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Decreto Ministeriale 25/11/1994

Decreto Ministeriale 25/11/1994 - Aggiornamento delle norme tecniche in materia di limiti di concentrazione e di livelli di attenzione e di allarme per gli inquinamenti atmosferici nelle aree urbane e disposizioni per la misura di alcuni inquinanti di cui al decreto ministeriale 15 aprile 1994.

Decreto Ministeriale del 25/11/1994

(Pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale Italiana – Supplemento Ordinario n° 290 del 13/12/1994)

Aggiornamento delle norme tecniche in materia di limiti di
concentrazione e di livelli di attenzione e di allarme per gli
inquinamenti atmosferici nelle aree urbane e disposizioni per la
misura di alcuni inquinanti di cui al decreto ministeriale 15 aprile
1994.

NOTE

Allegato I, Tabella I: la tabella si omette in
quanto sostituisce la Tabella I dell’Allegato I del D.M. 15 aprile
1994 ed è ivi riportata.

Art. 14: il testo si omette in quanto
sostituisce l’ art. 4, comma 3, 2° periodo del D.M. del 15 aprile 1994
ed è ivi riportato.

TESTO

Il Ministro dell’ambiente

di
concerto con il Ministro della sanità.

Vista la legge 349/86, art.
2, comma 14, circa la competenze del Ministero dell’ambiente e del
Ministero della sanità in merito alla determinazione dei limiti
massimi di accettabilità delle concentrazioni e dei limiti massimi di
esposizione agli inquinanti;

Visti il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 30 del 28 marzo 1988 in merito agli standard
di qualità dell’aria e il decreto del Presidente della Repubblica n.
203/88 in merito ai valori limite ed i valori guida per gli inquinanti
dell’aria in ambiente esterno ed i relativi metodi di campionamento,
analisi e valutazione;

Visto il proprio decreto del 20 maggio 1991
in merito allo sviluppo dei sistemi di conoscenza dello stato e della
dinamica dell’inquinamento atmosferico;

Visto il proprio decreto del
6 maggio 1992 recante disposizioni in merito alla istituzione del
Sistema nazionale di controllo ed assicurazione di qualità dei dati di
inquinamento atmosferico, articolato ai livelli nazionale, regionale e
locale;

Visto il proprio decreto del 15 aprile 1994 recante
disposizioni in merito alla necessità di sviluppare sistemi di
rilevamento di inquinanti non oggetto di precedente normativa ma
ritenuti importanti ai fini dell’impatto sanitario e ambientale;

Visto il parere della Commissione tecnico scientifica per i sistemi
di rilevamento dei dati della qualità dell’aria ex art. 6 del decreto
ministeriale del 20 maggio 1991 “Criteri per la raccolta dei dati” e
le proposte avanzate dal Consiglio nazionale delle ricerche,
dall’Istituto superiore di sanità, dall’Istituto superiore per la
prevenzione e la sicurezza nel lavoro in merito ai sistemi di misura e
valutazione di benzene, idrocarburi policiclici aromatici, e frazione
respirabile delle particelle sospese;

Considerata la opportunità di
adeguare i sistemi e le procedure di rilevamento dei dati di qualità
dell’aria all’orientamento consolidato in ambito comunitario;

Considerata la opportunità di aggiornare i valori di attenzione e di
allarme di anidride solforosa e delle particelle sospese totali, e di
apportare alcune modifiche al testo del decreto ministeriale del 15
aprile 1994;

Considerata la necessità di dare attuazione ai decreti
citati e di avviare la realizzazione di campagne a carattere
conoscitivo e sperimentale al fine di avere un quadro dei livelli di
inquinamento riscontrabili nelle aree urbane italiane, sia su base
annua che su base giornaliera, mediante misure confrontabili per
metodologia di misura;

Considerata la necessità di acquisire il
maggior numero di dati sulle concentrazioni della frazione respirabile
delle particelle sospese (PM10), del benzene e degli idrocarburi
policiclici aromatici al fine di conoscere le caratteristiche delle
distribuzioni spaziali e temporali di tali sostanze nonché le
caratteristiche dei fenomeni di rilascio e di diffusione, soprattutto
nelle aree urbane, con l’obiettivo di definire le strategie di
prevenzione per questi tipi di inquinamento;

Considerata la
necessità di definire i metodi di riferimento ed i criteri di
equivalenza omogenei sul territorio nazionale;

Considerata la
opportunità di avviare le campagne di misura per gli inquinanti non
oggetto di precedente normativa nelle aree a maggior rischio di
inquinamento anche al fine di verificare la applicabilità sul campo
dei metodi;

Decreta:

Art. 1. Misura delle concentrazioni di ossidi
di zolfo e di particelle.

La tabella 1 dell’allegato I del decreto
ministeriale del l5 aprile 1994 è modificata come nell’allegato I del
presente decreto.

Art. 2. Misura delle concentrazioni di inquinanti
di cui al decreto ministeriale 15 aprile 1994.

Conformemente a
quanto prescritto dal decreto ministeriale del 20.5.1991 sui criteri
per la raccolta dei dati di qualità dell’aria e dal decreto
ministeriale del 15 aprile 1994, le autorità competenti delle aree
urbane a maggior rischio di inquinamento da benzene, idrocarburi
policiclici aromatici (IPA) e frazione respirabile delle particelle
sospese(PM10), devono predisporre sistemi permanenti di monitoraggio
delle concentrazioni ditali sostanze entro e non oltre il 30 settembre
1995, con priorità nelle città indicate nell’allegato III.

Art. 3.
Misura delle concentrazioni della frazione delle particelle sospese
PM10.

1. Ai fini della individuazione delle sorgenti emissive e
della valutazione della esposizione, la misura della concentrazione
del materiale particolato sospeso PM10 e data dal valore della massa
di particelle sospese in atmosfera con diametro aerodinamico inferiore
a 10 micron (10*-6 m) per metro cubo di aria, rilevata nell’intervallo
di 24 ore.

2. Ai fini della valutazione del valore medio annuale
delle concentrazioni di PM10, le misure devono essere effettuate, in
modo discontinuo, per almeno 15 giorni ogni mese.

3. Il metodo di
misura del PM10 e il metodo gravimetrico; le caratteristiche del
metodo di campionamento e misura sono indicate nell’allegato V.

4. I
metodi di campionamento e misura utilizzati nelle reti di
monitoraggio, sia automatici che manuali, devono essere dotati di
certificazione di equivalenza.

5. In fase di prima applicazione,
possono essere utilizzati metodi di campionamento e misura dotati di
una certificazione o di una verifica delle caratteristiche da parte di
un ente qualificato, anche straniero.

L’apparecchiatura di
campionamento del PM10 deve essere certificata come insieme aggregato
dei suoi componenti.

6. In fase di prima applicazione, le
misurazioni sistematiche di PM10 devono essere effettuate almeno in
una stazione per ciascun gruppo di tipo A, B e C.

Nelle stazioni di
tipo A devono essere effettuate le misure delle grandezze
meteorologiche. Devono essere raccolte inoltre informazioni sullo
spessore dello strato di rimescolamento e sulla stabilità atmosferica
all’area urbana interessata.

Art. 4. Obiettivo di qualità dell’aria
per la frazione delle particelle sospese PM10.

1. Gli obiettivi di
qualità su base annuale delle concentrazioni di PM10 sono fissati con
riferimento all’1 gennaio 1996 e all’l gennaio 1999, come indicato
nell’allegato IV.

2. Il valore annuale, ai fini del confronto con
l’obiettivo di qualità, e dato dalla media mobile dei valori
giornalieri registrati.

Art. 5. Misura delle concentrazioni di
benzene in atmosfera.

1. Ai fini della individuazione delle sorgenti
emissive e della valutazione della esposizione la misura del contenuto
di benzene in atmosfera e data dal valore della concentrazione media
almeno su base oraria. Il valore giornaliero e dato dalla media dei
valori orari.

2. Ai fini della valutazione del valore medio annuale
delle concentrazioni di benzene, le misure devono essere effettuate,
in modo discontinuo, per almeno 15 giorni ogni mese.

3. Il metodo di
riferimento per la misura del benzene e il metodo basato sulla
gascromatografia selettiva, con le caratteristiche indicate
all’allegato VI.

4. I metodi di campionamento e misura utilizzati
nelle reti di monitoraggio, sia automatici che manuali, devono essere
dotati di certificazione di equivalenza.

5. In fase di prima
applicazione, possono essere utilizzati metodi di campionamenti e
misura dotati di una certificazione o di una verifica delle
caratteristiche da parte di un ente qualificato, anche straniero.

6.
In fase di prima applicazione, le misurazioni sistematiche di benzene
devono essere effettuate almeno in una stazione per ciascun gruppo di
tipo A, B e C.

Nelle stazioni di tipo A devono essere effettuate le
misure delle grandezze meteorologiche. Devono essere raccolte inoltre
informazioni sullo spessore dello strato di rimescolamento e sulla
stabilità atmosferica relativamente all’area urbana interessata.

Art. 6. Obiettivi di qualità dell’aria per il benzene.

1. Gli
obiettivi di qualità dell’aria su base annuale delle concentrazioni di
benzene sono fissati con riferimento al l° gennaio 1996 e al l°
gennaio 1999 come nell’allegato IV.

2. Il valore annuale, ai tini
del confronto con gli obiettivi di qualità, é dato dalla media mobile
dei valori giornalieri registrati.

Art. 7. Misura delle
concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici in atmosfera.

1
Ai fini della individuazione delle sorgenti emissive e della
valutazione della esposizione, la misura del contenuto degli IPA in
atmosfera e data dal valore della concentrazione misurata sulla base
di 24 ore.

2. Ai fini della valutazione del valore medio annuale
delle concentrazioni di IPA le misure devono essere effettuate, in
modo discontinuo, per almeno 15 giorni ogni mese.

3. Il metodo di
riferimento per la misura degli IPA è il metodo sulla gascromatografia
con colonna capillare e rivelatore a ionizzazione di fiamma, con le
caratteristiche indicata all’allegato VII.

4. I metodi di
campionamento e misura utilizzati nelle reti di monitoraggio, sia
automatici che manuali, devono essere dotati di certificazione di
equivalenza.

5. In fase di prima applicazione e comunque non oltre
il 30 settembre 1995, possono essere utilizzati metodi di
campionamento e misura dotati di una certificazione o di una ver…

[Continua nel file zip allegato]

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