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Decreto Ministeriale 16/06/1994

Decreto Ministeriale 16/06/1994 n. 527 - Regolamento concernente disposizioni di attuazione degli artt. 2 e 4 della legge 7-8-1990, n. 241, riguardanti i termini e i responsabili dei procedimenti.

Decreto Ministeriale 16/06/1994 n. 527
Regolamento concernente
disposizioni di attuazione degli artt. 2 e 4 della legge 7-8-1990, n.
241, riguardanti i termini e i responsabili dei procedimenti.

Art.
1. Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento si applica ai
procedimenti amministrativi di competenza di organi
dell’amministrazione dell’ambiente, sia che conseguano
obbligatoriamente a iniziativa di parte, sia che debbano essere
promossi d’ufficio, ove già non disciplinati da puntuali disposizioni
normative relativamente ai termini e alle modalità di partecipazione
al procedimento e di informazione.
2. I procedimenti di competenza
dell’amministrazione dell’ambiente devono concludersi con un
provvedimento espresso nel termine stabilito, per ciascun
procedimento, nelle tabelle allegate, che costituiscono parte
integrante del presente regolamento e che contengono, altresì,
l’indicazione dell’organo o ufficio competente e della fonte
normativa. In caso di mancata inclusione del procedimento nelle
allegate tabelle, lo stesso si concluderà nel termine previsto da
altra fonte legislativa o regolamentare o, in mancanza, nel termine di
trenta giorni di cui all’art.2 della legge 7-8-1990, n. 241.
Art. 2.
Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti d’ufficio
1. Per i
procedimenti d’ufficio il termine iniziale decorre dalla data in cui
l’amministrazione dell’ambiente abbia notizia legale del fatto da cui
sorge l’obbligo di provvedere.
2. Qualora l’atto propulsivo promani
da organo o ufficio di altra amministrazione, il termine iniziale
decorre dalla data di ricevimento, da parte dell’amministrazione
dell’ambiente, della richiesta o della proposta. Art. 3. Decorrenza
del termine iniziale per i procedimenti a iniziativa di parte
1. Per
i procedimenti a iniziativa di parte il termine iniziale decorre dalla
data di ricevimento della domanda o istanza.
2. La domanda o istanza
deve essere redatta nelle forme, nei modi stabiliti
dall’amministrazione, ove determinati e portati a idonea conoscenza
degli amministrati, e deve essere corredata della prevista
documentazione, dalla quale risulti la sussistenza dei requisiti e
delle condizioni richiesti da legge o da regolamento per l’adozione
del provvedimento.
3. All’atto della presentazione della domanda è
rilasciata all’interessato una ricevuta contenente, ove possibile, le
indicazioni di cui all’art.8 della legge 7-8-1990, n. 241. Tali
indicazioni sono comunque fornite all’atto della comunicazione
dell’avvio del procedimento di cui all’art.7 della citata legge n. 241
e all’art.4 del presente regolamento. Per le domande o istanze inviate
a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata con avviso di
ricevimento, la ricevuta è costituita dall’avviso stesso.
4. Ove la
domanda dell’interessato sia ritenuta irregolare o incompleta, il
responsabile del procedimento ne dà comunicazione all’istante entro
sessanta giorni, indicando le cause della irregolarità o della
incompletezza. In questi casi il termine iniziale decorre dal
ricevimento della domanda regolarizzata o completata. 5. Restano salvi
la facoltà di autocertificazione e il dovere di procedere agli
accertamenti di ufficio previsti rispettivamente dagli artt. 2 e 10
della legge 4-1-1968, n. 15, nonché il disposto di cui all’art.18
della legge 7-8-1990, n. 241. Art. 4. Comunicazione dell’inizio del
procedimento
1. Salvo che non sussistano ragioni di impedimento
derivanti da particolari esigenze di celerità, il responsabile del
procedimento dà comunicazione dell’inizio del procedimento stesso ai
soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a
produrre effetti, ai soggetti la cui partecipazione al procedimento
sia prevista da legge o regolamento nonchè ai soggetti, individuati o
facilmente individuabili, cui dal provvedimento possa derivare un
pregiudizio.
2. I soggetti di cui al primo comma sono resi edotti
dell’avvio del procedimento mediante comunicazione personale,
contenente, ove già non rese note ai sensi dell’art.3, terzo comma, le
indicazioni di cui all’art.8 della legge 7-8-1990, n. 241. Qualora,
per il numero degli aventi titolo, la comunicazione personale risulti,
per tutti o per taluni di essi, impossibile o particolarmente gravosa
nonchè nei casi in cui vi siano particolari esigenze di celerità, il
responsabile del procedimento procede ai sensi dell’art.8, terzo
comma, della legge 7-8-1990, n. 241, mediante forme di pubblicità da
attuarsi con l’affissione e la pubblicazione di apposito atto,
indicante le ragioni che giustificano la deroga, rispettivamente
nell’albo dell’amministrazione e nel Bollettino ufficiale del
Ministero.
3. L’omissione, il ritardo e l’incompletezza della
comunicazione può essere fatta valere anche nel corso del procedimento
solo dai soggetti che abbiano titolo alla comunicazione medesima,
mediante segnalazione scritta al dirigente preposto all’unità
organizzativa competente, il quale è tenuto a fornire gli opportuni
chiarimenti o ad adottare le misure necessarie, anche ai fini dei
termini posti per l’intervento del privato nel procedimento, nel
termine di dieci giorni. 4. Resta fermo quanto stabilito dal
precedente art.3 in ordine alla decorrenza del termine iniziale del
procedimento.
Art. 5. Partecipazione al procedimento
1. Ai sensi
dell’art.10, lettera a), della legge 7-8-1990, n. 241, presso le sedi
degli organi o uffici dell’amministrazione sono rese note, mediante
affissione in appositi albi o con altre idonee forme di pubblicità, le
modalità per prendere visione degli atti del procedimento.
2. Ai
sensi dell’art.10, lettera b), della medesima legge n. 241, coloro che
hanno titolo a prendere parte al procedimento possono presentare
memorie e documenti entro un termine pari a due terzi di quello
fissato per la durata del procedimento, sempre che il procedimento
stesso non sia già concluso. La presentazione di memorie e documenti
presentata oltre il detto termine non può comunque determinare lo
spostamento del termine finale.
Art. 6. Termine finale del
procedimento
1. I termini per la conclusione dei procedimenti si
riferiscono alla data di adozione del provvedimento ovvero, nel caso
di provvedimenti recettizi, alla data in cui il destinatario ne riceve
comunicazione.
2. Ove nel corso del procedimento talune fasi, al di
fuori delle ipotesi previste dagli artt. 16 e 17 della legge 7-8-1990,
n. 241, siano di competenza di amministrazioni diverse
dall’amministrazione dell’ambiente, il termine finale del procedimento
deve intendersi comprensivo dei periodi di tempo necessari per
l’espletamento delle fasi stesse. A tal fine le amministrazioni
interessate verificano d’intesa, entro sessanta giorni dall’entrata in
vigore del presente regolamento, la congruità, per eccesso o per
difetto, dei tempi previsti, nell’ambito del termine finale, per il
compimento delle fasi medesime. Ove dalla verifica risulti la non
congruità del termine finale, il Ministro dell’ambiente provvede alla
variazione del termine, nella prescritta forma regolamentare, a meno
che lo stesso non sia fissato dalla legge.
3. I termini di cui ai
commi primo e secondo costituiscono termini massimi e la loro scadenza
non esonera l’amministrazione dall’obbligo di provvedere con ogni
sollecitudine, fatta salva ogni altra conseguenza dell’inosservanza
del termine.
4. Nei casi in cui il controllo sugli atti
dell’amministrazione procedente abbia carattere preventivo, il periodo
di tempo relativo alla fase di integrazione dell’efficacia del
provvedimento non è computato ai fini del termine di conclusione del
procedimento. In calce al provvedimento soggetto a controllo il
responsabile del procedimento indica l’organo competente al controllo
medesimo e i termini, ove previsti, entro cui lo stesso deve essere
esercitato.
5. Per i procedimenti di modifica di provvedimenti già
emanati, ove non sia diversamente disposto, si applicano gli stessi
termini finali indicati per il procedimento principale.
6. Quando la
legge preveda che la domanda dell’interessato si intende respinta o
accolta dopo l’inutile decorso di un determinato tempo dalla
presentazione della domanda stessa, il termine previsto dalla legge o
dal regolamento per la formazione del silenzio- rifiuto o del
silenzio-assenso costituisce altresì il termine entro il quale
l’amministrazione deve adottare la propria determinazione. Quando la
legge stabilisca nuovi casi o nuovi termini di silenzio- assenso o di
silenzio-rifiuto, i termini contenuti nelle tabelle allegate si
intendono integrati o modificati in conformità.
Art. 7. Acquisizione
obbligatoria di pareri e di valutazioni tecniche di organi od enti
appositi
1. Ove debba essere obbligatoriamente sentito un organo
consultivo e il parere non intervenga entro il termine stabilito da
legge o regolamento o entro i termini previsti in via suppletiva
dall’art.16, commi primo e quarto, della legge 7-8-1990, n. 241,
l’amministrazione richiedente può procedere indipendentemente
procedimento, ove ritenga di non avvalersi di tale facoltà, partecipa
agli interessati la determinazione di attendere il parere per un
ulteriore periodo di tempo, che non viene computato ai fini del
termine finale del procedimento, ma che non può comunque essere
superiore ad altri centottanta giorni.
2. Ove per disposizione di
legge o regolamento l’adozione di un provvedimento debba essere
preceduta dall’acquisizione di valutazioni tecniche di organi od enti
appositi e questi non provvedano e non rappresentino esigenze
istruttorie ai sensi e nei termini di cui all’art.17, commi primo e
terzo, della legge 7-8-1990, n. 241, il responsabile del procedimento
chiede le suddette valutazioni tecniche agli organismi di cui al primo
comma del suindicato art.17 e partecipa agli interessati l’intervenuta
richiesta. In tali casi, per un periodo di un anno dall’entrata in
vigo…

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