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Decreto Ministeriale 20/10/1998

Decreto Ministeriale 20/10/1998 - Criteri di analisi e valutazione dei rapporti di sicurezza relativi ai depositi liquidi facilmente infiammabili e/o tossici. Suppl. Ordinario G.U. 09/11/1998 n. 262

Decreto Ministeriale 20/10/1998
Criteri di analisi e valutazione dei
rapporti di sicurezza relativi ai depositi liquidi facilmente
infiammabili e/o tossici.
Suppl. Ordinario G.U. 09/11/1998 n.
262

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE

di concerto con

IL MINISTRO
DELL’INTERNO

e

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E
DELL’ARTIGIANATO

Visto l’art. 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come modificato dall’art. 1, comma
8, della legge 19 maggio 1997, n. 137;

Visto in particolare il comma
3, del predetto art. 12, del decreto del Presidente della Repubblica
17 maggio 1988, n. 175, come modificato all’art. 1, comma 8, della
legge 19 maggio 1997, n. 137, che disciplina l’esercizio delle
funzioni di indirizzo delle attività connesse all’applicazione del
decreto stesso;

Considerato che, ai sensi del predetto comma 3,
dell’art. 12, il Ministro dell’ambiente, in conformità alle proposte
della Conferenza dei servizi per i rischi industriali, stabilisce i
criteri di valutazione dei rapporti di sicurezza;

Considerata,
altresì, l’esigenza di stabilire per una valutazione omogenea sul
territorio nazionale del contenuto dei rapporti di sicurezza, relativi
ad impianti similari, prodotti dalle aziende in ottemperanza degli
articoli 4 e 6 del citato decreto;

Sentita la Conferenza dei servizi
per i rischi industriali di cui all’art. 14 del decreto del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come sostituito dall’art. 9
del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 461, in data 8 aprile 1998;

Decreta:

Articolo unico

L’allegato al presente decreto definisce
i “Criteri di analisi e valutazione dei rapporti di sicurezza relativi
ai depositi di liquidi facilmente infiammabili e/o tossici”,
costituenti le linee guida per le attività istruttorie di cui all’art.
1, comma 6, della legge 19 maggio 1997, n. 137, e gli esami di cui
all’art. 16, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175.

Ulteriori analisi e
approfondimenti potranno essere effettuati, ove ritenuti necessari,
nel corso delle attività di istruttoria o di esame sugli impianti di
che trattasi.

Allegato

Criteri di analisi e valutazione dei
rapporti di sicurezza relativi ai depositi di liquidi

facilmente
infiammabili e/o tossici

Capitolo 1

GENERALITA’

1.1 – Scopo

Le
presenti disposizioni, emanate in applicazione dell’art. 12 del D.P.R.
n. 175/1988, stabiliscono i criteri e le metodologie per le analisi e
le valutazioni del contenuto delle “Notifiche” e delle “Dichiarazioni”
relative ai depositi di “Liquidi facilmente infiammabili e/o tossici”
ai sensi degli artt. 4 e 6 del D.P.R. n. 175/1988, e costituiscono
integrazione degli Allegati I, II e III al D.P.C.M. 31 marzo 1989.

I
risultati delle suddette analisi forniranno peraltro gli elementi
utili per la pubblica amministrazione per gli aspetti tecnici della
valutazione della sicurezza di tali depositi. I risultati predetti non
esauriscono il novero degli elementi che potranno, a giudizio del
valutatore, essgre presi in considerazione per la formazione di un
giudizio completo in merito, che tenga conto degli ulteriori elementi
tecnici disponibili e dei fattori non tecnici utili alla valutazione
della compatibilità di tali depositi con il territorio eventualmente
prospettati in sede istruttoria. Entro questi limiti le presenti
disposizioni costituiscono pertanto delle linee guida di supporto
tecnico-metodologico per la pubblica amministrazione.

Rimangono
comunque valide le disposizioni di cui al D.M. Interno 31 luglio 1934
e successive modifiche ed integrazioni nonchè tutte le vigenti norme
di prevenzione incendi.

1.2 – Campo di applicazione

Le presenti
disposizioni si applicano ai depositi in serbatoi “atmosferici”,
polmonati o meno, sia nuovi che esistenti, dove le attività consistono
nella sola movimentazione e stoccaggio di liquidi facilmente
infiammabili e/o tossici, ai sensi dell’All. A del D.M. 20 maggio
1991, ivi inclusi i liquidi molto tossici e quelli estremamente
infiammabili di cui ai numeri 1 e 4 dell’All. A medesimo.

Le
presenti disposizioni non si applicano:

– ai serbatoi atmosferici
funzionalmente connessi agli impianti di lavorazione, ovvero
localizzati all’interno delle unità produttive stesse;

– ai depositi
in serbatoi refrigerati, semirefrigerati o a pressione.

Per depositi
contenenti altre sostanze pericolose, oltre a quelle sopra indicate,
in quantitativi superiori alle soglie di dichiarazione, devono essere
analizzati e valutati anche gli eventuali ulteriori rischi derivanti
dalla loro presenza.

1.3 – Termini e definizioni

Ai fini
dell’applicazione delle presenti disposizioni, si riporta un glossario
relativo alla terminologia utilizzata nell’ambito dell’attività di un
deposito di liquidi facilmente infiammabili e/o tossici. Nel prosieguo
del testo, per brevità, tale deposito verrà denominato deposito e, per
lo stesso motivo, i liquidi oggetto della notifica o dichiarazione
verranno denominati liquidi pericolosi.

a) Apparecchiatura di
infustamento: apparecchiatura, manuale e/o meccanizzata, che provvede
al riempimento di recipienti mobili, dotata di sistemi di controllo
del riempimento, quali bilance, singole o multiple o altri sistemi
equivalenti.

b) Apparecchiatura di travaso: apparecchio fisso per il
carico e lo scarico in/da recipienti fissi e/o in/da serbatoi mobili,
tra cui autobotti, autocisterne, ferrocisterne, navi cisterne e
serbatoi container.

c) Capacità complessiva di un deposito:
capacità, in m, pari alla somma delle capacità geometriche di serbatoi
fissi, serbatoi e recipienti mobili, condutture ed apparecchiature.

d) Deposito: complesso costituito da uno o più serbatoi fissi e/o
recipienti mobili, comprendente in genere attrezzature per la
movimentazione, il travaso e l’infustamento del liquido.

e) Grado di
riempimento: rapporto tra il volume di liquido stoccato e l’intero
volume del serbatoio alla temperatura di esercizio, esprimibile in m/m
o in percentuale.

f) Liquido: sostanza la cui tensione di vapore,
alle condizioni di temperatura oassima di esercizio, sia inferiore
alla pressione atmosferica.

g) Massima quantità stoccabile: quantità
massima dei liquidi pericolosi in kg o ton stoccabile in serbatoi
fissi, serbatoi e recipienti mobili, condutture ed apparecchiature,
con riferimento al grado di riempimento massimo della sostanza
effettivamente detenuta. Tale quantità è da assumere a riferimento per
le valutazioni in merito alla assoggettabilità alla disciplina del
D.P.R. n. 175/1988.

h) Recipiente mobile: recipiente, di capacità
geometrica non superiore a 1000 litri, destinato al trasporto e
stoccaggio dei liquidi pericolosi.

i) Serbatoio atmosferico:
serbatoio di stoccaggio progettato per essere destinato a contenere
liquidi pericolosi.

j) Serbatoio container: recipiente, di capacità
geometrica superiore a 1000 litri, montato entro apposita gabbia di
protezione, destinato al trasporto e stoccaggio di liquidi pericolosi.
Ai fini del presente decreto esso è assimilato a serbatoio mobile per
la fase di trasporto ed a serbatoio fisso per la fase di stoccaggio.

k) Serbatoio fisso: recipiente destinato allo stoccaggio dei liquidi
pericolosi stabilmente installato sul terreno.

l) Serbatoio mobile:
recipiente, di capacità geometrica superiore a 1000 litri, destinato
al contenimento e al trasporto di liquidi pericolosi montato
stabilmente su vettori stradali, ferroviari o navali.

Capitolo 2

ANALISI E VALUTAZIONI CONDOTTE DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La
procedura di valutazione del contenuto del rapporto di sicurezza
prevede lo svolgimento delle seguenti fasi:

1) analisi di
completezza e adeguatezza formale al D.P.C.M. 31 marzo 1989,
applicando la metodologia indicata nell’Appendice I alle presenti
disposizioni;

2) individuazione degli elementi tecnici di
riferimento per la valutazione di sicurezza del deposito dei liquidi
pericolosi, applicando il metodo indicizzato alle sue unità e
determinandone la categoria, secondo quanto indicato nell’Appendice II
alle presenti disposizioni;

3) valutazione dell’analisi degli eventi
incidentali associabili alla tipologia e alle caratteristiche
tecnologiche e gestionali del deposito dei liquidi pericolosi e delle
conseguenze, in termini di aree di danno riferite al superamento dei
valori di soglia prefissati, secondo quanto indicato nell’Appendice
III alle presenti disposizioni;

4) classificazione del deposito nel
suo complesso e individuazione degli elementi utili ai fini della
valutazione della compatibilità con il territorio circostante secondo
quanto indicato nell’Appendice IV alle presenti disposizioni;

5)
individuazione degli eventuali interventi migliorativi da prescrivere
da parte dell’organo tecnico a conclusione dell’istruttoria secondo
quanto indicato nell’Appendice V.

Allo scopo di effettuare il
riscontro formale di completezza di cui al punto 1), la metodologia di
analisi prevede l’utilizzo di una lista di controllo, riportata
nell’Appendice I, che segue sequenzialmente i paragrafi dell’Allegato
I al D.P.C.M. citato nel caso di notifica, o dell’Allegato III nel
caso di dichiarazione, con ulteriore suddivisione in capoversi, in
caso di diversificazione dell’informazione.

La metodologia esposta
in Appendice II consiste in una revisione e adattamento, specifico per
la tipologia impiantistica dei depositi dei liquidi pericolosi
dell’analisi indicizzata di cui all’Allegato II del D.P.C.M. citato.
Essa è completata inoltre con le formule di calcolo degli indici
“intrinseci” e “compensati”, nonchè con l’indicazione di una scala di
valori, riferita all’indice di rischio generale e all’indice di
tossicità, per la categorizzazione delle unità del deposito dei
liquidi pericolosi e la conseguente individuazione di criteri di
massima per…

[Continua nel file zip allegato]

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