Decreto Pres. Repubblica 08/08/1994 | Edilone.it

Decreto Pres. Repubblica 08/08/1994

Decreto Pres. Repubblica 08/08/1994 - Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l'adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. Gazzetta Ufficiale 26/10/1994 n. 251

Decreto Pres. Repubblica 08/08/1994
Atto di indirizzo e coordinamento
alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per
l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento
e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli
derivanti dall’amianto.
Gazzetta Ufficiale 26/10/1994 n. 251

IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Vista la legge 27 marzo 1992, n. 257,
recante norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto;

Visto, in particolare, l’art. 6, comma 5, che prevede l’emanazione di
atti di indirizzo e di coordinamento delle attività delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano di cui all’art. 10
della stessa legge, ai sensi dell’art. 2, comma 3, lettera d), della
legge 23 agosto 1988, n. 400;
Considerato che il richiamato art. 10
della legge 27 marzo 1992, n. 257, prescrive l’adozione, da parte
delle regioni e delle province autonome di Trento di Bolzano, dei
piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento
e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti
dall’amianto;
Tenuto conto degli approfondimenti effettuati dalla
commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi
sanitari connessi all’impiego dell’amianto;
Sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, nella seduta del 14 aprile 1994;

Visto l’art. 1, comma 1, lettera hh), della legge 12 gennaio 1991, n.
13;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 1994;
Sulla proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri della sanità,
dell’ambiente, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e per
la funzione pubblica e gli affari regionali;
Decreta:
approvato il
seguente atto di indirizzo e coordinamento delle attività delle
regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di
difesa dei pericoli derivanti dall’amianto.

Art. 1. – Piani
regionali e delle province autonome
1. Le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano adottano, ai sensi dell’art. 10 della
legge 27 marzo 1992, n. 257, i piani di protezione dell’ambiente, di
decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa
dai pericoli derivanti dall’amianto, tenendo conto dei criteri
indicati negli articoli seguenti e secondo le modalità di cui all’art.
12, comma 3, della legge 27 marzo 1992, n. 257.

Art. 2. – Censimento
dei siti interessati da attività di estrazione dell’amianto
1. Non
esistendo siti interessati da attività di estrazione dei minerali
finalizzata alla produzione di amianto, sono censiti soltanto i siti
estrattivi di pietre verdi.

Art. 3. – Censimento imprese che
utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle attività produttive e
censimento imprese che svolgono attività di smaltimento e bonifica.

1. Il censimento delle imprese che utilizzano o abbiano utilizzato
l’amianto nelle rispettive attività produttive ovvero che svolgono
attività di smaltimento e di bonifica dell’amianto, viene effettuato
con l’ausilio della relazione annuale di cui al comma 1 dell’art. 9
della citata legge n. 257 del 1992.
2. In fase di applicazione della
citata legge n. 257 del 1992, per tali imprese si considerano
esaustivi i dati forniti in conformità della circolare del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 17 febbraio 1993,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 1993.
3. Allo
scopo di uniformare le modalità di controllo delle regioni e delle
province autonome sulla completa ottemperanza al censimento da parte
delle ditte interessate, può essere operato un controllo incrociato,
che si avvale dele seguenti fonti:
a) individuazione dei codici ISTAT
di riferimento delle attività produttive maggiormente implicate in via
potenziale nel censimento; l’elenco di cui all’allegato B può
costituire un utile riferimento;
b) reperimento, tramite le camere di
commercio, degli elenchi con relativi indirizzi delle singole aziende
iscritte per ciascun codice di attività;
c) reperimento, tramite
INAIL, dell’elenco delle imprese che corrispondono il premio
assicurativo per la voce “silicosi ed asbestosi”.
4. Il censimento
delle imprese deve essere uniformato allo schema tipo di cui
all’allegato A, che costituisce la base minima di informazioni da
richiedere, ferma restando la facoltà di ciascuna regione e provincia
autonoma di richiedere ulteriori informazioni, ritenute
opportune.

Art. 4. – Predisposizione di programmi per dismettere
l’attività estrattiva e realizzare la relativa bonifica dei siti
1.
Nella predisposizione dei programmi per realizzare la bonifica dei
siti interessati da attività estrattiva dell’amianto, si prendono in
considerazione i seguenti aspetti:
a) la stabilizzazione geotecnica
della zona di coltivazione, ricorrendo anche, ove necessario, ad
interventi di consolidamento e/o disgaggio e/o rimodellazione dei
fronti;
b) la stabilizzazione geotecnica delle discariche di sterili
e delle altre zone interessate da movimento terra nell’ambito
dell’attività mineraria;
c) la prevenzione dai rischi di inquinamento
dell’acqua e dell’aria;
d) la risistemazione ambientale e
paesaggistica e l’eventuale possibilità di riutilizzo successivo delle
aree dismesse;
e) lo smantellamento dei fabbricati o di quelle parti
degli stessi che risultano inquinati da amianto, o in alternativa, ove
possibile, la bonifica e le proposte di recupero per i fabbricati
stessi;
f) i controlli sulla qualità dell’ambiente, con particolare
riguardo ai tenori di fibra in atmosfera, durante ed al termine delle
operazioni di bonifica;
g) i controlli geotecnici in corso d’opera,
laddove siano previste significative opere di risistemazione
morfologica;
h) la salvaguardia di eventuali giacimenti di altri
minerali di potenziale interesse estrattivo all’interno della stessa
area. Tale attività dovrà essere condotta nel rispetto delle norme di
cui al capo III del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. [227] 277,
e successive modificazioni ed integrazioni.

Art. 5. – Armonizzazione
dei piani di smaltimento dei rifiuti di amianto con i piani di
organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.

[1. I rifiuti di amianto classificati sia speciali che tossici e
nocivi, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10
settembre 1982, n. 915, devono essere destinati esclusivamene allo
smaltimento mediante stoccaggio definitivo in discarica controllata.
]
2. Le regioni e province autonome predispongono un piano di
smaltimento dei rifiuti di amianto che individua la tipologia, il
numero e la localizzazione degli impianti da utilizzare per lo
smaltimento di tali rifiuti, basato sulla valutazione delle tipologie
e dei relativi quantitativi di rifiuti di amianto presenti sul
territorio, nonché su una appropriata analisi territoriale.
3. Il
piano di smaltimento dei rifiuti di amianto costituisce parte
integrante del piano di organizzazione dei servizi di smaltimento dei
rifiuti di cui all’art. 6 del citato decreto n. 915 del 1982.

Art.
6. – Individuazione dei siti che devono essere utilizzati per
l’attività di smaltimento dei rifiuti di amianto
1. I rifiuti di
amianto devono essere smaltiti mediante impianti di stoccaggio
definitivo in discarica di seconda o terza categoria, nel rispetto
delle prescrizioni e dei vincoli di cui alla deliberazione 27 luglio
1984 del Comitato interministeriale di cui all’art. 5 del citato
decreto n. 915 del 1982, appositamente autorizzati ai sensi dell’art.
6 del decreto suindicato.
2. Lo smaltimento può avvenire in impianti
già esistenti ovvero in nuovi impianti, autorizzati anche allo
smaltimento di altre tipologie di rifiuti, a condizione che esso
avvenga in una distinta porzione di impianto a ciò esclusivamente
destinata e che vengano previste in sede organizzativa apposite
prescrizioni in ordine all’immediato interramento dei rifiuti di
amianto, alla tenuta di appositi registri di presa in carico, alla
imposizione di vincoli sull’utilizzo dell’area di discarica dopo la
chiusura e sistemazione finale, al fine di evitare la possibilità di
messa in circolo di fibre di amianto.
3. Limitatamente ai rifiuti
costituiti da sostanze o prodotti contenenti amianto legato in matrice
cementizia o resinoide, classificabili quali rifiuti speciali ai sensi
del citato decreto n. 915 del 1982, consentito lo smaltimento anche in
discariche di seconda categoria-tipo A, purché tali rifiuti provengano
esclusivamente da attività di demolizione, costruzioni e scavi.
Dovranno essere adottate, eventualmente, anche in sede autorizzativa,
apposite norme tecniche e di gestione atte ad impedire l’affioramento
dei rifiuti contenenti amianto durante le operazioni di
movimentazione.

Art. 7. – Controllo delle condizioni di salubrità
ambientale e di sicurezza del lavoro
1. Le regioni utilizzando i dati
dei censimenti di cui alle lettere b) ed l) del comma 2 dell’art. 10
della citata legge n. 257 del 1992, individuano le attività nelle
quali presente un rischio di esposizione a fibre di amianto per i
lavoratori e, conseguentemente, predispongono un piano di indirizzo
per l’intervento delle strutture territoriali finalizzato:
a) alla
vigilanza sul rispetto delle norme specifiche per la protezione dei
lavoratori nelle imprese in cui sia presente un rischio lavorativo da
amianto;
b) alla valutazione preventiva di piani di lavoro relativi
agli interventi di bonifica di amianto, presentati ai sensi dell’art.
34 del citato decreto legislativo n. 277 del 1991, e alla vigilanza
sulla esecuzione degli interventi stessi;
c) alla valutazione di
rischi connessi alla presenza di amianto in edifici, strutture e
impianti, e al rilascio di opportune prescrizioni ai d…

[Continua nel file zip allegato]

Decreto Pres. Repubblica 08/08/1994

Edilone.it