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Decreto Ministeriale 16/03/1983

Decreto Ministeriale 16/03/1983 - Norme per definire i criteri generali per la costruzione o ristrutturazione degli impianti di interesse agricolo zootecnico e forestale che facilitino l'impiego di fonti di energia rinnovabili o il risparmio e/o recupero di energia.

Decreto Ministeriale 16/03/1983
Norme per definire i criteri generali
per la costruzione o ristrutturazione degli impianti di interesse
agricolo zootecnico e forestale che facilitino l’impiego di fonti di
energia rinnovabili o il risparmio e/o recupero di energia.

Art.
1. I criteri generali per la costruzione o ristrutturazione degli
impianti di interesse agricolo, zootecnico e forestale, di cui al
secondo comma dell’art. 3 della legge 29-5-1982, n. 308 vanno definiti
sulla base dell’analisi del sistema agricolo e forestale
caratterizzante il territorio, delle condizioni climatiche nella zona
e delle disponibilità locali di energie rinnovabili come definiti nel
secondo comma dell’art. 1 della citata legge 29-5-1982, n. 308.
L’utilizzazione delle energie rinnovabili nell’agricoltura e foreste
deve tener conto soprattutto dell’ottimale adattamento utenza-fonte
energetica nel contesto dell’azienda agricola e forestale e
dell’interazione tra l’impiego di queste energie e l’assetto del
territorio. Si dovranno quindi individuare processi, eventualmente
anche integrati, atti a consentire la migliore utilizzazione delle
risorse energetiche disponibili, la utilizzazione dei rapporti
costi-benefici, l’incremento ed il miglioramento della produzione
agricola, zootecnica e forestale con contemporanea razionalizzazione
dei consumi di energia. Il tutto, nel rispetto della normativa
esistente, in particolare in materia di inquinamento e di difesa
dell’ambiente. In ciò privilegiando iniziative a livello di impresa
agricola singola ed associata o di consorzi di imprese fra loro vicine
ed in ristretti ambiti territoriali, utilizzando sia le fonti
energetiche rinnovabili, sia le tecniche, attive e passive, di
risparmio delle energie convenzionali. Le energie prodotte ed in
particolare quelle da sottoprodotti agricoli e forestali, dovranno
essere prioritariamente utilizzate nell’ambito agricolo e rurale.

Art. 2. Per impianti di interesse agricolo, zootecnico e forestale,
di cui all’art. 3 della legge 29-5-1982, n. 308, si deve intendere
tutto il complesso di fabbricati, impianti ed attrezzature relativi
all’esercizio delle attività agricole, zootecniche e forestali, nonché
le abitazioni per le famiglie e gli addetti alle attività stesse. Sono
quindi da considerare: – le costruzioni rurali di abitazione e di
esercizio per gli allevamenti vegetali ed animali; – gli impianti e le
attrezzature a servizio degli allevamenti vegetali e animali, nonché
per la conservazione e per la prima trasformazione dei prodotti
agricoli, zootecnici e forestali.
Art. 3. Gli interventi da
considerare, riferentisi a costruzioni ed impianti sia esistenti che
di nuova realizzazione a servizio della realtà agricola del paese,
riguardano: interventi di risparmio energetico attivo e passivo;
applicazione delle tecnologie di sfruttamento delle energie
rinnovabili, soluzioni combinate ed integrate. I criteri di validità
degli interventi terranno debito conto del rapporto tra le energie
risparmiate e costo degli interventi, sulla base degli elementi
indicati nel successivo art. 6. Saranno considerati prioritariamente
gli interventi inseriti in piani organici di sviluppo aziendale. Nel
quadro dei princìpi di cui al presente decreto, in particolari
situazioni di degrado ambientale con problemi di depurazione di reflui
aziendali, potrà essere data priorità anche ad interventi volti alla
utilizzazione dei reflui stessi per la produzione di energia.
Art. 4.
Le tecnologie applicabili a servizio degli impianti di interesse
agricolo, zootecnico e forestale di cui al precedente art. 2,
riguardano: – sistemi passivi di isolamento termico e, in generale, di
riduzione delle perdite di calore nelle strutture edilizie di
esercizio, di abitazione e nelle serre; – sistemi di recupero del
calore sensibile e latente nelle costruzioni rurali di esercizio e
abitative, nelle serre e negli impianti, atti a ridurre i consumi
aziendali esistenti e/o a destinare l’energia recuperata per il
miglioramento qualitativo delle attività della azienda; – impianti di
sfruttamento delle risorse geotermiche e del calore refluo di energia
industriale e del calore recuperabile negli impianti di produzione di
energia elettrica; – sistemi di recupero di energia quali, in
particolare, le pompe di calore ed i mezzi di produzione combinata di
energia elettrica e calore; – caldaie per la combustione di
sottoprodotti vegetali legnosi e cellulosici e di altri residui
aziendali per la produzione di calore; – impianti di gasificazione dei
Sottoprodotti vegetali legnosi e cellulosici per la produzione di
energia elettrica o di calore, nonché per produzioni combinate; –
impianti per l’utilizzazione dei piccoli salti idrici per la
produzione di energia meccanica e/o elettrica; – impianti di
fermentazione anaerobica delle deiezioni animali per la produzione di
calore, di energia elettrica, nonché per produzioni combinate; –
impianti per l’utilizzazione dell’energia solare per la produzione di
calore e/o di energia elettrica; – impianti di sfruttamento
dell’energia eolica per la produzione di energia meccanica e/o
elettrica; – interventi di razionalizzazione ai fini energetici degli
impianti esistenti; soluzioni combinate utilizzanti più fonti
energetiche rinnovabili e tecniche di risparmio, fra loro
opportunamente integrate. Art. 5. Nella definizione degli interventi
aziendali di cui al precedente art. 3, rientreranno, oltre alle
tecnologie in quanto tali, anche tutti gli apprestamenti necessari a
rendere operanti le tecnologie stesse, a monte e a valle delle
medesime, sino all’utilizzazione finale. In particolare, gli
adattamenti delle strutture di allevamento per la raccolta ed il
pretrattamento delle deiezioni animali da utilizzare negli impianti di
digestione anaerobica; le macchine e gli impianti per il
pretrattamento dei sottoprodotti legnosi e cellulosici da destinare ad
impianti di combustione e/o di gasificazione. Art. 6. La domanda per
la concessione del contributo e/o del concorso negli interessi, di cui
all’art. 12 della legge n. 308 del 29-5-1982, dovrà essere corredata
da una relazione, redatta da un tecnico qualificato, che evidenzi la
rispondenza del progetto ai criteri in precedenza indicati. Tale
relazione dovrà , inoltre, riportare:
a) la indicazione della
quantità di energia primaria risparmiabile all’anno per effetto
dell’intervento proposto, espressa in tep, rispetto a quella
precedentemente consumata se si tratta di ristrutturazione od a quella
necessaria se nei nuovi impianti non si adottassero le soluzioni
proposte;
b) il costo complessivo dell’investimento necessario; la
durata nel tempo degli impianti previsti; la quota annua di
ammortamento, interesse e manutenzione relativa all’investimento;
c)
i rapporti tra la quantità di energia primaria risparmiabile in totale
negli anni per effetto dell’intervento proposto ed il costo
complessivo dell’investimento, nonché tra la quantità di energia
primaria risparmiabile annualmente e la quota annua di ammortamento,
interesse e manutenzione;
d) l’indicazione quantitativa delle
variazioni nel bilancio aziendale, in termini di riduzione dei costi
energetici e/o di incremento del reddito complessivo;
e) gli effetti
che l’intervento previsto avrà sulla azienda agricola singola od
associata in termini di eventuali variazioni nell’ordinamento
produttivo e nell’occupazione, onde valutare se l’intervento stesso
può anche consentire una migliore utilizzazione delle risorse
aziendali, più elevati redditi per unità di lavoro, adattamento più
facile alle esigenze di mercato. Sulla base di tali elementi sarà
stabilita l’ammissibilità a contributo dei progetti ed il grado di
priorità degli stessi.
Art. 7. L’attuazione degli interventi di cui
ai precedenti articoli sarà coordinata anche a livello regionale, con
tutti gli altri interventi che la stessa legge 29-5- 1982, n. 308,
prevede per il settore agricolo e forestale. Per quanto concerne le
zone svantaggiate del Mezzogiorno, detto coordinamento sarà riferito
anche alle azioni comunitarie ed ai relativi progetti operativi messi
in atto in applicazione del regolamento CEE n. 2618/80. Ciò al fine
del più efficace utilizzo delle disponibilità finanziarie di cui
all’art. 12 della predetta legge n. 308 e della maggiore rispondenza
dei singoli interventi alle specifiche esigenze dell’impresa agricola
singola o associata. In particolare, per gli interventi di cui
all’art. 8 della legge 29-5-1982, n. 308, relativi alla concessione
dei prestiti decennali agevolati per il contenimento dei consumi di
energia primaria nel settore agricolo, ferme restando le direttive del
CIPE, dovrà essere assicurata la rispondenza dei singoli interventi
alle norme ed alle indicazioni del presente decreto mediante eventuale
acquisizione da parte delle regioni degli elementi di valutazione di
cui al precedente art. 6 ad integrazione di quelli forniti insieme
alle domande di concessione.

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