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Decreto Pres. Repubblica 21/07/1982

Decreto Pres. Repubblica 21/07/1982 n. 727 - Attuazione della direttiva (CEE) n. 76/117 relativa al materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in 'atmosfera esplosiva'. Gazzetta Ufficiale 12/10/1982 n. 281

Decreto Pres. Repubblica 21/07/1982 n. 727
Attuazione della direttiva
(CEE) n. 76/117 relativa al materiale elettrico destinato ad essere
utilizzato in “atmosfera esplosiva”.
Gazzetta Ufficiale 12/10/1982 n.
281

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87
della Costituzione;

Vista la legge 9 febbraio 1982, n. 42, recante
delega al Governo ad emanare norme per l’attuazione delle direttive
della Comunità economica europea;

Vista la direttiva n. 76/117 del
18 dicembre 1975 emanata dal Consiglio delle Comunità europee,
concernente il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in
atmosfera esplosiva;

Considerato che in data 14 maggio 1982, ai
termini dell’art. 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 42, è stato
inviato lo schema del presente provvedimento ai Presidenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica per gli adempimenti
ivi previsti;

Tenuto conto delle osservazioni formulate in sede
parlamentare;

Considerato che risulta così completato il
procedimento previsto dalla legge di delega;

Sulla proposta del
Ministro per il coordinamento interno delle politiche comunitarie, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, del tesoro,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di grazia e
giustizia;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’8 luglio 1982;

Emana

il seguente
decreto:

Art. 1

Le disposizioni del presente decreto si applicano
al materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in “atmosfera
potenzialmente esplosiva”, ad eccezione del materiale destinato
all’impiego nei lavori sotterranei delle miniere grisutose e del
materiale elettrico usato in medicina.

Art. 2

Per materiale
elettrico, ai sensi del presente decreto, si intendono tutti i
componenti che costituiscono gli impianti elettrici e qualsiasi altro
apparato, dispositivo o macchina che impieghi l’elettricità.

Art. 3

Una “atmosfera potenzialmente esplosiva” esiste negli ambienti,
interni ed esterni nei quali possono accumularsi quantità pericolose
di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapore, nebbia o polveri,
atte a formare con l’aria miscele esplosive.

Art. 4

Il materiale
elettrico di cui agli articoli 1 e 2 del presente decreto può essere
venduto, circolare liberamente od essere usato in modo conforme alla
sua destinazione solo se rispondente, per quanto attiene alla
sicurezza di fabbricazione in previsione dell’impiego in atmosfera
esplosiva, ad uno dei seguenti requisiti:

a) conformità alle norme
armonizzate comprovata da un certificato di conformità rilasciato in
base all’art. 5 e dall’apposizione del marchio distintivo di cui
all’art. 7 del presente decreto;

b) accertamento, in base ad uno
speciale esame della fabbricazione, che esso garantisce una sicurezza
almeno equivalente a quella delle norme stesse, comprovata da un
certificato di controllo rilasciato conformemente all’art. 6 e
dall’apposizione del marchio distintivo di cui all’art. 7 del presente
decreto.

Per uso conforme alla propria destinazione, ai sensi del
presente articolo, si intende l’uso del materiale, in combinazione con
gas, vapore, nebbia o polveri, atti a formare con l’aria miscele
esplosive, quale è previsto nelle norme armonizzate di costruzione e
menzionato nei certificati di conformità o di controllo.

Per norme
armonizzate, ai sensi del presente decreto, si intendono le norme
indicate nelle direttive particolari emanate dal Consiglio dei
Ministri della Comunità economica europea.

Le condizioni di
installazione del materiale elettrico di cui al presente decreto
restano soggette alle disposizioni vigenti che non siano
discriminatorie nei confronti del materiale elettrico prodotto negli
altri Stati membri, per quanto attiene alla sua utilizzazione.

Art.
5

Il certificato di conformità di cui all’art. 4, primo comma,
lettera a), è rilasciato da uno degli organismi di cui all’art. 8.
Esso attesta che il tipo di materiale è conforme alle norme
armonizzate.

Una copia delle principali indicazioni del certificato
di conformità è trasmessa, a cura dell’organismo autorizzato, sia al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato che agli
altri Stati membri e alla commissione, entro il termine di un mese a
decorrere dalla data del rilascio del certificato di conformità.

L’organismo autorizzato, che procede all’esame del materiale,
compila un verbale che è tenuto a disposizione sia delle autorità
italiane che degli altri Stati membri della CEE.

Le spese necessarie
all’espletamento delle operazioni di esame del materiale, del rilascio
delle certificazioni di conformità e di quelle di controllo di cui al
successivo art. 6 sono poste a carico del richiedente, secondo le
modalità precisate nel decreto ministeriale di cui al successivo art.
8.

L’organismo autorizzato, che ha rilasciato il certificato di
conformità, può revocarlo quando constata che detto certificato non
avrebbe dovuto essere rilasciato o che le condizioni da esso imposte
non sono state soddisfatte entro un termine adeguato. Esso può inoltre
revocare il certificato di conformità quando il fabbricante immette
sul mercato materiale elettrico non conforme al prototipo autorizzato.

Art. 6

Il certificato di controllo, di cui all’art. 4, primo
comma, lettera b), è rilasciato da uno degli organismi autorizzati di
cui all’art. 8.

Esso attesta che il tipo di materiale garantisce una
sicurezza almeno uguale a quella delle norme armonizzate.

Prima di
rilasciare tale certificato di controllo, l’organismo di controllo
autorizzato che procede all’esame del materiale trasmette in via
riservata i documenti descrittivi del materiale, i verbali ed i
progetti di certificati di controllo agli altri Stati membri della CEE
e/o ai rispettivi organismi di controllo autorizzati che, entro
quattro mesi da questa informazione, possono presentare osservazioni,
richiedere esami supplementari ed eventualmente appellarsi al comitato
per l’adeguamento al progresso tecnico istituito dall’art. 6 della
direttiva (CEE) n. 76/ 117 e secondo la procedura di cui all’art. 7
della direttiva stessa.

Qualora, prima della scadenza del termine
stabilito, nessuno Stato membro si sia appellato al comitato,
l’organismo autorizzato, dopo aver preso in considerazione le
osservazioni presentate conformemente alla procedura di cui al comma
precedente, rilascia il certificato di controllo se il risultato degli
esami eventuali complementari è soddisfacente.

In caso di appello al
comitato, se il parere di quest’ultimo è favorevole, l’organismo
autorizzato rilascia il certificato in questione.

Una copia delle
principali indicazioni del certificato di controllo è trasmessa, a
cura dell’organismo autorizzato, sia al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato che agli Stati membri, entro il termine
di un mese a decorrere dalla data del suo rilascio.

L’organismo
autorizzato che ha rilasciato il certificato di controllo può
revocarlo quando constata che detto certificato non avrebbe dovuto
essere rilasciato o che alcune condizioni da esso imposte non sono
state soddisfatte entro un termine adeguato. Esso può inoltre revocare
questo certificato quando il fabbricante immette sul mercato materiale
elettrico non conforme al prototipo autorizzato.

Art. 7

Il marchio
distintivo apposto dal fabbricante sul materiale attesta che il
medesimo è conforme al tipo che ha ottenuto un certificato di
conformità o di controllo e che è stato sottoposto a prove individuali
eventualmente previste dalle norme armonizzate e risponde alle
condizioni imposte con il certificato di conformità o con quello di
controllo.

Il fabbricante può apporre tale marchio solo se possiede
un valido certificato di conformità o di controllo ed ha ottemperato
alle disposizioni necessarie a garantire che il materiale corrisponde
alle norme tecniche armonizzate.

Per garantire tale corrispondenza
il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato procede,
tramite gli organismi autorizzati, alla necessaria sorveglianza della
fabbricazione e cura che il materiale venga sottoposto alle prove
individuali previste e che non venga fatto uso improprio del marchio.

Se il certificato di conformità o di controllo lo esige, il
materiale deve essere accompagnato da istruzioni che ne precisino le
particolari condizioni d’uso.

Art. 8

Il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato designa gli organismi da esso
autorizzati a procedere alla sorveglianza, all’esame del materiale ed
a rilasciare i certificati di conformità e di controllo e notifica
agli altri Stati membri e alla commissione della Comunità europea
l’elenco di tali organismi e quello dei destinatari della
corrispondenza relativa ai certificati di conformità e di controllo.

Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato dispone
la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
dell’elenco degli organismi degli altri Stati membri autorizzati a
rilasciare i certificati di conformità o di controllo.

Art. 9

La
vigilanza sul materiale elettrico e sulla regolarità delle
certificazioni oggetto del presente decreto è demandata al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che ha facoltà di
disporre accertamenti direttamente o a mezzo di istituti, enti o
laboratori appositamente autorizzati.

Qualora il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato riscontri che il
materiale, quantunque conforme alle prescrizioni delle direttive
particolari in materia, possa mettere in pericolo la sicurezza, può
vietarne temporaneamente o sottoporne a condizioni particolari
l’immissione sul mercato.

Art. 10

Chiunque viola le disposizioni
di cui al primo comma del precedente art. 4 è punito con l’ammenda da
L. 100.000 a lire 5 milioni o con l’arresto fino ad un anno….

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