il
trasporto di sostanze pericolose in condotte presenta altresì dei
rischi di gravi incidenti; che la Commissione, dopo aver raccolto e
valutato informazioni in merito ai meccanismi istituiti nella Comunità
per regolamentare tale attività e in merito al verificarsi di
incidenti di tale natura, dovrebbe elaborare una comunicazione nella
quale essa esporrà le argomentazioni a favore dell’adozione, se del
caso, di misure in questo campo, nonché lo strumento più adeguato per
interventi al riguardo;
(14) considerando che gli Stati membri
possono, nel rispetto del trattato e in conformità della pertinente
legislazione comunitaria, mantenere o adottare misure in materia di
discariche di rifiuti, escluse dal campo di applicazione della
presente direttiva;
(15) considerando che dall’analisi degli incidenti
rilevanti dichiarati nella Comunità risulta che, nella maggioranza dei
casi, essi sono dovuti a errori di gestione o di organizzazione; che
occorre pertanto stabilire a livello comunitario, per quanto riguarda
i sistemi di gestione, principi di base tali da consentire di
prevenire e ridurre i rischi di incidenti rilevanti nonché di
limitarne le conseguenze;
(16) considerando che le differenze
esistenti tra le modalità d’ispezione degli stabilimenti da parte
delle autorità competenti possono creare livelli di protezione
diversi; che occorre stabilire a livello comunitario le disposizioni
essenziali cui devono attenersi i sistemi di controllo adottati dagli
Stati membri;
(17) considerando che occorre che il gestore, in caso di
stabilimenti in cui sono presenti considerevoli quantità di sostanze
pericolose, per dimostrare di aver fatto il necessario in materia di
prevenzione degli incidenti rilevanti, di preparazione delle persone
potenzialmente esposte a siffatti incidenti e di misure da adottare in
simili eventualità, fornisca alla competente autorità informazioni in
forma di un rapporto sulla sicurezza contenente precisazioni in merito
allo stabilimento, alle sostanze pericolose in esso presenti,
all’impianto o al magazzinaggio, ai possibili incidenti rilevanti e ai
sistemi di gestione al fine di prevenire e ridurre il rischio di
incidenti rilevanti e di rendere possibile l’adozione delle misure
necessarie per limitarne le conseguenze;
(18) considerando che, per
ridurre il rischio di “effetti domino” occorre, qualora l’ubicazione e
la prossimità di stabilimenti siano tali da poter aumentare la
probabilità e la possibilità di incidenti rilevanti o da aggravarne le
conseguenze, che siano scambiate informazioni appropriate e che sia
prevista una collaborazione all’informazione della popolazione;
(19)
considerando che, per promuovere l’accesso all’informazione in materia
ambientale, la popolazione deve poter accedere alle relazioni sulla
sicurezza redatte dai gestori e che le persone che possono essere
colpite da un incidente rilevante devono poter disporre di elementi di
informazione sufficienti a consentire loro di assumere un
comportamento corretto in simili eventualità;
(20) considerando che
per prepararsi a casi di emergenza, occorre stabilire, per gli
stabilimenti in cui sono presenti considerevoli quantità di sostanze
pericolose, piani di emergenza esterni ed interni e istituire dei
sistemi che garantiscano che tali piani saranno verificati, riveduti
nei limiti del necessario e applicati nel caso in cui si verifichi o
rischi di verificarsi un incidente rilevante;
(21) considerando che il
personale dello stabilimento dovrà essere consultato in merito al
piano di emergenza interno e il pubblico in merito a quello di
emergenza esterna;
(22) considerando che, per proteggere maggiormente
le zone residenziali, le zone frequentate dal pubblico e le zone di
particolare interesse naturale o particolarmente sensibili, è
necessario che le politiche in materia di destinazione o utilizzazione
dei suoli e/o altre politiche pertinenti applicate negli Stati membri
tengano conto della necessità, a lungo termine, di mantenere opportune
distanze tra dette zone e gli stabilimenti che presentano tali rischi
e per gli stabilimenti esistenti tengano conto di misure tecniche
complementari per non accrescere i rischi per le persone;
(23)
considerando che, per garantire l’adozione di misure adeguat…

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