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Decreto Ministeriale 20/05/1991

Decreto Ministeriale 20/05/1991 - Ministero dell'ambiente - Criteri per l'elaborazione dei piani regionali per il risanamento e la tutela della qualità dell'aria.

Decreto Ministeriale 20/05/1991
Ministero dell’ambiente – Criteri per
l’elaborazione dei piani regionali per il risanamento e la tutela
della qualità dell’aria.

Art. 1. Finalità

1. Il presente decreto
indica i criteri per l’elaborazione dei piani regionali per il
risanamento e la tutela della qualità dell’aria.

Art. 2.
Definizione

1. Ai fini del presente decreto si intende per piano
regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria lo strumento
di programmazione, coordinamento e controllo delle attività antropiche
con emissioni in atmosfera sia convogliate che diffuse, avente come
obiettivo primario la salvaguardia della salute dell’uomo e
dell’ambiente.

2. Il piano pur riguardando nella sua globalità
l’intero territorio regionale potrà essere attuato per parti
riferentisi a porzioni limitate del territorio o a tipologie di
impianti per i quali si richiedano interventi correttivi a carattere
prioritario.

Art. 3. Obiettivi e contenuti del piano

1. Il piano
avrà come obiettivo il risanamento delle aree nelle quali si abbia il
superamento o rischio di superamento delle norme per la qualità
dell’aria e in via più generale tenderà a garantire la tutela
dell’ambiente dall’inquinamento atmosferico mediante una azione di
prevenzione mirata allo studio e alla messa in opera di interventi che
promuovano il miglioramento complessivo della qualità dell’aria.

2. A
tali fini le autorità regionali provvederanno tra l’altro, nell’ambito
del piano, a:

a) formulare piani di rilevamento, prevenzione,
conservazione e risanamento del proprio territorio nel rispetto dei
valori limite di qualità dell’aria ai sensi dell’art. 4, comma 1a),
del decreto del Presidente della Repubblica n. 203/1988;

b)
sviluppare e/o tenere conto di piani di conservazione per zone
specifiche nelle quali ritengono necessario limitare o prevenire un
aumento dell’inquinamento dell’aria derivante da sviluppi urbani o
industriali per gli adempimenti di cui all’art. 4, lettera 1b), del
decreto del Presidente della Repubblica

n. 203/1988;

c) sviluppare
e/o tenere conto di piani di protezione ambientale per zone
determinate nelle quali è necessario assicurare una speciale
protezione dell’ambiente per gli adempimenti di cui all’art. 4,
lettera 1c), del decreto del Presidente della Repubblica n.
203/1988;

d) individuare zone particolarmente inquinate o
caratterizzate da specifiche esigenze di tutela ambientale, nonchè
talune categorie di impianti per gli adempimenti di cui all’art. 4,
lettera 1e), del decreto del Presidente della Repubblica 203/1988,
relativi alla fissazione di valori limite delle emissioni anche più
restrittivi di quelli definiti nelle linee guida;

e) tenere conto
degli eventuali piani di risanamento sviluppati in attuazione
dell’art. 6 della legge 28 agosto 1989, n. 305, per le aree ad elevato
rischio di crisi ambientale.

3. L’identificazione delle porzioni di
territorio e dei settori civili e produttivi ricadenti negli
adempimenti di cui sopra avvengono a cura delle regioni sulla base di
elementi di stima o misura e con metodologie e criteri in linea a
quanto riportato al successivo art. 4.

Art. 4. Metodologie e criteri
di elaborazione

1. La predisposizione del piano comprende:

1)
individuazione delle aree o dei settori produttivi e civili oggetto
del piano tramite l’analisi delle caratteristiche generali del
territorio (geomorfologia, meteorologia, climatologia, distribuzione
della popolazione, usi del territorio, fonti di emissione, qualità
dell’aria etc.) e l’elaborazione delle informazioni disponibili ai
fini di una valutazione dell’impatto delle emissioni sulla popolazione
e sull’ambiente;

2) indicazione in ciascuna area e/o settore
produttivo o civile degli interventi per il risanamento e la tutela
della qualità dell’aria;

3) sviluppo, messa a punto e verifica nel
tempo di strumenti di controllo dell’attuazione del piano e
dell’efficacia degli interventi proposti.

2. Nell’allegato tecnico al
presente decreto sono individuate le metodologie per l’elaborazione
dei piani.

Art. 5. Struttura del piano

1. Il piano regionale di
risanamento e tutela della qualità dell’aria si propone come piano
quadro della regione, anche in relazione agli altri strumenti di
pianificazione regionale; in una prima fase di elaborazione del piano
potranno essere sviluppati parti di piano o singoli piani a livello di
settore territoriale o industriale o civile, così come previsto
all’art. 2, e con metodi e criteri in linea con quanto previsto
all’art. 4 del presente decreto.

2. I suddetti piani di settore o
parti di piano opereranno come piani stralcio del piano generale.

3.
Il piano generale e i piani stralcio dovranno contenere l’indicazione
dei tempi per l’attuazione dei vari adempimenti in essi previsti.

4.
Il piano dovrà essere aggiornato ogni tre anni per tener conto delle
eventuali modifiche rilevanti intervenute nelle caratteristiche del
territorio nonchè delle risultanze della verifica di rispondenza degli
interventi attuati agli obiettivi di risanamento e tutela della
qualità dell’aria.

Art. 6. Risorse

1. In prima attuazione del
presente decreto le regioni potranno avvalersi dei finanziamenti
previsti nel programma triennale per la tutela ambientale di cui alle
deliberazioni di aggiornamento della delibera CIPE del 3 agosto 1990
(programma DISIA e SINA).

Art. 7. Tempi di attuazione

1. Le autorità
regionali predisporranno i piani di risanamento e di tutela della
qualità dell’aria entro 18 mesi dall’entrata in vigore del presente
decreto.

Art. 8. Informativa sui piani

1. Anche al fine di
consentire la redazione del piano nazionale di tutela della qualità
dell’aria in ottemperanza di quanto previsto all’art. 3, lettera 4b),
del decreto del Presidente della Repubblica n. 203/1988 le autorità
regionali devono

tenere informati i Ministeri dell’ambiente e della
sanità sulla elaborazione ed attuazione dei piani di risanamento e di
tutela della qualità dell’aria secondo modalità che saranno definite
in un decreto del Ministero dell’ambiente che sarà emesso entro
novanta giorni dalla data del presente decreto.

Art. 9. Commissione
tecnico-scientifica piani di risanamento e tutela della qualita’
dell’aria

1. Per l’aggiornamento dei criteri per i piani di
risanamento e tutela della qualità dell’aria è istituita con decreto
del Ministro dell’ambiente un’apposita commissione
tecnico

scientifica composta da rappresentanti del Ministero
dell’ambiente, del Ministero della sanità e delle regioni.

2. La
commissione è presieduta dal direttore generale per la prevenzione
dell’inquinamento atmosferico ed acustico del Ministero
dell’ambiente.

ALLEGATO TECNICO METODOLOGIE PER L’ELABORAZIONE DEI
PIANI PER IL RISANAMENTO E LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA

1.
INDIVIDUAZIONE DELLE AREE E DEI SETTORI PRODUTTIVI O CIVILI OGGETTO
DEL PIANO

1.1. ELEMENTI CONOSCITIVI

La fase conoscitiva è da
ritenersi un momento essenziale e prioritario per potere individuare
le aree o i settori sui quali operare nonchè gli interventi necessari
a garantire gli obiettivi di tutela della qualità dell’aria che il
piano si propone.

In via preliminare, o per la predisposizione di
parti di piano per i quali si ravvisa l’urgenza di intervenire, il
quadro descrittivo del territorio, delle fonti di emissione e dello
stato della qualità dell’aria potrà anche essere delineato sulla base
di una stima di larga massima e riferita, se del caso, solo agli
aspetti di particolare rilevanza. Successivamente le informazioni di
massima dovranno via via essere meglio definite, ricorrendo a raccolta
dati anche mediante indagini sul territorio allo scopo di arrivare a
creare degli archivi di tipo informatico quale strumento per l’analisi
e la verifica nel tempo del perseguimento degli obiettivi del
piano.

In mancanza di informazioni di base la raccolta degli elementi
conoscitivi, tramite anche l’effettuazione di censimenti, l’esecuzione
di campagne di misura e/o l’installazione di reti di rilevamento,
sulle fonti di emissione e nell’ambiente, può costituire di per sè una
parte di piano da sviluppare in via prioritaria.

1.1.A. DATI SUL
TERRITORIO

Le informazioni da raccogliere sul territorio riguardano
gli aspetti che impattano direttamente o indirettamente sulla
componente ambientale “aria” o che risentono gli effetti di un
deterioramento della sua qualità.

In particolare indicazioni su:

·
caratteristiche geomorfologiche e meteoclimatiche;

· distribuzione
della popolazione;

· usi del territorio;

· presenza di specie di
particolare valore naturalistico;

· presenza di patrimonio
artistico;

· altri elementi ritenuti importanti per la tutela
dell’uomo e dell’ambiente;

· fonti di emissione;

· qualità
dell’aria.

Per quanto riguarda gli ultimi due aspetti, tenuto conto
della loro particolare rilevanza ai fini della definizione dello
“stato” della qualità dell’aria, il lavoro di raccolta dati necessita
di criteri di omogeneizzazione e standardizzazione sul territorio
nazionale, così come d’altra parte richiesto dal decreto del
Presidente della Repubblica n. 203/1988.

In appendice a questo
allegato sono riportate alcune indicazioni su i metodi con i quali
effettuare il censimento delle fonti di emissione (App. A) mentre per
la raccolta dati di qualità dell’aria si rimanda all’emanando decreto
del Ministero dell’ambiente in attuazione dell’art. 3 comma 4b) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 203/1988; tali metodi
sono

stati derivati anche sulla base delle attività già avviate
presso gli organismi regionali e provinciali, nonchè in ambito
nazionale e internazionale.

1.1.B. INQUINANTI DA CONSIDERARE

Gli
inquinanti da prendere in considerazione sono sia quelli “normati” per
la qualità dell’aria sia, soprattutto nei casi di particolare
significatività sanitaria e ambientale, quelli che caratterizzano
determinate att…

[Continua nel file zip allegato]

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