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Decreto Ministeriale 17/12/1977

Decreto Ministeriale 17/12/1977 - Classificazione e disciplina dell'imballaggio e della etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi, in attuazione delle direttive emanate dal Consiglio e dalla Commissione della Comunità economica europea. Suppl. Ordinario G.U. 31/01/1978 n. 30

Decreto Ministeriale 17/12/1977
Classificazione e disciplina dell’imballaggio e della etichettatura
delle sostanze e dei preparati pericolosi, in attuazione delle
direttive emanate dal Consiglio e dalla Commissione della Comunità
economica europea.
Suppl. Ordinario G.U. 31/01/1978 n. 30

IL MINISTRO PER LA SANITA’

di concerto con

I MINISTRI PER L’INTERNO,

PER L’INDUSTRIA, IL COMMERCIO E

L’ARTIGIANATO

e

PER IL LAVORO E LA PREVIDENZA SOCIALE

Visti gli articoli 3, 6 e 9 della legge 29 maggio 1974, n. 256,
concernente la classificazione e disciplina dell’imballaggio e della
etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi;

Viste le direttive del Consiglio delle Comunità europee n. 67/548 del
27 giugno 1976, n. 73/146 del 21 maggio 1973, n. 75/409 del 24 giugno
1975 e la direttiva della commissione delle Comunità europee n. 76/90
del 14 luglio 1976, concernenti il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri
relative alla classificazione, all’imballaggio ed alla etichettatura
delle sostanze pericolose;

Decreta:

Art. 1

La classificazione, di cui all’art. 3 della legge, è riportata
nell’allegato I.

I simboli di pericolo e le indicazioni di pericolo, di cui all’art. 5,
punto 3) della legge sono riportati nell’allegato II.

I rischi specifici, di cui all’art. 5, punto 4), della legge, devono
essere indicati mediante le frasi tipo riportate nell’allegato III.

Oltre le indicazioni ed i simboli di cui ai commi precedenti, possono
essere indicati consigli di prudenza conformi a quelli riportati
nell’allegato IV in riferimento alle indicazioni date per le singole
sostanze nell’allegato I.

Gli apparecchi ed i metodi di determinazione del punto di
infiammabilità delle sostanze e dei preparati liquidi, per
l’identificazione delle caratteristiche di infiammabilità precisate
dall’art. 2, punti c) e d), della legge, sono riportati nell’allegato
V.

Gli allegati I, II, III, IV e V fanno parte integrante del presente
decreto.

Art. 2

Il termine di cui all’ultimo comma dell’art. 6 della legge 29 maggio
1974, n. 256, concernente lo smaltimento delle sostanze e dei
preparati già immessi sul mercato non conformi nell’imballaggio ed
etichettatura alle disposizioni contenute nel presente decreto è
fissato in mesi dodici dalla data di pubblicazione del decreto stesso.

Art. 3

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Allegato I

Elenco delle sostanze pericolose classificate in base al numero
atomico

dell’elemento più caratteristico delle loro proprietà

Prefazione

Nell’allegato I, le sostanze sono classificate in funzione dei numeri
atomici dell’elemento più caratteristico delle loro proprietà. Dato il
loro numero elevato le sostanze organiche hanno formato oggetto di una
classificazione convenzionale a parte.

Le tabelle A e B facilitano la compilazione dell’elenco.

La numerazione delle sostanze è stata riveduta per consentire
aggiornamenti periodici dell’allegato I, senza apportare rilevanti
modifiche alla sua presentazione. Essa è basata sull’impiego di una
sequenza cifrata del tipo: ABC – RST – VW – Y in cui:

ABC rappresenta sia il numero atomico dell’elemento chimico più
caratteristico preceduto da uno o due zeri per completare la
sottosequenza, sia il numero convenzionale della classificazione
prescelta per le sostanze organiche;

RST rappresenta il numero progressivo delle sostanze considerate nella
sottosequenza ABC;

VW rappresenta, per la sostanza così definita, una delle forme in cui
essa viene prodotta e/o immessa sul mercato;

Y rappresenta la cifra di controllo (check-digit) di tutta la
precedente sequenza calcolata secondo il metodo utilizzato da ISBN
(International Standard Book Number).

Esempio: ABC – RST -VW – Y

n. 017 – 005 – 00 – 9

Tale numerazione si trova a destra del nome di ogni sostanza. A
sinistra si trova il numero CAS (Chemical abstract service) che
permette d’identificare la sostanza. Le indicazioni che riguardano la
classificazione e l’etichettatura della sostanza sono le seguenti:

a) il o i simboli ove previsti e l’indicazione di pericolo attribuiti
in base all’allegato II (vedi articolo 6, paragrafo 2, comma c);

b) una serie di cifre precedute dalla lettera R che indica la natura
dei rischi particolari di cui all’allegato III (vedi articolo 6,
paragrafo 2, lettera d);

c) una serie di cifre precedute dalla lettera S che indica i consigli
di prudenza di cui all’allegato IV (vedi articolo 6, paragrafo 3).

Le cifre che seguono le lettere R e S sono separate o da un trattino
orizzontale o da una barra obliqua, che hanno il seguente significato:

– trattino orizzontale: enunciazione separata dei rischi particolari
(R) o dei consigli di prudenza (S);

– sbarra inclinata: enunciazione combinata possibile in una sola frase
dei rischi particolari (R) o dei consigli di prudenza (S).

Le enunciazioni singole o combinate dei rischi particolari (R)
figurano nell’allegato III e quelle dei consigli di prudenza (S)
nell’allegato IV. Per snellire al massimo la formulazione delle
sostanze dell’allegato I sono state utilizzate diverse note di portata
generale di cui si troveranno di seguito i testi esplicativi:

Nota A:

Il nome della sostanza deve figurare sull’etichetta sotto una delle
denominazioni di cui all’allegato I della presente direttiva (vedi
articolo 6, paragrafo 2, lettera a).

Nell’allegato I, quando sostanze di struttura analoga presentano gli
stessi pericoli, è stata talvolta utilizzata la denominazione generale
del tipo: “composti di …” o “sale di …”. In tal caso, il
fabbricante o qualsiasi altra persona che immette tale sostanze sul
mercato è tenuto a precisare sull’etichetta il nome chimico
corrispondente alla formula chimica:

Esempio: per BeCl2: cloruro di betillio

Nota B:

Talune sostanze (caso degli acidi, delle basi …, ecc.) vengono
immesse sul mercato in soluzione acquosa a concentrazioni varie e
necessitano dunque di un’etichettatura diversa poichè presentano
rischi diversi.

Nell’allegato I, viene utilizzata una denominazione generale del tipo:

“acido nitrico …%”

In tal caso, il fabbricante o qualsiasi altra persona che introduce
tale sostanza nel mercato deve indicare sull’etichetta la
concentrazione della soluzione in %.

Esempio: acido nitrico 45%

L’espressione in “%” viene sempre intesa peso/peso salvo altra
espressa specificazione.

L’utilizzazione di altri dati (ad esempio, peso specifico, grado
Beaumé …) o di frasi descrittive (ad esempio, concentrato, fumante,
glaciale) può essere tollerata.

Nota C:

Le sostanze organiche sono immesse sul mercato sia sotto forma
isomerica ben definita, sia sotto forma di miscela di più isomeri.

Pertanto, nell’allegato I viene talvolta utilizzata una denominazione
generale del tipo:

“xilene”

In tal caso il fabbricante o qualsiasi altra persona che immette tale
sostanza sul mercato, deve specificare sull’etichetta che si tratta di
un isomero ben definito o di una miscela di isomeri.

Esempi: a) xilene orto

b) xilene (miscela di isomeri)

Osservazione generale

Quando talune categorie di sostanze dell’allegato I (vedi caso della
denominazione generale del tipo “composti di …” o “sali di …”)
presentano la possibilità di più di una classificazione, la stessa va
effettuata ai sensi dell’articolo 3 della direttiva, vale a dire in
funzione del più elevato grado di pericolo.

Tabelle

(Omissis)

Allegato II

Simboli di pericolo ed indicazioni di pericoli da riportare sulle
confezioni di

sostanze o di preparati pericolosi, ai sensi dell’art. 1, secondo
comma

(Omissis)

Allegato III

Natura dei rischi specifici attribuiti alle sostanze pericolose

ai sensi dell’art. 1, terzo comma

(Omissis)

Allegato IV

Consigli di prudenza riguardanti le sostanze pericolose

ai sensi dell’art. 1, quarto comma

(Omissis)

Allegato V

Apparecchi e metodi di determinazione del punto di infiammabilità
delle sostanze

e dei preparati liquidi, per la identificazione delle caratteristiche
di infiammabilità

ai sensi dell’art. 1, quinto comma

(Omissis)

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