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Decreto Pres. Repubblica 21/05/2001

Decreto Pres. Repubblica 21/05/2001 - Istituzione del Parco nazionale dell'Appennino toscoemiliano. Gazzetta Ufficiale 26/10/2001 n. 250

Decreto Pres. Repubblica 21/05/2001
Istituzione del Parco nazionale dell’Appennino toscoemiliano.
Gazzetta Ufficiale 26/10/2001 n. 250

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 5, comma 2, della legge 8 luglio 1986, n. 349, che
attribuisce al Ministero dell’ambiente la competenza ad individuare
le zone di importanza naturalistica e internazionale su cui potranno
essere costituiti parchi e riserve naturali;
Vista la legge 6 dicembre 1991, n. 394, concernente la disciplina
quadro delle aree protette, ed in particolare, l’art. 1 che specifica
l’ambito applicativo e le finalita’ che il regime di tutela e
gestione si prefigge di conseguire;
Visto in particolare il comma 3, lettera d), del citato art. 1 che
prevede tra le predette finalita’ da perseguire la difesa e la
ricostituzione degli equilibri idraulici ed idrogeologici;
Visto in particolare l’art. 8 della legge 6 dicembre 1991, n. 394;
Visto il decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste del
26 luglio 1971, di istituzione della riserva naturale statale “Pania
di Corfino” ed in particolare l’art. 2 di tale decreto;
Visto il decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste del
2 marzo 1977, con il quale e’ stata costituita in riserva biogenetica
la suddetta riserva naturale statale “Pania di Corfino”;
Visto il decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste del
26 luglio 1971, di istituzione della riserva naturale statale
“Guadine Pradaccio” ed in particolare l’art. 2 di tale decreto;
Visto il decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste del
2 marzo 1977, con il quale e’ stata costituita in riserva biogenetica
la riserva naturale statale “Guadine Pradaccio”;
Visto il decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste del
23 giugno 1977, di istituzione della riserva naturale statale
“Lamarossa” ed in particolare l’art. 2 di tale decreto;
Visto il decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste del
13 luglio 1977, con il quale e’ stata costituita la riserva naturale
biogenetica “Bosco sperimentale Lamarossa”;
Visto il decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste del
28 aprile 1980, di istituzione della riserva naturale statale
“Orecchiella” ed in particolare l’art. 2 di tale decreto;
Vista la legge della regione Emilia-Romagna n. 11 del 2 aprile
1988, con la quale e’ stato istituito il “Parco regionale dell’Alto
Appennino Reggiano” (Parco del Gigante);
Vista la legge della regione Emilia-Romagna n. 46 del 24 aprile
1995, con la quale e’ stato istituito il “Parco regionale dell’Alta
Val di Parma e Cedra” (Parco dei Cento Laghi);
Visto l’art. 4, comma 2, della legge 8 ottobre 1997, n. 344, che
prevede l’istituzione, con decreto del Presidente della Repubblica,
su proposta del Ministro dell’ambiente, di un Parco nazionale nelle
aree dell’Appennino di significativo o rilevante interesse
naturalistico ambientale, comprese nei territori delle province di
Reggio Emilia, Parma e Massa Carrara, di intesa con le regioni
interessate e previa verifica del consenso dei comuni e delle
province interessate;
Visto l’art. 77, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, che, ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera c), della legge 15
marzo 1997, n. 59, definisce di rilievo nazionale i compiti e le
funzioni in materia di parchi naturali attribuiti allo Stato dalla
legge 6 dicembre 1991, n. 394;
Visto l’art. 77, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, il quale stabilisce che l’individuazione, l’istituzione e la
disciplina generale dei parchi e delle riserve nazionali e l’adozione
delle relative misure di salvaguardia sono operate sentita la
Conferenza unificata;
Visto il decreto del Ministero dell’ambiente n. 11399 del 27 luglio
1998 di costituzione del Comitato istituzionale di coordinamento per
l’istituzione del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano di
cui al comma 2 dell’art. 4 della legge 8 ottobre 1997, n. 344, al
quale sono stati attribuiti compiti di individuazione dei confini
territoriali, della disciplina di tutela e degli interventi di
conservazione dei valori naturali, delle linee guida e degli
obiettivi di sviluppo e valorizzazione delle aree interessate,
correlati all’istituzione del Parco nazionale;
Considerato che, nel corso dell’iter del procedimento finalizzato
all’istituzione dell’area protetta, e’ stato manifestato anche da
parte dell’amministrazione provinciale di Lucca e di alcuni comuni
della provincia stessa l’interesse a far parte del predetto Comitato
istituzionale di coordinamento in vista dell’eventuale adesione, con
alcune porzioni dei propri territori, all’istituenda area protetta
statale;
Viste le linee contenute nel documento programmatico per lo
sviluppo sociale ed economico approvato in data 11 gennaio 1999 dal
predetto Comitato istituzionale di coordinamento;
Vista la lettera circolare del Ministero dell’ambiente Servizio
conservazione della natura, prot. n. SCN/1D/2000/15328 del 27
settembre 2000, indirizzata agli Enti Parco nazionali con la quale,
tra l’altro e’ stata evidenziata agli enti suddetti la necessita’ di
attivarsi, in coordinamento con le autorita’ di bacino
territorialmente competenti, per l’individuazione sul territorio dei
parchi nazionali delle situazioni di squilibrio e di rischio connesse
con l’assetto idrogeologico e geomorfologico e per la definizione
delle relative proposte di interventi tesi alla tutela e al
riequilibrio;
Vista la proposta di perimetrazione prodotta in sede di Comitato
istituzionale di coordinamento ai sensi dell’art. 2, comma 1, del
citato decreto del Ministero dell’ambiente n. 11399 del 27 luglio
1998, elaborata sulla base dell’istruttoria svolta dalla segreteria
tecnica per le aree naturali protette che ha consentito di verificare
la presenza sul territorio del Parco di valori naturalistici,
paesaggistici e storico-culturali di rilievo nazionale meritevoli di
tutela;
Considerato che il territorio del Parco nazionale dell’Appennino
Tosco-Emiliano istituito con il presente decreto comprende parte dei
territori gia’ inclusi nei confini del Parco regionale dell’Alto
Appennino reggiano (Parco del Gigante) e del Parco naturale regionale
dell’Alta Val Parma e Val Cedra (Parco dei Cento Laghi) e che,
pertanto, la regione Emilia-Romagna provvedera’ con legge regionale
al riordino di tali parchi regionali esistenti;
Considerato che la perimetrazione del Parco nazionale, pur
risultando mancante dell’elemento della continuita’ territoriale, si
presenta idonea a consentire il previsto regime di tutela in forza
del collegamento, gia’ esistente – tra il settore nord-occidentale,
nei territori dei comuni di Filattiera (Massa Carrara) e Corniglio
(Parma), ed il nucleo principale del Parco – assicurato dal Parco
regionale dei Cento Laghi, per la porzione ricadente in comune di
Monchio delle Corti (Parma), ove vige una disciplina di gestione e
tutela analoga a quella prevista nel presente decreto;
Considerato che le due aree denominate “Gessi Triassici” e “Pietra
di Bismantova”, entrambe in provincia di Reggio Emilia, presentano
una valenza ambientale e naturalistica meritevole di tutela e sono
pertanto inserite sin d’ora nel Parco nazionale dell’Appennino
Tosco-Emiliano;
Considerato che un miglioramento nell’efficacia della gestione dei
due biotopi dei “Gessi Triassici” e della “Pietra di Bismantova”
potra’ essere conseguito allorche’ si perverra’, mediante il
successivo ampliamento della superficie protetta facente parte del
Parco nazionale in applicazione della procedura di cui alla seconda
parte del comma 2 dell’art. 4 della legge 8 ottobre 1997, n. 344, a
realizzare il loro collegamento territoriale, senza soluzione di
continuita’, con il rimanente territorio protetto;
Ritenuto congruo stabilire un termine temporale non eccedente il 31
dicembre 2001 per dar luogo al predetto ampliamento del territorio
protetto, decorso invano il quale i due predetti biotopi verranno
istituiti – con la medesima delimitazione – in riserve naturali dello
Stato, cessando di far parte del Parco nazionale dell’Appennino
Tosco-Emiliano a far data dall’entrata in vigore del decreto
ministeriale di istituzione delle riserve naturali stesse, da
emanarsi ai sensi degli articoli 8 e 17 della legge 6 dicembre 1991,
n. 394;
Verificato il consenso degli enti locali interessati in ordine ai
contenuti del presente decreto istitutivo e alla relativa
perimetrazione e zonizzazione, manifestato in occasione della
riunione conclusiva del Comitato istituzionale di coordinamento del
23 febbraio 2001;
Vista la nota del Ministero dell’ambiente prot. n. SCN/1D/2001/5343
del 7 marzo 2001, con la quale e’ stato trasmesso alla regione
Emilia-Romagna e alla regione Toscana lo schema del decreto
istitutivo del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano
unitamente alla relativa cartografia recante la perimetrazione e la
zonizzazione del Parco medesimo, richiedendo l’espressione
dell’intesa ai sensi dell’art. 4, comma 2, della legge 8 ottobre
1997, n. 344, e dell’art. 2, comma 23, della legge 9 dicembre 1998,
n. 426;
Vista la nota del Ministero dell’ambiente prot. n. SCN/1D/2001/5342
del 7 marzo 2001 con la quale e’ stato trasmesso alla Conferenza
unificata lo schema del decreto istitutivo del Parco nazionale
dell’Appennino Tosco-Emiliano unitamente alla relativa cartografia,
recante la perimetrazione e la zonizzazione del Parco medesimo,
richiedendo l’espressione del parere ai sensi dell’art. 77, comma 2,
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Considerati gli esiti dell’incontro tecnico del 20 marzo 2001
presso la Conferenza unificata, nel corso del quale sono state
concordate tra i rappresentanti del Ministero dell’ambiente e i
rappresentanti dei comuni di Busana (Reggio Emilia), Collagna (Reggio
Emilia), Ligonchio (Reggio Emilia), Ramiseto (Reggio Emilia) e Villa
Minozzo (Reggio Emilia), modifiche alla perimetrazione del Parco
conformemente a quanto stabilito nelle rispettive delibere con le
quali i predetti comuni hanno manifestato il proprio consenso;
Sentit…

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