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Delibera/zione 26/07/1978

Delibera/zione 26/07/1978 - Comitato di Ministri per la tutela delle acque dall'inquinamento - Criteri di attuazione del terzo comma dell'art. 11 della legge 10-5-1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento.

Delibera/zione 26/07/1978
Comitato di Ministri per la tutela delle
acque dall’inquinamento – Criteri di attuazione del terzo comma
dell’art. 11 della legge 10-5-1976, n. 319, recante norme per la
tutela delle acque dall’inquinamento.

In attesa della esecutività
della convenzione di Londra del 29-12-1972 e di una organica
disciplina internazionale per la salvaguardia del Mediterraneo, i
criteri di attuazione del terzo comma dell’art. 11 della legge
10-5-1976, n. 319, sono quelli indicati nell’allegato che fa parte
integrante della presente delibera.
Art. 11 terzo comma, della legge
n. 319 del 1976
1. Le presenti disposizioni si applicano agli scarichi
di rifiuti effettuati in mare libero da qualsiasi tipo di impianto
fisso o mezzo mobile.
2. Per scarichi di rifiuti si intendono le
immissioni di rifiuti di qualsiasi origine, natura o tipo effettuate
deliberatamente. La presente disciplina non si applica alle immissioni
effettuate per consentire il normale esercizio della navigazione.
3.
L’immissione deliberata di rifiuti nel mare libero, effettuata nel
rispetto delle procedure di cui ai paragrafi seguenti é ammessa:
a)
nei casi in cui, in attuazione del disposto del decreto del
Presidente
della Repubblica 10-9-1982, n. 915, e sulla base delle deliberazioni
del Comitato interministeriale di cui all’art. 5 del predetto decreto
presidenziale, non esistano alternative di smaltimento, trattamento o
utilizzazione dei medesimi, tecnicamente attuabili e tali da
comportare minori rischi ambientali (1);
b) quando i rifiuti non
contengono quantità ecologicamente significative in termini di
concentrazione o quantità complessive, di componenti riconosciuti come
tossici per gli organismi marini, bioaccumulabili in quantità nocive
per gli organismi viventi e per l’uomo, o tali da dar luogo a sostanze
aventi le suddette caratteristiche;
c) quando non dia luogo a
modificazioni di natura fisica, chimica o biologica dell’ecosistema
marino tali da alterarne gli equilibri ecologici, comprometterne gli
usi legittimi sotto il profilo dell’acquacoltura, dell’esercizio della
pesca, dei relativi rendimenti qualitativi e quantitativi, dei
caratteri organolettici dei prodotti ittici, comprometterne la
fruibilità per gli aspetti culturali e turistici, provocare la
diffusione di microrganismi patogeni in termini rischiosi per la
salute umana, arrecare inconvenienti inaccettabili per il traffico
marittimo.
4. L’immissione deliberata nel mare libero di rifiuti
contenenti sostanze o materiali specificati nei punti da 1 a 8
dell’allegato 1/A è vietata.
Tale divieto non si applica nei casi in
cui, sulla base delle conoscenze scientifiche e tecniche disponibili,
si possa ritenere che dette sostanze e materiali siano contenuti in
quantità tali da essere resi rapidamente innocui dai processi fisici,
chimici e biologici che si verificano naturalmente in mare. In questi
casi si applicano le prescrizioni del paragrafo 5.
5. L’immissione
deliberata nel mare libero dei rifiuti contenenti le sostanze o i
materiali elencati nell’allegato 1/A é subordinata al rilascio di una
autorizzazione condizionata da parte del Comitato di Ministri di cui
all’art. 3 della legge 10-5-1976, n. 319.
6. L’immissione deliberata
nel mare libero degli altri tipi di rifiuti è subordinata al rilascio
di una autorizzazione ordinaria del Comitato di Ministri.
7. Chiunque
voglia immettere nel mare libero rifiuti specificati ai paragrafi 1 e
2 ha obbligo di presentare domanda corredata della scheda tecnica di
cui all’allegato 1/B, atta ad illustrare tutti i dati concernenti le
caratteristiche e la composizione dei rifiuti, le caratteristiche
della zona di scarico e le modalità di immissione, nonché quanto altro
necessario per la verifica delle condizioni di cui al paragrafo
3.
L’autorizzazione allo scarico è rilasciata dal Comitato di
Ministri, quando risultino salvaguardate le condizioni previste al
paragrafo 3.
L’autorizzazione stabilisce modalità, tempi vincoli e
controlli cui deve essere sottoposto lo scarico, conformemente alle
condizioni specifiche indicate al successivo paragrafo 9.
9.
L’autorizzazione condizionata, rilasciata per i casi indicati all’all.
1/A, che comportino l’effettuazione di immissioni ripetute e frequenti
nel tempo è concessa per un periodo non superiore a 18 mesi, al fine
di consentire la verifica tecnica oggettiva del rispetto delle
condizioni di cui al paragrafo 3. Trascorso il suddetto periodo, in
relazione alle risultanze delle verifiche svolte, essa può essere
rinnovata per ulteriori 18 mesi e resa definitiva, per periodi
comunque non superiori a 5 anni.
L’autorizzazione ordinaria,
rilasciata in tutti gli altri casi, può essere concessa per un periodo
non superiore a 5 anni, con la prescrizione dei controlli necessari
per la verifica della composizione e della quantità dei rifiuti,
nonché del rispetto delle modalità di immissione e della zona di
scarico.
10. Il Comitato di Ministri provvede a che sia assicurata la
osservanza delle prescrizioni fissate dalle singole autorizzazioni e a
che non vengano compromesse le condizioni ambientali, come prescritto
dal paragrafo 3. A tal fine può avvalersi degli organi cui è affidata
l’istruttoria, delle capitanerie di porto competenti e, per gli
accertamenti tecnici e scientifici necessari, dell’Istituto superiore
di sanità, del laboratorio centrale di idrobiologia, dei laboratori
provinciali di igiene e profilassi o degli istituti indicati dall’art.
2 della legge 14-7-1965, n. 963, a seconda della complessità e della
natura delle indagini da svolgere.
11. Il Comitato di Ministri ha
facoltà di modificare, sospendere o revocare in qualsiasi momento le
autorizzazioni rilasciate, quando da parte dei titolari non si
ottemperi alle relative prescrizioni o quando risultino obiettivamente
non garantite le condizioni indicate al paragrafo 3.

(1) Così
modificato dalla delibera 27-8-1984 del Comitato interministeriale per
la tutela delle acque dall’inquinamento.

Allegato 1/A
LISTA DELLE
SOSTANZE E DEI MATERIALI IL CUI SCARICO NEL MARE LIBERO E’ VIETATO O
SOGGETTO AL RILASCIO DI UNA AUTORIZZAZIONE CONDIZIONATA
1. Sostanze
organo-alogenate
2. Mercurio e i suoi composti
3. Cadmio e i suoi
composti
4. Petrolio grezzo ed idrocarburi derivati
5. Materie
plastiche persistenti ed altri prodotti sintetici persistenti
6.
Sostanze organo-silicee
7. Sostanze chimiche e biologiche prodotte a
scopo bellico
8. Materiale radioattivo, come definito
dall’Agenzia
Internazionale dell’Energia Atomica (I.A.E.A.)
9.
Pesticidi e loro isomeri e sottoprodotti, esclusi quelli classificati
al punto 1
10 i) Antimonio, arsenico, berillio, cromo, nichel, piombo,
rame, selenio, vanadio, zinco, e loro composti; ii) Cianuri e
fluoruri
11. Soluzioni e sospensioni acide e basiche aventi un pH non
compreso nell’intervallo 6-9.
12. Manufatti, rottami ed altri rifiuti
voluminosi
13. Materiali e sostanze di qualsiasi tipo destinati allo
scarico con continuità o in quantitativi ingenti.
Allegato
1/B
SCARICHI DI RIFIUTI IN MARE LIBERO SCHEDA TECNICA DA ALLEGARE ALLA
DOMANDA PER L’AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO
SOMMARIO:
1) Caratteristiche
e composizione del materiale scaricato.
1.1. Frequenza e quantità
dello scarico.
1.2. Caratteristiche fisiche del materiale
scaricato.
1.3. Caratteristiche chimiche del materiale scaricato.
1.4.
Caratteristiche biologiche del materiale scaricato.
1.5.
Caratteristiche di degradabilità del materiale scaricato.
1.6. Effetti
biologici.
1 7. Trattamenti a terra.
2) Modalità di scarico.
2.1.
Scarichi racchiusi in contenitori.
2.2. Scarichi sfusi.
3)
Caratteristiche del luogo di scarico proposto.
3.1. Definizione della
zona influenzata dallo scarico.
3.2. Localizzazione della zona di
scarico e della zona influenzata dallo scarico.
3.3. Caratteristiche
dei fondali.
3.4. Caratteristiche chimiche e fisiche.
3.5.
Caratteristiche biologiche.
3.6 Caratteristiche oceanologiche.
3.7.
Altri usi nella zona.
SPECIFICHE PER LA COMPILAZIONE DEL
QUESTIONARIO
1.1. Frequenza e quantità dello scarico.
Indicare:
1.1.1.
la frequenza delle immissioni
1.1.2. il totale annuo del materiale
scaricato espresso:
a) in mc per gli scarichi liquidi e fangosi
b) in
t per gli scarichi solidi
1.1.3. il valore della immissione massima
espresso:
a) in mc per gli scarichi liquidi e fangosi
b) in t per gli
scarichi solidi
1.2. CARATTERISTICHE FISICHE DEL MATERIALE
SCARICATO
1.2.1. Specificare se si tratta di scarichi liquidi, di
scarichi di solidi in sospensione o di scarichi solidi.
1.2.2. Per gli
scarichi liquidi indicare per ciascuna fase eventualmente presente:
a)
la solubilità (g/l) in acqua di mare con salinità di 35 g/l ed a
15°C
b) la densità a 15°C
1.2.3. Per gli scarichi di solidi in
sospensione indicare:
a) la concentrazione dei solidi (g/l)
b) la
densità della miscela a 15°C
c) il peso specifico della fase solida
sospesa secca (105°C)
d) la granulometria della fase solida (in classi
dimensionali, in mm)
e) la solubilità (in g/l) della fase solida e
delle fase liquida (nel caso non si tratti di soluzioni acquose) in
acqua di mare con salinità di 35 g/l e 15°C
f) la velocità di
sedimentazione dei costituenti il materiale solido (preferibilmente
eseguita con la bilancia di sedimentazione) e fornire le relative
curve cumulative peso-tempo, nonché le tabelle delle velocità di
sedimentazione delle frazioni granulometriche fondamentali
1.2.4. Per
gli scarichi solidi indicare:
a) il peso specifico
b) la granulometria
(in classi dimensionali, in mm)
c) velocità di sedimentazione (vedi
paragrafo 1.2.3/f)
d) la solubilità (in g/l) in acqua di mare con
salinità di 35 g/l e 15°C
1.3. CARATTERISTICHE CHIMICHE DELLO
SCARICO
1.3.1. Nel caso di residui industriali allegare una nota
tecnica di dettaglio relativa a tutte le lavorazioni che possono
generare il materiale di scarico. Tale nota tecnica deve comprendere
l’elenco dell…

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