Decreto Pres. Repubblica 27/03/1992 | Edilone.it

Decreto Pres. Repubblica 27/03/1992

Decreto Pres. Repubblica 27/03/1992 n. 309 - Regolamento per l'organizzazione servizio tutela acque, disciplina rifiuti, risanamento suolo e prevenzione inquinamento di natura fisica e servizio per l'inquinamento atmosferico, acustico e per le industrie a rischio del Ministero dell'ambiente.

Decreto Pres. Repubblica 27/03/1992 n. 309
Regolamento per
l’organizzazione servizio tutela acque, disciplina rifiuti,
risanamento suolo e prevenzione inquinamento di natura fisica e
servizio per l’inquinamento atmosferico, acustico e per le industrie a
rischio del Ministero dell’ambiente.

IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Visto l’art.87 della Costituzione;
Vista la legge 8
luglio 1986, n. 349, che ha istituito il Ministero dell’ambiente;

Visto il DPR 19 giugno 1987, n. 306, che ha emanato il regolamento
per l’organizzazione del Ministero dell’ambiente;
Vista la legge 4
dicembre 1990, n. 368, concernente la riorganizzazione del Servizio
prevenzione degli inquinamenti e risanamento ambientale;
Considerata
l’esigenza di provvedere alla articolazione in due servizi del
predetto Servizio;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 406,
concernente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno
finanziario 1991 ed il bilancio pluriennale per il triennio 1991-1993,
nonché il programma triennale 1989-1991 per la tutela dell’ambiente;

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina
dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, ed in particolare i commi 2, 3 e 4 dell’art.17;
Udito
il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del
17 ottobre 1991; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 28 dicembre 1991;
Sulla proposta del
Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro del tesoro;
Emana
il seguente regolamento:
Art. 1.
Competenze del Servizio per la
tutela delle acque, la disciplina dei rifiuti, il risanamento del
suolo e la prevenzione dell’inquinamento di natura fisica. Al Servizio
per la tutela delle acque, la disciplina dei rifiuti, il risanamento
del suolo e la prevenzione dell’inquinamento di natura fisica sono
attribuite:
a) le competenze in materia di tutela delle acque
dall’inquinamento già attribuite al Comitato interministeriale
previsto dall’art.3 della legge 10 maggio 1976, n. 319, e quelle già
attribuite dalla stessa legge e dalle successive modifiche ed
integrazioni al Ministero dei lavori pubblici, trasferite al Ministero
dell’ambiente a norma dell’art.2, comma 1, lettera a), della legge 8
luglio 1986, n. 349, nonché le competenze di cui al DPR 24 maggio
1988, n. 217, a norma dell’art.3, comma 3, e degli articoli 10, 11, 13
e 14;
b) le competenze attribuite al Ministero dell’ambiente, a norma
dell’art.2, commi 16 e 17, della legge 8 luglio 1986, n. 349, per la
concertazione dei provvedimenti relativi all’attuazione dei decreti
del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e 3 luglio
1982, n. 515, concernenti rispettivamente la qualità delle acque di
balneazione e delle acque di superficie destinate alla produzione di
acqua potabile, nonché le competenze attribuite al Ministero
dell’ambiente dalla legge 24 gennaio 1986, n. 7, dal DPR 24 maggio
1988, n. 236, a norma dell’art.8, comma 2, dell’art.18, comma 5,
dell’art.19, commi 2, 5 e 7, e dalla legge 4 agosto 1989, n. 283;
c)
le competenze in materia di smaltimento dei rifiuti e di bonifica dei
suoli già attribuite al Comitato interministeriale previsto dall’art.5
del DPR 10 settembre 1982, n. 915, trasferite al Ministero
dell’ambiente a norma dell’art.2, comma 1, lettera b), della legge 8
luglio 1986, n. 349, nonché le competenze attribuite al Ministero
dell’ambiente con legge 29 ottobre 1987, n. 441, con legge 9 novembre
1988, n. 475, e con legge 10 febbraio 1989, n. 45;
d) le competenze
attribuite al Ministro dell’ambiente a norma dell’art.2, comma 6,
della legge 8 luglio 1986, n. 349, per assicurare il coordinamento, ad
ogni livello di pianificazione, delle funzioni di tutela dell’ambiente
con gli interventi per la tutela e l’utilizzazione delle acque;
e) le
competenze generali e particolari attribuite al Ministro dell’ambiente
in materia di acque destinate al consumo umano;
f) le competenze
attribuite al Ministro dell’ambiente, a norma dell’art.2, comma 15,
della legge 8 luglio 1986, n. 349, per la concertazione degli atti di
indirizzo e di coordinamento previsti dalla legge 23 dicembre 1978, n.
833, relativi a funzioni trasferite alle regioni, e degli atti di
esercizio di poteri relativi a funzioni delegate alle regioni stesse,
ove riferiti ad inquinamenti delle acque e del suolo di natura
chimica, fisica e biologica;
g) le competenze attribuite al Ministro
dell’ambiente, a norma dell’art.7 della legge 8 luglio 1986, n. 349,
per quanto riguarda la componente della tutela delle acque e del suolo
e la disciplina dei rifiuti nell’istruttoria finalizzata alla
dichiarazione di “area ad elevato rischio di crisi ambientale”, per
l’individuazione dei conseguenti obiettivi, per gli interventi di
risanamento e per la formazione dei piani di disinquinamento;
h) le
competenze attribuite al Ministero dell’ambiente, a norma dell’art.2,
comma 14, della legge 8 luglio 1986, n. 349, ai fini della fissazione
dei limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e dei limiti
massimi di esposizione relativi ad inquinamenti delle acque e del
suolo di natura chimica, fisica e biologica, di cui all’art.4 della
legge 23 dicembre 1978, n. 833;
i) le competenze in materia di difesa
del suolo di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, a norma
dell’art.5, comma 3, dell’art.7, comma 2, dell’art.30, comma 2, nonché
alla legge 7 agosto 1990, n. 253, a norma dell’art.3, comma 1 e 2,
dell’art.5, comma 2, dell’art.9, comma 1, dell’art.10 e dell’art.15,
commi 3 e 4;
l) le competenze di cui alla legge 28 agosto 1989, n.
305, a norma dell’art.6, dell’art.8, dell’art.11, per quanto riguarda
l’inquinamento delle acque e del suolo e la disciplina dei rifiuti, e
dell’art.15, commi 1 e 2;
m) le competenze in materia di
autorizzazioni e di notifiche di cui all’art.4 della legge 8 luglio
1986, n. 349;
n) le funzioni di segreteria del comitato
tecnico-scientifico di cui all’art.15 della legge 29 ottobre 1987, n.
441, costituito con decreto ministeriale 24 novembre 1987; del
Comitato nazionale per la difesa del suolo di cui agli articoli 6 e 7
della legge 18 maggio 1989, n. 183; dell’albo nazionale delle imprese
esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti di cui all’art.10 della
legge 29 ottobre 1987, n. 441; del comitato di coordinamento istituito
nell’ambito dell’intesa Stato-regione Lombardia di cui al paragrafo
III del “Piano quinquennale di disinquinamento del bacino idrografico
dei fiumi Lambro, Olona e Seveso” allegato al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 29 luglio 1988, n. 363.
Art. 2.

Competenze del Servizio per l’inquinamento atmosferico, acustico e
per le industrie a rischio. Al Servizio per l’inquinamento
atmosferico, acustico e per le industrie a rischio sono attribuite:

a) le competenze in materia di inquinamento atmosferico ed acustico
attribuite al Ministero dell’ambiente a norma dell’art.2, comma 1,
lettera c), della legge 8 luglio 1986, n. 349; b) le competenze in
materia di rischi di incidenti rilevanti da attività industriali
attribuite al Ministero dell’ambiente a norma del DPR 17 maggio 1988,
n. 175;
c) le competenze in materia di inquinamento atmosferico
attribuite al Ministero dell’ambiente dal DPR 24 maggio 1988, n. 203;

d) le competenze attribuite al Ministero dell’ambiente a norma
dell’art.2, comma 14, della legge 8 luglio 1986, n. 349, ai fini della
fissazione dei limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e
dei limiti massimi di esposizione relativi ad inquinamenti atmosferici
di natura chimica, fisica e biologica e delle emissioni sonore di cui
all’art.4 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonché per la
concertazione delle proposte relative alla fissazione di tali limiti
quando siano relativi agli ambienti di lavoro;
e) le competenze
attribuite al Ministero dell’ambiente a norma dell’art.2, comma 15,
della legge 8 luglio 1986, n. 349, per la concertazione degli atti di
indirizzo e di coordinamento previsti dalla legge 23 dicembre 1978, n.
833, relativi a funzioni trasferite alle regioni, e degli atti di
esercizio di poteri relativi a funzioni delegate alle regioni stesse,
ove riferiti ad inquinamenti atmosferici di natura chimica, fisica,
biologica o da emissioni sonore;
f) le competenze attribuite al
Ministro dell’ambiente a norma dell’art.7 della legge 8 luglio 1986,
n. 349, per quanto riguarda la componente del rischio industriale,
dell’inquinamento atmosferico e da rumori, nell’istruttoria
finalizzata alla dichiarazione di “area ad elevato rischio di crisi
ambientale” per l’individuazione dei conseguenti obiettivi, per gli
interventi di risanamento e per la formazione dei piani di
disinquinamento;
g) le competenze di cui alla legge 28 agosto 1989,
n. 305, a norma dell’art.7, dell’art.8, dell’art.11, per quanto
riguarda le industrie a rischio e l’inquinamento atmosferico e da
rumore, e dell’art.15, comma 4.
Art. 3.
Ripartizione degli uffici.
Al Servizio per la tutela delle acque, la disciplina dei rifiuti, il
risanamento del suolo e la prevenzione dell’inquinamento di natura
fisica restano assegnate le seguenti divisioni, già del Servizio
prevenzione degli inquinamenti e risanamento ambientale:
divisione 1ª
– Inquinamento del suolo;
divisione 3ª – Inquinamento delle acque;

divisione 4ª – Affari generali, che assumono, rispettivamente, la
seguente numerazione e denominazione:
divisione 1ª – Inquinamento del
suolo;
divisione 2ª – Inquinamento delle acque;
divisione 3ª –
Affari generali.
Presso il Servizio è costituito l’ufficio del
direttore, secondo le modalità e con i compiti previsti dal comma 7
dell’art.9 del DPR 19 giugno 1987, n. 306.
Al Servizio per
l’inquinamento atmosferico, acustico e per le industrie a rischio è
assegnata la seguente divisione, già del Servizio prevenzione degli
inquinamenti e risanamento ambientale:
divis…

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