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Determinazione 02/10/2002

Determinazione 02/10/2002 n. 25 - Bandi per l’affidamento di incarichi di progettazione che fissano termini incongrui per la prestazione.

Determinazione 02/10/2002 n. 25
Bandi per l’affidamento di
incarichi di progettazione che fissano termini incongrui per la
prestazione.

IL CONSIGLIO

DETERMINAZIONE N. 25/2002

del 2
ottobre 2002

Bandi per l’affidamento di incarichi di
progettazione che fissano termini incongrui per la prestazione.

Considerato in fatto e in diritto

L’Autorità,
nell’espletamento dei compiti ad essa demandati dalla legge 11
febbraio 1994 n.109, ha avuto modo di accertare come le stazioni
appaltanti tendano con una certa frequenza a stabilire negli avvisi e
nei bandi per l’affidamento di incarichi di progettazione
termini estremamente ristretti per l’espletamento della
prestazione professionale.

Tali termini appaiono a volte
assolutamente incongrui, in relazione al livello di definizione,
previsto dall’art. 16 della L.109/94, per le diverse fasi
progettuali (a volte vengono indicati 10-15 giorni per la redazione
della progettazione definitiva).

Pur rilevando come nulla venga
esplicitamente stabilito al riguardo dalle attuali disposizioni di
legge, tuttavia è evidente che detti termini di fatto:


costituiscono una limitazione della partecipazione dei professionisti,
stante la estrema difficoltà di produrre in tempi troppo stretti gli
elaborati progettuali previsti, contrariamente al principio generale
di favorire la massima partecipazione e la concorrenza tra gli
stessi;

– determinano la redazione di progetti di qualità carente,
soprattutto privi di adeguate indagini e rilievi preventivi, e che
possono pertanto presentare difficoltà in fase di esecuzione.

Il
ricorso a tempi così brevi per la redazione della progettazione viene
generalmente giustificato dalle stazioni appaltanti con
l’urgenza determinatasi per poter accedere ai
finanziamenti.

E’ però da osservare come nella stragrande
maggioranza dei casi l’urgenza si determini per effetto di una
precedente inerzia dell’amministrazione e, pertanto, deve
ritenersi “indotta”.

In base a quanto sopra considerato
si rileva che:

– l’urgenza rappresentata dalle stazioni
appaltanti in ordine a bandi per l’affidamento di incarichi di
progettazione, che stabiliscono termini oggettivamente ristretti per
la prestazione, non può, se non sorretta da motivazioni adeguate e
riferite a evenienze concrete e comprovate, giustificare da sola il
contrasto evidente di questa scelta con il principio di favorire la
massima partecipazione e concorrenza tra i professionisti;

– come per
le ipotesi di ricorso alla trattativa privata nei casi di
finanziamenti per la realizzazione di opere con termini ristretti per
l’affidamento (det. n.18/2002), sussiste la necessità che gli
enti finanziatori attuino tutte le iniziative atte a disincentivare il
ricorso a procedure di urgenza nell’affidamento della
progettazione, anche in relazione ai termini stabiliti per lo
svolgimento della prestazione professionale;

– è necessario che gli
stessi enti effettuino un attento controllo del livello qualitativo
dei progetti presentati in termini ristretti e sviluppati per ottenere
il finanziamento e non ritengano idonee, in particolare, progettazioni
prive di adeguati rilievi ed indagini, la cui mancanza può
determinare, in fase di esecuzione, sostanziali modifiche delle
previsioni tecniche ed economiche, con conseguenti oneri spesso
rilevanti.

Il Presidente relatore

Determinazione 02/10/2002

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