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Determinazione 02/08/2000

Determinazione 02/08/2000 -Autorità di vigilanza sui lavori pubblici - Discordanza nell'offerta del prezzo in cifre e quello in lettere.

Determinazione 02/08/2000
Autorità di vigilanza sui lavori pubblici –
Discordanza nell’offerta del prezzo in cifre e quello in
lettere.

Il Comune di C.V. ha posto il quesito della
individuazione dell’offerta valida nel caso di discordanza tra i
valori espressi in cifre e quelli espressi in lettere nell’ambito di
una licitazione tenuta con il criterio della media di cui all’art.21,
co. 1 bis, L. 109/94.

Nella specie, con il bando era indetto un
pubblico incanto, con il criterio di aggiudicazione del massimo
ribasso sull’importo delle opere a corpo posto a base di gara e con il
criterio delle offerte anomale, per l’effettuazione di lavori di
copertura e rinaturazione di un canale di bonifica.

Dopo
l’individuazione delle due migliori offerte secondo il criterio di
calcolo della soglia di anomalia, una impresa esclusa allegava che la
percentuale di ribasso scritta in cifre sulla propria offerta, tenuta
in considerazione in sede di gara, era discordante da quella scritta
in lettere, che invece la rendeva aggiudicataria provvisoria
dell’appalto, in quanto titolare della seconda migliore
offerta.

Secondo l’art.72, co .2, del R.D. 23 maggio 1924, n. 827
(Regolamento sulla contabilità di Stato), “Quando in una offerta
all’asta vi sia discordanza fra il prezzo indicato in lettere e quello
indicato in cifre, è valida l’indicazione più vantaggiosa per
l’amministrazione”. Detta norma risolve dunque il caso di discordanza
tra lettere e cifre considerando non già le forme in cui la volontà
viene espressa, ma il vantaggio derivante all’Amministrazione dalla
scelta dell’una o dell’altra.

In altri termini, è esclusa un’indagine
sulla volontà del partecipante alla gara, in presenza di una norma
pubblicistica – l’art.72, appunto – posta a presidio della
realizzazione del pubblico interesse, e pertanto prevalente sulle
norme di diritto comune applicabili alla interpretazione della volontà
nei contratti.

Questa constatazione è idonea a far ritenere
applicabile il citato art.72 anche ai casi di aggiudicazione con il
sistema della media, in quanto tale disposizione è espressione di una
soluzione normativa per le ipotesi di dubbia interpretazione della
volontà di parte nella formulazione dell’offerta.

La interpretazione
così fissata trova riscontro nella prevalente giurisprudenza
amministrativa, secondo cui sono giuridicamente irrilevanti sia
l’equivocità che può derivare dalla discordanza tra un’offerta in
cifre ed una in lettere, sia la causa di tale equivocità, in presenza
“del tassativo criterio normativo che conferisce validità giuridica
alla dichiarazione più favorevole per l’Amministrazione”.

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