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Direttiva 07/09/1996

Direttiva 07/09/1996 n. 96 - Valutazione e gestione della qualità dell'aria ambiente. Gazzetta Europea 21/11/1996

Direttiva 07/09/1996 n. 96
Valutazione e gestione della qualità
dell’aria ambiente.
Gazzetta Europea 21/11/1996

IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità
europea, in particolare l’articolo 130 S, paragrafo 1,

vista la
proposta della Commissione (1),

visto il parere del Comitato
economico e sociale (2),

deliberando secondo la procedura di cui
all’articolo 189 C del trattato (3),

considerando che il quinto
programma d’azione in materia ambientale del 1992, la cui impostazione
generale è stata approvata dal Consiglio e dai rappresentanti degli
Stati membri, riuniti in sede di Consiglio nella risoluzione 93/C
138/01 del 1° febbraio 1993 (4), prevede la modifica dell’attuale
normativa sugli inquinanti atmosferici; che tale programma raccomanda
di fissare obiettivi a lungo termine in materia di qualità
dell’aria;

considerando che per tutelare l’ambiente nel suo complesso
e la salute umana è necessario evitare, prevenire o ridurre le
concentrazioni di inquinanti atmosferici nocivi e stabilire valori
limite e/o soglie di allarme per i livelli di inquinamento dell’aria
ambiente;

considerando che, al fine di tener conto dei meccanismi
specifici di formazione dell’ozono, può rivelarsi necessario integrare
o sostituire detti valori limite e soglie di allarme con valori
obiettivo;

considerando che i valori numerici da attribuire ai valori
limite, alle soglie di allarme e, per quanto riguarda l’ozono, ai
valori obiettivo e/o ai valori limite e alle soglie di allarme devono
basarsi sui risultati dei lavori condotti da gruppi scientifici
internazionali operanti nel settore;

considerando che la Commissione
deve eseguire studi per analizzare gli effetti dell’azione combinata
dei diversi inquinanti o delle diverse fonti di inquinamento nonché
l’effetto del clima sull’attività dei vari inquinanti esaminati nel
contesto della presente direttiva;

considerando che la qualità
dell’aria ambiente deve essere valutata sulla base dei valori limite
e/o delle soglie di allarme e, per quanto riguarda l’ozono, sulla base
dei valori obiettivo e/o dei valori limite tenendo conto delle
dimensioni delle popolazioni e degli ecosistemi esposti
all’inquinamento atmosferico nonché dell’ambiente;

considerando che,
al fine di garantire la comparabilità dei risultati della valutazione
della qualità dell’aria ambiente basata su misurazioni effettuate
negli Stati membri, l’ubicazione e il numero dei punti di
campionamento e i metodi di misurazione di riferimento devono essere
specificati nel momento in cui vengono stabiliti i valori da stabilire
per le soglie di allarme, i valori limite e i valori
obiettivo;

considerando che, per consentire l’impiego di altre
tecniche di valutazione della qualità dell’aria ambiente oltre a
quelle della misurazione diretta, è necessario definire i criteri per
l’impiego e il grado di precisione richiesti da tali
tecniche;

considerando che le misure generali stabilite nell’ambito
della presente direttiva devono essere completate da altre misure
specifiche per le singole sostanze trattate;

considerando che tali
misure specifiche devono essere adottate quanto prima ai fini del
conseguimento degli obiettivi generali della presente
direttiva;

considerando che si devono raccogliere dati preliminari
rappresentativi in merito ai livelli degli inquinanti;

considerando
che, per tutelare l’ambiente nel suo complesso e la salute umana, è
necessario che gli Stati membri intervengano quando vengono superati i
valori limite al fine di conformarsi a tali valori entro il termine
stabilito;

considerando che le misure adottate dagli Stati membri
devono tener conto delle prescrizioni stabilite dai regolamenti in
materia di funzionamento degli impianti industriali a norma della
legislazione comunitaria nel settore della prevenzione e della
riduzione integrate dell’inquinamento, allorquando tale legislazione è
applicabile;

considerando che, dati i tempi necessari per attuare e
rendere operanti tali azioni, potrebbe rivelarsi necessario fissare
margini temporanei di superamento del valore limite;

considerando che
negli Stati membri possono esistere zone in cui i livelli di
inquinamento superano il valore limite, ma rientrano nel margine di
superamento consentito; che la conformità al valore limite deve essere
conseguita entro il limite di tempo specificato;

considerando che gli
Stati membri devono consultarsi qualora il livello di un inquinante
superi, o vi sia rischio che superi il valore limite più il margine di
superamento o, a seconda dei casi, la soglia di allarme, in seguito ad
un inquinamento significativo che abbia origine in un altro Stato
membro;

considerando che l’istituzione di soglie di allarme alle
quali dovrebbero essere adottate misure precauzionali renderà
possibile limitare le conseguenze degli episodi di inquinamento sulla
salute umana;

considerando che nelle zone e negli agglomerati in cui
i livelli degli inquinanti sono inferiori ai valori limite gli Stati
membri devono adoperarsi per preservare la migliore qualità dell’aria
ambiente compatibile con uno sviluppo sostenibile;

considerando che,
per facilitarne la gestione e il confronto, i dati devono essere
trasmessi alla Commissione in forma normalizzata;

considerando che
l’attuazione di una politica generale e completa in materia di
valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente deve poggiare
su solidi fondamenti tecnici e scientifici e basarsi sul costante
scambio di opinioni con gli Stati membri;

considerando la necessità
di evitare di aumentare inutilmente il numero di informazioni che gli
Stati membri devono trasmettere, che le informazioni raccolte dalla
Commissione in applicazione della presente direttiva sono utili per
l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e possono essere pertanto
comunicate a quest’ultima dalla Commissione;

considerando che può
essere opportuno procedere ai necessari adeguamenti dei criteri e
delle tecniche utilizzati per la valutazione della qualità dell’aria
ambiente al progresso scientifico e tecnico e stabilire le
disposizioni necessarie per gli scambi di informazioni previsti dalla
presente direttiva; che, allo scopo di agevolare l’esecuzione dei
lavori a tal fine, si deve istituire una procedura intesa ad
instaurare una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la
Commissione nell’ambito di un comitato;

considerando che, per
promuovere lo scambio reciproco delle informazioni fra gli Stati
membri e l’AEA, la Commissione, con l’assistenza dell’AEA, dovrà
pubblicare ogni tre anni una relazione sulla qualità dell’aria
ambiente nella Comunità;

considerando che le sostanze già
disciplinate dalla direttiva 80/779/CEE, del 15 luglio 1980, relativa
ai valori limite e ai valori guida di qualità dell’aria per l’anidride
solforosa e le particelle in sospensione (5), dalla direttiva
82/884/CEE, del 3 dicembre 1982; concernente un valore minimo per il
piombo contenuto nell’atmosfera (6), dalla direttiva 85/203/CEE, del 7
marzo 1985, concernente le norme di qualità atmosferica per il
biossido di azoto (7) e dalla direttiva 92/72/CEE, del 21 settembre
1992, sull’inquinamento dell’aria provocato dall’ozono (8), devono
essere considerate prioritarie,

HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:

Articolo 1

Obiettivi
Obiettivo generale della
direttiva è definire i principi di base di una strategia comune volta
a:
– definire e stabilire obiettivi di qualità dell’aria ambiente
nella Comunità europea al fine di evitare, prevenire o ridurre gli
effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente nel suo complesso;

valutare la qualità dell’aria ambiente negli Stati membri in base a
metodi e criteri comuni;
– disporre di informazioni adeguate sulla
qualità dell’aria ambiente e far sì che siano rese pubbliche, tra
l’altro mediante soglie d’allarme;
– mantenere la qualità dell’aria
ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi.

Articolo 2

Definizioni
Ai fini della presente direttiva s’intende per:
1)
“aria ambiente”: l’aria esterna presente nella troposfera, ad
esclusione di quella presente nei luoghi di lavoro;
2) “inquinante”:
qualsiasi sostanza immessa direttamente o indirettamente dall’uomo
nell’aria ambiente che può avere effetti nocivi sulla salute umana o
sull’ambiente nel suo complesso;
3) “livello”: concentrazione
nell’aria ambiente o deposito di un inquinante su una superficie in un
dato periodo di tempo;
4) “valutazione”: qualsiasi metodo impiegato
per misurare, calcolare, prevedere o stimare il livello di un
inquinante nell’aria ambiente;
5) “valore limite”: livello fissato in
base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o
ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e/o sull’ambiente nel
suo complesso, che dovrà essere raggiunto entro un dato termine e in
seguito non superato;
6) “valore obiettivo”: livello fissato al fine
di evitare a lungo termine ulteriori effetti nocivi sulla salute umana
e/o sull’ambiente nel suo complesso, che dovrà essere raggiunto per
quanto possibile nel corso di un dato periodo;
7) “soglia di allarme”:
livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di
esposizione di breve durata e raggiunto il quale gli Stati membri
devono immediatamente intervenire a norma della presente direttiva;
8)
“margine di superamento”: la percentuale del valore limite nella cui
misura tale valore può essere superato alle condizioni stabilite dalla
presente direttiva;
9) “zona”: parte del territorio degli Stati membri
da essi delimitata;
10) “agglomerato”: zona con una concentrazione di
popolazione superiore a 250 000 abitanti o, allorché la concentrazione
di popolazione è pari o inferiore a 250 000 abitanti, una densità
abitativa per km² tale da rendere necessarie per gli Stati membri la
valutazione e la gestione della qualità dell’aria ambiente.

Articolo
3

Attuazione e resp…

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