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Decreto Ministeriale 25/03/1994

Decreto Ministeriale 25/03/1994 n. 317 - Regolamento recante norme relative al livello di potenza acustica ammesso per i tosaerba.

Decreto Ministeriale 25/03/1994 n. 317
Regolamento recante norme
relative al livello di potenza acustica ammesso per i tosaerba.

IL
MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO di concerto
con

I MINISTRI DELLA SANITA’, DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
E DELL’AMBIENTE.

Visto l’art.67 della legge 29 dicembre 1990, n. 428,
recante delega al Governo per l’attuazione delle direttive 88/180/CEE
e 88/181/CEE del Consiglio del 22 marzo 1988, che modificano la
direttiva 84/538/CEE per il riavvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al livello di potenza acustica ammesso dei
tosaerba;

Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 136, di
attuazione delle direttive 88/180/CEE e 88/181/CEE relative al livello
di potenza acustica ammesso dei tosaerba ed, in particolare,
l’art.7;

Visto l’art.17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400;

Udito il parere favorevole del Consiglio di Stato espresso
nell’adunanza generale del 25 novembre 1993;

Vista la comunicazione
al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell’art. 17, comma
3, della citata legge n. 400/1988 (n. 161433 del 29 marzo
1994);

Adotta il seguente regolamento:

Art. 1.

1. L’autorizzazione
alla certificazione CEE prevista dalle direttive 88/180/CEE e
88/181/CEE può essere concessa a organismi o laboratori di prova in
possesso dei requisiti minimi di cui all’allegato IV al decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 137, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19 febbraio
1992.

2. L’autorizzazione è rilasciata con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato che, per il tramite
dell’ispettorato tecnico dell’industria, accerta il possesso dei
requisiti del richiedente.

3. Qualora l’organismo o il laboratorio di
prova che richiede l’autorizzazione di cui al comma 1, per lo
svolgimento di particolari prove necessarie al rilascio della
certificazione CEE, debba fare ricorso a terzi, l’autorizzazione è
condizionata alla valutazione da parte del Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato del possesso dei requisiti minimi
anche dei terzi coinvolti. 4. Gli organismi già autorizzati ai sensi
del decreto del Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie 28 novembre 1987, n. 592, entro sei mesi dall’entrata in
vigore del presente decreto, possono richiedere l’estensione
dell’autorizzazione alla certificazione CEE di cui al comma 1,
mediante istanza secondo quanto previsto al successivo art. 2, commi 1
e 2 – limitatamente al punto f – e comma 3.

Art. 2.

1. L’istanza
relativa alla richiesta di autorizzazione di cui all’art. 1 deve
essere indirizzata in bollo al Ministero dell’industria, del commercio
e dell’artigianato – D.G.P.I.

Ispettorato tecnico dell’industria –
Via Molise, n. 19 – Roma.

2. Alla domanda, redatta secondo le
indicazioni prescritte e firmata dal legale rappresentante
dell’organismo o del laboratorio di prova, dovranno essere allegati,
in originale bollato e in duplice copia i seguenti documenti:

a)
certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura per i soggetti di diritto privato;

b) atto
costitutivo o statuto, con autentica notarile, ovvero estremi
dell’atto normativo per i soggetti di diritto pubblico dal quale
risulti la specifica attività di certificazione per i prodotti di cui
al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 136;

c) elenco dei
macchinari e attrezzature in dotazione, corredato di caratteristiche
tecniche ed operative;

d) elenco del personale con relative
qualifiche, titoli di studio, mansioni;

e) dichiarazione impegnativa
in ordine al puntuale soddisfacimento dei “requisiti minimi” di cui
all’allegato IV al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 137;

f)
polizza di assicurazione di responsabilità civile con massimale non
inferiore a lire due miliardi correlata ai rischi derivanti dalla
specifica attività certificativa;

g) manuale di qualità;

h)
planimetria degli uffici e dei laboratori.

3. Il ricorso a strutture
diverse da quelle del richiedente, limitato ad esami o prove
particolari, dovrà essere documentato mediante copia di apposita
convenzione stipulata nelle forme di legge nonché mediante la
produzione dei documenti di cui alle precedenti lettere a), b), c), d)
ed e) del laboratorio convenzionato.

4. Ai fini dell’accertamento
dell’idoneità a svolgere i compiti per i quali si richiede
l’autorizzazione, il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato potrà richiedere ogni altra documentazione
integrativa ritenuta necessaria.

5. Per l’esame e la valutazione
delle istanze di autorizzazione verranno convocate presso il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, apposite riunioni di
coordinamento con i Ministeri della sanità, del lavoro e della
previdenza sociale e dell’ambiente con le modalità previste dalla
legge 7 agosto 1990, n. 241. Dell’esito di tali lavori, verrà redatto
apposito parere da ritenersi vincolante ai fini dell’emanazione del
decreto di autorizzazione di cui al precedente art. 1, comma 2.

6.
Gli oneri correlati alle attività ispettive sono a carico dei
richiedenti e sono liquidati sulla base delle vigenti tariffe per i
compensi a vacazione degli ordini professionali degli ingegneri.

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