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Decreto Pres. Repubblica 08/09/1997

Decreto Pres. Repubblica 08/09/1997 n. 357 - Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Gazzetta Ufficiale 23/10/1997 n. 248

Decreto Pres. Repubblica 08/09/1997 n. 357
Regolamento recante
attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli
habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna
selvatiche.
Gazzetta Ufficiale 23/10/1997 n. 248

Regolamento di
attuazione della direttiva 92/43/CEE – conservazione habitat, flora e
fauna.

Il Presidente della Repubblica
Visto l’articolo 87 della
Costituzione;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 10 agosto 1988, n. 377, recante regolamentazione delle
pronunce di compatibilità ambientale di cui all’articolo 6 della legge
8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione del Ministero dell’ambiente
e norme in materia di danno ambientale;
Vista la legge 9 marzo 1989,
n. 86, relativa alle norme generali sulla partecipazione dell’Italia
al processo normativo comunitario e sulle procedure di esecuzione
degli obblighi comunitari;
Vista la legge 6 dicembre 1991, n. 394,
recante legge quadro sulle aree protette;
Vista la legge 11 febbraio
1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica
omeoterma e per il prelievo venatorio;
Vista la direttiva 92/43/CEE
del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli
habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna
selvatiche;
Vista la direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile
1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici;
Visto
l’articolo 4 della legge 22 febbraio 1994, n. 146, recante
disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunità europee – legge comunitaria 1993, che
autorizza l’attuazione, in via regolamentare, tra le altre, della
direttiva 92/43/CEE;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 2
agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica
12 aprile 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 7
settembre 1996, recante atto di indirizzo e coordinamento per
l’attuazione dell’articolo 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994,
n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto
ambientale;
Visti gli statuti delle Regioni a statuto speciale e delle
Province autonome di Trento e di Bolzano;
Sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 31 luglio 1997, che
ha espresso parere favorevole condizionato all’accettazione di alcuni
emendamenti;
Considerato che non può essere accettato l’emendamento
aggiuntivo, proposto dalla citata Conferenza, al comma 1 dell’articolo
4 e, conseguentemente, l’emendamento che abroga l’articolo 15 in
quanto, in base all’articolo 8, comma 4, della legge 8 luglio 1986, n.
349, ed all’articolo 21 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, spetta al
Corpo forestale dello Stato la sorveglianza nelle zone speciali di
conservazione, salvo quanto diversamente disposto per le Regioni a
statuto speciale e le Province autonome di Trento e di
Bolzano;
Considerato che non possono essere accettati gli emendamenti,
proposti dalla citata Conferenza, al comma 2 dell’articolo 7, al comma
1 dell’articolo 10 ed al comma 1 dell’articolo 11, in quanto la tutela
della flora e della fauna rappresenta un interesse fondamentale dello
Stato, come di recente ribadito anche dalla Corte costituzionale con
sentenza n. 272 del 22 luglio 1996 e che la competenza in tale materia
spetta al Ministero dell’ambiente, come stabilito dall’articolo 5
della legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del medesimo
Ministero;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 9 giugno
1997;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 5 settembre 1997;
Sulla proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri;
E m a n a
il seguente regolamento:

Articolo
1
Campo di applicazione
1. Il presente regolamento disciplina le
procedure per l’adozione delle misure previste dalla direttiva
92/43/CEE “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali
e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, ai fini della
salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione degli
habitat naturali elencati nell’allegato A e delle specie della flora e
della fauna indicate agli allegati B, D ed E al presente
regolamento.
2. Le procedure disciplinate dal presente regolamento
sono intese ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno
stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle
specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario.
3. Le
procedure disciplinate dal presente regolamento tengono conto delle
esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità
regionali e locali.
4. Le Regioni a statuto speciale e le Province
autonome di Trento e di Bolzano provvedono all’attuazione degli
obiettivi del presente regolamento nel rispetto di quanto previsto dai
rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione.

Articolo
2
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento sono adottate le
seguenti definizioni:
a) conservazione: un complesso di misure
necessarie per mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le
popolazioni di specie di fauna e flora selvatiche in uno stato
soddisfacente come indicato nelle lettere e) ed i) del presente
articolo;
b) habitat naturali: le zone terrestri o acquatiche che si
distinguono in base alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e
biotiche, interamente naturali o seminaturali;
c) habitat naturali di
interesse comunitario: gli habitat naturali, indicati nell’allegato A,
che, nel territorio dell’Unione europea, alternativamente:
1)
rischiano di scomparire nella loro area di distribuzione naturale;
2)
hanno un’area di distribuzione naturale ridotta a seguito della loro
regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente
ristretta;
3) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche
di una o più delle cinque regioni biogeografiche seguenti: alpina,
atlantica, continentale, macaronesica e mediterranea;
d) tipi di
habitat naturali prioritari: i tipi di habitat naturali che rischiano
di scomparire per la cui conservazione l’Unione europea ha una
responsabilità particolare a causa dell’importanza della loro area di
distribuzione naturale e che sono evidenziati nell’allegato A al
presente regolamento con un asterisco (*); e) stato di conservazione
di un habitat naturale: l’effetto della somma dei fattori che
influiscono sull’habitat naturale nonché sulle specie tipiche che in
esso si trovano, che possono alterarne, a lunga scadenza, la
distribuzione naturale, la struttura e le funzioni, nonché la
sopravvivenza delle sue specie tipiche. Lo stato di conservazione di
un habitat naturale è definito “soddisfacente” quando:
1) la sua area
di distribuzione naturale e la superficie che comprende sono stabili o
in estensione;
2) la struttura e le funzioni specifiche necessarie al
suo mantenimento a lungo termine esistono e possono continuare ad
esistere in un futuro prevedibile;
3) lo stato di conservazione delle
specie tipiche è soddisfacente e corrisponde a quanto indicato nella
lettera i) del presente articolo;
f) habitat di una specie: ambiente
definito da fattori abiotici e biotici specifici in cui vive la specie
in una delle fasi del suo ciclo biologico;
g) specie di interesse
comunitario: le specie, indicate negli allegati B, D ed E, che, nel
territorio dell’Unione europea, alternativamente:
1) sono in pericolo
con l’esclusione di quelle la cui area di distribuzione naturale si
estende in modo marginale sul territorio dell’Unione europea e che non
sono in pericolo né vulnerabili nell’area del paleartico
occidentale;
2) sono vulnerabili, quando il loro passaggio nella
categoria delle specie in pericolo è ritenuto probabile in un prossimo
futuro, qualora persistano i fattori alla base di tale rischio;
3)
sono rare, quando le popolazioni sono di piccole dimensioni e, pur non
essendo attualmente né in pericolo né vulnerabili, rischiano di
diventarlo a prescindere dalla loro distribuzione territoriale;
4)
endemiche e richiedono particolare attenzione, a causa della
specificità del loro habitat o delle incidenze potenziali del loro
sfruttamento sul loro stato di conservazione;
h) specie prioritarie:
le specie di cui alla lettera g) del presente articolo per la cui
conservazione l’Unione europea ha una responsabilità particolare a
causa dell’importanza della loro area di distribuzione naturale e che
sono evidenziate nell’allegato B al presente regolamento con un
asterisco (*);
i) stato di conservazione di una specie: l’effetto
della somma dei fattori che, influendo sulle specie, possono alterarne
a lungo termine la distribuzione e l’importanza delle popolazioni nel
territorio dell’Unione europea. Lo stato di conservazione è
considerato “soddisfacente” quando:
1) i dati relativi all’andamento
delle popolazioni della specie indicano che essa continua e può
continuare a lungo termine ad essere un elemento vitale degli habitat
naturali cui appartiene;
2) l’area di distribuzione naturale delle
specie non è in declino né rischia di declinare in un futuro
prevedibile;
3) esiste e continuerà probabilmente ad esistere un
habitat sufficiente affinché le sue popolazioni si mantengano a lungo
termine;
l) sito: un’area geograficamente definita, la cui superficie
sia chiaramente delimitata;
m) sito di importanza comunitaria: un sito
che, nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce
in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat
naturale di cui all’allegato A o di una specie di cui all’allegato B
in uno stato di conservazione soddisfacente e che può, inoltre,
contribuire in modo significativo alla coerenza della rete ecologica
“Natura 2000” di cui all’articolo 3, al fine di mantenere la diversità
biologica nella regione biogeografi…

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