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Decreto Pres. Repubblica 04/06/1997

Decreto Pres. Repubblica 04/06/1997 n. 335 - Regolamento concernente la disciplina delle modalità di organizzazione dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente in strutture operative. Gazzetta Ufficiale 06/10/1997 n. 233

Decreto Pres. Repubblica 04/06/1997 n. 335
Regolamento concernente la
disciplina delle modalità di organizzazione dell’Agenzia nazionale per
la protezione dell’ambiente in strutture operative.
Gazzetta
Ufficiale 06/10/1997 n. 233

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto
l’articolo 87 della Costituzione;

Vista la legge 8 luglio 1986, n.
349, istitutiva del Ministero dell’ambiente;

Visto il decreto-legge 4
dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
gennaio 1994, n. 61, recante disposizioni urgenti sulla
riorganizzazione dei controlli ambientali e istutizione dell’Agenzia
nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA), ed in particolare
l’articolo 1-ter, comma 5, che prevede l’adozione del regolamento che
disciplina le modalità dell’organizzazione della medesima
Agenzia;

Ritenuta l’opportunità, in attesa dei provvedimenti per il
riordino degli Enti pubblici nazionali operanti in settori diversi
dalla previdenza ed assistenza di cui all’articolo 11, comma 1,
lettera b), della legge 15 marzo 1997, n. 59, di provvedere
all’emanazione del predetto regolamento;

Visto l’articolo 17, comma
1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto del
Presidente del consiglio dei ministri in data 5 gennaio 1996, recante
approvazione dello Statuto dell’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 26
giugno 1996;

Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso
nell’adunanza generale del 17 aprile 1997;

Vista la deliberazione del
Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 16 maggio
1997;

Sulla proposta del Ministro dell’ambiente e del Ministro per la
funzione pubblica e gli affari regionali, di concerto con il Ministro
del tesoro;

Emana

il seguente regolamento:

Art. 1

(Strutture
operative)

1. L’organizzazione dell’Agenzia nazionale per la
protezione dell’ambiente (ANPA) si articola in aree dipartimentali e
di servizi a carattere amministrativo-gestionale. I dipartimenti
coordinano i settori e i laboratori a carattere tecnico-scientifico, i
quali possono essere organizzati per competenza e per obiettivo. I
servizi sono articolati in uffici funzionali. All’interno dei settori
e dei laboratori, per particolari competenze o tipi di intervento,
possono essere assegnati incarichi temporanei di coordinamento di
attività e progetti.

2. Sono istituiti i seguenti dipartimenti e
servizi:

a) dipartimento stato dell’ambiente, controlli e sistemi
informativi;

b) dipartimento prevenzione e risanamento
ambientali;

c) dipartimento rischio tecnologico e naturale;

d)
dipartimento rischio nucleare e radiologico;

e) dipartimento
strategie integrate, promozione, comunicazione;

f) area dei servizi
giuridici amministrativi e gestionali.

Resta ferma la possibilità di
collegamenti funzionali interdipartimentali, eventualmente gestiti da
unità all’uopo istituite, anche a carattere temporaneo.

3. Fanno capo
funzionalmente al Presidente e al direttore, oltre alla segreteria,
unità di supporto per l’esercizio dei loro compiti.

4. Tra le unità e
gli uffici sono comunque previsti:

a) quelli addetti alle attività
concernenti la normativa tecnica;

b) quelli di supporto
tecnico-scientifico al Comitato per l’esercizio delle funzioni
relative alla concessione del marchio dell’Unione europea di qualità
ecologica (Ecolabel) e all’attività di ecogestione ed audit in campo
ambientale (Ecoaudit);

c) quelli preposti al sistema qualità
dell’Agenzia e alle funzioni di protezione e prevenzione interne, che
fanno direttamente capo alla direzione.

5. Entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente regolamento il Consiglio
di amministrazione, su proposta del direttore, tenuto conto dei
compiti e delle funzioni all’ANPA normativamente attribuiti, delibera
l’ulteriore articolazione strutturale dell’Agenzia in settori,
laboratori e uffici. La deliberazione è comunicata al Ministro
dell’ambiente e sottoposta ad approvazione nei casi previsti
dall’articolo 29 della legge 20 marzo 1975, n. 70.

6. Le modifiche
alla composizione ed al numero delle unità operative rese necessarie
da esigenze di adeguamento e di ottimizzazione sono comunicate al
Ministro dell’ambiente.

Art. 2

(Modalità di esercizio della
vigilanza)

1. Il Ministro dell’ambiente esercita la vigilanza
sull’Agenzia, emana direttive ed esercita i controlli previsti per
legge.

2. Le direttive definiscono gli obiettivi che devono essere
raggiunti nello svolgimento delle funzioni e dei compiti dell’Agenzia
e indicano le priorità dell’azione in campo ambientale.

3. Al fine
dell’esercizio della vigilanza di cui all’articolo 1-ter, comma 1, del
decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, l’Agenzia comunica al Ministero
dell’ambiente gli atti adottati dal Consiglio di amministrazione.

4.
Il controllo è esercitato sugli atti deliberativi nei casi previsti,
col procedimento dell’articolo 29 della legge 20 marzo 1975, n.
70.

5. Il Ministro può emanare direttive specifiche su aspetti
dell’attività dell’ANPA che risultino rilevanti per il raggiungimento
degli obiettivi ed il rispetto delle priorità di cui al precedente
comma 2.

6. Il Ministro con apposita direttiva, detta le prescrizioni
e determina le modalità per lo svolgimento da parte dell’ANPA delle
attività di consulenza e supporto al Ministero, previste dall’articolo
1, comma 1, lettera c), del decreto-legge 4 dicembre 1996, n. 496,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n.
61.

Art. 3

(Programma triennale e piano annuale)

1. Il Consiglio di
amministrazione approva il programma triennale dell’Agenzia che è
predisposto dal direttore in accordo con gli indirizzi del Governo,
anche sulla base delle direttive del Ministro dell’ambiente, e tenendo
conto delle indicazioni delle esigenze di consulenza e di supporto
tecnico da questi espresse per il periodo di riferimento, nonchè delle
proposte avanzate dalle regioni e province autonome per le attività di
interesse regionale e provinciale.

2. Sulla base del programma
triennale, il direttore predispone il piano annuale che è deliberato
dal Consiglio di amministrazione.

3. Il programma triennale ed i
piani annuali adottati sono trasmessi al Ministro dell’ambiente e
dalle regioni.

Art. 4

(Forme di consultazione)

1. Ai fini della
formulazione di proposte a contenuto generale nelle materie di cui
all’articolo 01, comma 1, lettera d), del decreto-legge 4 dicembre
1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio
1994, n. 61, l’Agenzia acquisisce le osservazioni delle associazioni
ambientalistiche individuate ai sensi dell’articolo 13 della legge 8
luglio 1986, n. 349, delle Associazioni imprenditoriali di categoria e
delle Organizzazioni sindacali interessate nella formulazione.

2.
L’Agenzia con proprio regolamento interno approvato ai sensi
dell’articolo 1-ter, comma 6, del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.
496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1996, n.
61, prevede e disciplina audizioni periodiche dei soggetti di cui al
precedente comma, finalizzate alla rilevazione di esigenze e proposte
degli interessati relativamente alle altre materie di cui all’articolo
01 dello stesso decreto-legge n. 496, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 gennaio 1996, n. 61.

Art. 5

(Dotazioni organiche del
personale)

1. La dotazione organica del personale, in sede di prima
applicazione, è complessivamente fissata nella misura stabilita
dall’articolo 1-bis, comma 5, e dall’articolo 2, comma 2, del
decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, ed è ripartita tenendo conto
dell’attuale distribuzione nell’Ente di provenienza del personale
indicato nel comma 5, dell’articolo 1-bis, e dell’applicazione del
criterio di analoga proporzionalità per la distribuzione di quello
individuato dall’articolo 2, comma 2.

2. La ripartizione di cui al
comma 1 è deliberata, entro trenta giorni dall’approvazione
dell’articolazione strutturale di cui all’articolo 1, comma 5, dal
Consiglio di amministrazione dell’ANPA e sottoposta all’approvazione
del Ministero dell’ambiente, del Ministero del tesoro e del
dipartimento della funzione pubblica. Con la stessa deliberazione
vengono altresì determinati i contingenti di personale appartenente
alle diverse qualifiche dirigenziali e funzionali da assegnare a
ciascuna struttura operativa di cui all’articolo 1.

3. Alla
successiva rideterminazione delle dotazioni organiche si procederà con
l’osservanza delle disposizioni di cui all’articolo 30 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed
integrazioni, dell’articolo 3, commi 5 e 6, della legge 24 dicembre
1993, n. 537, dell’articolo 22, commi 16 e 18, della legge 23 dicembre
1994, n. 724, e dell’articolo 1, comma 9, della legge 28 dicembre
1995, n. 549, secondo le linee guida indicate per il triennio
1996-1998 dalla circolare-direttiva del dipartimento della funzione
pubblica n. 7/96/UOPA/17578/28281/96/7.519 in data 16 marzo 1996,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 108
del 10 maggio 1996.

Art. 6

(Incarichi di direzione)

1. Gli
incarichi di direttore di area dipartimentale e di servizi vengono
conferiti con delibera del Consiglio di amministrazione, su proposta
motivata del direttore, osservate le disposizioni della legge 20 marzo
1975, n. 70, e le norme del contratto collettivo di lavoro. Gli
incarichi di capo settore, di capo laboratorio e di capo ufficio
vengono conferiti dal direttore dell’Agenzia.

2. Gli incarichi
relativi alle unità di supporto al Presidente di cui all’articolo 1,
comma 4, del presente regolamento, …

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