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Decreto Ministeriale 28/03/1995

Decreto Ministeriale 28/03/1995 n. 202 - Regolamento recante modalita' e termini per la presentazione delle domande di finanziamento a valere sul fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto, previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, concernente norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto.

Decreto Ministeriale 28/03/1995 n. 202
Regolamento recante modalita’ e
termini per la presentazione delle domande di finanziamento a valere
sul fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto,
previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, concernente norme relative
alla cessazione dell’impiego dell’amianto.

Il Ministro
dell’industria del commercio e dell’artigianato;

Vista la legge 27
marzo 1992, n. 257, concernente norme relative alla cessazione
dell’impiego dell’amianto;
Visto l’art. 14, comma 3, della legge n.
257/1992, che istituisce, presso il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, il Fondo speciale per la riconversione
delle produzioni di amianto;
Visto l’art. 14, comma 4, della legge n.
257/1992, che demanda al CIPI l’individuazione delle condizioni di
ammissibilita’ e le priorita’ di accesso ai contributi del Fondo di
cui al comma 3, e determina i criteri per l’istruttoria delle domande
di finanziamento;

Vista in particolare la delibera del Comitato
interministeriale per il coordinamento della politica industriale
(CIPI) del 28 dicembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
30 marzo 1994;
Visto l’art. 2, comma 1, lettera h), del decreto del
Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 373, che attribuisce al
CIPE l’emanazione delle direttive di cui all’art. 14, comma 4, della
citata legge 27 febbraio 1992, n. 257;
Visto l’art. 14, comma 6, della
legge n. 257/1992, che stabilisce che il Ministero dell’industria, con
proprio regolamento, fissa le modalita’ e i termini per la
presentazione delle domande di finanziamento e per la erogazione dei
contributi;

Visto l’art. 6, comma 7, della legge n. 257/1992, che
stabilisce che le disposizioni concernenti l’omologazione dei
materiali sostitutivi dell’amianto e dei prodotti che contengono tali
materiali non si applicano agli elementi costruttivi e ai componenti
privi di fibre di amianto, che alla data di entrata in vigore della
citata legge risultano omologabili sulla base della normativa di
settore ovvero di innocuita’ accertata dall’Istituto superiore di
sanita’;
Visto l’art. 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241;

Visto
l’art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il
parere espresso dal Consiglio di Stato nell’adunanza generale del 17
novembre 1994;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri con nota n. 162530 del 23 dicembre 1994;

Adotta il
seguente regolamento:

Art. 1. – Ambito di applicazione

1. Possono
accedere al “Fondo speciale per la riconversione delle produzioni di
amianto” di cui all’art. 14, comma 3, della legge 27 marzo 1992, n.
257, le imprese industriali che, impiegando fibre di amianto come
materia prima, sono impegnate in programmi di riconversione della loro
attivita’ produttiva:
a) nello stesso settore merceologico utilizzando
materiali sostitutivi ovvero alternativi dell’amianto;
b) in altri
settori merceologici, previa cessazione della precedente attivita’
lavorativa e reimpiego della manodopera.

2. Possono concorrere alla
concessione dei contributi del Fondo le imprese che alla data del 31
dicembre 1992 risultano in attivita’ e non sono sottoposte alla stessa
data a procedure concorsuali.
3. Sono escluse dai benefici del
Fondo:
– quelle imprese i cui programmi di riconversione hanno
determinato l’iscrizione nel libro dei cespiti degli investimenti
effettuati in data precedente all’entrata in vigore della legge n.
257/1992;
– quelle imprese che, utilizzando nella loro attivita’
prodotti a base di amianto, hanno come unico onere quello della
sostituzione di tali prodotti.

Art. 2. – Presentazione della
domanda

1. Le domande per la concessione dei contributi di cui
all’art. 1, devono essere presentate, dalle imprese interessate, al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato – Direzione
generale produzione industriale – Divisione XI, entro centocinquanta
giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del presente decreto.
2. La data di presentazione della
domanda e’ quella apposta dall’ufficio postale di partenza.
3. Le
domande devono essere presentate in duplice copia, di cui una in carta
legale, secondo il modello riportato nell’allegato A, corredate della
documentazione indicata nell’allegato B, anch’essa in duplice
copia.

4. Le domande devono essere firmate dal legale rappresentante
del soggetto richiedente il contributo.
5. Ogni domanda deve essere,
inoltre, corredata dalle seguenti informazioni che si considerano
vincolanti:
a) dall’indicazione della data di inizio e fine lavori;
b)
dal progetto dell’iniziativa proposta;
c) da una relazione
tecnico-economica che deve contenere tutti gli elementi che illustrano
le finalita’ dell’iniziativa e ne consentono la valutazione.
6. Se si
rileva l’incompletezza della documentazione allegata, il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato si riserva di
richiedere integrazioni alla documentazione presentata.

7. I costi
imputabili all’iniziativa devono essere relativi a spese strettamente
connesse al raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 14, comma
5, della legge n. 257/1992.
8. Sono imputabili i costi, al netto di
IVA, relativi ad:
a) acquisto di nuovi macchinari degli impianti e
delle nuove attrezzature relative alla realizzazione dell’iniziativa
comprese delle relative spese di trasporto, montaggio e
assemblaggio;
b) opere edili strettamente connesse e dimensionate,
anche dal punto di vista funzionale, ai macchinari, agli impianti e
alle attrezzature di cui al punto precedente ed esclusivamente
dedicate a questi ultimi;

c) ampliamenti ovvero ristrutturazione dei
servizi di stabilimento funzionalmente legati alla riconversione del
processo produttivo;
d) progettazione e direzione lavori, nel limite
massimo del 10%;
e) scorte, forfettarie, ammissibili nel limite del
40% del costo dell’investimento effettuato.
9. Non sono imputabili i
costi relativi a revisione prezzi, ad imprevisti, ed a spese
generali.
10. Nell’ipotesi di riconversione in altro settore
merceologico, cosi’ come descritto alla lettera b) dell’art. 1,
l’impresa si deve impegnare ad operare nel nuovo settore merceologico
senza soluzione di continuita’ rispetto al precedente.

11. In tale
ipotesi, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
riconosce il minore costo tra i due presi a confronto, relativamente
a:
a) il costo medio di riconversione proprio del settore di
provenienza;
b) il costo di riconversione nel nuovo settore.

Art. 3.
– Valutazione delle domande

1. La valutazione delle domande di
contributo e’ svolta dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, alla scadenza della data di presentazione delle
domande.
2. Fermo restando quanto disposto dall’art. 2, comma 1,
lettera h), del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile
1994, n. 373 , si applicano i criteri di priorita’ di cui alla
delibera del Comitato interministeriale per il coordinamento della
politica industriale (CIPI) del 28 dicembre 1993 , pubblicata nella
Gazzetta ufficiale del 30 marzo 1994.

3. Tutte le domande valutate
positivamente ai fini della concessione dei contributi, sono ordinate
secondo le priorita’ di cui al comma 2.
4. Il singolo contributo e’
concesso quando interamente rientrante nei fondi disponibili fino ad
esaurimento.
5. Nel caso in cui l’importo globale dei contributi
supera la disponibilita’ del Fondo sono escluse quelle imprese i cui
programmi non rientrano nelle priorita’ di cui ai commi precedenti del
presente articolo.
6. Nel caso in cui tutte le imprese realizzano
programmi con le caratteristiche di cui ai commi precedenti e
l’ammontare dei contributi supera la disponibilita’ del Fondo, il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato diminuisce
il contributo in misura percentuale fino alla concorrenza dei 50
miliardi del Fondo.

Art. 4. – Concessione del contributo

1. I
contributi sono concessi con decreto del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato.
2. L’importo del contributo e’ pari al
15% del costo totale dell’investimento sostenuto, documentato e
riconosciuto congruo dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
3. Per le imprese operanti nelle regioni italiane
rientranti nell’obiettivo 1 del regolamento CEE n. 2052/88, come
modificato dal regolamento CEE n. 2081/93, nei territori italiani
colpiti da fenomeni di declino industriale obiettivo 2 e in quelli
interessati da azioni comunitarie di sviluppo di cui al regolamento
CEE, l’importo del contributo e’ pari al 30% del costo totale
dell’investimento, sostenuto, documentato e riconosciuto congruo dal
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

4. Il
contributo, ai sensi dell’art. 14, comma 7, della legge 27 marzo 1992,
n. 257, e’ elevato di un ulteriore 10% se l’impresa, nell’ambito del
processo di riconversione, non fa ricorso alla cassa integrazioni
guadagni.
5. I benefici del Fondo di cui all’art. 1 del presente
decreto nelle zone obiettivo 1 del regolamento CEE n. 2052/88, come
modificato dal regolamento CEE n. 2081/93, sono cumulabili con altri
benefici previsti da altre leggi comunitarie, nazionali o
regionali.

6. La cumulabilita’ degli interventi non puo’, comunque,
superare il 65% dell’investimento effettuato.
7. Ai sensi dell’art. 12
della legge 7 agosto 1990, n. 241, i contributi sono concessi, previa
verifica della attinenza e della congruita’ degli investimenti in
relazione ai programmi di riconversione di cui all’art. 1, secondo le
priorita’ indicate all’art. 3, con provvedimento motivato.

Art. 5. –
Erogazione del contributo

Il contributo concesso viene erogato in una
unica soluzione a seguito della verifica di cui all’art. 6.

Art. 6. –
Verifiche

1. Il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, dispone verifiche ed accer…

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