DIRETTIVA 92/13/CEE DEL CONSIGLIO del 25 febbraio 1992 | Edilone.it

DIRETTIVA 92/13/CEE DEL CONSIGLIO del 25 febbraio 1992

DIRETTIVA 92/13/CEE DEL CONSIGLIO del 25 febbraio 1992 - che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle norme comunitarie in materia di procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni

DIRETTIVA 92/13/CEE DEL CONSIGLIO
del 25 febbraio 1992
che coordina le
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative
all’applicazione delle
norme comunitarie in materia di procedure di
appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e
degli enti che
forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel
settore delle
telecomunicazioni
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITA’
EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l’articolo 100 A,
vista la proposta della
Commissione ( GU n. C 216 del 31. 8. 1990, pag. 8 e GU n. C 179 del
10. 7. 1991,
pag. 18),
in cooperazione con il Parlamento europeo (GU
n. C 106 del 22. 4. 1991, pag. 82 e GU n. C 39 del 17.
2.
1992.),
visto il parere del Comitato economico e sociale (GU n. C
60 dell’8. 3. 1991, pag. 16.),
considerando che la direttiva
90/531/CEE del Consiglio, del 17 settembre 1990, relativa alle
procedure di
appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli
enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli
enti che operano
nel settore delle telecomunicazioni (GU n. L 297 del 29. 10. 1990,
pag. 1.), stabilisce le
norme relative alle procedure d’appalto per
assicurare ai fornitori ed imprenditori potenziali eque possibilità
di
ottenere gli appalti, ma non contiene disposizioni specifiche che
permettano di garantirne l’effettiva
applicazione;
considerando che i
meccanismi attualmente esistenti, sia sul piano nazionale sia sul
piano comunitario, per
garantirne l’applicazione non sono sempre
adeguati;
considerando che la mancanza di mezzi di ricorso efficaci o
l’inadeguatezza dei mezzi di ricorso esistenti
possono dissuadere le
imprese comunitarie dal presentare offerte; che è pertanto necessario
che gli Stati
membri pongano rimedio a tale situazione;
considerando
che la direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che
coordina le disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative
relative all’applicazione delle procedure di ricorso in materia
di
aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori (GU
n. L 395 del 30. 12. 1989, pag. 33.), riguarda
Esclusivamente le
procedure di aggiudicazione degli appalti disciplinate dalla direttiva
71/305/CEE del
Consiglio, del 26 luglio 1971, che coordina le
procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici (GU
n. L
185 del 16. 8. 1971, pag. 5.), modificata, da ultimo, dalla direttiva
90/531/CEE, e dalla direttiva
77/62/CEE del Consiglio, del 21 dicembre
1976, che coordina le procedure di aggiudicazione degli
appalti
pubblici di forniture (GU n. L 13 del 15. 1. 1977, pag. 1.,
modificata, da ultimo, dalla direttiva 90/531/CEE;
considerando che
l’apertura alla concorrenza comunitaria degli appalti pubblici dei
settori in oggetto richiede
l’adozione di disposizioni per mettere a
disposizione di fornitori o imprenditori procedure di ricorso in caso
di
violazione del diritto comunitario in materia di appalti o delle
norme nazionali che recepiscono tale diritto;
considerando che è
necessario prevedere un rafforzamento sostanziale delle garanzie di
trasparenza e di
non discriminazione e che occorre, affinché ne
seguano effetti concreti, che esistano mezzi di ricorso efficaci
e
rapidi;
considerando che, dovendosi tenere conto della natura
specifica di taluni ordinamenti giuridici, è necessario
autorizzare
gli Stati membri a scegliere, quanto ai poteri da attribuire agli
organi di ricorso, tra opzioni diverse
aventi effetti
equivalenti;
considerando che una delle opzioni prevede il potere
d’intervenire direttamente nelle procedure di appalto
degli enti
aggiudicatori, per esempio sospendendole o annullando decisioni o
clausole discriminatorie
contenute in documenti o
pubblicazioni;
considerando che l’altra opzione prevede il potere di
esercitare un’efficace influenza indiretta sugli enti
aggiudicatori
affinché riparino eventuali violazioni o evitino di commetterne e per
impedire che vengano
arrecati pregiudizi;
considerando che devono
sempre essere possibili richieste di risarcimento danni;
considerando
che, qualora una persona presenti una richiesta di risarcimento danni
in relazione ai costi di
preparazione di un’offerta o di
partecipazione ad una procedura d’appello, essa non deve essere
tenuta, allo
scopo di ottenere il rimborso delle spese in questione, a
provare che in assenza della violazione di cui
trattasi l’appalto le
sarebbe stato aggiudicato;
considerando che sarebbe utile che gli enti
aggiudicatori che si conformano alle norme in materia di
appalti
possano informarne con i mezzi appropriati; che ciò presuppone
un esame delle procedure e prassi degli
enti aggiudicatori ad opera di
persone indipendenti;
considerando che a questo scopo è indicato un
sistema di attestazione che prevede una dichiarazione
concernente la
corretta applicazione delle norme in materia di appalti, in forma di
avviso pubblicato nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee;
considerando che gli enti aggiudicatori devono avere le
possibilità di ricorrere al sistema di attestazione, se
lo desiderano;
che gli Stati membri devono fornire loro questa possibilità; che a
tale scopo essi stessi
possono istaurare il sistema oppure possano
consentire che gli enti aggiudicatori ricorrano ad un sistema
di
attestazione istaurato da un altro Stato membro; che essi possono
affidare la responsabilità di effettuare
l’esame previsto dal sistema
di attestazione a date persone, a date professioni o al personale di
dati
organismi;
considerando che la necessaria flessibilità
nell’instaurazione di un siffatto sistema è garantita
dalla
definizione delle sue caratteristiche essenziali indicate nella
presente direttiva; che le modalità dettagliate del
suo funzionamento
dovranno essere stabilite nelle norme europee cui fa riferimento la
presente direttiva;
considerando che gli Stati membri possono avere
bisogno di stabilire modalità di detto genere prima
dell’adozione
delle regole iscritte nelle norme europee e a complemento di tali
regole;
considerando che, se le imprese non avviano una procedura di
ricorso, risulta impossibile riparare
determinate infrazioni a meno di
non istituire un meccanismo specifico;
considerando che è pertanto
necessario che la Commissione, qualora ritenga che sia stata commessa
una
violazione chiara e manifesta nel corso di una procedura di
aggiudicazione di un appalto, intervenga presso
le autorità competenti
dello Stato membro e dell’ente aggiudicatore interessato affinché
siano presi gli
opportuni provvedimenti per ottenere l’immediata
riparazione della violazione;
considerando che è necessario prevedere
la possibilità di una procedura di conciliazione extragiudiziale
a
livello comunitario per permettere di comporre le controversie in
via amichevole;
considerando che l’applicazione effettiva della
presente direttiva dovrà essere riesaminata
contemporaneamente a
quella della direttiva 90/531/CEE in base ad informazioni che gli
Stati membri
dovranno fornire in merito al funzionamento delle
procedure di ricorso nazionali;
considerando che la presente direttiva
dovrà essere applicata contemporaneamente alla
direttiva
90/531/CEE;
considerando che è opportuno accordare al Regno
di Spagna, alla Repubblica ellenica e alla Repubblica
portoghese
periodi supplementari adeguati per recepire la presente direttiva,
tenuto conto delle date di
applicazione della direttiva 90/531/CEE in
questi Stati membri,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPITOLO
I
Mezzi di ricorso a livello nazionale
Articolo 1
1.Gli Stati membri
adottano le misure necessarie per garantire che le decisioni prese
dagli enti aggiudicatori
possano essere oggetto di un ricorso efficace
e, in particolare, quanto più rapido possibile, secondo le
condizioni
previste negli articoli seguenti, segnatamente nell’articolo 2,
paragrafo 8, in quanto tali decisioni
abbiano violato il diritto
comunitario in materia di appalti o le norme nazionali che recepiscono
tale diritto per
quanto riguarda:
a) le procedure di aggiudicazione
degli appalti disciplinati dalla direttiva 90/531/CEE; e
b)
l’osservanza dell’articolo 3, paragrafo 2, lettera a) e di detta
direttiva, nel caso degli enti aggiudicatori a cui
si applica tale
disposizione.
2.Gli Stati membri provvedono a che non vi sia alcuna
discriminazione tra le imprese che possono far valere
un pregiudizio
nell’ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto, a motivo
della distinzione
effettuata dalla presente direttiva tra le norme
nazionali che recepiscono il diritto comunitario e le altre
norme
nazionali.
3.Gli Stati membri provvedono a che le procedure di
ricorso siano accessibili, secondo modalità che gli Stati
membri
possono determinare, almeno a chiunque abbia o abbia avuto interesse
ad ottenere l’aggiudicazione
di un determinato appalto e che sia stato
o rischi di essere leso a causa di una violazione denunciata.
In
particolare gli Stati membri possono esigere che la persona che
desidera avvalersi di tale procedura abbia
preventivamente informato
l’ente aggiudicatore della pretesa violazione e della propria
intenzione di
presentare un ricorso.
Articolo 2
1.Gli Stati membri
fanno sì che i provvedimenti presi ai fini del ricorso di cui
all’articolo 1 prevedano i poteri
che permettano:
o
a) di prendere con
la massima sollecitudine e con procedura d’urgenza provvedimenti
provvisori intesi a
riparare la violazione denunciata o impedire che
altri danni siano causati agli interessi coinvolti, compresi
i
provvedimenti intesi a sospendere o a far sospendere la procedura di
aggiudicazione di un appalto o
l’esecuzione di qualsiasi decisione
presa dall’ente aggiudicatore; e
b) di annullare o far annullare le
decisioni illegittime, compresa la soppressione delle specifiche
tecniche,
economiche o finanziarie discriminatorie figuranti nel bando
di gara, nell’avviso periodico indicativo, nella
comunicazione
s…

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